CNA NAZIONALE SCENDE IN CAMPO CON GLI IMPRENDITORI BALNEARI. INCONTRO CON FRANCESCA BARRACIU

Postato il: 19 novembre, 2014 | Lascia un commento

Silvestrini-Barracciu34_imagelargeIeri, 18 novembre 2014, presso la sede di CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – in Roma, Piazza Mariano Armellini 9/A, si è tenuto il convegno “Prospettive in Italia e in Europa sulle concessioni demaniali marittime”. Hanno partecipato la sottosegretario ai Beni e attività culturali e turismo Francesca Barraciu; parlamentari italiani impegnati nella questione balneare: Sergio Pizzolante (Ncd), Manuela Granaiola (Pd), Paolo Petrini (Pd), Carla Ruocco (M5S), Ignazio Abrignani (FI), Marco Di Maio (Pd), Emma Petitti (Pd), Franco Vazio (Pd); Sergio Silvestrini – segretario generale Cna; i rappresentanti dei principali sindacati di categoria e una significativa delegazione di imprenditori balneari provenienti da tutte le parti d’Italia.

Sergio Silvestrini, segretario generale CNA, ha aperto i lavori, affermando che  “… I Paesi che vincono in Europa e nel mondo sono quelli che fanno sistema e non si dividono… La presenza oggi, nella sede della Cna, nella casa delle imprese, di un illustre rappresentante del Governo, di tanti parlamentari e di tanti imprenditori, è il simbolo di questa raggiunta unità. Che è indispensabile anche di fronte all’Europa. Ma se questa unità è il simbolo di una consapevolezza ritrovata, ebbene questa consapevolezza va estesa al riconoscimento e alla valorizzazione delle specificità nazionali. A cominciare dalle piccole imprese, richiesta anche europea: think small first, prima pensa al piccolo, come impone lo Small business act. E’ il momento di valorizzare le piccole imprese, allora, anche nel settore balneario. E’ il momento di dare una sferzata all’intero sistema, come raccomanda ogni giorno il presidente del Consiglio”.

E’ stata quindi la volta del coordinatore nazionale Cna Balneatori, che ha illustrato caratteristiche, problemi e potenzialità della categoria. Una categoria che, in particolare, chiede al Governo di allungare la durata delle concessioni demaniali marittime, di riconoscere il valore commerciale delle imprese balneari, di modificare i criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi. Dopo di lui sono intervenuti alcuni tra i parlamentari presenti, confermando il loro sostegno al comparto balneare.

La sottosegretario Barracciu ha concluso l’incontro ponendo al centro del suo intervento la direttiva europea Bolkestein, destinata a liberalizzare i servizi pubblici, e la sua applicazione al settore delle concessioni demaniali. Riferendosi alla volontà governativa di portare a soluzione la questione balneare italiana tutelando le imprese balneari esistenti, la sottosegretario ha dichiarato: “Non c’è altro tempo da perdere. Anzi, va recuperato tutto il tempo perso. Il nostro Governo ritiene la situazione dei balneatori una priorità nazionale e la loro sorte una sfida  importante, non solo per la categoria – trentamila imprese con centomila addetti – ma per l’intero sistema economico, imprenditoriale, turistico italiano.” E ancora: “Non sono venuta a promettervi che non applicheremo la Direttiva – perché va applicata – ma posso promettervi che a Bruxelles difenderemo con tutte le nostre forze i diritti delle imprese”. Barracciu ha poi sottolineato il mutato atteggiamento dell’attuale Governo rispetto ai precedenti. “Il nostro – ha precisato – è il primo Governo che va a Bruxelles a portare una proposta di sistema sulle concessioni demaniali marittime. Prima di tutto, però, dobbiamo presentare una riforma complessiva che ci renda più forti nel negoziato con la Commissione europea. Solo così potremmo tentare di strappare una congrua proroga alle concessioni, evitando l’apertura di un’infrazione e le sue conseguenze economiche e politiche. Perché la proroga al 2020 di cui si parla da anni, in realtà, non esiste. Fu approvata una legge in tal senso nel 2012, ma non è stata mai notificata all’Ue. Ufficialmente, non c’è”.
La sottosegretario ha quindi annunciato che il Governo sta lavorando al riordino complessivo del sistema, al fine di permettere la difesa della specificità italiana in sede europea, “… perché noi non vogliamo il monopolio delle multinazionali sulle nostre spiagge. Vogliamo che sulle nostre spiagge si parlino le lingue straniere per i turisti stranieri, ma anche il sardo e il romagnolo, il ligure e il siciliano”.
“Il Governo – ha concluso Barracciu –  spiegherà all’Europa che questa situazione discende da un sistema normativo al quale vi siete attenuti. Diversa sarà la condizione di quanti vorranno entrare nel mercato: l’Italia ha migliaia di chilometri di spiagge inutilizzate alle quali saranno applicate le nuove regole. Noi chiederemo di tutelare le imprese che puntano ad aumentare qualità e valore aggiunto delle attività, rispettando l’ambiente e garantendo la sicurezza. Ma le imprese hanno bisogno della prospettiva di un congruo numero di anni, per rientrare dai necessari investimenti richiesti dall’attività balnearia”.

Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori, ci ha dichiarato:
“In CNA nazionale si è tenuta una positiva sessione di lavoro del tavolo tecnico, al cospetto delle imprese balneari e delle maggiori sigle sindacali. Questo importante lavoro tra Governo, Parlamento e mondo delle imprese deve continuare, per affrontare e risolvere i nodi nevralgici della riforma. Tra essi, in primis: difendere la proroga al 2020, sostenere la non scarsità del bene demaniale marittimo, in quanto ampiamente disponibile, e la non applicazione delle evidenze pubbliche alle attuali trentamila imprese per le quali – in attesa della revisione in Europa della Direttiva servizi – garantire un periodo transitorio di 30 anni. La Spagna lo ha già fatto.”



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