CONCERTAZIONE E QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 2 luglio, 2014 | 2 Commenti

RENZI_1E’ trascorsa infruttuosamente una settimana dalla richiesta urgente 27 giugno 2014, indirizzata dai cinque principali sindacati italiani balneari di categoria – SIB Confcommercio, CNA Balneatori, FIBA Confesercenti, Oasi Confartigianato e Assobalneari Confindustria – a Dario Franceschini – ministro ai Beni e attività culturali e turismo – e a Pier Paolo Baretta – sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, finalizzata a “conoscere quali siano le valutazioni e le proposte che il Governo intende mettere in campo per restituire fiducia nel domani alle imprese balneari italiane”.
Che il Governo abbia presenti le problematiche demaniali marittime risulta con chiarezza da atti formali, quali l’approvazione della legge 23 giugno 2014, n. 89, con la quale è stato convertito il decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, che all’articolo 12 bis stabilisce la facoltà di versare entro il 15 settembre i canoni demaniali marittimi dovuti a partire dall’anno 2014. Che manchi l’intenzione di discutere a breve termine con le parti sociali la questione demaniale marittima, risulta con altrettanta chiarezza dallo stesso articolo 12 bis, quando si sposta al 15 ottobre 2014 la scadenza per il riordino legislativo del settore, originariamente fissata per il 15 maggio. Continuiamo ad essere fuori dalle priorità dell’Esecutivo. D’altra parte le convinzioni di Renzi in tema di concertazione non sono un mistero. In altro contesto, replicando a Susanna Camusso, ha chiarito che: “la musica è cambiata” e che il Governo “va avanti anche senza i sindacati”. Fonte Il Sole – 24 ORE. Ma se Renzi pensa che i balneari, come è solito dire parlando di decisioni blindate, “se ne faranno una ragione” si sbaglia.



Commenti

2 Commenti a “CONCERTAZIONE E QUESTIONE BALNEARE ITALIANA”

  1. gianni.baz
    luglio 2, 2014 @ 13:21

    Beh ! roma/firenze/bruxelles coordinarsi e decidere….
    però ci guardiamo negli occhi e facciamo l’appello dei partecipanti !

  2. Roberto
    luglio 2, 2014 @ 15:31

    Sono d’accordo.
    Comunque a mio avviso il governo non deve fare un grosso sforzo, deve semplicementi scrivere e non dire all’europa che a noi balneari viene concesso un bene per cui non rientriamo affatto nella direttiva servizi. punto e chiusa la questione anche perchè giuridicamente son due termini ben distinti, beni e servizi.
    Altrimenti sarà guerra.
    Buon lavoro a tutti.

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