MAMMA L’EUROPA!

Postato il: 26 giugno, 2013 | Lascia un commento

IBTI_DIRETTIVA_UE_2011_0437IL_FATTO_25.06.2013_DIRETTIVA_CONCESSIONIGiovanni Botta

Google Alert – figlio del mostro silenzioso che, mentre mi blandisce con briciole di notizia, mi spia e mi rivolta come un calzino – mi segnala, con due successive mail vagamente inerenti la mia query, cioè la mia personale ricerca riferita alle concessioni demaniali italiane in rapporto alla Direttiva servizi, mi segnala, dicevo, che l’Europa, a proposito della privatizzazione dell’acqua, fa marcia indietro. Cosa in realtà l’Unione stia facendo a questo riguardo è un mistero o forse è soltanto il gioco delle tre carte.
Ho letto con fastidio e non senza apprensione gli articoli pubblicati a lato, perché l’UE, questo ente sopranazionale al servizio di troppi poteri forti, questo soggetto che pur senza essere legittimato a governare tutto ingloba e tutto decide, che supera e snatura le autonomie nazionali, che ipnotizza i politici delle sue 27 province oltre i limiti della dipendenza, che parcheggia in un improbabile Parlamento i talenti minori, i soggetti scomodi in patria e quelli che ormai sono fuori dai giochi, questo tremendo bunker oligarchico che non informa adeguatamente, che ci tassa in silenzio, che legifera per poi interpretare liberamente con i suoi boiardi, che fa tendenza al punto che chi obietta è considerato fuori, questo impenetrabile labirinto di burocrazia continentale comincia davvero a farmi paura. Le notizie contenute nei due articoli potrebbero configurare qualsiasi scenario e questo, con ogni probabilità, è esattamente quello che ci si propone di fare. E dire che stiamo parlando dell’acqua, bene comune, essenza di vita! Chissà cosa in realtà sta accadendo alla Direttiva 2011/0437, che dovrebbe essere la famosa Direttiva concessioni, della quale si è parlato a lungo, che abbiamo ritenuto approvata ad inizio anno e che invece la stampa ritiene ancora in elaborazione. Chissà quali cervellotiche implicazioni potranno esserle attribuite. Chissà quando il Governo italiano deciderà di chiarire all’Europa che unione non significa alienazione.


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