LA REGIONE TOSCANA SOSTIENE SENZA MEZZI TERMINI IL TURISMO BALNEARE

Postato il: 24 ottobre, 2012 | Lascia un commento

da Antonio Smeragliuolo

Pubblichiamo, con alcuni giorni di ritardo, la nota 17 ottobre 2012 – a firma di Cristina Scaletti (IDV), assessore al Turismo e alla Cultura – con cui la Regione Toscana chiarisce al ministro per il Turismo la propria posizione.
Puntuale nel precisare gli antefatti alla  Comunitaria 2010 (legge 217/2011), il documento evidenzia le gravi responsabilità dello Stato italiano nei confronti della questione balneare e ribadisce la necessità di garantire, anche attraverso un preciso intervento in ambito europeo, la tutela del turismo balneare e specificamente delle piccole e medie imprese che operano nel settore.
Documento efficace ed estremamente importante, attraverso il quale la Regione Toscana si allinea al fronte virtuoso del NO ALLE ASTE!!



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SCHEMA DI DECRETO AMMAZZABALNEARI: COMUNICATO INTERSINDACALE CONGIUNTO 23 OTTOBRE 2012

Postato il: 24 ottobre, 2012 | Lascia un commento

La nota intersindacale che pubblichiamo, diramata immediatamente dopo la divulgazione dello schema di decreto, prende posizione contro il provvedimento proposto. Iniziativa opportuna, anche se risulta che la bozza di decreto sia stata accantonata, sembra in attesa di conoscere gli esiti della missione il Europa di Moavero Milanesi e Gnudi. Si veda il nostro post in data odierna.

Cliccare sull’immagine per ingrandire.







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BLOCCATO LO SCHEMA DI DECRETO AMMAZZABALNEARI

Postato il: 24 ottobre, 2012 | Lascia un commento

da Alessandro Riccomini

Evitiamo di pubblicare lo schema di decreto legislativo ammazzabalneari – ex articolo 11, comma 2, legge Comunitaria 2010 (217/2011) – perché da più parti ci è stato assicurato che questa iniziativa governativa sia stata bloccata. IL MONDO.it conferma la notizia per bocca del senatore Baldini, che ricollega il fatto a una programmata missione esplorativa in Europa dei ministri Moavero Milanesi e Gnudi. Pubblichiamo l’articolo, che potete ingrandire con un click. Auguriamoci che la posizione del Governo italiano presso la Commissione sia onesta, ferma, autorevole e non unicamente di facciata.



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TAR GENOVA ANNULLA GARA PER CONCESSIONE BAGNI AZZURRI – SANREMO

Postato il: 21 ottobre, 2012 | Lascia un commento

da Antonio Smeragliuolo

RIVIERA24.it informa su quanto potrebbe accadere se le concessioni demaniali marittime andassero sistematicamente a gara … e consideriamo che i ricorsi di Sanremo contano per uno. Moltiplichiamoli per 30 mila.

Cliccare sull’icona per completare l’articolo e ingrandire.





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MARYLIN FUSCO – INDAGATA – SI DIMETTE

Postato il: 20 ottobre, 2012 | Lascia un commento

da Bettina Bolla

IL SECOLO XIX multimedia pubblica la conferenza stampa 20 ottobre 2012 con la quale Marylin Fusco – vicepresidente Regione Liguria e assessore regionale Pianificazione territoriale, urbanistica – indagata nell’ambito dell’inchiesta sui lavori inerenti il porto di Ospedaletti, ribadisce la propria assoluta estraneità e si dimette.
Decisione coraggiosa e ineccepibile, che purtroppo si ripercuote sulla Conferenza delle Regioni, nell’ambito della quale la dottoressa Fusco – preziosa alleata istituzionale delle imprese balneari –  ha tenuto fino ad oggi il ruolo di Coordinatore interregionale al Demanio. Chi la sostituirà?

Link al filmato della conferenza stampa sul testo e sull’immagine.


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NO MONTI DAY

Postato il: 19 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Pubblichiamo il primo storico comunicato 18 settembre 2012 del Comitato promotore provvisorio del No Monti Day, convinti anche noi che il modello di integrazione europea perseguito dal Governo Monti – l’Europa dei poteri forti, della finanza, delle diseguaglianze, della sostanziale assenza di democrazia reale e di solidarietà globale – non possa essere pacificamente condiviso. Vorremmo percorrere un modello di sviluppo che, senza lasciare all’economia la libertà di concentrare la ricchezza nelle mani di pochi, persegua obiettivi di equità e di solidarietà. Utopia? No. Esistono modelli di sviluppo alternativo. E in ogni caso non è un motivo sufficiente per lasciar fare.

Cliccare sull’immagine per richiamare il testo del comunicato.



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DI PIETRO E FAVIA CHIEDONO IMMEDIATA APERTURA TAVOLO TECNICO-POLITICO SU QUESTIONE BALNEARE ITALIANA IN RELAZIONE A NOTIZIE SPAGNA

Postato il: 18 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Cristiano Tomei – Coordinatore nazionale CNA Balneatori

“In allegato vi trasmettiamo la richiesta degli on. Di Pietro e Favia, indirizzata ai Ministri al turismo e alle politiche comunitarie, Gnudi e Moavero Milanesi, affinché sia convocato un nuovo tavolo tecnico-politico-istituzionale per la sostituzione, anche alla luce della proposta di riforma legislativa della Spagna, del decreto legislativo illustratoci durante l’ultimo incontro del 10 ottobre scorso e ampiamente NON CONDIVISO dalle forze sindacali maggioritarie, dalle istituzioni regionali e dagli enti locali”:

Roma, 17 ott. – «In Spagna gli imprenditori balneari sembra siano stati “esonerati” dall’applicazione della direttiva Bolkestein per effetto di una nuova normativa». Per questo, il presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro e il capogruppo in commissione Affari costituzionali della Camera David Favia hanno inviato oggi una lettera ai ministri del turismo, Piero Gnudi, e degli affari europei, Enzo Moavero Milanesi, chiedendo loro di riaprire la discussione sulla legge comunitaria. «Signori Ministri – scrivono Di Pietro e Favia – è da poco di dominio pubblico che la Spagna ha recentemente adottato una nuova normativa, approvata dalla Ue, che, di fatto, renderebbe inapplicabile la direttiva Bolkestein alle imprese balneari. Vi chiediamo, pertanto, di esaminare la predetta normativa, che alleghiamo con commenti, e di riconvocare al più presto un tavolo tecnico-politico-istituzionale come quello del 10 ottobre scorso per concordare la sostituzione del testo del decreto legislativo che ci è stato illustrato nelle sue (non condivisibili) linee generali, con uno ricavato dalla citata legislazione spagnola».

 

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LA VERA NATURA DELL’EURO

Postato il: 18 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Questa mattina siamo maledettamente in ritardo, ma troviamo il tempo per invitarvi a leggere questo interessantissimo articolo, che ribadisce con chiarezza concetti che tutti, più o meno, già conosciamo.

Cliccate sul link interno al testo.







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GNUDI TROVA SOSTENITORI IN VENETO

Postato il: 18 ottobre, 2012 | Lascia un commento

da Cristina Baudoino

Assessore Finozzi, rilegga le sue dichiarazioni e ci rifletta. Lei non è un privato cittadino che può sparare cazzate impunemente. Un amministratore pubblico del suo livello ha grandi responsabilità istituzionali. Questo settore, che non ha mai ricevuto aiuti di Stato, è cresciuto fino ai livelli attuali unicamente perché, fino al decreto Milleproroghe 2009, è stato lasciato libero di lavorare in condizioni di stabilità, perfino quando le concessioni hanno avuto durata annuale. Si rende conto del fatto che mandare a gara le attuali concessioni – e ovviamente quelle che dopo di loro verranno, a meno di non pensare fin d’ora a cambiare nuovamente le regole del gioco  – modificherà radicalmente il comparto, facendogli perdere personalità, qualità, professionalità, amore per il particolare tipo di lavoro e di vita, attaccamento all’azienda e al territorio? Il settore, così come oggi lo conosciamo, nasce dalla micro imprenditoria familiare locale e unicamente questa supporta. Voi proponete di snaturarlo, nonostante ne riconosciate le qualità, l’importanza e il successo. Una vera follia. Quali sono i motivi reali di questa scelta?



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RIFLESSI ITALIANI DELLA QUESTIONE DEMANIALE SPAGNOLA

Postato il: 17 ottobre, 2012 | 2 Commenti

La recente evoluzione della normativa demaniale spagnola richiede attenzione, per le evidenti analogie con la questione balneare italiana, per il differente approccio governativo e per l’atteggiamento conciliante assunto dalla Commissione europea. Le notizie che ci è stato possibile raccogliere finora sono in realtà assai poco documentate, tuttavia è evidente che il Governo spagnolo – a differenza di quanto sta accadendo in Italia – si è mosso per tutelare i diritti acquisiti dai proprietari delle strutture esistenti, evitando il rischio di veri e propri espropri. L’estensione a 75 anni della durata delle concessioni costituisce l’elemento di maggior spicco della riforma. Le motivazioni ufficiali, a quanto risulta,  richiamano esigenze ambientalistiche, la cui credibilità è fortemente contestata dalle maggiori associazioni ecologiste locali. Il Governo, in sintesi, sostiene che la nuova regolamentazione proteggerà il litorale con maggiore efficacia di quanto sia stato fatto in passato e genererà maggiore attività economica, assicurando, nel contempo, certezza giuridica a cittadini ed imprese. E’ assai più probabile, che il movente effettivo sia la necessità di sostenere la situazione speculativa che ha determinato la crisi economica spagnola. Non dimentichiamo che la attuale emergenza spagnola nasce dallo scoppio della enorme bolla immobiliare all’interno della quale sono rimasti invischiati cittadini, banche e ingenti capitali tedeschi. E non perdiamo di vista il fatto che la nuova normativa, mentre ridisegna la linea di confine demaniale – introducendo, sembra, criteri molto più restrittivi e geo-morfologicamente attenti all’ambiente rispetto a quelli esistenti nella Legge del 1988 – prevede la possibilità di trasferire al patrimonio disponibile dello Stato le aree rideterminate attraverso il disposto della nuova legge, precedentemente classificate come demanio marittimo. Questo passo è essenziale affinché tali aree possano essere vendute o cedute ad altro titolo.

Ciò non ostante – o forse proprio per questo – l’Ue, che nei confronti dell’Italia aveva contestato il diritto di superficie proposto dal governo Berlusconi, sembra avere pacificamente condiviso testo e motivazioni del provvedimento spagnolo. Due pesi e due misure? Se i fatti che conosciamo dovessero essere confermati è certo. Ma è perfino troppo evidente che l’atteggiamento dell’Europa dipenda dalla posizione garantista assunta dal governo spagnolo, oltreché dal peso politico della Germania.

Questa riflessione conferma le convinzioni maturate nel corso degli ultimi due anni tra chi si occupa attivamente della questione balneare italiana: è il Governo italiano, non certo l’Europa, che intende riassegnare le concessioni demaniali marittime mediante gara. E questo nonostante le ragioni dei concessionari italiani non dipendano da fatti speculativi, nonostante le aziende balneari siano qualificate da una più che centenaria integrazione costiera, siano state e siano il fondamentale elemento trainante di un sano sviluppo economico. Per non parlare della compatibilità con Trattato e Direttiva servizi, assai più ampia e fondata di quella spagnola. Sappiamo che se la Bolkestein fosse correttamente applicata,  i nostri concessionari balneari risulterebbero fin d’ora esclusi di diritto dalla applicazione della direttiva per i noti motivi, ripetuti fino alla noia, quanto inascoltati: a.- perché concessionari di beni e non di servizi; b.- per insussistenza del requisito della scarsità delle risorse naturali ex art. 12 Dir. Serv.; c.- perché svolgono attività connessa con l’esercizio di poteri pubblici (combinato disposto art. 2, comma 2, lettera i) Dir. Serv. e art. 51 TFUE – ex art 45 TCE); d.- perché prestano i servizi sanitari specificati dall’art. 2, comma 2, lettera f) Dir. Serv.; e.- per estraneità (nel senso della non inerenza) del diritto di stabilimento ex art. 49 TFUE (ex art. 43 TCE).



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