QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: NEL NULLA LA SCADENZA 15 MAGGIO 2014. SI RIPARLA DI PROROGA LUNGA

Postato il: 11 aprile, 2014 | 1 commento

MONDO_BALNEARE_11.04.2014MONDO BALNEARE, con post di Salvatore Lanzilotti di Comitato Balneari Puglia, informa che Salvatore Tomaselli – senatore PD, membro della 10° Commissione permanente (Industria, commercio e turismo) – e Sergio Pizzolante – deputato NCD, membro della 11° Commissione (Lavoro pubblico e privato) – intervenendo al convegno “Imprese balneari italiane: quale futuro?” (Brindisi, 10 aprile 2014), hanno dichiarato che il Governo non rispetterà il termine del 15 maggio fissato dalla Legge di stabilità per la riforma del Demanio marittimo, ma che, entro l’estate, sarà discussa e approvata una proroga lunga.
La notizia, che conferma le sensazioni maturate negli ultimi mesi, non può essere salutata con soddisfazione. Rinviare ulteriormente la soluzione di un problema che, con le sue molteplici implicazioni, condiziona da anni l’economia delle regioni costiere italiane, rischia di non farci cogliere l’opportunità di modificare utilmente la normativa europea.
Perché mai continuare a parlare unicamente di balneazione sulle coste italiane? Esiste un enorme sviluppo litoraneo sud europeo, in corrispondenza del quale le condizioni climatiche sono pressoché identiche. Chiunque desideri entrare nel settore balneare, esportando il modello italiano o proponendone altri, ne ha spazio e opportunità. Fatte salve le specifiche esigenze demaniali, perché mai assegnare alle imprese balneari italiane in attività un assurdo termine burocratico, quando la normale dinamica di qualsiasi settore economico garantisce operatività aziendale fino a che esista una richiesta di mercato per i beni e i servizi prodotti?
Anche se la mozione bipartisan “Strategia per una Crescita Blu (Blue Growth) e la sua rilevanza nel quadro italiano” dovesse essere approvata in Senato senza modificazioni e – sulla carta, ovviamente – impegnasse il Governo ad agire, in ambito europeo, per risolvere i problemi generati dall’applicazione della Direttiva Bolkestein alle imprese turistico-balneari e non solo, l’esistenza di una proroga lunga in ambito nazionale rischierebbe di condizionare negativamente il semestre europeo a presidenza italiana, in un momento in cui sbagliare non è più consentito.



Commenti

1 commento a “QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: NEL NULLA LA SCADENZA 15 MAGGIO 2014. SI RIPARLA DI PROROGA LUNGA”

  1. gianfranco cardosi
    aprile 12, 2014 @ 19:51

    Che un Governo non rispetti un termine che si è prefisso con una legge, è cosa a dir poco disdicevole.Se un qualsiasi cittadino non lo rispettasse,infatti, gli verrebbero irrogate sanzioni, decadenze, revoche,ecc.Molto probabilmente, per futuro, si deciderà una proroga lunga, senza giustificato motivo(non si può certo dire:” si delibera una proroga perchè entro il termine di legge- 15 maggio 2014- non si è fatto niente!”). Lo si farà per calmare gli animi e raccogliere favori per le elezioni europee. Poi,dopo le elezioni,sarà notificata la proroga all’Europa, di cui è assai facile, purtroppo, prevedere l’esito.Si è del sommesso avviso che occorrerebbe, invece, adottare subito -prima del 2015- soluzioni non demagogiche o populiste, ma razionali e concrete, concordate, prima dell’adozione, a livello europeo,dal Governo italiano, come da anni l’Europa sembra richiedere.

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