ROMA 10 OTTOBRE 2012 – COMUNICATO STAMPA QUATTROSIGLE

Postato il: 11 ottobre, 2012 | 1 commento

Questo è il comunicato stampa congiunto delle quattro sigle sindacali, inerente l’incontro di ieri, 10 ottobre 2012, tra Governo, Autonomie locali e sindacati di categoria. Documento diffuso in data odierna.

Cliccare sull’immagine per completare il testo e ingrandire.









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ROMA 10 OTTOBRE 2012 – CRONACA DI MONDO BALNEARE

Postato il: 11 ottobre, 2012 | Lascia un commento

MONDO BALNEARE, nell’articolo 10 ottobre 2012, propone informazioni puntuali ed esaurienti circa l’incontro che si è tenuto a Roma nella stessa data, tra Governo,  autonomie locali e sindacati. Il link è il seguente: http://www.mondobalneare. com/news/800/spiagge-a-evidenza-pubblica-presentato-oggi-il-decreto.html





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MONTICELLI INCONTRA GNUDI: COSÌ SI METTONO IN DIFFICOLTÀ COMUNI E 30MILA IMPRESE

Postato il: 11 ottobre, 2012 | 1 commento

Pubblichiamo il comunicato stampa ANCI relativo all’incontro Governo – Regioni Province Comuni del 10 ottobre 2012:

Un incontro che non ci ha soddisfatti per nulla, il governo sembra intenzionato a scaricare il problema alle Regioni e agli enti locali, così le grane non si risolvono e si mettono in difficoltà gli uffici comunali e ben 30mila imprese balneari”. E’ quanto sottolinea Luciano Monticelli, sindaco di Pineto e delegato Anci al demanio marittimo, al termine dell’incontro con il ministro per il turismo, Piero Gnudi, con il quale gli enti locali hanno affrontato la questione relativa alla direttiva Bolkeistein.
Pur apprezzando l’iniziativa del ministro di convocare l’incontro, Monticelli evidenzia “come la situazione che si è venuta a creare con la direttiva crea enormi problemi non solo alle imprese balneari ma anche alle amministrazioni comunali che dal 1° gennaio 2016 non sapranno come gestire le concessioni demaniali”. Tra l’altro – aggiunge Monticelli – “durante l’incontro abbiamo appreso che il decreto legislativo su cui il Governo sta lavorando, prevede che siano le Regioni a individuare la procedura di evenienza pubblica adeguata alle realtà locali, provocando così situazioni di differenti applicazioni sul territorio italiano marittimo. E’ una procedura insostenibile”.
Per il delegato Anci “il governo, non presentandosi a Bruxelles, ha perso una buona occasione perché poteva trattare con la Commissione europea su questo argomento così delicato e non arrivare a questa conclusione, c’erano i margini per arrivare ad una decisione diversa”. Ma tuttavia – conclude Monticelli – “noi non ci fermeremo e incalzeremo ancora l’Esecutivo e le forze politiche perché il settore delle imprese turistico-ricreative lo riteniamo fondamentale per l’economia delle città del mare”. Nell’ottica della collaborazione istituzionale, durante la riunione, l’Anci ha richiesto di poter conoscere la bozza di decreto su cui il Governo sta lavorando e l’apertura di un Tavolo tecnico in cui esplorare tutte le strade possibili. A breve, tra l’altro, l’Associazione convocherà una nuova riunione della Consulta Città del Mare per fare il punto della situazione.”




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VACCAREZZA: LE REGIONI DA CHE PARTE STANNO?

Postato il: 11 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Angelo Vaccarezza

La riunione tenutasi a Roma (il 10 ottobre 2012 – ndr) ha messo in evidenza il reale gioco delle parti ovvero si sono palesati gli schieramenti e le strategie che si muovono intorno al recepimento della direttiva Bolkestein.
Oggi sappiamo con certezza che al fianco delle 30.000 aziende del settore ci sono le Province e i Comuni, evidentemente dalla parte dei balneari italiani, in dubbio invece il ruolo delle Regioni.
Il confronto di ieri ha infatti, incredibilmente, sconfessato il documento che le Regioni avevano condiviso attraverso le Conferenza dei Presidenti e fatto emergere la linea promossa con determinazione dalla Regione Emilia Romagna. Una Regione che quindi si è sentita investita e legittimata di un ruolo guida a livello nazionale con il tacito assenso di quasi tutti, poche le voci contrarie, troppo poche!
Il diritto di parlare a nome di tutti è un privilegio che si concede solamente a seguito di un ragionamento unanime e concertato dalle parti in causa. Non mi sembra sia questo il caso, nessuno ha mai dato all’Emilia, nel corso del nostro lungo e travagliato cammino in difesa delle imprese balneari e delle famiglie che in esse lavorano, l’esclusiva di farsi portavoce delle Regioni italiane andando paradossalmente contro un documento condiviso e sottoscritto anche da loro.
Giunti a questo punto credo sia indispensabile e necessario aprire un dibattito a livello nazionale per affrontare questo  imbarazzante dilemma: le Regioni da che parte stanno o meglio condividono la linea della Regione Emilia Romagna? Se così fosse, ma devono dichiararsi, le implicazioni sarebbero molteplici e devastanti.
Non voglio pensare che si voglia optare per la non coesione solo esclusivamente per mere partigianerie, un atteggiamento che la storia ci insegna, ha sempre portato il nostro Paese a essere facile preda e ghiotto bottino di guerra.
I prossimi trenta giorni saranno decisivi, poiché comprenderemo se realmente il Governo vorrà provare a difendere la causa dei Balneari italiani o se invece li svenderà miseramente all’Europa.
Una svendita perpetrata senza neanche aver tentato di fare tutto il possibile per evitare l’umiliazione della storia del turismo balneare del nostro paese. Tutto questo non sarà mai fatto né con il mio sostegno né con quello delle Province Italiane che ho l’onore di rappresentare in qualità di delegato per il demanio Upi.
Detto ciò sono a pretendere di sapere quante regioni Italiane appoggeranno le posizioni assunte dall’Emilia, quante regioni faranno parte dell’alibi fornito al Governo… A questo punto sarà chiaro chi avrà tradito, e quindi un diritto di tutti noi sapere con quale assenso, e da parte di chi, ciò sarà stato possibile.



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IDV – QUESTION TIME SU QUESTIONE BALNEARE E MARCELLO DI FINIZIO

Postato il: 11 ottobre, 2012 | Lascia un commento

L’intervento IDV nel question time della Camera completa il quadro politico della giornata di ieri, 10 ottobre 2012. Fermo richiamo dell’onorevole Favia alle responsabilità del Governo, nei confronti degli aspetti etici inerenti la questione balneare e Marcello Di Finizio “allontanato dalla capitale della sua nazione per tre anni, solo perché ha rivendicato il diritto costituzionale al lavoro e alla libertà d’impresa”. Insufficienti e tendenziose le risposte del ministro Giarda. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento può liquidare in due battute il problema balneare, come ha fatto in questa occasione – è proprio del suo ruolo istituzionale evitare di rispondere a tono sulle questioni che riguardano l’attività di governo, quando l’Esecutivo ritenga opportuno farlo – ma non può dire le cose a metà, se questo distorce la realtà e nuoce all’immagine pubblica di una persona. Giarda, parlando della manifestazione sull’Ursus di Trieste, ha informato la Camera che Marcello “è stato deferito all’autorità giudiziaria in stato di libertà, in ordine ai reati di procurato allarme e di omesso obbligo di preavviso di pubbliche manifestazioni”, ma non ha precisato che Marcello è stato da tempo assolto con formula piena. Quella del ministro è un’affermazione diffamatoria e fuorviante nei rapporti istituzionali. Lo invitiamo a rettificare.

Gli interventi di Favia, Giarda e Di Pietro sono registrati nel filmato RAI che potete visionare cliccando sulla foto. Vi invitiamo a farlo. Intervallo temporale 22:41 – 29:35.



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ROMA 10 OTTOBRE 2012 – VIA DELLA STAMPERIA

Postato il: 11 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Questo post è stato integrato dopo la pubblicazione del comunicato stampa unitario delle quattro sigle sindacali.

Incontro interlocutorio quello del 10 ottobre, probabilmente indetto da Gnudi con intenti esplorativi. Assente Moavero Milanesi, Gnudi ha ricevuto separatamente politici, rappresentanti delle autonomie locali e sindacati, impedendo di fatto qualsiasi possibile confronto allargato e la ricostruzione di un quadro d’insieme completo ed esauriente. Non è stata presentata alcuna bozza di decreto che, a detta di Gnudi, sarà pronto tra un mese. I criteri orientativi del documento emersi in corso di riunione ricalcano quelli trapelati nei giorni scorsi, ma la loro sostanziale volatilità sconsiglia di riferire in proposito.
Anci, Upi, i quattro sindacati della coalizione e ITB Italia hanno ribadito con chiarezza posizioni contrarie ad ogni forma di gara e di evidenza pubblica. Le Regioni, al contrario, hanno espresso, nel loro complesso, posizioni confuse e difficilmente conciliabili con il contenuto dei più recenti documenti ufficiali.
Queste le considerazioni che ci sentiamo di esprimere dopo avere vissuto la giornata in strada, all’interno di un presidio consistente, compatto, partecipe, fuori dal portone di via della Stamperia 8 ed avere colto a volo, per quanto è stato possibile, le impressioni di chi, accreditato all’incontro, lo ha vissuto in diretta. Se Gnudi ha tratto le stesse nostre considerazioni, la giornata del 10 ottobre – anche se ha ribadito alcuni punti fermi irrinunciabili – non chiude con un chiaro vantaggio della categoria.
Sappiamo che i sindacati della coalizione hanno chiesto un tavolo di concertazione e una efficace interlocuzione governativa con la Commissione europea, per chiedere la deroga o una diversa applicazione della Direttiva servizi. Suggeriamo loro di focalizzare l’attenzione sulle smagliature emerse attraverso gli interventi delle Regioni, nei confronti delle quali c’è ancora molto lavoro da fare.



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