CNA BALNEATORI PROMUOVE IL PRESIDIO PERMANENTE

Postato il: 24 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI+LOCANDINACristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – tiene alta l’attenzione e la tensione dei balneari, mentre, in piena stagione estiva, si attende la sentenza della Corte di Giustizia UE. Partecipazione a tutto campo ai convegni di categoria, contatti con i massimo organi regionali, sensibilizzazione degli operatori, attraverso dibattiti e nuove iniziative. Ultima in ordine di tempo la costituzione, presso gli stabilimenti balneari, di un presidio permanente a difesa dei diritti di categoria, finalizzato non solo al costante collegamento tra operatori del settore, ma anche all’informazione e al coinvolgimento di due componenti essenziali del comparto balneare: collaboratori e clientela. Entrambi, finora, sono stati interessati solo marginalmente alla questione, anche se ne sono componenti essenziali. Se lo scenario balneare dovesse mutare, per l’ingresso di nuovi soggetti, espressione di poteri economici forti e orientati al profitto, tutti – e non solo le attuali imprese balneari – ne farebbero pesantemente le spese.
Locandina e manifestino sono in distribuzione attraverso la rete operativa di CNA Balneatori.
Gli stabilimenti balneari sono invitati a dare la massima visibilità alle locandine, a diffondere capillarmente i volantini e a dare ogni possibile rilievo all’iniziativa, utilizzando i social network. Pubblicate le fotografie dell’affissione e di ogni altra iniziativa inerente!!



INDIFFERENZA DI STATO

Postato il: 23 giugno, 2016 | Lascia un commento

RICCOMINI_23_06_2016“BELIN RAGAZZI! MI CHIEDO E VI CHIEDO SE VI RENDETE CONTO CHE CI STATE TRASCINANDO ALLA ROVINA! 
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, HANNO AZZERATO TUTTO: INVESTIMENTI, VALORE DELLE NOSTRE AZIENDE, PASSIONE PER IL NOSTRO LAVORO!
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, HANNO GENERATO PAURA PER IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI, PER IL FUTURO DELLE NOSTRE FAMIGLIE, PER IL FUTURO DELLE NOSTRE ATTIVITA’!
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, DIMOSTRANO CHE NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO A CUORE LE NOSTRE GIUSTE RICHIESTE E CHE, ANCORA OGGI, NON C’E’ DA PARTE DI CHI CI GOVERNA LA CONSAPEVOLEZZA DEL DISASTRO CHE SI STA PROSPETTANDO PER LE NOSTRE FAMIGLIE, PER LE NOSTRE IMPRESE E PER TUTTO IL TURISMO ITALIANO. “
CONTRO LA VOSTRA INDIFFERENZA, CONTRO IL VOSTRO DISINTERESSE CONTINUEREMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE A RECLAMARE IL NOSTRO DIRITTO DI CITTADINI ITALIANI A LAVORARE E A MANTENERE LE NOSTRE FAMIGLIE!”

Questa nota franca e ispirata, firmata da Alessandro Riccomini, presidente regionale Liguria CNA Balneatori, è stata indirizzata a senatori, deputati, europarlamentari, ministri e premier. Leggendola, forse, dopo l’esito delle recenti elezioni amministrative, questi signori capiranno che i problemi della gente bisognerebbe ascoltarli, risolverli e, soprattutto, evitare di crearli. Questo, almeno finora, ci risulta essere il loro lavoro, la sola giustificazione del loro ruolo.



SENATO: AGGIORNAMENTO LAVORI IN TEMA DI CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME

Postato il: 23 giugno, 2016 | Lascia un commento

SENATOPubblichiamo l’elaborato “AGGIORNAMENTO LAVORI SENATO”, riferito alla seduta di martedì 21 giugno 2016. Riguarda l’aggiornamento dei lavori parlamentari riferiti alle concessioni demaniali marittime ed è stato redatto da CNA Nazionale.





TOMEI-SCAJOLA: 30 ANNI DI PROROGA E NIENTE ASTE PER LE IMPRESE BALNEARI IN ATTIVITA’

Postato il: 21 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_SCAJOLA_20_06_2016_1TOMEI_SCAJOLA_20_06_2016_2Ieri, 20 giugno 2016, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori –  ha incontrato Marco Scajola – assessore regionale all’Urbanistica, Pianificazione territoriale ed Edilizia e coordinatore interregionale al  Demanio – durante l’incontro di categoria che si è tenuto presso la sede della Regione Liguria in Genova.
Tomei, dopo aver fatto il punto della situazione italiana ed europea nel delicato momento che precede il deposito della sentenza UE, ha chiarito a Scajola il punto di vista di CNA Balneatori circa possibili proposte normative di iniziativa governativa e regionale, riassumibile in questi due concetti:
1.-  è opportuno evitare iniziative che anticipino la pronuncia della Corte di Giustizia, per potersi avvalere, nella stesura di nuovi provvedimenti, degli esiti  e delle motivazioni della sentenza;
2.- è essenziale che, in relazione al Tavolo interregionale del prossimo 27 giugno, le Regioni si attestino sul riconoscimento di un lungo periodo transitorio per le imprese balneari in attività – CNA Balneatori  propone almeno 30 anni – e sulla riapertura del negoziato UE a proposito del cosiddetto “doppio binario”, ipotesi normativa che prevede la proroga delle concessioni esistenti e la messa a bando delle sole nuove concessioni.
Questi concetti sono stati ribaditi nella nota trasmessa a Scajola durante il pomeriggio di ieri, con preghiera di estendere il messaggio al coordinatore interregionale per il Turismo – Giovanni Lolli – e richiesta di un nuovo incontro, da tenersi dopo la conclusione del prossimo Tavolo interregionale.



TOMEI  A RAI 3 TG 3 ABRUZZO

Postato il: 18 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_16_GIUGNODue interviste, rilasciate da Cristiano Tomei a RAI 3 TG 3 ABRUZZO, illustrano le difficoltà che caratterizzano l’attività degli stabilimenti balneari. Ve le proponiamo. Per accedere ai filmati cliccare qui.





BALNEARI ESTENUATI DAL MALTEMPO: CNA CHIEDE SOSPENSIONE E RIDUZIONE CANONI E TRIBUTI

Postato il: 18 giugno, 2016 | Lascia un commento

MALTEMPO_IN_SPIAGGIADifendere la continuità delle attuali imprese balneari italiane è l’imperativo categorico sindacale perseguito da CNA Balneatori, che peraltro non ha perso di vista la realtà vera dell’impresa balneare e le sue problematiche quotidiane, intrinseche ad un’attività che opera in uno dei contesti ambientali più difficili e impegnativi in assoluto: spazi aperti in riva al mare. Ambiente sconosciuto alla politica nostrana e non, che quando ci considera non sa neppure di cosa stia parlando; alla finanza e alle multinazionali, che vedono unicamente l’affare e non l’impegno e il sacrificio che alimenta le imprese e le rende sostenibili; ai ministri e ai sottosegretari di turno, che masticano politichese e riciclano ordini di scuderia.
Chi lavora nel settore sa perfettamente che la realtà degli stabilimenti balneari è legata alla variabilità del tempo atmosferico. Di questo parliamo oggi, un 18 giugno che conferma il peggior andamento climatico a memoria d’uomo, nella storia dell’imprenditoria balneare italiana. Pioggia, mareggiate, vento freddo, temperature tutt’altro che estive nelle zone a più elevata concentrazione di stabilimenti balneari. Fine settimana sistematicamente segnati dal maltempo. Praticamente nessuno in spiaggia dall’apertura stagionale.  Ricavi prossimi allo zero, in presenza di costi che invece mantengono il trend. Stagione a rischio.
Comunque vada e posto che l’estate arrivi, gli incassi perduti non potranno essere recuperati. Questa situazione, dovuta a fatti naturali e protratta nel tempo, risulta preoccupante al punto da modificare le stesse condizioni di utilizzo delle concessioni balneari, come previsto dall’articolo 45 del Codice della navigazione marittima. Questa considerazione ha indotto CNA Balneatori a chiedere la riduzione dei canoni demaniali e la sospensione di tasse e imposte locali, con la mail che pubblichiamo, inviata a tutti i nominativi in indirizzo. Questa, amici balneari, è attività sindacale.



CNA BALNEATORI: VITALE COMPATTARE LE REGIONI SUL NO ALLE ASTE

Postato il: 18 giugno, 2016 | 2 Commenti

LOLLI_06_2016TOMEI_123L’annuncio della data di deposito della sentenza UE – attesa e temuta, ma forse inaspettatamente positiva per la questione balneare italiana – fa passare in secondo piano qualsiasi altra notizia inerente il comparto balneare. In questi giorni e ore, comunque, altre importanti notizie che interessano il mondo balneare e offrono un chiaro segnale di attenzione, vitalità, competenza, costante presenza sul pezzo, devono essere conosciute e valutate da chiunque – balneare in attività – sia interessato alla questione, ai suoi sviluppi e intenda difendere la propria impresa, la propria famiglia, la propria scelta di vita. L’iniziativa più vicina al pronunciamento della Corte di Giustizia è quella che CNA Balneatori sta attuando per compattare le Regioni italiane sul fronte del NO ALLE ASTE per le imprese in attività. Progetto che significa: incontri ad alto livello, il primo dei quali si è avuto giovedì 16 giugno a Pescara tra Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – e Giovanni Lolli – coordinatore nazionale delle Regioni per il Turismo e vicepresidente della Regione Abruzzo. Progetto che significa anche e soprattutto: convinzione che, nell’attuale contesto politico-giudiziario, anticipare la pronuncia della Corte con una qualsiasi iniziativa di carattere normativo sia proposta inopportuna e da evitare, per poter essere più liberi nel produrre nuove regole di settore, dopo avere conosciuto gli esiti del giudizio UE e le motivazioni che lo sorreggono. Questo, in estrema sintesi, il messaggio che è stato trasmesso da Tomei a Lolli e che sarà diffuso in ambito regionale nei prossimi giorni. Maggiori informazioni nel post: “Cna Balneatori incontra Lolli“, pubblicato sul blog: www.cnabalneatori.it.



14 LUGLIO: DEPOSITO SENTENZA CORTE GIUSTIZIA UE

Postato il: 17 giugno, 2016 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013L’ufficio di pronta assistenza sindacale CNA Balneatori – come sempre operativo h24 – ci segnala che la sentenza della Corte di Giustizia europea nella causa inerente la proroga al 2020, attesa da tutti gli addetti ai lavori, sarà depositata giovedì 14 luglio 2016.
Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – che abbiamo invitato ad esprimere un giudizio, ci ha rilasciato questa dichiarazione: “Gli uffici di CNA, sempre al lavoro, sempre attenti alle problematiche del balneatori, mi hanno informato in tempo reale, quando ancora sono fuori sede per assemblee di categoria che, se le indicazioni fornite dal link ufficiale della Curia UE sono esatte, la sentenza della Corte di Giustizia europea sarà depositata il prossimo 14 luglio.
Se la data sarà confermata, anche questa volta abbiamo avuto ragione nel continuare a svolgere ininterrottamente riunioni e incontri nelle città rivierasche delle regioni costiere italiane. Questo è il momento di tenere la categoria unita, compatta e vigile. Questo è il momento di dare sostegno alle nostre imprese perché quella che ci attende sarà una vertenza sindacale ancora più dura ed estenuante di quella che abbiamo vissuto finora. Questo è il momento di tenere alto il confronto con le Regioni per mantenerle il più vicino possibile alla nostra piattaforma sindacale che, lo ricordiamo, prevede 30 anni di proroga e ripartenza del doppio binario e il NO ALLE ASTE. Questo abbiamo fatto presente ieri al coordinatore al turismo Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo; questo messaggio, nei prossimo giorni, porteremo alle altre Regioni italiane. Sosteniamo la non inerenza della Direttiva servizi e quindi l’assoluto NO ALLE ASTE E ALLE EVIDENZE PUBBLICHE per l’attuale comparto balneare italiano.
In queste ore abbiamo preso contatto con il nostro pool di avvocati che, nell’ottica della strategia giuridico sindacale perseguita da CNA Balneatori, ha depositato e discusso le memorie difensive a tutela della proroga al 2020, a sostegno della inconsistenza della tesi che parla di scarsità della risorsa spiaggia, a difesa  dell’assunto di non inerenza dell’art. 12 della Direttiva servizi con la realtà delle nostre concessioni demaniali. Nei prossimi giorni convocheremo il direttivo nazionale CNA Balneatori, unitamente ai nostri legali, per mettere in campo la strategia sindacale che attueremo da qui al giorno della sentenza e durante il periodo successivo. Questo è il nostro compito. Questo è il nostro dovere di sindacalisti. Questo stiamo facendo e continueremo a fare.”




QUESTIONE BALNEARE: LA RISPOSTA UE A MARA BIZZOTTO CONFERMA INQUIETANTI RIFLESSIONI

Postato il: 11 giugno, 2016 | 2 Commenti

Bizzotto_Mara_official_photo1296304-elzbieta-bienkowskaAntonio Smeragliuolo ci segnala che Elżbieta Bieńkowska, per conto della Commissione europea, con nota 3 giugno 2016 (cfr. [1]), ha finalmente risposto all’interrogazione 10 marzo 2016 dell’europarlamentare italiana Mara Bizzotto (ENF) (cfr. [2]). Risposta apparentemente vaga, che invece, nel puntualizzare il rinvio alle interrogazioni e alle risposte promosse dall’europarlamentare sul tema balneare italiano, richiama e sottolinea alcune significative posizioni della Commissione:

a.- la Ley de costas, che Bieńkowska dice sia stata adottata nonostante fosse stata impugnata presso la Corte costituzionale spagnola (cfr. [3]), è stata dichiarata compatibile con la Direttiva servizi, con sentenza 13.11.2015 del Tribunal constitucional, nella parte in cui concede una proroga straordinaria ai concessionari di beni demaniali marittimi (cfr [4]);

b.- in tema di premialità nei confronti dei concessionari uscenti, la Commissione (ancora con il commissario Barnier) precisa che spetta agli Stati membri stabilire la procedura per il rilascio delle autorizzazioni, ai sensi degli articoli 9, 10 e 12 della direttiva (cfr. [5]). Chiarisce inoltre che essi, nello stabilire le regole della procedura di selezione, possono tener conto di considerazioni di salute pubblica, di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori dipendenti ed autonomi, della protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi d’interesse generale conformi al diritto comunitario (cfr. [5]) e anche di esperienza professionale, quando essa risulti pertinente ai fini dell’esercizio dell’attività (cfr. [5]), cioè sempre, sia pure con modalità proporzionali all’importanza che tale criterio potrebbe rivestire per il rilascio dell’autorizzazione. In pratica la Commissione chiarisce che gli Stati membri sono i veri arbitri della situazione: possono attuare esattamente quello che decidono, come Spagna, Portogallo e Croazia hanno ampiamente dimostrato. Gli Stati agiscono. L’UE alternativamente approva (Spagna), o tace (Portogallo e Croazia) oppure cazzia (Italia), a seconda dell’aria che tira;

c.- la Commissione assicura che, nell’ambito dell’Unione, sarà adottata piena parità di trattamento nella valutazione di situazioni analoghe (cfr. [6]). Finora questo non è successo, ma si tratta di un nostro preciso diritto e sarà opportuno fare tutto quanto occorra per difenderlo.

La desolante sensazione che si ricava da queste considerazioni è che la Commissione, preso atto del costante orientamento dei Governi italiani che si sono succeduti dalle origini e dagli esiti della prima procedura d’infrazione, aperta nel 2009, rispettando l’autonomia decisionale dello Stato italiano, abbia deciso di seguire a ruota e, più recentemente, abbia ritenuto opportuno delegare alla magistratura europea il compito di delineare la soluzione del problema. L’impressione, peraltro non nuova, è che i Governi italiani che si sono succeduti dal 2008, per non dire dal 2006, sottovalutando la portata della questione e le ripercussioni della loro decisione, abbiano perseguito l’obiettivo di smantellare l’attuale comparto balneare marittimo, fondato sulla solidità di fondo della piccola imprenditoria familiare, per favorire la finanza, la grande impresa, l’assegnazione clientelare del demanio marittimo.
Altra considerazione emergente è che la Direttiva 2006/123/CE (Bolkestein) continua a tenere banco, nonostante sia incontestabilmente fuori tema, con tutte le implicazioni del caso. Le concessioni demaniali marittime turistico-ricreative – come precisato al paragrafo 3 del “Memorandum sulla questione balneare italiana” elaborato dallo studio legale associato Paolini e Nesi per CNA Balneatori – hanno per oggetto beni e non attività. Ad esse quindi non può essere applicata la Direttiva servizi, né tanto meno l’art. 12 della stessa, anche perché le attività che possono essere esercitate sul bene demaniale, specificamente elencate dall’art. 01 del D.L.5 ottobre 1993, n. 400, convertito in legge il 4 dicembre 1993, n. 494 non sono soggette ad autorizzazioni contingentate “per via della scarsità delle risorse naturali”. Quindi è chiaro, dobbiamo pretendere di uscire dalla vecchia Bolkestein: non ci riguarda!!



REGIONE TOSCANA: APPROVATO REGOLAMENTO ATTUATIVO LEGGE 31/2016

Postato il: 9 giugno, 2016 | Lascia un commento

La Giunta regionale toscana ha approvato le linee guida per l’istruttoria e la valutazione delle istanze per il rilascio di concessioni demaniali marittime con scopi turistico-ricreativi, regolamento attuativo della legge regionale 31 del 3 maggio 2016. Non ne conosciamo il testo, che pubblicheremo appena possibile.
CIUOFFO_TOSCANAStefano Ciuoffo – assessore alle attività produttive e al turismo – ha precisato: “Scopo del regolamento è consentire una applicazione omogenea sul territorio regionale delle norme nazionali per il rilascio di nuove concessioni agli attuali gestori degli stabilimenti balneari interessati a fare investimenti significativi per migliorare la qualità delle strutture e dei servizi per la balneazione, ma anche per migliorare l’accessibilità al mare e valorizzare l’ambiente delle coste della Toscana. Si tratta di un testo che, malgrado la ristrettezza dei tempi a disposizione, è il frutto di vari incontri e confronti fatti a più riprese con Anci e con le associazioni di categoria largamente rappresentative delle imprese del settore. Al suo interno sono state prese in considerazione importanti osservazioni ricevute dalle rappresentanze e ritenute compatibili con il quadro normativo nazionale. Coloro che decidono di avvalersi di questa possibilità, e per il momento ci risulta che un terzo dei concessionari abbiano deciso di farlo, optano di non rischiare una pronuncia sfavorevole della Corte di Giustizia europea, come sembra molto probabile, e di operare in tranquillità almeno fino al 2036”.13/05/2010 Roma,trasmissione Telecamere in onda su Raitre nella foto Enrico Rossi Presidente Regione Toscana
Enrico Rossi – presidente della Regione Toscana – ha dichiarato: “Non obblighiamo nessuno, diamo un’opportunità nel quadro legislativo esistente, in grado di risolvere delle incertezze esistenti, legate alla mancata pronuncia finora in Europa sulla proroga. Il rinvio sarebbe comunque fino al 2020, e possiamo capire quanto il tempo passi rapidamente. Non c’è nessun obbligo. Diciamo che se uno vuole presentare un progetto per assicurarsi altri 20 anni per rimodernare e offrire qualcosa di nuovo e di bello, bene. Del resto, lo strumento dell’esposizione al bando non è una gara, e il demanio è un bene pubblico. Non mi risulta che ci siano mai stati casi in cui si sia presentato uno sfidante. Lo dobbiamo anche grazie ai meccanismi individuati dai nostri uffici”.
Discorso fumoso e per nulla tranquillizzante: la procedura comparativa non sarà una gara, ma funziona esattamente come una gara. Quanto alla mancanza di richieste concorrenti, se essa, come sostiene Rossi, dipende da “meccanismi” individuati dagli uffici della Regione, il procedimento approvato contrasta palesemente con il comma secondo, articolo 12, della Direttiva 2006/123/CE – la Bolkestein – che esclude qualsiasi vantaggio a favore del concessionario uscente.
Avremo modo di riparlarne.



  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

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