PRESSIONE FISCALE A SAVONA: 63,3%

Postato il: 4 novembre, 2014 | Lascia un commento

PAOLA_FRECCEROSavona, quanto a pressione fiscale, non scherza. E’ al 63,3%, contro una media nazionale stimata a fine 2014 del 63,1%.
A fronte di una pressione fiscale e tributaria teoricamente omogenea sul territorio nazionale, a Savona si sopportano costi superiori alla media per smaltimento dei rifiuti e per imposte sui capannoni e laboratori artigianali. Costi che costringono l’impresa media savonese, indipendentemente da giro d’affari, occupati o settore, a lavorare dal 1 gennaio al 20 agosto – 202 giorni all’anno – per poter pagare imposte e tasse!! I restanti 163 giorni, pari al 36.7% dell’anno, sono destinati al pagamento di dipendenti, fornitori, affitti, obblighi di legge per sicurezza sul luogo del lavoro, burocrazia, oneri finanziari e bancari, mutui e assicurazioni. All’imprenditore rimangono le briciole e il rischio d’impresa.
Così lo studio CNA riferito a tutte le province italiane.
Paola Freccero – amica, imprenditrice alimentare, presidente provinciale CNA Savona – precisa: “In nessuna parte del mondo le imprese subiscono una tale pressione. Svanisce così ogni opportunità di essere competitivi sul mercato internazionale, di investire sulla ricerca e l’innovazione, di creare occupazione. Come CNA chiediamo agli Enti locali buoni servizi a tariffe eque; alla Regione politiche di sviluppo e di promozione che assicurino opportunità per le imprese; al Governo una revisione del sistema fiscale che sta stritolando la piccola impresa.”
Parole sante, Paola.



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OPPOSIZIONE AVVERSO LA SENTENZA 26 SETTEMBRE 2014 DEL TAR LOMBARDIA

Postato il: 4 novembre, 2014 | Lascia un commento

RIGHI_NESI_1Nel nostro post del 27 ottobre “SUN 2014: INIZIATIVE CNA BALNEATORI”, abbiamo preannunciato l’attuazione di un intervento di opposizione alla sentenza 26 settembre 2014, n. 2401, con la quale il TAR Lombardia, facendo riferimento a questioni inerenti il demanio lacuale, ha chiesto alla Corte di Giustizia UE un parere pregiudiziale in merito alla proroga al 2020 stabilita dal Dl 179/2012. In sostanza il TAR non è convinto della legittimità della proroga della originaria proroga al 2015 e, per evitare una decisione diretta, gira la responsabilità all’UE. Se la tesi del Tribunale amministrativo fosse accolta dalla Corte di Giustizia UE, sarebbe vanificata la proroga al 2020 delle concessioni demaniali nel loro complesso: lacuali e/o marittime che siano. Questa considerazione ha motivato l’iniziativa CNA Balneatori, proposta a tutti i sindacati di categoria – con il patrocinio legale degli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi – per un’attuazione condivisa, alla quale ogni concessionario demaniale marittimo è invitato a partecipare.
L’opposizione è fondata. La sostengono molteplici elementi favorevoli di fatto e di diritto emersi nel corso degli ultimi mesi, tra cui il considerando 15 della Direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 (la cosiddetta Direttiva concessioni, che assimila i contratti di concessione di beni demaniali a meri contratti di locazione) e il Regolamento n. 876 del 10 ottobre 2014, di attuazione della legge spagnola n. 2 del 30 maggio 2013 ( la cosiddetta Ley de costas, che ha prorogato fino a 75 anni le concessioni demaniali marittime, nel tacito assenso dell’UE).
I principali sindacati di categoria sono concordi nel ritenere che la recente disciplina attuativa spagnola confermi, in Italia e in Europa, la sostenibilità di un’istanza che, ai fini della stesura ponderata della definitiva regolamentazione del demanio in Italia, preveda una scadenza di almeno trent’anni per le concessioni in essere. Questa la tesi sostenuta il 28 ottobre, nel corso della riunione con i sottosegretari Barracciu e Gozi.
E’ opportuno infine precisare che l’atto di opposizione citato prelude alla redazione del Libro bianco, che sarà allestito, sempre su rigorose basi giuridiche, ma anche economiche e sociali, per sostenere in Europa i legittimi diritti dei concessionari demaniali marittimi italiani e per agevolare l’azione del Governo italiano presso la UE.
L’invito a tutti i concessionari demaniali è quello di partecipare. Nei prossimi giorni vi spiegheremo come.

Cristiano Tomei – coordinatore nazionale Cna Balneatori – ci scrive: “un’iniziativa unitaria fondamentale sotto il profilo giuridico e di sostegno alla strategia sindacale”.



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