CONTRIBUTO VOLONTARIO RICORSO CORTE GIUSTIZIA EU – AGGIORNAMENTO 21 NOVEMBRE 2014

Postato il: 21 novembre, 2014 | Lascia un commento

PALAZZI_EUROPEIIntegriamo il nostro post 20 novembre 2014, sulla base della odierna comunicazione FAB – CNA Balneatori.
La sottoscrizione proposta da CNA Balneatori – finalizzata alla realizzazione di un atto di resistenza giuridica contrario alla sentenza 26.09.2014, n. 2401 del TAR Lombardia -procede oltre il termine del 20 novembre indicato in origine. Sarà possibile versare fino a giovedì 27 novembre, data alla quale sarà conferito ufficialmente l’incarico di procedere agli avvocati Nesi e Righi.
L’iniziativa, avviata in forma esplorativa da CNA Balneatori, entra ora nella fase di condivisione con gli altri principali sindacati del settore. L’adesione dei balneari, che in nove giorni hanno volontariamente e liberamente versato oltre 10 mila euro, chiarisce l’orientamento degli imprenditori. Il rischio vero, quello che è necessario affrontare con consapevolezza e determinazione, è quello di vedere vanificata la proroga al 2020, non altro. Chi sostiene tesi differenti avendone ruolo, in un momento delicato qual è quello presente, ne assume la piena responsabilità.



Commenti

INCONTRO CNA, BARRACIU, SINDACATI, IMPRENDITORI. INTERVISTA CON CRISTIANO TOMEI.

Postato il: 21 novembre, 2014 | 1 commento

TOMEIComitato Balneari Liguria ha seguito con estremo interesse l’incontro CNA del 18 novembre, centrato sulla presenza di CNA nazionale e la partecipazione della sottosegretario di Stato Francesca Barraciu. In quella sede, i presenti hanno appreso dalla viva voce della sottosegretario che il Governo considera la situazione dei balneari una priorità nazionale e la loro sorte come una sfida importante per l’intero sistema economico, imprenditoriale, turistico italiano. Dopo questa interessantissima premessa e dopo aver convenuto sulla fondamentale circostanza che il bene in concessione balneare – costa idonea alla balneazione – è tutt’altro che limitato, Barraciu ha espresso alcuni concetti preoccupanti:
a.- la proroga al 2020, pur essendo legge dello Stato e parte integrante di una testo di legge finanziaria che sicuramente è stato analizzato a fondo in Europa, non esiste, per il fatto che non sarebbe stata notificata all’UE;
b.- il Governo sta dialogando da tempo con l’UE per dimostrare all’Unione la volontà di risolvere la questione demaniale italiana, sulla base di un documento che non è stato oggetto di confronto con i sindacati e che, se coincide con la bozza che è circolata nelle ultime settimane, non è minimamente condivisibile;
c.- i criteri che hanno reso percorribile per l’UE l’iter adottato dalla Spagna nei confronti del demanio marittimo locale non possono essere utilizzati per risolvere la questione balneare italiana in quanto le fattispecie considerate – quella spagnola e quella italiana – non sono assimilabili neppure per analogia;
d.- l’incontro del 18 novembre di un rappresentante del Governo con sindacati ed imprenditori, anche se del tutto informale ed organizzato da CNA, può essere considerato a tutti gli effetti un incontro di “tavolo tecnico”.

D.: Dott.Tomei, lei ritiene che il recente intervento della sottosegretario Barraciu costituisca un passo indietro rispetto alle aperture del 28 ottobre?
R.: No, anzi tutto il contrario. Oltre all’importante apprezzamento per la funzione economica svolta dal settore, ritengo sia stato finalmente assodato uno dei principali nodi della questione balneare italiana: il bene demaniale marittimo italiano non è una risorsa scarsa e limitata, bensì è ampiamente disponibile lungo le migliaia di km di costa dove non esistono concessioni demaniali.
Ci sono peraltro aspetti critici che vanno chiariti: la proroga al 2020 è una legge dello Stato italiano votata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica, all’interno del Decreto sviluppo, notificato in Europa nel suo complesso. Non ci sono stati al riguardo segnali negativi da parte dell’UE, pertanto la proroga esiste senz’ombra di dubbio. In ogni caso, quale atto dovuto alle imprese in attività, abbiamo messo in campo l’atto di resistenza giuridica che può assumere risvolti importanti per sostenere in Europa tutte le ragioni che appartengono al sistema balneare italiano.
La Bolkestein, infine, deve essere applicata tenendo conto della più recente “Direttiva concessioni”, che al “considerando” 15 esclude il ricorso all’evidenza pubblica per le concessioni balneari marittime.

D.: Ritiene possibile la formulazione di una normativa compatibile con la continuità delle attuali imprese balneari?
R.: Ne sono certo. Stando anche a quanto dichiarato dalla stessa sottosegretario, è possibile pervenire alla formulazione di una riforma, che deve essere condivisa con i sindacati di settore e che deve tenere conto di tre aspetti principali:
1.- un regime normativo riferito alle sole nuove concessioni;
2.- un periodo transitorio della durata minima di 30 anni per le attuali 30 mila imprese balneari italiane, necessario per mettere a punto un meccanismo di indubbia complessità, simile a quello adottato dalla Spagna e di recente confermato dal regolamento di attuazione;
3.- infine il riconoscimento normativo alle aziende balneari del loro pieno diritto ad agire sul mercato, del quale sono parte rilevante, senza porre loro un orizzonte temporale, che ne ostacolerebbe lo sviluppo. Come qualsiasi altra impresa, i concessionari demaniali marittimi devono essere lasciati liberi di agire nella legalità e nell’ambito delle dinamiche aziendali e di mercato. Chi meglio di loro è in grado di continuare a svolgere l’attività che hanno letteralmente inventato e sviluppato fino ai livelli attuali? Chi meglio di loro può svolgere le mansioni di pubblica utilità che già ora sono loro assegnate e che sono svolte con puntualità e competenza? Ovviamente esiste nei loro confronti il limite costituito da questioni superiori di pubblica utilità.

D.: Quali iniziative intende promuovere CNA Balneatori nei confronti della “bozza Gozi” e nei confronti delle trattative in atto tra Governo italiano ed UE?
R.: Ho appreso questa notizia l’altro giorno, come tutti. Se fosse confermata, non staremmo percorrendo una strada che tenga conto della piena e necessaria condivisione con le imprese. Pertanto dovremmo chiedere il ritiro immediato di questo eventuale documento.

D.: Abbiamo sentito che Barraciu ha definito l’incontro del 18 corrente come sessione di tavolo tecnico. Lei concorda con questa definizione? Cosa ritiene sia necessario fare per rendere realmente autorevole ed operativo il tavolo tecnico?
R.: Si tratta di una dichiarazione che riflette l’importante lavoro messo in campo da CNA Nazionale e di quello portato avanti unitariamente finora dai maggiori sindacati di settore. Deve peraltro essere una spinta che va incentivata, sostenuta, per ottenere continuità nel lavoro del tavolo e per giungere, una volta per tutte, alle soluzioni attese dalle 30 mila piccole e medie imprese della balneazione attrezzata italiana.



Commenti

  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
  • AMMINISTRAZIONE