PIANGIAMO LA SIGNORA DELLE STELLE

Postato il: 29 giugno, 2013 | Lascia un commento

MARGHERITA_HACK_29.06.2013Margherita Hack ci ha lasciato. E’ andata a studiare le sue stelle più da vicino.













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DAL 26 GIUGNO AUMENTA L’IMPOSTA DI BOLLO

Postato il: 27 giugno, 2013 | Lascia un commento

MARCHE DA BOLLOsegnalazione di Alessandro Riccomini ed Angelo Siclari

Il decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito con modificazioni dalla legge 24 giugno 2013, n. 71 – pubblicata sulla G.U. 25.06.2013, n. 147 – con l’articolo 7-bis, comma 3, ridetermina le misure dell’imposta fissa di bollo in questi termini:
“A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le misure dell’imposta fissa di bollo attualmente stabilite in euro 1,81 e in euro 14,62, ovunque ricorrano, sono rideterminate, rispettivamente, in euro 2,00 e in euro 16,00.” 

La legge di conversione – n. 71 del 24.06.2013, pubblicata sulla G.U. n. 147 del 25.06.2013 – prevede l’entrata in vigore dal giorno successivo alla sua pubblicazione. Gli aumenti dell’imposta sono pertanto operativi dal 26 giugno 2013.



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MAMMA L’EUROPA!

Postato il: 26 giugno, 2013 | Lascia un commento

IBTI_DIRETTIVA_UE_2011_0437IL_FATTO_25.06.2013_DIRETTIVA_CONCESSIONIGiovanni Botta

Google Alert – figlio del mostro silenzioso che, mentre mi blandisce con briciole di notizia, mi spia e mi rivolta come un calzino – mi segnala, con due successive mail vagamente inerenti la mia query, cioè la mia personale ricerca riferita alle concessioni demaniali italiane in rapporto alla Direttiva servizi, mi segnala, dicevo, che l’Europa, a proposito della privatizzazione dell’acqua, fa marcia indietro. Cosa in realtà l’Unione stia facendo a questo riguardo è un mistero o forse è soltanto il gioco delle tre carte.
Ho letto con fastidio e non senza apprensione gli articoli pubblicati a lato, perché l’UE, questo ente sopranazionale al servizio di troppi poteri forti, questo soggetto che pur senza essere legittimato a governare tutto ingloba e tutto decide, che supera e snatura le autonomie nazionali, che ipnotizza i politici delle sue 27 province oltre i limiti della dipendenza, che parcheggia in un improbabile Parlamento i talenti minori, i soggetti scomodi in patria e quelli che ormai sono fuori dai giochi, questo tremendo bunker oligarchico che non informa adeguatamente, che ci tassa in silenzio, che legifera per poi interpretare liberamente con i suoi boiardi, che fa tendenza al punto che chi obietta è considerato fuori, questo impenetrabile labirinto di burocrazia continentale comincia davvero a farmi paura. Le notizie contenute nei due articoli potrebbero configurare qualsiasi scenario e questo, con ogni probabilità, è esattamente quello che ci si propone di fare. E dire che stiamo parlando dell’acqua, bene comune, essenza di vita! Chissà cosa in realtà sta accadendo alla Direttiva 2011/0437, che dovrebbe essere la famosa Direttiva concessioni, della quale si è parlato a lungo, che abbiamo ritenuto approvata ad inizio anno e che invece la stampa ritiene ancora in elaborazione. Chissà quali cervellotiche implicazioni potranno esserle attribuite. Chissà quando il Governo italiano deciderà di chiarire all’Europa che unione non significa alienazione.


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LA REGIONE LIGURIA DIFFERISCE L’ADEMPIMENTO SID

Postato il: 22 giugno, 2013 | Lascia un commento

REGIONE_LIGURIA_MAIL_20.06.2013_SIDSegnalazione di Alessandro Riccomini

La Regione Liguria, il 20 giugno 2013, ha trasmesso ai funzionari dei Comuni costieri responsabili in materia di demanio marittimo la mail che riportiamo a lato in formato interattivo. Per leggerla cliccateci sopra.
Ricordiamo che il SID – Sistema Informativo Demanio marittimo – è un sofisticato quanto discusso sistema di rilevazione ed informatizzazione dei dati topografici costieri, attraverso il quale lo Stato intenderebbe sostituire, nei rapporti burocratici, la tradizionale modalità di raccolta e classificazione dati, realizzata attraverso triangolazioni a terra, con altra, tecnologicamente avanzata, che ne consenta il trattamento informatico. Maggiori informazioni all’indirizzo: http://www.mit.gov.it/mit/ site.php?p=cm&o=vd&id=322.
A tutt’oggi il SID, utopia che – fino al 2009 – è costata ai contribuenti circa 175 milioni di euro, non ha mai funzionato, per carenze strutturali. Infatti non esiste la possibilità di integrazione satellitare dei dati; non esiste la esatta sovrapponibilità tra i dati acquisiti attraverso le nuove metodologie e quelli ottenuti attraverso rilievi tradizionali; occorre una elevatissima e specialistica qualificazione professionale per la gestione, a livello locale, dei dati raccolti, onere che ricade esclusivamente sui Comuni, mentre il costo della rilevazione è a totale carico dei concessionari demaniali marittimi. Com’è noto i Comuni  sono sottoposti a strettissimi vincoli di gestione, che li inducono ad utilizzare i fondi disponibili per interventi più importanti ed urgenti. Lo Stato, per parte sua, alla faccia della “spending rewiew”, dopo avere qualificato il SID come unico strumento per la gestione amministrativa dei beni demaniali marittimi (cfr. provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 2012/59763 del 3 maggio 2012), ha evitato di gestire direttamente il servizio e, fino al 28 marzo 2011, si avvalso del Consorzio CO.G.I. (Consorzio Generale per l’Informatica). Quando tale rapporto integrato di gestione è venuto meno il servizio è passato – ovviamente sulla carta – al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per i Porti – Divisione 4 – Centro Operativo Nazionale del S.I.D. – Viale dell’Arte, 16 – 00144 Roma (RM) – Tel. 06/5908 4314 – fax. 06/5908 4487 – email: consid@mit.gov.it . Una parte di queste notizie possono essere rilevate dal portale ufficiale:  http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=cm&o=vd&id=1143.
Comitato Balneari Liguria ha pubblicato a più riprese sul SID. Qui ricordiamo il post inerente la posizione ufficiale assunta dall’ANCI – cioè dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani – documento che può essere rintracciato al link: http://www.comitatobalneariliguria.it/2013/04/13/lanci-prende-posizione-sul-sid/.
Ora la Regione Liguria, con la mail che pubblichiamo, informa i Comuni costieri che il Coordinamento Tecnico delle Regioni considera il SID obbligatorio unicamente per i dati utili ai fini dell’anagrafe tributaria. Questo in quanto, non essendo stati sottoscritti i protocolli d’intesa previsti D.Lgs. 112/1998, non esiste ancora, a carico dei concessionari, l’obbligo di segnalare attraverso modelli informatizzati tutti i dati inerenti le concessioni. A meno che – precisa la Regione – le singole Amministrazioni comunali decidano di rendere localmente obbligatoria tale procedura.



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SALVAGUARDARE IL TURISMO BALNEARE: PARLA MICHELA HUBLITZ

Postato il: 21 giugno, 2013 | Lascia un commento

MICHELA_HUBLITZ_1Michela Hublitz, imprenditrice toscana non balneare, con una famiglia bella e partecipe, un’azienda che dirige con orgoglio, un forte e convinto impegno associativo e sociale. Donna vitale, realizzata, solidale, vicina all’impresa balneare e alla piccola impresa in genere. Presidente di Donne Impresa Confartigianato – Grosseto e di Rete Imprese Italia – Grosseto, la dott. Hublitz interviene da giorni con pacatezza, preparazione e coraggio su temi fiscali, economici e sociali che caratterizzano questo difficile momento. Abbiamo finora pubblicato due sue interviste a IL GIUNCO.NET:

http://www.comitatobalneariliguria.it/2013/06/11/reteimprese-italia-immobili-strumentali-allimpresa-fuori-dallimu/
e
http://www.comitatobalneariliguria.it/2013/06/18/rete-imprese-italia-grosseto-allarme-iva/.

Qui proponiamo l’appassionata nota 21 giugno 2013 che l’amico Antonio Smeragliuolo ci ha fatto pervenire nella tarda serata di oggi:

L’Assessore al turismo della Regione Toscana Cristina Scaletti dichiara: “Ottenere l’esclusione delle concessioni balneari, proprio per le particolari peculiarità del settore, dalla direttiva”. Il Presidente Enrico Rossi afferma: “Chi ha avuto l’idea con la direttiva Bolkestein di mettere all’asta le concessioni balneari, o non conosce la nostra realtà o è un pazzo ubriaco da ideologia liberista che con la scusa della concorrenza vuole solo aprire la strada al grande capitale privato”. Infine il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli asserisce ” Il turismo non è un campo d’azione residuale che, grazie alla storia e alla natura del Paese, può vivere “di rendita”. O, dove al peggio, calare dall’alto provvedimenti come la tassa di soggiorno, o come misure in materia di concessione o canoni demaniali che rischiano di mettere in ginocchio il nostro turismo balneare”.
Ho voluto citare alcuni, tra i tanti, interventi di personaggi pubblici con l’intento di farmi interprete di una visione di insieme che cerchi di arricchire ed approfondire la questione. Le aziende balneari Italiane e anche tutte le altre esistenti sui terreni del demanio sono elementi sostanziali e vitali del nostro sistema economico e la Direttiva Servizi 123/2006/CE, la cosiddetta “Direttiva Bolkestein”, se messa in atto nella odierna formulazione, produrrebbe un dissesto notevole sia dal punto di vista sociale che economico su tutte le attività che sorgono sulle aree demaniali.Tale Direttiva, infatti, annullerebbe e renderebbe vano il lavoro fin qui svolto dagli imprenditori italiani di questo segmento i quali, da sempre, hanno investito molto, sia in termini di opere realizzate sia in termini di professionalità acquisite, aiutando e determinando, anche nei momenti di crisi, la crescita del Paese.
Questi, negli anni e con fatica, hanno innalzato gli standard qualitativi della propria offerta, individuato progetti da sviluppare per creare servizi personalizzati e nuovi canali di commercializzazione, hanno saputo valorizzare gli elementi di tipicità dell’area raggiungendo la collaborazione tra i vari operatori per rafforzare il sistema economico territoriale.
Ed è stato lo stesso Paese a incentivare ed a spingere questo modello di investimenti che gli imprenditori del settore hanno effettuato per poter ottimizzare qualitativamente e quantitativamente le loro strutture attraverso mutui, iscrivendo ipoteche, rilasciando fideiussioni, chiedendo prestiti. Utilizzando cioè i classici strumenti, con tempi di restituzione molto lunghi, messi a disposizione dal sistema creditizio. Gli istituti finanziari, infatti, non hanno, giustamente, avuto problemi a prestare al settore balneare, un segmento da sempre ritenuto solido e florido, ma oggi rimane l’incertezza su come potrebbe essere gestita in uno “Stato di Diritto” una richiesta di rientro a fronte della cessazione stessa di tali aziende.
Con l’applicazione della direttiva, dunque, si rinuncerebbe ad un comparto turistico pensato e costruito sulla tradizione e sulla cultura Italiana.
Oggi la sensazione che raccolgo è la disperazione da parte dei titolari di tante aziende che hanno investito la propria vita in queste attività: sono almeno 30.000 le imprese italiane in questo stato e sono destinate a crescere, in relazione all’interpretazione che verrà data alla Bolkestein. Un clima di indeterminazione e irrazionalità che l’Italia non merita!

Michela Hublitz



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RIPORTARE ALLA RIBALTA POLITICA LA QUESTIONE BALNEARE

Postato il: 21 giugno, 2013 | 1 commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013La missione ANCI – SINDACATI ha riproposto in Europa la questione balneare italiana. Ora è necessario inserirla tra i punti cruciali dell’agenda Letta. Com’è possibile farlo? Lo chiediamo a Cristiano Tomei. “Senza nulla togliere a chi nel Governo ha competenza in materia e sarebbe fin d’ora in grado di svolgere il proprio ruolo” – precisa il coordinatore nazionale CNA Balneatori – “in questo momento sembra necessario individuare una mansione politico-istituzionale aggiuntiva, che riassuma in sé tutte le funzioni, per collegare, armonizzare, dare sintesi ed immediata autorevolezza in Italia e in Europa alle istanze di tutti i soggetti interessati: Regioni, Comuni, imprese. Funzione innovativa, da affidare a una personalità autorevole, che conosca a fondo il problema e sia in grado di riportare efficacemente in primo piano le esigenze non più differibili di 30 mila piccoli imprenditori, che si svegliano ogni mattina per lavorare, per sopravvivere e per aiutare l’Italia a crescere, senza avere certezza del loro futuro. Un ruolo in grado di promuovere e coordinare senza ritardi il tavolo di lavoro e in grado di riferire in modo diretto con il capo del Governo. Solo così – a mio avviso – la questione balneare può ritornare in primo piano nell’agenda politica italiana ed europea.”



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REDUCE DA BRUXELLES, MONTICELLI CHIEDE – SENZA MEZZI TERMINI – UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE

Postato il: 20 giugno, 2013 | Lascia un commento

TOMEI_E_MONTICELLIANCI_BRUXELLES_18.06.2013Il tempo di tirare il fiato dopo la missione di Bruxelles e Monticelli è di nuovo nella mischia, con la grinta di sempre. La sua visione della questione balneare – da sindaco di Pineto, città di mare,  e delegato ANCI al Demanio marittimo – è chiara, concreta e molto, molto vicina a quella degli imprenditori balneari: la scomparsa di  30.000 imprese balneari, oltre ad essere un serio problema sociale, costituirebbe un disastro per l’economia nazionale e in particolare per i Comuni costieri. Se questo è vero, la convocazione di un tavolo di concertazione tra Governo, ANCI e sindacati di categoria è indifferibile. Monticelli la chiede al Governo Letta con la massima determinazione. Stiamo o non stiamo parlando di un settore strategico per l’intero paese?









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MONTICELLI E TOMEI COMMENTANO LA MISSIONE 18 GIUGNO 2013 A BRUXELLES

Postato il: 20 giugno, 2013 | Lascia un commento

MONTICELLI_TOMEI_BRUXELLES_18.06.2013Monticelli – Anci:
“E’ necessario riaprire il tavolo di lavoro per trovare soluzioni condivise. Le trentamila imprese balneari italiane in attività sono fondamentali per l’economia turistica di 600 comuni costieri.”

Tomei – Cna Balneatori:
“Adesso il Governo indichi prontamente chi deve seguire la materia e riapra il tavolo di concertazione. Dobbiamo sapere con chi confrontarci per tutelare le nostre imprese.”




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18 GIUGNO 2013: ESITI DELLA MISSIONE ANCI – SINDACATI A BRUXELLES

Postato il: 19 giugno, 2013 | Lascia un commento

BRUXELLES_18.06.2013_DELEGAZIONE_ANCI_SINDACATISIB_CNA_FIBA_BRUXELLES_18.06.2013La missione 18 giugno 2013 a Bruxelles di ANCI, SIB CONFCOMMERCIO, CNA BALNEATORI e FIBA CONFESERCENTI si è conclusa positivamente, anche se i detrattori dell’ iniziativa, che non mancano neppure in ambito sindacale, diranno che non si è concluso nulla. Non è così. Si sono acquisite consapevolezze che nessuno aveva prima di ieri e che sono scaturite dal confronto e dal rapporto diretto con alcuni europarlamentari italiani, con funzionari europei e – indirettamente – con il ministro italiano per gli Affari europei.
Mancavano all’appello molti europarlamentari italiani che in passato si sono occupati della questione balneare. Probabilmente mancavano per giustificati motivi. Se è così vorremmo conoscerli. La nota congiunta dei parlamentari presenti, con implicita ammissione di impotenza, rimanda alla responsabilità di un Governo italiano ingessato, che ha sostanzialmente rimosso la questione balneare. Le dichiarazioni – formalmente ineccepibili – di Moavero Milanesi, così come le di lui note 24 e 29 maggio 2013 ai ministri Bray (Turismo) e Delrio (Affari regionali), suonano come puro scarico di responsabilità. Il ministro per gli Affari europei non è certo il primo responsabile della questione demaniale italiana, ma la sua indiscussa consapevolezza circa le implicazioni europee dovrebbe suggerirgli un diverso atteggiamento nei confronti di ministri ai quali invece tali responsabilità istituzionalmente competono. Segnatamente Delrio (Affari regionali), Letta (premier), Alfano (vicepremier), Bray (Turismo).
Corre voce che il ministro Lupi (Infrastrutture e Trasporti) sia intenzionato a convocare un tavolo di concertazione con i sindacati di categoria dei balneari. Sarebbe curioso, considerando il fatto che il suo dicastero  si occupa ormai solo marginalmente del Demanio marittimo. Ma non formalizziamoci, sarebbe comunque un importante passo avanti, in una questione bloccata da anni. Auguriamoci quindi che questa voce prenda corpo e si concretizzi.
Pubblichiamo a lato, sotto la foto della delegazione, il comunicato interattivo SIB, CNA, FIBA. Manca, per il momento, il comunicato ANCI, che sarà disponibile domani.
Concludiamo ringraziando tutti i partecipanti alla missione, che ha richiesto mesi di preparazione, determinazione, coraggio e che, nella sua ultima realizzazione, non è stata certo una passeggiata.



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RETE IMPRESE ITALIA GROSSETO: ALLARME IVA

Postato il: 18 giugno, 2013 | Lascia un commento

IL_GIUNCO_17.06.2013

Segnalazione di Antonio Smeragliuolo

Nuovo significativo intervento in ambito fiscale di Michela Hublitz – presidente di R.E.TE. Imprese Italia Grosseto.
Concordiamo. Aumentare l’IVA al 22%  significa incrementare l’aliquota del 4,76% e determinare un aumento secco generalizzato dei prezzi al consumo dello 0,826%. Operazione ad alto rischio economico e sociale.







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