Posizioni assunte dal SIB – il maggiore sindacato nazionale di categoria – fino al 30 marzo 2011

Postato il: 31 marzo, 2011 | Lascia un commento

Il SIB è il nostro sindacato di riferimento e, anche se dobbiamo attribuirgli una obiettiva corresponsabilità nella nostra attuale emergenza, riteniamo che, nel momento in cui scriviamo, sia il soggetto  più qualificato per traghettarci fuori dal guado, o dal guano,  se preferite. È ovvio comunque che, dati i precedenti, non siamo più disponibili a lasciarci guidare dal SIB senza battere ciglio, perché è solo grazie al dissenso dimostrato da una consistente parte della base associativa  che il SIB è riuscito finora a evitare errori irreversibili e per noi catastrofici. In particolare il SIB:

a.- dopo aver cofirmato, con altre quattro associazioni di categoria, intorno al 21 novembre 2010, il Documento per la nuova disciplina delle concessioni demaniali marittime per uso turistico ricreativo, proposta non datata, indirizzata al  ministro Fitto;

b.–  preso atto della bozza d’intesa predisposta dal Ministero per gli affari regionali in data 21.12.2010, ha stoppato tale possibile accordo con il telegramma 20 gennaio 2011 e con la lettera in pari data;

c.- circa un mese dopo ha diramato il comunicato stampa 22 febbraio 2011, nel quale esprime concetti critici nei confronti delle politiche settoriali di Governo e, per la prima volta, dichiara il proprio perentorio NO ALLE ASTE!!

Un inciso: la bozza d’intesa Fitto 21 dicembre 2010 della quale si è detto sopra, elaborata in una fase di brusca e inattesa accelerazione delle trattative impressa dal Ministro per gli affari regionali, è stata inviata direttamente alle Regioni prima di sottoporla ai sindacati di categoria. Fortunatamente  la proposta non è piaciuta alle Regioni ed è stata respinta. Nel sindacato c’è chi ha valutato questo documento come un parziale passo avanti nelle trattative, noi pensiamo invece che quella proposta ci penalizzasse in modo scandaloso, al punto che non vale neppure la pena di parlarne, in questa retrospettiva. Comunque, per chi volesse andare a fondo della questione, verificare l’attendibilità delle nostre affermazioni, cogliere gli aspetti significativi delle iniziative poste in essere nei confronti della nostra categoria dall’interlocutore ministeriale, segnaliamo che Movimento Balneare, a pagina 26 del suo blog, il 14 gennaio 2011 (http://www.movimentobalneare.it/index.php?option=com_content&view=article&id=457:attenzione-importante-il-23-gennaio-fitto-aveva-gia-inviato-la-bozza-alle-regioni-incredibile-&catid=1:notizie&Itemid=74), ha dimostrato che il 23 dicembre 2010 – quindi prima delle riunioni di inizio gennaio tra sindacati, nel corso delle quali  la bozza Fitto è stata discussa – il documento era già stato consegnato alle Regioni!

È positivo che il SIB abbia cominciato a capire che il dissenso della grande maggioranza dei suoi associati non possa essere ignorato, ma siamo andati vicini al disastro. Siamo stati fortunati se il ministro Fitto non ha recepito la proposta sindacale del novembre 2010, perché il documento in questione – parto congiunto del SIB e delle altre associazioni di categoria, ITB Italia esclusa – non ci avrebbe assicurato la permanenza nelle attuali concessioni e neppure ci avrebbe tutelato in caso di perdita delle concessioni. Il concetto di “perizia asseverata” riferito al valore delle nostre aziende è illusorio, perché nasconde sorprese e insidie micidiali, mentre la perdita di valore delle aziende è un fatto concreto. E ancora: l’idea, sicuramente non ancora abbandonata in ambito SIB, che sia possibile uscire positivamente da una gara ad evidenza pubblica preordinando opportuni “paletti” è priva di fondamento, perché non solo è assai probabile che i parametri più significativi per noi sarebbero respinti in ambito europeo, in quanto contrari all’articolo 12, comma 2, della Direttiva Bolkestein, ma anche perchè, se e nei limiti in cui fosse accettata, in fase applicativa questa impostazione darebbe luogo a contenziosi infiniti e di esito incerto. Altrettanto pericolosa e inaccettabile è l’ipotesi di chi si dice disponibile ad un accordo basato su un congruo rinvio della scadenza delle concessioni, al termine del quale ci aspetterà la solita gara. Può essere una ingenua posizione individuale, non certo un’ipotesi sindacale.

Infine il SIB – e anche la FIBA – non possono continuare a gestire gli interessi del nostro comparto mantenendo nei confronti del Governo l’atteggiamento di assoluta sudditanza psicologica che finora lo ha contraddistinto. Il  prossimo 5 aprile, ammesso che Berlusconi riceva la nostra delegazione, avrà avuto modo di leggere la nota SIB-FIBA del 29 marzo 2011, che qui evitiamo di commentare, e ci tratterà in relazione. Noi, comunque, saremo in strada; speriamo almeno di essere in molti e di bilanciare in questo modo l’effetto Fantozzi creato dal documento. Allora andiamoci tutti a Roma, facciamoci vedere e sentire, perché le elezioni amministrative sono dietro l’angolo!!

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