CANONI DEMANIALI MARITTIMI 2014. A COLLOQUIO CON TOMEI

Postato il: 11 settembre, 2014 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013La legge 23 giugno 2014, n. 89 (G.U. 23 giugno 2014, n. 143), che ha convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, all’art. 12-bis, ha stabilito che i canoni delle concessioni demaniali marittime siano versati entro il 15 settembre di ciascun anno. Per il 2014 entro quattro giorni da oggi, per l’esattezza.
La stessa norma ha spostato al prossimo 15 ottobre il termine per il riordino della normativa demaniale, fissato al 15 maggio 2014 dalla Legge di stabilità 2014. Si allontana in tal modo la concreta possibilità di intervenire con misure idonee ad essere integrate nell’ambito del semestre europeo di presidenza italiana. Ne parliamo con Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori.

D.: Quali saranno le conseguenze della perdurante impossibilità delle associazioni di categoria di confrontarsi con il Governo sui temi fondamentali della normativa demaniale?

R.: Saranno sicuramente preoccupanti, soprattutto per i concessionari pertinenziali. La scadenza 15 settembre è prossima al punto da rendere irrealizzabile qualsiasi intervento correttivo. I concessionari pertinenziali che non siano stati in grado di definire i procedimenti amministrativi pendenti alla data del 30 settembre 2013 – come previsto dalla legge di stabilità 2014 – al termine di una stagione fallimentare come quella che si è appena conclusa, saranno costretti a pagare canoni assurdi, economicamente insostenibili, viziati dalla incongrua incidenza di coefficienti OMI, che su base regionale sono applicati in misura differente per concessioni equivalenti. 

D.: Quali ripercussioni in Europa da questa situazione di indeterminatezza normativa?

R.: Anche queste saranno serie. Il semestre di presidenza italiana, atteso in ambito nazionale come un’opportunità da non perdere, si sta consumando senza costrutto, mentre l’establishment europeo si va definendo e consolidando. Registriamo purtroppo, da parte del Governo, la sostanziale sottovalutazione della questione demaniale italiana.



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CONCESSIONI BALNEARI: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE CON CRISTIANO TOMEI

Postato il: 6 settembre, 2014 | 1 commento

TOMEI_ESTATE_2013Chiude una stagione balneare fallimentare, nel corso della quale l’Esecutivo Renzi, tra interventi ed omissioni, non ha mancato di sottolineare il proprio disinteresse nei confronti delle problematiche di settore. Chiediamo a Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – quali siano le sue valutazioni in merito:
«Mi riferisco ad atti ufficiali – esordisce Tomei. Esaminando la bozza del decreto Sblocca-Italia non sembrano presenti novità riconducibili direttamente alle concessioni demaniali marittime esistenti. Gli aspetti che, in qualche misura, possono riguardare le concessioni sono riportati all’articolo 36 della citata bozza di decreto. Qualcosa di più specifico, anche se al momento non sembra aggiungere niente a quanto già conosciamo, è richiamato all’art.81 della stessa bozza di decreto, che recita testualmente:
“Per concessioni in essere previste dall’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni, devono intendersi tutte le concessioni demaniali marittime vigenti alla data del 30 dicembre 2009, ivi comprese quelle scadute e rinnovate automaticamente, sia pure in assenza di un formale atto amministrativo, in quanto già disciplinate dal decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, come modificato dall’articolo 10, comma 1, della legge 16 marzo 2001, n. 88 e pertanto le stesse si intendono prorogate ai sensi del citato articolo 1, comma 18. Restano fermi gli adempimenti in materia di imposta di registro da parte delle autorità competenti in materia di rilascio di concessioni demaniali sul demanio marittimo e nel mare territoriale “.
Quindi nessuna novità per le attuali 30.000 imprese balneari italiane che chiedono garanzie per la sopravvivenza delle proprie aziende e prospettive certe, che consentano di sbloccare gli investimenti e di far ripartire l’occupazione.

I maggiori sindacati di settore, dopo averla ripetutamente richiesta, attendono la convocazione del Tavolo tecnico, dove sia possibile confrontarsi con interlocutori istituzionali per affrontare, e finalmente definire, il riordino normativo necessario per assicurare il più lungo futuro possibile alle attuali concessioni demaniali marittime italiane. La scadenza del 15 ottobre – indicata dal Governo per definire il riordino normativo in materia di concessioni demaniali marittime – è ormai prossima: sindacati e imprese chiedono una concreta risposta ad Esecutivo ed Istituzioni, per tutelare il sistema economico balneare italiano, unico nel suo genere in tutta Europa e conosciuto per l’eccellenza che rappresenta, non solo in ambito nazionale e continentale.»
Ancora niente di nuovo sotto il sole di settembre. Auguriamoci che la scadenza del 15 ottobre si concretizzi e costituisca una svolta significativa rispetto al sistema aberrante dei rinvii.



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