ANGELILLI & COMI: TIMIDE PROPOSTE RESPONSABILI DA PARTE UE

Postato il: 11 luglio, 2013 | Lascia un commento

ANSA_09.07.2013segnalazione di Cristina Baudoino

ANSA.IT, il 9 luglio 2013, nella nota che pubblichiamo a lato, riporta le considerazioni congiunte di Roberta Angelilli – vicepresidente del Parlamento europeo – e di Lara Comi – europarlamentare – alla relazione sulla situazione del mercato interno servizi, dopo la sua approvazione da parte della Commissione. Non conosciamo il documento in questione – che risulta riguardare anche le imprese balneari – quindi non siamo in grado di valutare i giudizi positivi espressi in merito da Angelilli e Comi. Tuttavia circa i concetti di “equo rendimento”, “equo ammortamento degli investimenti” e “adeguato coinvolgimento degli imprenditori e delle categorie professionali nella fase di definizione e di adeguamento delle decisioni” parametri che, sembra di capire, siano stati riconosciuti agli stabilimenti balneari dalla relazione, non possiamo che esprimerci con grande cautela e sostanziale scetticismo.
Sancire un “adeguato coinvolgimento alla definizione e all’adeguamento delle decisioni” può sembrare un significativo passo avanti e può anche esserlo marginalmente, se sapremo esprimere rappresentanti sindacali informati, motivati, intellettualmente autonomi, tenaci – rara avis – ma dubitiamo fortemente che ai rappresentanti degli imprenditori sia consentito, nell’ambito della Commissione UE, qualcosa di diverso da un generico diritto di intervento. Meglio di niente, certo, ma niente di decisivo.
Quanto ai concetti di “equo rendimento” e di “equo ammortamento degli investimenti”, riteniamo che potrebbero essere adottati con qualche utilità iniziale rispetto ai nuovi rapporti di concessione (quelli addizionali rispetto alla situazione in essere) in quanto costituirebbero gli elementi in base ai quali gli imprenditori interessati a nuove concessioni demaniali dovrebbero rifarsi per decidere se valga o meno la spesa di investire nel settore. Tuttavia sono assolutamente inadeguati nei confronti di chi gestisce da anni uno stabilimento balneare che ha acquistato, o ha evitato di vendere, fidando in regole certe e legittime, ormai abrogate, dimenticate e accantonate in modo tombale da politica e istituzioni. Smettiamo di girare in tondo, cercando criteri economici che costituiscano una possibile via di fuga rispetto al dettato della Bolkestein, senza avere il coraggio di portare avanti gli argomenti che effettivamente giustificano il mantenimento delle concessioni balneari in capo agli attuali concessionari. Non dimentichiamo che gli imprenditori in attività hanno investito sulle loro aziende ogni loro potenziale: risparmi e capitali di famiglia, lavoro, prospettive personali e familiari, attese di vita. Non dimentichiamo che è grazie a questo tessuto organico, vitale, integrato nel territorio, ecocompatibile, che il comparto balneare italiano ha assunto nei secoli la valenza che conosciamo. Non dimentichiamo che la stessa UE, nel Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, paragrafo 6.1.4.- Durata delle autorizzazioni – afferma che: “Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio dell’attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese. Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 (della Direttiva servizi – n.d.r.) dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.”
Siamo consapevoli del fatto che ci stiamo ripetendo, ma questo accade perché la realtà della questione balneare non muta, comunque la si consideri. Angelilli e Comi, nell’articolo che commentiamo, si riservano di valutare la possibilità di ulteriori emendamenti migliorativi. Sappiamo perfettamente che la loro è una battaglia difficile, soprattutto nella assurda latitanza del Governo nazionale, ma le invitiamo a non desistere e a non perdere di vista il punto centrale del problema: la questione balneare italiana trae origine dalla appetibilità economica di un comparto che è nato e si è sviluppato senza aiuti di Stato, grazie all’iniziativa e ai sacrifici della microimprenditoria balneare locale, seguendo regole di mercato. Non si resiste per più di cent’anni se si va contro corrente. Applicare a questo settore i criteri pseudo liberisti finora propugnati dall’UE significa compromettere l’equilibrio economico, sociale, funzionale, ambientale, raggiunto e verificato attraverso più di un secolo di attività. Significa sconvolgere le effettive regole del mercato, ponendo in essere un vero e proprio esproprio legalizzato, a esclusivo vantaggio del grande capitale.



Commenti

Lascia un commento







  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
  • AMMINISTRAZIONE