Come il nostro gruppo ha lavorato prima di costituire COMITATO BALNEARI LIGURIA

Postato il: 31 marzo, 2011 | Lascia un commento

Non vogliamo ripercorrere il tempo passato tra la manifestazione del 18 novembre 2009 a Roma e oggi, ma perché si capisca chi siamo e come siamo arrivati a costituirci, nel marzo 2011, riproponiamo alcuni passi del nostro lavoro, che noi riteniamo significativi.

Al ritorno dalla manifestazione di Roma, nell’ambito dell’Associazione Bagni Marini di Varazze, abbiamo contribuito alla stesura della nota 10 dicembre 2009, indirizzata a SIB e FIBA, documento che dava la misura del gravissimo disagio dei concessionari locali rispetto all’atteggiamento remissivo dei sindacati. La stragrande maggioranza di noi riteneva di subire una vera e propria rapina, noi lo abbiamo gridato chiaro e forte. Quella lettera non è stata inutile, perché ha iniziato a chiarire al sindacato che la base associativa esisteva, che era in grado di intendere e di volere, che non era disponibile per una resa senza condizioni. Non dimentichiamo che il SIB, al quale noi del Comitato aderiamo, rappresenta circa il 90% dei concessionari italiani di stabilimenti balneari ed è indubbiamente  l’unico sindacato in grado di condizionare l’azione del Governo,  se agisce con la dovuta determinazione. Ma ci torneremo su.

Dopo questo primo documento non abbiamo prodotto più nulla, fino al decreto Milleproroghe 2009, convertito con legge 26 febbraio 2010, n. 25, del quale riportiamo nuovamente il solo articolo 1, comma 18, che ci riguarda. C’è stata molta confusione immediatamente dopo quel provvedimento: circa il termine del rinvio (31.12.2012 o 31.12.2015); circa il testo della legge di conversione e, soprattutto, circa la sua corretta interpretazione. Tutto giustificato dalla concitazione del momento. Finalmente è stato diramato il comunicato stampa congiunto di alcuni sindacati, tra cui il SIB. Lo abbiamo letto con attenzione e non abbiamo capito: perché il diritto di insistenza previsto dall’art. 37, comma 2, secondo periodo, del Codice della navigazione era stato abrogato, mentre rimaneva in vigore il complesso di norme che stabiliva il rinnovo automatico alla scadenza? Uno di noi ha scritto la nota 11 febbraio 2010, che è stata spedita un po’ a tutti gli addetti ai lavori, ma che è passata inosservata o è stata volutamente ignorata. La riportiamo per memoria, anche perché è stata in qualche modo profetica: a tutt’oggi, 31 marzo 2011, il contenuto della legge di conversione mantiene in essere la procedura di infrazione complementare e molti, e noi tra questi, hanno cominciato a pensare che questa apparente lacuna piuttosto che costituire un problema rappresenti una interessante opportunità, almeno in ambito nazionale. Tribunali amministrativi permettendo.

Dopo questo documento il vuoto temporale causato dagli impegni quotidiani in corso di stagione. Nella zona di Celle e Varazze, nella quale abbiamo cominciato a lavorare in gruppo, la proposta SIB di offrire servizi gratuiti ai clienti giornalieri il 13 luglio 2010, creando, all’interno di ogni stabilimento, un momento di dialogo sul problema concessioni, non ha quasi avuto seguito. Valgano tra tutte le precisazioni di un membro del nostro gruppo al SIB provinciale Savona.

Finita la stagione, abbiamo cercato di coordinare e finalizzare i nostri sforzi con maggiore efficacia, anche perché, nel corso di due significative riunioni di categoria, cioè nella riunione provinciale che si è tenuta nel Palazzetto dello sport di Varazze il 23 novembre 2010 e in quella regionale del 18 dicembre successivo a Loano, ci siamo accorti che i nostri interventi e quelli degli altri associati che si sono posti come critici rispetto alla posizione del SIB sono stati ampiamente condivisi. Riportiamo, per memoria, la nota redatta da Raffaella Gherzi e Giovanni Botta richiesta loro da alcuni associati dopo la riunione del 23 novembre e la prima mail di Giovanni Botta a Lara Comi, parlamentare europeo PDL, conseguente alla riunione regionale del 18 dicembre, nota trasmessa per conoscenza ad Angelo Berlangieri (assessore Regione Liguria a turismo, cultura e spettacolo) e a Marylin Fusco (vicepresidente giunta regionale Liguria), presenti entrambi alla riunione di Loano. Segue l’importante incontro con Francesco Bruzzone, segretario nazionale Lega nord Liguria e consigliere Regione Liguria, che ci ha consentito di parlare direttamente all’on. le Sonia Viale, sottosegretario del Ministero delle finanze, alla quale, sottoscrivendoci come Gruppo di lavoro –  Balneari Celle ligure e Varazze, abbiamo consegnato la nota 24 gennaio 2011, nella quale abbiamo sintetizzato il nostro pensiero. Il 26 gennaio abbiamo incontrato il sindaco di Celle, Renato Zunino, che ci ha assicurato il suo appoggio e che ci ha suggerito di promuovere un’iniziativa di sostegno sottoscritta da tutti i sindaci delle città rivierasche, i “sindaci del mare”, iniziativa che non siamo ancora riusciti a far decollare e che, con il vostro aiuto, costituirà uno dei principali obiettivi dell’attuale Comitato. Il 24 febbraio, preso atto della sostanziale inerzia di Lara Comi, abbiamo provato a ricontattarla con una seconda mail, firmando come Comitato balneari Celle e Varazze, ma senza nessun risultato. Il 4 marzo 2011, scaricato da Youtube il video 22 febbraio 2011, che riporta l’intervista ad Antonio Di Pietro in tema di concessioni demaniali marittime di stabilimenti balneari, abbiamo chiesto all’on. le Di Pietro il suo aiuto (mail in data 4 marzo 2011), per ora senza riscontro.

Quello a Di Pietro è l’ultimo documento che abbiamo firmato come Comitato balneari Celle e Varazze. Decidendo di attivare il blog, destinato a dialogare con ciascuno dei balneari della nostra regione, abbiamo ritenuto opportuno trasformarci in COMITATO BALNEARI LIGURIA.

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