OBBLIGO DI POS

Postato il: 25 giugno, 2014 | 1 commento

POSUn ingarbugliato complesso di norme, costituito da:

1.- Decreto interministeriale 24 gennaio 2014 (Disposizioni sui pagamenti elettronici), articolo 2, comma 1
http://www.sviluppo economico.gov.it/ index.php?option=com_content&view=article&viewType=1&idarea1=593&idarea2 =0&idarea3=0&idarea4=0&andor=AND&sectionid=0&andorcat =AND&partebassaType=0&idareaCalendario1=0&MvediT=1&showMenu =1&showCat=1&showArchiveNewsBotton=0&idmenu=2263&id=2030026;
2.- Decreto 24 gennaio 2014 (Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito);
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/01/27/14A00618/sg
3.- Decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, coordinato con la legge di conversione 27  febbraio 2014, n. 15 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative) – articolo 9 (Proroga di termini in materia economica e finanziaria), punto 15 bis
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/02/28/14A01661/sg; jsessionid=ipXze30lZE-Tq+8hfjHs8Q__.ntc-as1-guri2b;

prevede che imprese e professionisti che abbiano fatturato più di 200 mila euro nell’anno precedente, dal 30 giugno 2014 debbano accettare pagamenti effettuati con carte di debito per gli importi superiori ai 30 euro.

Riportiamo in chiaro i link interattivi ai diversi provvedimenti in quanto, nel momento in cui pubblichiamo, non risulta possibile alcun altro tipo di collegamento automatico.

Queste le norme, che pongono a carico di chi riceve il pagamento l’onere di finanziare un provvedimento antiriciclaggio ed antievasione e gli richiedono in sovrappiù competenze tecnico-finanziarie non comuni. La normativa infatti pone l’obbligatorietà del pagamento elettronico solo per le carte di debito, ma quanti conoscono la sottile differenza che esiste tra carte di debito e carte di credito? quanti sanno distinguere a colpo d’occhio le une dalle altre?
La questione presenta comunque un risvolto positivo: non risulta che siano state previste sanzioni a carico di chi non si sia ancora dotato di POS, di chi non intenda adottarlo e di chi, pur disponendo del POS, non intenda utilizzarlo per importi minimi, accollandosi l’onere delle commissioni bancarie inerenti.



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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: PROSPETTIVE – INTERVISTA A CRISTIANO TOMEI

Postato il: 19 giugno, 2014 | 1 commento

TOMEI_ESTATE_2013Dopo giorni di completa mancanza di notizie utili, Comitato Balneari Liguria ha deciso di intervistare Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – in merito ai possibili sviluppi della questione balneare italiana. Domande e risposte chiare e dirette.
In un momento in cui sembra che Governo e partiti abbiano tutt’altro per la testa, come pensa che potrebbe essere riproposta la questione balneare italiana, per arrivare a una possibile soluzione?
Dobbiamo chiedere a chiare lettere l’apertura del tavolo tecnico, così come lo hanno fatto le maggiori sigle sindacali nell’ultimo documento unitario. Non è possibile affrontare il riordino normativo a ridosso del 15 ottobre (data indicata dal Governo come termine per il complessivo riassetto del settore balneare – n.d.r.), quando mancherebbero poco più di due mesi alla scadenza del semestre europeo. La presidenza italiana inizia tra 10 giorni. Dobbiamo cogliere e sfruttare appieno questa opportunità, utilizzando tutto il semestre a disposizione, per poter costruire e valutare quale sia la proposta condivisa con i sindacati, le regioni e gli enti locali, in modo da presentare alla trattativa con l’U.E. un fronte compatto sotto ogni profilo: istituzionale, politico, sindacale e socio-economico. Dobbiamo iniziare immediatamente. Le proposte devono essere valutate, costruite e definite entro ottobre, durante il tradizionale appuntamento di Rimini, con il coordinamento dei sindacati e la partecipazione dell’intero mondo balneare. A questo punto chiediamo al Governo e alle forze politiche di mantenere gli impegni assunti con i sindacati e la categoria, affinché il tavolo tecnico si apra subito e sia possibile coinvolgere parti sociali e ministeri interessati.
Quali sono, a suo giudizio, gli interlocutori?
Diversi ministeri, da individuare tra: affari regionali, economia e finanze, beni, attività culturali e turismo, lavoro e politiche sociali, rapporti con l’Unione europea.
E in ambito europeo?
Una funzione fondamentale è riservata in questo campo ai nostri europarlamentari, ai quali chiederemo un confronto diretto a Bruxelles con i rappresentanti del nostro Governo, qualora il ritardo circa l’apertura del tavolo tecnico dovesse ulteriormente prolungarsi.
Queste le indicazioni operative di Tomei. Riteniamo che le dichiarazioni che ci ha rilasciato sintetizzino, in questo momento, il pensiero e le attese dell’intero mondo balneare italiano. L’estate 2014, che vede la categoria concentrata sull’attività aziendale, in un momento economico difficile e pieno di incertezze, deve essere anche e soprattutto occasione di interlocuzione chiara e decisiva con gli organi istituzionali. Seguiremo l’evoluzione delle iniziative sindacali con la massima attenzione.



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DEMANIO MARITTIMO: IL GOVERNO BUTTA IL PALLONE IN TRIBUNA

Postato il: 4 giugno, 2014 | Lascia un commento

RENZIEnnesima notizia online a proposito di riordino delle concessioni demaniali marittime. viaemilianet.it – portale di economia apparentemente collegato al sito www.regione.emilia-romagna.it – con post 3 giugno, informa che la scadenza 15 maggio 2014 prevista in relazione all’argomento dalla Legge di stabilità 2014 è stata prorogata al 15 ottobre. Non è chiaro quale sia lo strumento normativo attraverso il quale sarebbe stata stabilita la proroga: si parla unicamente di una risposta governativa data in aula alla Camera, in relazione ad interpellanza urgente del Movimento 5 Stelle.
Probabilmente non esiste per ora nessun provvedimento formale di proroga. Probabilmente la proroga, nei termini sopra precisati, esiste unicamente nelle intenzioni dilatorie del Governo Renzi.
Il post di viaemilianet.it parla anche di una sospensione del pagamento dei canoni demaniali fino al 15 ottobre 2014, ma anche in questo caso mancano riferimenti normativi.



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DEMANIO MARITTIMO: REGIONI FAVOREVOLI ALLE IMPRESE BALNEARI

Postato il: 1 giugno, 2014 | Lascia un commento

VASCO_ERRANIIl sito ufficiale della Regione autonoma Valle d’Aosta pubblica l’ANSA 30 maggio 2014 inerente la netta posizione assunta dalle Regioni nella questione balneare italiana.
Ne riportiamo integralmente il testo:
“(ANSA) – ROMA, 30 MAG – Le Regioni condividono “l’importanza di risolvere, in seguito all’apertura manifesta dal Commissario europeo agli affari marittimi, il problema delle concessioni demaniali marittime che penalizza le imprese balneari italiane”. E’ quanto scrivono i presidenti delle Regioni nel documento che illustra la posizione delle Regioni sulla “Strategia europea per una maggiore crescita e occupazione nel turismo costiero e marittimo”.
“La Commissione parlamentare Attività Produttive – si legge nel documento delle Regioni – ha reso noto che si sono registrati segnali incoraggianti, da parte delle istituzioni europee, per quanto concerne la questione della proroga delle concessioni demaniali marittime intervenute nel corso del tempo, attraverso l’adozione di numerose disposizioni normative e pronunce delle istituzioni europee. In particolare, in occasione dell’incontro che si è svolto ad Atene il 18 marzo scorso tra le Commissioni parlamentari europee per i settori delle attività produttive, del turismo, delle finanze e delle infrastrutture, il Commissario Ue agli Affari marittimi e alle coste avrebbe prospettato l’intenzione di rivedere l’applicazione della Direttiva Bolkestein al comparto balneare, ammettendo che la sua applicazione alle concessioni balneari pone vincoli troppo stringenti, necessitando quindi di una rimodulazione coerente con le peculiarità di ogni singolo Paese”.(ANSA).”

Si tratta di una dichiarazione di assoluta importanza, sia per le implicazioni che esistono tra Regioni e Governo centrale – che non si è ancora espresso nel merito – sia perché presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome è sempre Vasco Errani, la cui propensione per il rinnovo delle concessioni mediante asta è tristemente nota.



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