Nuove strategie di governo?

Postato il: 30 maggio, 2011 | Lascia un commento

Non siamo commentatori politici, ma l’esito dei ballottaggi propone uno scenario che, se non determinerà un immediato passaggio di consegne, costringerà i partiti di governo a riconsiderare le strategie in atto. Queste nuove strategie devono riguardare anche la posizione che il governo ha finora assunto nei confronti delle nostre concessioni. Non perdiamo di vista la scadenza del 6 giugno, termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al Decreto sviluppo. Noi faremo la nostra parte. Ciascuno faccia la sua.
 
 

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Ballottaggi di tarda primavera

Postato il: 28 maggio, 2011 | Lascia un commento

Oggi, sabato 28 maggio, domani e dopo domani vietato parlare di politica perfino dalle righe di questo blog. Siamo in attesa. Guardiamo il tramonto, sperando che domani sia un giorno migliore.

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Decreto Sviluppo e deroga Bolkestein. Nota al Presidente Napolitano e ai componenti il consiglio dei Ministri

Postato il: 27 maggio, 2011 | 2 Commenti

Per chi desideri tenersi aggiornato, ecco il testo di due nostre note 26 maggio c.a.  indirizzate al Presidente Napolitano e a ciascuno dei componenti il Consiglio dei Ministri. Cliccare per evidenziare il testo.
 
 

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ROMA 24 e 25 maggio 2011: esiti del sit-in

Postato il: 26 maggio, 2011 | 1 commento

Concluso il sit-in di Roma, dopo un significativo incontro in Senato. Una delegazione di balneari (Laila Di Carlo e Riccardo Ciferni, Mauro Cioffi, Piero Bellandi, Carlo Monti,  Fabrizio Maggiorelli, Gianluca Tiozzo e  Giovanni Botta di Comitato Balneari Liguria) e un gruppo di senatori, alcuni storicamente molto vicini al nostro problema (Granaiola, Baldini , Cursi (Presidente della X Commissione Industria, Commercio, Turismo), Mercatali),  altri legati alle regioni d’origine degli organizzatori della manifestazione (Tancredi, Pastore, Di Stefano, Piccone), hanno discusso sull’articolo 3 del Decreto sviluppo, sui suoi elementi di criticità e sulle iniziative da attuare prima della conversione in legge. Laila Di Carlo – avvocato, come sapete – ha chiesto chiarimenti tecnici analitici e approfonditi, ai quali non è stato possibile dare risposta, per l’assenza dei tecnici di Tremonti.   Con leggere sfumature, i presenti hanno convenuto sulla opportunità di chiedere lo stralcio dell’articolo 3 – almeno nelle parti che riguardano specificamente gli stabilimenti balneari – e parallelamente chiedere che il Governo si attivi presso l’UE per ottenere la deroga dalla direttiva Bolkestein. A queste iniziative preliminari dovrebbe ovviamente seguire la redazione di una legge quadro. Il Presidente Cursi si è impegnato a chiedere al Governo di intervenire presso l’UE.

Riccardo Ciferni ci informa che, ieri mattina – quindi prima della riunione in Senato – Laila Di Carlo ha incontrato il ministro Tremonti per un breve colloquio, del quale non abbiamo un resoconto preciso. Sembra che Tremonti abbia ribadito la sua disponibilità nei nostri confronti e abbia addebitato ai tecnici del Quirinale l’evoluzione che il decreto ha avuto, dalla bozza al testo promulgato.

Verificata l’indisponibilità di un incontro “tecnico” di rilievo,  è stato deciso di sospendere il presidio, per valutare nuove iniziative, più efficaci e con maggiore partecipazione.

Il SIB Toscana era presente in persona di Carlo Monti e di Piero Bellandi. Il SIB nazionale, che pure riteniamo fosse al corrente dell’iniziativa, non ha ritenuto opportuno presenziare. Amici del SIB, ve lo diciamo con chiarezza: non siete nuovi a fatti del genere, ma non è una buona politica.

Incidentalmente, anche se questo post si limita a contenuti di cronaca, ricordiamo che il decreto verrà convertito in legge entro il 12 luglio. E’ indispensabile riuscire a stralciare l’articolo 3 prima di quella data, quindi a giorni dovremo necessariamente organizzare nuove manifestazioni, che vi saranno  segnalate su questo blog e su quello di Movimento Balneare. Se ci tenete alla vostra concessione, quando  vi si chiederà di essere presenti, anche se è estate, cercate di esserci, perché in pochi non si combina nulla. E’ essenziale che ci siate voi o qualcuno che faccia numero per voi. Ieri a Roma qualche marchigiano ha addirittura chiuso lo stabilimento, pur di esserci. Questo, ovviamente, vale anche per il SIB.

Manca il tempo per impaginare l’articolo in modo ineccepibile, ma pensiamo che sia comunque opportuno pubblicare alcune foto scattate in occasione del presidio:

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Il coraggio dei balneari d’Abruzzo!!

Postato il: 22 maggio, 2011 | Lascia un commento

Movimento Balneare rilancia un coraggioso appello di alcuni balneari d’Abruzzo, che chiamano la categoria alla mobilitazione. Lo riproponiamo:

” BASTA CON LE PAROLE! CON LE INCERTEZZE! CON I TENTENNAMENTI! CHIEDIAMO CHIAREZZA SULLA POSIZIONE DEL GOVERNO UNA VOLTA PER TUTTE, SU COME ( o se) INTENDONO SALVAGUARDARE LA PICCOLA IMPRESA BALNEARE FAMILIARE ESISTENTE , SOPRATTUTTO CHIAREZZA SUL D.L. SVILUPPO ART. 3.

ROMA MARTEDI’ 24 MAGGIO ORE 16 , APPUNTAMENTO A PIAZZA NAVONA SIT-IN CONTINUATO CON SCIOPERO DELLA FAME (per chi lo può fare)
FIN QUANDO NON AVREMO RISPOSTE DA PARTE DEL PRESIDENTE BERLUSCONI, NON ANDREMO VIA!!! E’ LA NOSTRA VITA ORA O MAI PIU’!!!!!!!!! 

AI BALNEARI DELL’ABRUZZO ( ITF E CIBA ) SONO ARRIVATI I PERMESSI

NOI CI SAREMO, VOI CI SARETE , TUTTI CI DOVRANNO ESSERE!!

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Lettera aperta di Erika – Celle Ligure – a Giulio Tremonti

Postato il: 18 maggio, 2011 | 3 Commenti

On.le Tremonti,

contro ogni aspettativa e contro quanto è stato assicurato in molteplici incontri pre-elettorali, il Decreto Sviluppo, nella sua attuale formulazione, non solo non aiuta la nostra categoria, ma anzi ne aggrava ulteriormente la posizione.

Lei dichiara di  “fregarsene” delle spiagge, ma questo, se per certi aspetti è persino troppo chiaro, non è poi così vero: in realtà lei considera le spiagge come un cespite patrimoniale da sfruttare ben oltre i limiti di una concessione accordata dallo Stato a privati,  per motivi di pubblico interesse. Ecco la vera motivazione del diritto di superficie, proposto  a prezzi di mercato, insostenibili per qualsiasi azienda a base familiare  che, come lei chiede,  voglia investire e lavorare “lealmente”, rispettando la normativa fiscale e previdenziale. Il ministro dell’economia non può  non considerare l’impatto economico delle sue decisioni su un settore che conta più di 30.000 imprese prevalentemente familiari e più di 1 milione di lavoratori. Quale fondamento economico la porta a penalizzare e ad estromettere dal circuito produttivo così tante famiglie per sostituirle con poche società di investimento, magari straniere, magari malavitose? Ha tenuto conto dell’impatto devastante che questo decreto può avere sull’economia delle coste italiane che, come piccoli ecosistemi, sopravvivono solo grazie al turismo balneare?

Questo lavoro l’hanno inventato i nostri nonni, più di cent’anni fa, e l’hanno portato avanti i nostri genitori investendo denaro e lavorando onestamente. Perché adesso vuole portarcelo via?

Erika

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Elezioni amministrative maggio 2011

Postato il: 17 maggio, 2011 | Lascia un commento

L’esito delle amministrative, in gran parte inatteso, e le possibili ricadute sul Governo, suggeriscono di rimanere alla finestra per valutare la situazione, rimandando nel tempo qualsiasi iniziativa. Pubblichiamo una rassegna stampa essenziale e quattro prestigiosi collegamenti on line:

CORRIERE DELLA SERA – LO SCHIAFFO
il Fatto Quotidiano – La grande occasione
Il Sole-24 ORE – Bossi: il Pdl ci fa perdere
la PADANIA – La fermezza di altre radici
LA STAMPA – LA STRADA OBBLIGATA DEL GOVERNO e Nel Palazzo torna in pista l’ipotesi dell’esecutivo-ponte
Libero – PERICOLO CADUTA VOTI
l’Unità- Perché il governo cadrà il 19 giugno e ARIA NUOVA

http://www.repubblica.it/
http://www.lastampa.it/
http://www.ilsole24ore.com/
http://www.corriere.it/

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Post di Marta da Varazze: Se il decreto passasse cancellerebbe oltre un secolo di cultura balneare

Postato il: 17 maggio, 2011 | 2 Commenti

Se la decisione di mandarci alle aste nel 2015 dovesse passare sarebbe un disastro per l’Italia, cancellerebbe una parte della nostra cultura, della storia, della tradizione del nostro paese.
Vorrei potessero venire qui i nostri nonni, che 100 anni fa cominciarono questa avventura con l’appoggio dello Stato e potessero dire quanto sia stata migliorata quell’azienda, che allora neanche si poteva denominare tale, che con poche lire avevano avviato; e potessero ancora riconoscere invariati i principi di rispetto e tutela della spiaggia e del mare che ispirarono i primi concessionari di stabilimenti balneari.
Questo decreto avrebbe il risultato di cancellare una tradizione insita nella storia dell’Italia turistica: ritrovare per il bagnante la stessa famiglia a gestire il suo stabilimento balneare di fiducia, quella famiglia che gli da sicurezza perché conosce e cura palmo a palmo quel pezzo di spiaggia, quella famiglia che dà lavoro stagionale alle persone del luogo, che anno dopo anno propone un’accoglienza sempre più confidenziale e calorosa.
Se la legge passasse si avrebbe quindi un vero e proprio disastro in tema di qualità del turismo: la eliminazione delle piccole imprese a conduzione familiare verrebbero sicuramente sostituite da multinazionali, grandi aziende e grandi imprenditori che trasformerebbero tutto in Autogrill sul mare il cui unico obiettivo è il guadagno.
La nuova normativa infatti non agevolerebbe, come viene sventolato, tutti gli italiani che sognano uno stabilimento balneare, al contrario tutto ciò che è stato costruito negli anni da 30.000 famiglie italiane, andrà nelle mani di grandi imprese di tutta Europa i cui valori ben lontani stanno rispetto ai nostri tramandati da generazione in generazione basati sulla cura e il rispetto del mare. L’unico valore che regnerà sulle nostre spiagge sarà il  guadagno indiscriminato, basato su una gestione copia del Mc Donald’s nelle città.
Tutti i nostri sforzi annuali di cura dell’arenile, pulizia e trattamento della sabbia, non saranno neanche contemplati nella gestione del nuovo concessionario che da Londra gestirà i dipendenti recuperati da agenzie milanesi.
Il nostro litorale è un ecosistema piccolo e fragile, per sua natura difficile e accidentato, per la sua geografia inquinato e superaffollato.
Sono proprio i gestori balneari che si prendono a carico il lavoro e lo stress derivante dall’inquinamento e dal superaffollamento riuscendo fino ad oggi a mantenere un ambiente sano, vivibile, umano e soprattutto gratificante per chi vuole ancora fare vacanza nelle nostre regioni. Senza di noi sicuramente il turismo familiare finirà e sarà sempre di più mordi e fuggi.
Dal punto di vista economico probabilmente non ci si rende conto del mercato che noi mettiamo in moto con le nostre strutture che vanno ben oltre a qualche ombrellone come facilmente si può vedere affacciandosi sulle coste. Tant’è vero che ci sono centinaia di imprese al nostro fianco perché vedono la loro azienda in pericolo al pari delle nostre. Si parla di aziende in cassa integrazione e altre già chiuse a causa dello stallo provocato da questa normativa.
Bè insomma, ragioni per continuare a vivere ne abbiamo tante, giuste e legittime.
Quello che mi piacerebbe sarebbe sentirle dire, leggerle sui giornali, vederle gridate in faccia ai politici, alla gente.

Marta

 

Siamo daccordo con te, Marta. Muoviamoci per uscire da questo decreto!!

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Una mail per il Governo da tutti i balneari d’Italia!!

Postato il: 16 maggio, 2011 | 3 Commenti

Questa è la proposta di Bruno da Celle Ligure:

A TUTTI I BALNEARI!! Con la pubblicazione del decreto sviluppo e con tutte le modifiche apportate nella sua stesura non ci resta che protestare con estrema fermezza. Invito tutti a mandare una mail al governo in maniera da far capire e correttamente intendere quanto segue: 1) Togliere dal decreto ogni riferimento che ci coinvolge perche’ cosi’ come e’ esposto non va assolutamente bene. 2) Il governo deve convincere l’Europa affinche’ ci sia concessa una deroga dalla direttiva Bolkestein. 3) Che sappiano quanto siamo determinati, in quanto ormai il rischio di veder morire le nostre aziende e’ talmente reale e grave che siamo disposti ad ogni azione pur di salvare le nostre imprese. NO ALLE ASTE!!!!! SI ALLA DEROGA!!!!!

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A tutti i politici di destra e di sinistra!!

Postato il: 15 maggio, 2011 | 3 Commenti

Questo è un commento di Ale da Sestri Levante:

A TUTTI I POLITICI DI DESTRA E DI SINISTRA! No alle aste! Sì alla deroga! E’ vergognoso che uno stato possa solo pensare di mandare all’asta le famiglie italiane! Su 28000 almeno 25000 sono imprese famigliari dove lavorano genitori e figli! Se ci levate il lavoro noi cosa facciamo? Non potete allargare le braccia o nascondervi dietro all’UE o al Capo dello Stato! Ci dovete delle risposte, avete l’obbligo morale di tutelare le famiglie italiane. Non compriamo più neanche i chiodi e le aziende che ci forniscono le attrezzature chiuderanno, altre famiglie…… Che razza di stato è?!? NO ALLE ASTE! NO AI NOVANTA O AI VENT’ANNI! SOLO DEROGA!!!

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