20 ANNI DI MALGOVERNO LASCIANO IL SEGNO

Postato il: 29 aprile, 2013 | Lascia un commento

Proponiamo l’ANSA 28 aprile 2013, ore 21:12, per fissare nel tempo e nella memoria il clima socio-economico-politico nel quale nasce il Governo Letta, espressione di un Paese in difficoltà e ai limiti, nel quale la sofferenza assume le forme che può e sa.
Niente giustifica la violenza, neppure la violenza reale, mascherata e strisciante, connivente e collusa che ha ridotto l’Italia nelle condizioni attuali. In tempi recenti un ministro della Repubblica, bypassando l’articolo l’articolo 1 della Costituzione – ha addirittura osato sostenere che il lavoro non è un diritto. Invece lo è.
Quello che accade, peraltro, non è tutto colpa della politica, della mediocrità assoluta, dell’egoismo senza limiti della classe dirigente italiana ed europea in genere. Ciascuno di noi ha fatto pesantemente la sua parte ed è opportuno che inizi ora, senza incertezze, a valutare correttamente la situazione, assumendo personali, civili, quotidiane, solidali responsabilità. Il disagio reale – non quello astratto, impersonale, che emerge dalle statistiche, dai media, dai talk show – finora ha solo sfiorato la maggioranza della popolazione. Chi sta male davvero non dispone di visibilità adeguata e finisce per esaurirsi, per ripiegarsi su se stesso, per tacere. O per compiere gesti estremi. Attenzione, perché quello che è emerso ieri è solo la punta dell’iceberg.



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GOVERNO LETTA – IMMAGINI E BIOGRAFIA DEI MINISTRI

Postato il: 28 aprile, 2013 | Lascia un commento

Ulteriori approfondimenti sui ministri del Governo Letta.
Il post di la Repubblico (sic) non ha eguali. Ecco il link:
http://www.repubblica.it/ politica/2013/04/28/ news/il_governo_letta_ ecco_chi_sono_i_21_ ministri-57599523/

In realtà, dall’articolo che richiamiamo, i ministri, presidente del Consiglio compreso, risulterebbero essere 22. Filippo Patroni Griffi, incluso nell’elenco, in realtà è sottosegretario alla presidenza del Consiglio.



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ON LINE I MINISTRI DEL GOVERNO LETTA

Postato il: 28 aprile, 2013 | Lascia un commento

http://www.ilsole24ore. com/art/notizie/2013-04-27/ ecco-nomi-ministri- governo-174255.shtml? uuid=AbC074qH

Quello sopra è il link a Il Sole – 24 ORE di sabato 27 aprile 2013, aggiornamento delle ore 21:46, strumento di eccezione per approfondire, o per conoscere, secondo la voce di Confindustria, i ministri del Governo Letta. Suggeriamo di completare l’informazione utilizzando i TAG contenuti nella parte bassa del post de Il Sole – 24 ORE: offrono interessantissime opportunità di analisi on line.
Sembra che il titolo dell’articolo del quotidiano, che indica in 21 il numero dei ministri, sia inesatto, o quanto meno richieda precisazioni. Come risulta dallo stesso articolo, i ministri sono 22.  Si riducono a 21 se si esclude dal computo il presidente del Consiglio.



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DECOLLA IL SECONDO GOVERNO DEL PRESIDENTE, QUELLO CHE NON SI POTEVA NON FARE

Postato il: 27 aprile, 2013 | Lascia un commento

Oggi, 27 aprile 2013, 60 giorni dopo le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio scorso, si è avviata l’avventura assoluta del Governo Letta, fortissimamente voluta dal presidente Napolitano. Coacervo di idee contrapposte ed inconciliabili, oppure no. Dobbiamo ancora capirlo e verificarlo nei fatti.
Si è lavorato molto per vararlo. All’esterno si è parlato quasi esclusivamente di persone e di ruoli, come se questi fossero l’elemento più importante, e poco o nulla di programmi, che sono quelli che contano. Il giuramento domani – domenica 28 aprile – alle 11,30. La fiducia iniziale, che sarà richiesta alle Camere tra lunedì e martedì, sembra assicurata. I risultati di governo meno. Nelle mani del presidente Napolitano l’arma assoluta dello scioglimento delle Camere, che sarà rispolverata ad ogni barlume di difficoltà e che dovrebbe tenere a bada la situazione. Auguriamoci che sia possibile portare a casa almeno il risultato minimo imprescindibile: una legge elettorale in grado di consentire la maggioranza di governo alla Camera e al Senato.
Auguri, a tutti, soprattutto ai cittadini italiani, molti dei quali di auguri hanno veramente bisogno.
Segnaliamo la riconferma di Enzo Moavero MilanesiAffari europei – e la nuova nomina di Graziano DelrioAffari regionali – vicino a Luciano Monticelli, delegato ANCI al Demanio marittimo e profondo conoscitore della questione balneare italiana.
Saluti a Gnudi – ministro agli Affari regionali, turismo e sport del Governo Monti. Nella gestione sui generis del suo dicastero, ci ha fatto comunque dannare.



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MORGANTI COMMENTA DICHIARAZIONE BARNIER

Postato il: 25 aprile, 2013 | Lascia un commento

segnalato da Cristina Baudoino

Queste le dichiarazioni che Claudio Morganti – eurodeputato Eld – ha rilasciato ad AgenParl, dopo aver ricevuto la risposta del commissario UE al Mercato interno – Michel Barnier – alla sua interrogazione.
Il concetto di continuità aziendale non è neppure sfiorato, si parla ancora di rapporto tra durata della concessione ed entità degli investimenti effettuati, ma si parla anche – purtroppo solo da parte di Morganti – di inapplicabilità della Direttiva servizi. Siamo grati a Morganti per l’attenzione che dedica agli aspetti autorizzativi delle imprese balneari, ma siamo costretti, per l’ennesima volta, ad invitare lui e Barnier a rileggere con attenzione – o a leggere, se ancora non è stato fatto – il paragrafo 6.1.4 del Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, documento ufficiale dell’Unione europea, il quale precisa: DURATA DELLE AUTORIZZAZIONI.- Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio delle attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese. Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.




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GIRO DI BOA DELLA COMMISSIONE EUROPEA?

Postato il: 25 aprile, 2013 | Lascia un commento

contributi di Cristina Baudoino ed Antonio Smeragliuolo

Da giorni Michel Barnier ha assunto un atteggiamento conciliante nei confronti della questione balneare italiana. Avrà finalmente compreso che la Direttiva servizi è inapplicabile alle concessioni demaniali marittime di stabilimenti balneari italiani, per le molteplici ragioni sviscerate negli anni? Se si considera la dichiarazione del commissario nel suo complesso non sembra, ma il ribadire l’applicabilità della Direttiva potrebbe essere una modalità cautelativa di approccio al problema. Prima o poi i nodi vengono al pettine. L’atteggiamento dell’Europa e/o del commissario Barnier e le conseguenti decisioni del Governo italiano nei confronti della questione balneare italiana sono insindacabili al punto da non consentire un’azione collettiva di responsabilità per danno? Non si tratta, nel caso concreto, di decisioni politiche o di interpretazioni normative: si tratta di decisioni assunte dalle autorità in modo irresponsabile, senza conoscere, o senza approfondire, i dati del problema, senza tenere conto di diritti acquisiti, senza svolgere correttamente i propri compiti istituzionali. E, per favore, non si dica che, da parte dei concessionari, è mancata una adeguata azione informativa!



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LETTA: IMPEGNO PER UN GOVERNO DI SERVIZIO AL PAESE

Postato il: 24 aprile, 2013 | Lascia un commento

Enrico Letta – vice segretario PD – oggi, 24 aprile 2013, ha ricevuto dal presidente Napolitano l’incarico di costituire il nuovo esecutivo, ufficio che ha accettato con riserva. Domani le consultazioni. Se riterrà che esistano le condizioni, Letta tornerà al Quirinale in tempi brevissimi, scioglierà la riserva e presenterà la lista dei ministri, sulla quale ha rifiutato di fare anticipazioni.
Per parte sua, il presidente della Repubblica ha espresso soddisfazione per la larga convergenza di forze politiche – che dovrebbe consentire al Governo la maggioranza in entrambe le Camere – e anche fiducia nel successo dell’iniziativa – a proposito della quale, peraltro, a suo giudizio, non esistono alternative.
Intanto è iniziato il “totoministri”, con indicazioni che variano di minuto in minuto. Ma quello in itinere, lo sappiamo perfettamente, oltreché Governo di servizio, come lo ha definito Letta, è anche Governo di grande coalizione, nel quale gli equilibri sono e saranno delicatissimi, sempre.

Ci occupiamo in questa sede di fatti squisitamente politici per l’importanza che il nuovo Governo potrebbe avere nei confronti della questione balneare italiana, soprattutto alla luce della recente dichiarazioni del presidente della Commissione mercato interno, Barnier (cfr. nostro post in data 22 aprile scorso). Il turismo balneare, per la sua tenuta di fondo; per il suo contributo al PIL nazionale, all’occupazione e alla tutela dell’ambiente; per le molteplici mansioni eminentemente pubbliche che svolge a titolo gratuito, dovrebbe essere considerato con l’attenzione che compete alle priorità del Paese, invece, nella migliore delle ipotesi, è sempre valutato impropriamente, come accade a un qualsiasi oggetto misterioso.



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LEGGE EUROPEA 2013: QUASI NESSUNO NE PARLA MA IL DDL GIA’ C’E’

Postato il: 23 aprile, 2013 | Lascia un commento

L’articolo de Il Sole 24ORE che pubblichiamo  (cliccare sull’immagine per completare e ingrandire) informa che il Consiglio dei ministri ha approvato il Ddl inerente la legge europea 2013, nata per abbattere drasticamente il numero di procedure di infrazione e di pre-contenzioso UE, oltreché per dare attuazione a due decisioni della Commissione europea e a due regolamenti UE. Per il momento si tratta di una bozza, che è opportuno approfondire e seguire, per evitare che sfuggano eventuali provvedimenti direttamente o indirettamente legati alla questione demaniale italiana. Finora la preoccupante evoluzione della situazione politica e istituzionale ha fatto velo sul provvedimento, sul quale le notizie scarseggiano. Per il momento non siamo stati in grado di approfondire, ma da quanto pubblicato sulla nota: “Legge europea e legge di delegazione europea 2013”, pubblicata il 18 aprile all’indirizzo:

http://www.politicheeuropee.it/comunicazione/ 18496/legge-europea-e-legge-di-delegazione- europea-2013

risulterebbe che il provvedimento, nella sua forma attuale, non riguardi il turismo balneare.



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CONVERGENZA REGIONI, COMUNI, SINDACATO SULLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA – ALBA ADRIATICA 20 APRILE 2013

Postato il: 22 aprile, 2013 | Lascia un commento

Sabato 20 aprile 2013, ad Alba Adriatica, Teramo, terra d’Abruzzo, nell’ambito del terzo appuntamento di “Ybob 2013 – Work shop direttamente sulla spiaggia”, si è tenuto il convegno “Prospettive per il turismo balneare in Abruzzo”. Incontro significativo, per l’intervento di tre tra i più importanti protagonisti della questione balneare italiana: Mauro Di Dalmazio – coordinatore nazionale al turismo per le regioni; Luciano Monticelli – delegato ANCI al demanio marittimo; Cristiano Tomei – Coordinatore nazionale CNA Balneatori. Questa, in sintesi, la relazione dei principali interventi.

Franchino Giovannelli, sindaco uscente di Alba Adriatica, balneare e vicepresidente Fab/Cna, ha fatto gli onori di casa ed  ha espresso il suo rammarico per gli effetti devastanti della Direttiva Bolkestein sul comparto balneare, in Abruzzo e in Italia.

Monticelli – che ricopre il suo ruolo di delegato al Demanio marittimo con una continuità e un impegno che gli fanno onore – ha ribadito l’attenzione che l’ANCI dedica alla questione balneare italiana, problema annoso che, per ammissione dello stesso Monticelli,  non riguarda solo i concessionari demaniali marittimi, ma anche i 650 comuni costieri che vivono solo ed esclusivamente di turismo balneare. Oltre a questo, Monticelli ha riproposto il tema SID (Sistema Informativo Demanio) già affrontato lo scorso 27 marzo, in sede di Consulta delle Città del mare. Ha informato che è stata richiesta la ulteriore proroga degli adempimenti SID previsti per il 31 marzo, inevasi dalla quasi totalità dei comuni italiani, per impossibilità di esecuzione. Il rinvio dovrebbe servire per istituire un tavolo tecnico, attraverso il quale esaminare e chiarire le procedure di competenza dei Comuni.

Tomei ha sottolineato come la proroga al 2020, per quanto esigua, costituisca pur sempre un punto fermo per il settore balneare. La proroga è  legge, è quindi diritto che compete ad ogni concessionario balneare e che, in quanto tale, deve essere garantito ed attuato senza ritardi da tutte le città e da tutte le regioni costiere italiane. Finora, invece, la procedura amministrativa inerente è stata predisposta unicamente da Abruzzo, Liguria, Marche, Molise, Puglia e Basilicata. Tomei ha ricordato che l’8% del PIL (Prodotto interno lordo) nazionale viene assicurato dal turismo balneare. In un momento come quello presente, in cui la crisi, le politiche recessive in atto e le conseguenze che ne derivano, pongono un numero crescente di famiglie nella condizione di non riuscire ad arrivare a fine mese, il turismo balneare potrebbe dare un’importante boccata d’ossigeno. Ma servono certezze per il futuro delle concessioni demaniali in Italia e in Europa.

Da qui l’appello che Monticelli e Tomei hanno rivolto a Di Dalmazio: costituire un tavolo permanente  tra Regioni, Comuni e sindacati per affrontare direttamente la vertenza delle concessioni demaniali e riaprire immediatamente il confronto con Roma e con Bruxelles.

Di Dalmazio, per parte sua, riferendosi alla Direttiva Bolkestein e alla questione balneare italiana, ha affermato che l’obiettivo è difendere in Europa la peculiarità del sistema turistico balneare italiano, per ridare certezza agli operatori balneari e ai loro fornitori. Ha quindi convenuto sulla necessità di tornare ad affrontare con rinnovata energia  il tema delle concessioni demaniali, superando il vuoto di potere che si è venuto a creare in Italia. Quale coordinatore nazionale delle regioni  per il turismo, Di Dalmazio chiederà quindi con fermezza al Governo centrale di porre in essere un immediato confronto con Regioni costiere, Comuni e categorie interessate, prima di definire qualsiasi proposta normativa. Oltre a ciò chiederà che il Governo italiano riapra la trattativa in Europa sulla Direttiva servizi.

A quest’ultimo riguardo, aggiungiamo noi, non dimentichiamo che il presidente Barnier, a proposito dei rapporti tra Stati membri ed UE, si è espresso recentemente in questi termini: “Spetta agli Stati membri e non alla Commissione fissare opportunamente la durata delle autorizzazioni, qualora il numero di tali autorizzazioni sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili (articolo 12, paragrafo 1, della direttiva Servizi).”  Un parziale passo indietro dell’UE e l’invito a che ciascuno assuma le proprie responsabilità.



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PROPOSTA DI DIRETTIVA EU: PIANIFICAZIONE MARE E GESTIONE INTEGRATA COSTA

Postato il: 20 aprile, 2013 | Lascia un commento

Nuovo documento della Commissione europea, datato 12 marzo 2013. Lo riportiamo integralmente perché possa essere conosciuto e valutato finché è ancora possibile tentare di modificarlo. Si tratta di una proposta di direttiva, con la quale l’UE intende promuovere la crescita sostenibile delle attività marittime e costiere, attraverso la creazione di un quadro che consenta la pianificazione dello spazio marittimo e la gestione integrata delle coste. Documento prolisso, ripetitivo, mal tradotto, confuso nell’utilizzo degli acronimi (PMI, che abbiamo imparato a comprendere come sigla riferita alla Piccola e Media Impresa, qui significa Politica Marittima Integrata), soprattutto preoccupante nelle previsioni di utilizzo delle aree marittime e costiere. Si parla ampiamente di fonti di energia marina, sviluppo di energie nuove e rinnovabili, interconnessione di reti energetiche, efficienza energetica, trasporto marittimo, pesca e acquacoltura, conservazione e tutela dell’ambiente, uso oculato e razionale di risorse naturali, resistenza agli impatti climatici. Non si parla di turismo balneare, attività determinante per l’economia delle coste italiane. Salvo errori – parliamo qui di una prima lettura del documento – il termine “turismo”, senza ulteriori specificazioni, è utilizzato una sola volta a pagina 9, considerando 1, riga 3. Non sfugga a nessuno che le attività sopra citate sono quasi tutte o tutte incompatibili con il turismo balneare e sono ad esso alternative.
C’è da chiedersi quale sia il contributo italiano alla produzione politica e normativa europea. I nostri delegati si limitano a ricevere ordini altrui e ad annuire e/o possono ed è loro consentito difendere gli elementi che si ritengono importanti e caratterizzanti per l’Italia? Possono essi e sanno esprimere un punto di vista non omologato? In altri termini, i nostri rappresentanti in Europa cosa ci stanno a fare?



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