MORGANTI COMMENTA DICHIARAZIONE BARNIER

Postato il: 25 aprile, 2013 | Lascia un commento

segnalato da Cristina Baudoino

Queste le dichiarazioni che Claudio Morganti – eurodeputato Eld – ha rilasciato ad AgenParl, dopo aver ricevuto la risposta del commissario UE al Mercato interno – Michel Barnier – alla sua interrogazione.
Il concetto di continuità aziendale non è neppure sfiorato, si parla ancora di rapporto tra durata della concessione ed entità degli investimenti effettuati, ma si parla anche – purtroppo solo da parte di Morganti – di inapplicabilità della Direttiva servizi. Siamo grati a Morganti per l’attenzione che dedica agli aspetti autorizzativi delle imprese balneari, ma siamo costretti, per l’ennesima volta, ad invitare lui e Barnier a rileggere con attenzione – o a leggere, se ancora non è stato fatto – il paragrafo 6.1.4 del Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, documento ufficiale dell’Unione europea, il quale precisa: DURATA DELLE AUTORIZZAZIONI.- Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio delle attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese. Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.




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GIRO DI BOA DELLA COMMISSIONE EUROPEA?

Postato il: 25 aprile, 2013 | Lascia un commento

contributi di Cristina Baudoino ed Antonio Smeragliuolo

Da giorni Michel Barnier ha assunto un atteggiamento conciliante nei confronti della questione balneare italiana. Avrà finalmente compreso che la Direttiva servizi è inapplicabile alle concessioni demaniali marittime di stabilimenti balneari italiani, per le molteplici ragioni sviscerate negli anni? Se si considera la dichiarazione del commissario nel suo complesso non sembra, ma il ribadire l’applicabilità della Direttiva potrebbe essere una modalità cautelativa di approccio al problema. Prima o poi i nodi vengono al pettine. L’atteggiamento dell’Europa e/o del commissario Barnier e le conseguenti decisioni del Governo italiano nei confronti della questione balneare italiana sono insindacabili al punto da non consentire un’azione collettiva di responsabilità per danno? Non si tratta, nel caso concreto, di decisioni politiche o di interpretazioni normative: si tratta di decisioni assunte dalle autorità in modo irresponsabile, senza conoscere, o senza approfondire, i dati del problema, senza tenere conto di diritti acquisiti, senza svolgere correttamente i propri compiti istituzionali. E, per favore, non si dica che, da parte dei concessionari, è mancata una adeguata azione informativa!



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