INCONTRO CNA, BARRACIU, SINDACATI, IMPRENDITORI. INTERVISTA CON CRISTIANO TOMEI.

Postato il: 21 novembre, 2014 | 1 commento

TOMEIComitato Balneari Liguria ha seguito con estremo interesse l’incontro CNA del 18 novembre, centrato sulla presenza di CNA nazionale e la partecipazione della sottosegretario di Stato Francesca Barraciu. In quella sede, i presenti hanno appreso dalla viva voce della sottosegretario che il Governo considera la situazione dei balneari una priorità nazionale e la loro sorte come una sfida importante per l’intero sistema economico, imprenditoriale, turistico italiano. Dopo questa interessantissima premessa e dopo aver convenuto sulla fondamentale circostanza che il bene in concessione balneare – costa idonea alla balneazione – è tutt’altro che limitato, Barraciu ha espresso alcuni concetti preoccupanti:
a.- la proroga al 2020, pur essendo legge dello Stato e parte integrante di una testo di legge finanziaria che sicuramente è stato analizzato a fondo in Europa, non esiste, per il fatto che non sarebbe stata notificata all’UE;
b.- il Governo sta dialogando da tempo con l’UE per dimostrare all’Unione la volontà di risolvere la questione demaniale italiana, sulla base di un documento che non è stato oggetto di confronto con i sindacati e che, se coincide con la bozza che è circolata nelle ultime settimane, non è minimamente condivisibile;
c.- i criteri che hanno reso percorribile per l’UE l’iter adottato dalla Spagna nei confronti del demanio marittimo locale non possono essere utilizzati per risolvere la questione balneare italiana in quanto le fattispecie considerate – quella spagnola e quella italiana – non sono assimilabili neppure per analogia;
d.- l’incontro del 18 novembre di un rappresentante del Governo con sindacati ed imprenditori, anche se del tutto informale ed organizzato da CNA, può essere considerato a tutti gli effetti un incontro di “tavolo tecnico”.

D.: Dott.Tomei, lei ritiene che il recente intervento della sottosegretario Barraciu costituisca un passo indietro rispetto alle aperture del 28 ottobre?
R.: No, anzi tutto il contrario. Oltre all’importante apprezzamento per la funzione economica svolta dal settore, ritengo sia stato finalmente assodato uno dei principali nodi della questione balneare italiana: il bene demaniale marittimo italiano non è una risorsa scarsa e limitata, bensì è ampiamente disponibile lungo le migliaia di km di costa dove non esistono concessioni demaniali.
Ci sono peraltro aspetti critici che vanno chiariti: la proroga al 2020 è una legge dello Stato italiano votata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica, all’interno del Decreto sviluppo, notificato in Europa nel suo complesso. Non ci sono stati al riguardo segnali negativi da parte dell’UE, pertanto la proroga esiste senz’ombra di dubbio. In ogni caso, quale atto dovuto alle imprese in attività, abbiamo messo in campo l’atto di resistenza giuridica che può assumere risvolti importanti per sostenere in Europa tutte le ragioni che appartengono al sistema balneare italiano.
La Bolkestein, infine, deve essere applicata tenendo conto della più recente “Direttiva concessioni”, che al “considerando” 15 esclude il ricorso all’evidenza pubblica per le concessioni balneari marittime.

D.: Ritiene possibile la formulazione di una normativa compatibile con la continuità delle attuali imprese balneari?
R.: Ne sono certo. Stando anche a quanto dichiarato dalla stessa sottosegretario, è possibile pervenire alla formulazione di una riforma, che deve essere condivisa con i sindacati di settore e che deve tenere conto di tre aspetti principali:
1.- un regime normativo riferito alle sole nuove concessioni;
2.- un periodo transitorio della durata minima di 30 anni per le attuali 30 mila imprese balneari italiane, necessario per mettere a punto un meccanismo di indubbia complessità, simile a quello adottato dalla Spagna e di recente confermato dal regolamento di attuazione;
3.- infine il riconoscimento normativo alle aziende balneari del loro pieno diritto ad agire sul mercato, del quale sono parte rilevante, senza porre loro un orizzonte temporale, che ne ostacolerebbe lo sviluppo. Come qualsiasi altra impresa, i concessionari demaniali marittimi devono essere lasciati liberi di agire nella legalità e nell’ambito delle dinamiche aziendali e di mercato. Chi meglio di loro è in grado di continuare a svolgere l’attività che hanno letteralmente inventato e sviluppato fino ai livelli attuali? Chi meglio di loro può svolgere le mansioni di pubblica utilità che già ora sono loro assegnate e che sono svolte con puntualità e competenza? Ovviamente esiste nei loro confronti il limite costituito da questioni superiori di pubblica utilità.

D.: Quali iniziative intende promuovere CNA Balneatori nei confronti della “bozza Gozi” e nei confronti delle trattative in atto tra Governo italiano ed UE?
R.: Ho appreso questa notizia l’altro giorno, come tutti. Se fosse confermata, non staremmo percorrendo una strada che tenga conto della piena e necessaria condivisione con le imprese. Pertanto dovremmo chiedere il ritiro immediato di questo eventuale documento.

D.: Abbiamo sentito che Barraciu ha definito l’incontro del 18 corrente come sessione di tavolo tecnico. Lei concorda con questa definizione? Cosa ritiene sia necessario fare per rendere realmente autorevole ed operativo il tavolo tecnico?
R.: Si tratta di una dichiarazione che riflette l’importante lavoro messo in campo da CNA Nazionale e di quello portato avanti unitariamente finora dai maggiori sindacati di settore. Deve peraltro essere una spinta che va incentivata, sostenuta, per ottenere continuità nel lavoro del tavolo e per giungere, una volta per tutte, alle soluzioni attese dalle 30 mila piccole e medie imprese della balneazione attrezzata italiana.



Commenti

1 commento a “INCONTRO CNA, BARRACIU, SINDACATI, IMPRENDITORI. INTERVISTA CON CRISTIANO TOMEI.”

  1. brunobruzzone
    novembre 21, 2014 @ 22:37

    Scusate….sicuramente non ho capito bene ma se per l’Unione Europea la proroga al 2020 non esiste mi chiedo come può la “Corte di Giustizia”esprimersi in merito?Come può emettere un giudizio su una questione che non è stata recepita?Com’è possibile che il Tar della Lombardia chieda spiegazioni a chi afferma di non essere neanche a conoscenza della proroga?Non riesco a capire…Come non capisco la non corrispondenza fra le espressioni d’intenti dei vari rappresentanti governativi con quello che effettivamente stanno facendo.Da una parte ci rassicurano con belle parole e allettanti promesse,mentre dall’altra,sottobanco,continuano a fare riferimento all’ultima inaccettabile bozza.E non solo, sembra che stiano valutando un’anticipazione alle aste per il 2017…altro che tavolo di concertazione o tecnico…ho la netta sensazione che questi politici una volta sentite le nostre richieste facciano come più gli aggrada non tenendo minimamente conto del parere e valutazioni dei nostri sindacati.

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