BALNEARI E TERREMOTO CENTRO ITALIA

Postato il: 27 agosto, 2016 | Lascia un commento

TERREMOTO_2016Sono passati tre giorni dal terremoto che, nelle prime ore dello scorso 24 agosto, ha distrutto Amatrice e altri piccoli borghi del centro Italia. Oggi è giornata di lutto nazionale. Un atto dovuto, che ci auguriamo sia seguito dalle indispensabili iniziative di prevenzione del rischio sismico, mai prima d’ora attuate in modo sistematico.
Partecipiamo a questa tragedia con il rispetto che dobbiamo ai morti, ai feriti, a chi ha perso tutto.
Partecipiamo facendo il poco che possiamo, a partire dalle bandiere a mezz’asta alzate sui pennoni dei nostri stabilimenti; alla diffusione, tra i nostri ospiti, dei pochi indirizzi sicuri a cui fare pervenire eventuali donazioni; al nostro personale sostegno finanziario.
Partecipiamo augurandoci che lo Stato faccia finalmente il suo mestiere-dovere, almeno nella prevenzione delle calamità naturali – terremoti e non solo – evitando di nascondersi dietro assurde regole UE.



DOPO INCONTRO RENZI-CNA BALNEATORI: INTERVISTA CON TOMEI

Postato il: 23 agosto, 2016 | Lascia un commento

FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_04 - Copia D.: Presidente Tomei, che impressione ha riportato dal recente incontro di Forte dei Marmi con il presidente Renzi?
R.: L’incontro è stato positivo, con momenti di dialogo importanti. Non dimentichiamo che, senza nulla togliere agli incontri e ai tavoli tecnici che lo hanno preceduto negli scorsi sette anni, questa è la prima volta in cui siamo riusciti a portare la questione balneare italiana alla diretta attenzione del presidente del Consiglio in carica. Domenica 21 agosto ha rappresentato per noi un’opportunità unica: tentare di inserire la nostra questione nell’agenda del premier.

D.: Renzi le è sembrato informato circa le problematiche del settore?
R.: Si, Renzi è effettivamente preparato e informato. Conosce anche molti aspetti di dettaglio, sui quali ci siamo confrontati con la politica negli anni passati.

D.: Quali sono stati, a suo giudizio, i punti salienti evidenziati durante l’incontro con Renzi?

R.: Si è ripartiti dalla recente sentenza della Corte di Giustizia e si sono posti in luce aspetti importanti, quali il legittimo affidamento, anche legato alla ripartenza del doppio binario; la necessità di riconoscere il valore economico delle nostre imprese, riconducibile ai beni materiali e immateriali di proprietà dell’impresa; il diritto di continuare a svolgere il lavoro che è stato scelto, legittimamente impostato e sviluppato per decenni. A questo proposito abbiamo illustrato e consegnato al premier il documento sindacale approvato nel corso dell’Ufficio di presidenza CNA Balneatori del 2 agosto scorso, unitamente al magistrale memorandum giuridico predisposto dagli avvocati Righi e Nesi per CNA Balneatori.

D.: Quali saranno gli sviluppi, a questo punto?
R.: Noi riteniamo che i contenuti dell’istanza sindacale e del memorandum Righi-Nesi consentano soluzioni normative che possono essere inserite nel disegno di legge del Governo, per garantire il diritto di esistere delle attuali 30 mila imprese balneari italiane, dando loro certezza per il futuro e facendo così ripartire gli investimenti, necessari per il settore, per il Paese e in grado di dare un contributo importante agli obiettivi economico-finanziari che l’Esecutivo di Governo vuole cogliere in ambito europeo entro il 2017. Su questi aspetti chiederemo un incontro a breve.



INCONTRO TRA RENZI E CNA BALNEATORI

Postato il: 22 agosto, 2016 | Lascia un commento

FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_02FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_04FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_0321_08_2016_RENZI_E_BALNEARI_01FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_05Ieri – 21 agosto 2016 – CNA Balneatori, la più significativa e impegnata tra le associazioni nazionali di categoria, con il coordinatore nazionale Cristiano Tomei, il presidente regionale Toscana Lorenzo Marchetti e i vertici di CNA Lucca, Andrea Giannecchini – presidente – e Stephano Tesi – direttore – insieme con una qualificata delegazione di Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano, guidata da Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli, ha incontrato il premier Matteo Renzi nel giardino dell’Hotel Villa Roma Imperiale di Forte dei Marmi.
Pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale di CNA nazionale:

22 Agosto 2016

BALNEATORI. IL PREMIER RENZI INCONTRA LA DELEGAZIONE CNA

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato ieri pomeriggio, a Forte dei Marmi, una delegazione di CNA Balneatori, che ha illustrato i temi relativi alla tutela e alla promozione delle imprese del turismo costiero.
Presenti all’incontro, che si è svolto presso l’Hotel Villa Roma Imperiale, il Coordinatore Nazionale di CNA Balneatori, Cristiano Tomei, i vertici della CNA di Lucca e Viareggio, e una delegazione del Comitato salvataggio imprese di balneazione, che aderisce completamente alle posizioni di CNA Balneatori.
“E’ stato un incontro positivo e molto importante” si legge in una nota di CNA Balneatori.
“La tutela del lavoro e degli investimenti di trentamila imprese balneari italiane – prosegue la nota – ha bisogno dell’appoggio pieno del Governo e delle Istituzioni. L’obiettivo è arrivare, in tempi brevi, alla costruzione e alla messa a punto di un disegno di legge che garantisca il diritto di continuare a lavorare per le attuali imprese e per gli imprenditori balneari.”



BALNEARI: TROPPI SDEGNATI E DOLOROSI “PERCHE’?”

Postato il: 20 agosto, 2016 | Lascia un commento

Quanto segue condivide e rilancia il messaggio spedito via mail da Alessandro Riccomini – presidente regionale Liguria CNA Balneatori – al premier Renzi e a molti altri indirizzi governativi, nella tarda mattinata di oggi, 20 agosto 2016:



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FORZA BALNEARI! NO ALLE ASTE!


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NO ALLA VERGOGNOSA E VILE
APPLICAZIONE DELLA BOLKESTEIN
ALLE SOLE FAMIGLIE DEI BALNEARI ITALIANI!

PERCHE’ TUTTO IL RESTO D’EUROPA
NON SOFFRE DI BOLK?

PERCHE’ SOLO L’ITALIA
E’ STATA MESSA IN INFRAZIONE?

PERCHE’ SOLO I TAR ITALIANI
HANNO CHIESTO IL GIUDIZIO DELLA CGE?

PRODI, BERLUSCONI, MONTI, LETTA, RENZI:
PERCHE’ SOLO CHIACCHIERE
MENTRE IL RESTO D’EUPOPA
RIDE DI NOI? 

PERCHE’? PERCHE’? PERCHE’?!?!

E INFINE, MATTEO RENZI, 
NON PENSI CHE LE NOSTRE FAMIGLIE 
ABBIANO DIRITTO AL TUO INTERESSAMENTO? 
A UNA TUA RISPOSTA? 

E VOI MINISTRI LIGURI? 
NON AVETE NIENTE DA DIRE ALLE NOSTRE FAMIGLIE?

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IL VOSTRO SILENZIO MI (CI) INDIGNA.


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TOMEI, CNA BALNEATORI, SOSTIENE A RADIO 24 IL DIRITTO DI ESISTERE DI 30 MILA IMPRESE BALNEARI ITALIANE

Postato il: 18 agosto, 2016 | Lascia un commento

ELISABETTA_FIORITO023Ritorniamo a “Ma che cos’è quest’estate”, programma di Radio 24 condotto da Elisabetta Fiorito. Due giorni fa – il 16 agosto – Fiorito ha trattato la questione balneare italiana intervistando, tra gli altri, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori. Abbiamo segnalato l’intervento di Tomei nel nostro post di ieri, 17 agosto. Oggi proponiamo  la trascrizione dell’intera intervista:

18.04
D.: Cristiano Tomei, responsabile nazionale della CNA Balneatori.
Questa direttiva vi danneggia, questo è chiaro. Ma è anche lo spunto per riformare finalmente il settore?
R.: E’ sicuramente uno spunto per riformare il settore. La direttiva Bolkestein ci danneggia soprattutto perché al momento in cui questa direttiva è stata approvata, da parte dell’Italia, non sono state valutate le ricadute negative. Questa stessa sentenza riconosce un fatto importantissimo, che era stato citato anche in un intervento che ho sentito, ossia il “legittimo affidamento”. Come può oggi un’impresa, che ha confidato per tanti decenni su questo legittimo affidamento e ha fatto degli investimenti, pensare che il suo orizzonte di attività sia finito? che abbia pochi mesi per svolgere il proprio lavoro e quindi essere liquidata? Questo è un discorso che vale per 30 mila imprese italiane. Come si può pensare di continuare a lavorare senza sapere qual è il proprio tempo a disposizione? Se un’impresa non fallisce, non commette nessun tipo di abuso ed è legittimamente operativa, quindi non ci sono fatti illegittimi, perché deve concludere la propria attività. In base a che cosa?

26:55
D.: Molti radio ascoltatori dicono che le spiagge vengono subaffittate a caro prezzo. Chiedono libera concorrenza. (Dicono) sembrano mandarini cinesi, altro che 50 anni di concessione. Insomma c’è una parte del Paese che invece vede questa direttiva Bolkestein come innovativa. Cosa risponde a questi radio ascoltatori?
R.: Questo è un falso problema. La direttiva, interpretata nel senso che si possa andare verso la collettività senza regole precise e scelte politiche di indirizzo ben precise, avvantaggia solo le multinazionali. Le regole sulle spiagge ci sono, perché ci sono ordinanze balneari regionali e della Capitaneria di porto. Ci sono leggi che vanno a disciplinare a livello regionale e comunale l’indirizzo e la programmazione che deve essere effettuata sulle spiagge. Ci sono regole che devono rispettare tutti, a partire dai gestori degli stabilimenti balneari. Chi non le rispetta, naturalmente, paga. Ma questo sistema di regole già esiste da decenni. Noi chiediamo al Governo e al Parlamento di fare una cosa semplice: rispettare la sentenza. La sentenza ha detto un fatto importante: gli stabilimenti balneari hanno diritto al legittimo affidamento; hanno fatto degli investimenti; devono continuare a vivere e ad esistere lì dove sono nati e si sono realizzate queste fantastiche imprese che ci invidiano in tutto il mondo. Un sistema così non si riscontra in nessun altro paese del continente europeo. Non riusciamo a capire perché la politica voglia sempre girare intorno, quando dovrebbe affrontare direttamente il problema.

33.26
D.: Abbiamo sentito anche il problema delle spiagge libere, perché gli italiani hanno la sensazione che poi i concessionari di spiagge occupino tutti gli spazi e non si lasci nemmeno un pezzettino per le spiagge libere. E’ così?
R.: Ma no, non è così, perché i piani demaniali marittimi regionali e i piani di spiaggia comunali lasciano una percentuale importante (di spiagge libere), ma poi su quelle spiagge il servizio di pulizia e soprattutto quello di salvamento vengono svolti dagli stabilimenti balneari contigui, che si sostituiscono a una funzione pubblica. E’ un sistema questo che opera da sempre su spiagge pubbliche, che sono anche quelle fruite dagli stabilimenti balneari. E questo equilibrio, con delle regole, da decenni esiste. Su questo equilibrio e su queste regole si è creato ciò che vediamo oggi. E’ qualcosa che funziona, di cui oggi la politica si sta accorgendo, perché fino a poco tempo fa è stato un sistema con regole gestite dalla Guardia costiera e ha funzionato. Oggi ci stiamo occupando di qualcosa che esiste da almeno 30 – 40 anni e ci stiamo accorgendo di qualcosa che invece funziona. Bisogna solamente, in questo momento, capire come aderire ai principi europei, ma non solamente a quelli che vengono imposti dall’alto, ma come interpretare in Italia questi principi.
Noi vogliamo state in Europa, però vogliamo starci in modo autorevole. Un modo che rappresenti in Europa cos’è l’impresa italiana. Non vogliamo che siano delle sentenze a dirci cosa dobbiamo fare. Quando interviene una sentenza vuol dire che la politica non ha fatto bene il suo dovere. C’è un vuoto. Noi oggi, comunque, chiediamo alla politica di rispettare il legittimo affidamento, che è stato sancito dalla sentenza della Corte di Giustizia europea. Ossia il diritto di esistere di 30 mila imprese italiane.



RADIO 24 E LA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 17 agosto, 2016 | Lascia un commento

RADIO_24Radio 24 – la radio de Il Sole 24 ORE – nel programma “Ma cos’è questa estate” di ieri, 16 agosto, rubrica “Ferragosto spiaggia mia non ti conosco, le spiagge italiane tra polemiche sulle concessioni e vacanze di Ferragosto” – servizio che pubblichiamo – ha intervistato Anna Giacobbe (deputato PD), Walter Rizzetto (deputato FDI), Romano Beda (giornalista), Cristiano Tomei (coordinatore nazionale CNA Balneatori), unico autorevole portavoce, in quella sede, degli imprenditori balneari (suoi interventi ai minuti 18:04, 26:55, 33:26) e altri.
Trasmissione snella e incalzante, quella di Radio 24, che se ha avuto il merito di assegnare alla questione balneare italiana il rilievo che le compete, talora accennando aperture inattese, non è andata esente da inesattezze, parzialità e luoghi comuni, non certo per colpa della conduttrice: Elisabetta Fiorito.
La realtà e le prospettive del comparto balneare italiano, recentemente legalizzato attraverso una norma ponte, in attesa dell’annunciato riordino complessivo, alla luce della sentenza del 14 luglio scorso e di alcune fondamentali considerazioni inerenti i diritti dell’individuo, possono essere sintetizzate in questi due punti:
1.- gli imprenditori balneari in attività, per esplicito riconoscimento della Corte di Giustizia, hanno diritto alla tutela del legittimo affidamento maturato a loro favore sulla base della normativa nazionale che ha regolato il settore prima dei provvedimenti conseguenti la procedura di infrazione 2008/4908;
2.- oltre a ciò, i titolari degli stabilimenti balneari in questione, in base alla Carta di Nizza, al Primo protocollo addizionale CEDU e a conformi sentenze CEDU, hanno il diritto di conservare la proprietà dei beni e delle utilità acquisiti legittimamente, di usarli e di disporne nel modo più ampio possibile. Proprietà che non possono essere sottratte se non per motivi di pubblico interesse, garantendo un giusto equilibrio tra esigenze di carattere generale e obbligo di salvaguardia dei diritti individuali. Condizione che viene a mancare se si pretende di annullare i diritti di proprietà dei concessionari in nome della concorrenza, in quanto la tutela della concorrenza rispetto all’utilizzo privato del bene demaniale non costituisce un’esigenza pubblica tale da giustificare il trasferimento forzoso di beni ed utilità da un imprenditore ad un altro imprenditore.
Questo particolare aspetto interpretativo, essenziale ai fini della questione balneare italiana, non è stato trattato nella sentenza del 14 luglio perché estraneo alle questioni pregiudiziali proposte dai TAR ed inerenti il rinnovo automatico, ma costituisce pur sempre un elemento irrinunciabile, che deve essere tutelato in ambito nazionale e comunitario, attraverso opportune iniziative di carattere politico. Governo italiano e Unione europea non dovrebbero perdere di vista queste considerazioni e, soprattutto, dovrebbero evitare di perdere ulteriormente tempo.
Aggiungiamo due osservazioni, che si ripropongono puntualmente ad ogni intervista:
a.- assegnare all’investimento un carattere burocratico obbligatorio significa avere idee pericolosamente confuse. Investire costituisce un’esigenza concreta e costante per qualsiasi impresa che intenda mantenere la propria efficienza, il proprio avviamento commerciale e si proponga di rimanere sul mercato sostenendo la concorrenza di soggetti analoghi. La decisione di investire è soggetta a proprie dinamiche e propri ritmi, che non possono essere imposti dall’esterno. Questo assunto vale per chiunque, quindi anche per l’impresa balneare, che vive problematiche proprie, tra le quali – imprescindibili – quelle della tutela del sito in concessione, del mantenimento della sua integrità naturale e della sua fruibilità;
b.- la durata delle autorizzazioni è un fatto funzionale insopprimibile, che deriva da esigenze gestionali estranee alla supposta tutela di rendite di posizione. Non è possibile gestire in modo ottimale una realtà aziendale complessa qual è uno stabilimento balneare se non programmando, senza limiti di tempo, nel breve, medio e lungo termine. Lo stesso Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, redatto dalla DG Mercato interno e servizi, documento ufficiale UE che precisa di non essere vincolante per la Commissione europea in quanto istituzione, esprime tuttavia una precisa consapevolezza dell’Unione, basata sull’esperienza e su ineccepibili valutazioni economico-aziendali. Al paragrafo 6.1.4 (Durata delle autorizzazioni), il Manuale precisa: “Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio delle attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese.
Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 (della Direttiva servizi – ndr) dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.”
Sappiamo di ripeterci, ma questa è la pura realtà delle cose. Girarci intorno serve unicamente per dare spazio a chi vuole smantellare e svendere per quattro soldi un comparto funzionante, dal quale dipende una parte cospicua dell’economia nazionale.



SALIMBENI – CNA BALNEATORI RAVENNA E CERVIA: ESSENZIALE TUTELARE LEGITTIMO AFFIDAMENTO CONCESSIONARI IN ATTIVITA’

Postato il: 13 agosto, 2016 | Lascia un commento

021Riprendiamo la dichiarazione rilasciata a ravennanotizia.it e ad altri media da Nevio Salimbeni – responsabile di CNA Balneatori di Ravenna e Cervia, il 12 agosto 2016:
«Alla luce delle osservazioni sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, predisposte dagli Avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi, con particolare riferimento ai suoi effetti sui rapporti concessori in atto, CNA Balneatori ritiene compatibile imperniare i contenuti della riforma normativa inerente le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative sulla tutela del legittimo affidamento dei concessionari in attività, in quanto ciascuno di essi ha investito nella propria azienda e ha capitalizzato nel tempo il valore commerciale che ad essa compete, confidando nel regime giuridico vigente, posto in essere da specifiche norme dello Stato italiano.
Il diritto al riconoscimento della proprietà superficiaria del concessionario demaniale marittimo è definito dall’art.17 della Carta di Nizza, il quale stabilisce che “ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquisito legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità“.
Dalla nozione di diritto di proprietà desumibile dalla Carta di Nizza e dalle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si ricava il concetto che ci si debba riferire non solo a diritti reali, ma anche a utilità che scaturiscono da un rapporto conforme a quello concessorio in questione. Al Governo chiediamo di partire da questo punto nella sua attività di riordino della questione balneare italiana.
CNA Balneatori è disponibile a lavorare di concerto con il Governo a patto che si parta dalle esigenze economiche e politiche del nostro paese e non dalle richieste dei burocrati di Bruxelles.
Salimbeni conclude: «Sarà un autunno molto caldo per il mondo balneare e dovremo prima di tutto spiegare all’opinione pubblica le ragioni dei balneatori e del perché la richiesta di legittimo affidamento ai concessionari in attività sia giusta e praticabile. Con le forme singole o collettive che in ogni comune si possono trovare.
Ritengo inoltre che sia il momento di essere fermi e forti, ma che non servano provocazioni tipo l’esposizione della bandiera inglese, legata alla BREXIT dall’UE, ma che occorra che il Governo italiano si faccia sentire ai massimi livelli, invece di continuare a parlare con burocrati – come appunto l’inglese Evans della DG Sviluppo – che non conoscono nulla della realtà mediterranea e che sono incapaci di immaginare una soluzione diversa che non mortifichi né la concorrenza né il diritto d’impresa».
Il comunicato di Salimbeni riprende le linee d’indirizzo elaborate durante l’Ufficio di presidenza CNA Balneatori del 2 agosto a Roma, sostenute e diffuse in ambito nazionale da Cristiano Tomei.
Le condividiamo e ricordiamo che il presidio permanente nelle spiagge italiane indetto da CNA Balneatori continua.



DOCUMENTI CNA BALNEATORI: CONSIDERAZIONI

Postato il: 10 agosto, 2016 | 1 commento

054Il 2 agosto 2016, l’Ufficio di presidenza di CNA Balneatori, convocato presso la sede nazionale di Roma, ha discusso le “Osservazioni sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, sez. V, 14 luglio 2016, in C-458/14 e c-67/15, con particolare riferimento ai suoi effetti sui rapporti concessori in atto”, studio giuridico riferito al giudizio unificato Promoimpresa e Melis, redatto per conto della Confederazione dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi.
L’Ufficio di presidenza ha inoltre approvato il documento sindacale “La questione balneare italiana: riordino della normativa demaniale turistico-ricreativa”.
Pubblichiamo entrambi i documenti per memoria, con ritardo, dovuto ad impegni di lavoro, tranquillizzati dal fatto che altre autorevoli fonti li hanno divulgati pressoché in tempo reale.
Ci limitiamo qui ad evidenziare alcune importantissime considerazioni conclusive dello studio Righi-Nesi (paragrafo 20.5).
La sentenza della Corte di Giustizia suggerisce una soluzione interpretativa della Direttiva servizi che non spogli i concessionari demaniali in attività della loro azienda e del relativo avviamento commerciale. Tali beni appartengono inequivocabilmente ai concessionari e trovano legittimo fondamento nella normativa nazionale che garantiva il diritto di insistenza sul bene pubblico (articolo 37 Codice navigazione) e il rinnovo automatico delle concessioni (articolo 10 legge 16.3.2001, n. 88).
L’applicazione della Direttiva Servizi alle concessioni demaniali marittime costituisce un’ingerenza al diritto di proprietà delle imprese balneari, intervento che, come chiarisce la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in data 5 gennaio 2000 (affaire Byeler c. Italie, requête n. 33202/96), è compatibile con l’art. 1 del 1° Protocollo addizionale CEDU solo se garantisce il «giusto equilibrio» tra le esigenze dell’interesse generale della comunità e l’imperativo (categorico) della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo. Questo non sembra essere verificato nella questione balneare italiana, anche perché la tutela della concorrenza non costituisce un’esigenza di pubblica utilità di portata tale da giustificare il trasferimento forzoso di beni o altre utilità dall’imprenditore che ne sia titolare ad altro imprenditore.
È quindi compito dei pubblici poteri della Repubblica italiana e delle istituzioni comunitarie garantire adeguati livelli di protezione a tali diritti.
Questi i criteri che devono orientare l’attività sindacale e che sicuramente orienteranno CNA Balneatori. Auguriamoci che siano condivisi.



CNA BALNEATORI DEFINISCE LA PROPRIA LINEA SINDACALE DOPO LA SENTENZA UE

Postato il: 1 agosto, 2016 | Lascia un commento

100_6766Rilanciamo l’appello di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – alla massima possibile partecipazione dei componenti l’Ufficio di presidenza dell’Associazione all’incontro che si terrà a Roma, martedì 2 agosto 2016, alle ore 14:00, presso la sede nazionale di CNA – Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, p.zza Mariano Armellini 9/A.
Nell’occasione sarà esaminato e discusso il memorandum redatto dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi per CNA Balneatori, poderosa nota tecnico-giuridica pervenuta il 30 luglio, nella quale si fotografa lo stato di fatto e di diritto della questione balneare italiana e si evidenziano le opzioni operative concretamente percorribili, dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia europea e i negativi esiti dell’incontro tra Governo e DG Dipartimento Crescita dell’Unione.
L’Ufficio di presidenza è inoltre chiamato ad approvare il documento sindacale destinato a sensibilizzare Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, circa le legittime richieste della categoria, istanze che presentano fondamentali risvolti economici, sociali, occupazionali, ambientali, che saranno puntualmente giustificati e sostenuti dal punto di vista giuridico. Il documento approvato sarà opportunamente diffuso a mezzo stampa e integralmente trasmesso gli associati CNA Balneatori.
L’appuntamento, strettamente legato agli eventi europei che lo hanno preceduto, cade in un periodo cruciale rispetto agli impegni lavorativi della categoria, ma l’importanza dell’obiettivo proposto è tale da giustificare lo sforzo che si richiede. Partecipare alla definizione della linea sindacale, nel difficilissimo momento che stiamo attraversando, cruciale per il futuro delle attuali imprese balneari, è essenziale ed irrinunciabile. Tomei ci chiama.



UNITA’ NELLA LOTTA ANTI BOLKESTEIN: APPELLO DI EMILIANO FAVILLA – COMITATO SALVATAGGIO IMPRESE

Postato il: 29 luglio, 2016 | 1 commento

NANDO_CARDARELLI_CON_EMILIANO_FAVILLAPubblichiamo, per la massima possibile diffusione, l’appello diramato oggi, 29 luglio, da Emiliano Favilla – presidente Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano:
“Il verbale dell’incontro del 22.7.2016 tra il sottosegretario Sandro Gozi e il direttore generale della commissione europea Lowri Evans non meraviglia chi non ha mai creduto alle favole. E’ la concreta dimostrazione della qualità della gente con cui abbiamo a che fare.” (LEGGI TUTTO)



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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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