VOTO DI FIDUCIA AL MILLEPROROGHE: PIETRA TOMBALE SU OLTRE 200 PERTINENZIALI

Postato il: 18 febbraio, 2015 | Lascia un commento

MILLEPROROGHE_IL_GOVERNO_PONE_LA_FIDUCIAOggi, 18 febbraio 2015, ore 19.20: il Governo pone la fiducia sul testo del decreto Milleproroghe emendato dalle Commissioni, nell’ambito del quale l’emendamento Pizzolante (NCD) – Arlotti (PD), che introduceva la moratoria dei canoni pertinenziali fino al prossimo 15 settembre, non è stato accolto. Il decreto scade il primo marzo e deve ancora passare al Senato, ma è estremamente improbabile che in quella sede sia possibile ottenere una variazione di rotta, perché il provvedimento dovrebbe essere ripresentato alla Camera, i tempi sono stretti e la volontà politica inesistente.
Sergio Pizzolante – vice presidente dei deputati del gruppo Area popolare (NCD – UDC), nella dichiarazione che ha rilasciato ad AGENPARL e che vi riproponiamo integralmente, parla di “ottusità burocratica e insipienza politica” del Governo e spiega dettagliatamente la situazione.
In queste ore non abbiamo trovato nessuna dichiarazioni di Tiziano Arlotti. La proporremo, se mai ci sarà.
Cristiano Tomei, che abbiamo raggiunto telefonicamente, esprime grande preoccupazione per le imprese pertinenziali in difficoltà: “La situazione di 200 aziende balneari costrette a pagare dal 2007 canoni esorbitanti per via della perversa applicazione del cosiddetto coefficiente OMI è ormai al punto di rottura. Siamo alla fine dei giochi. Nel Milleproroghe si aspettava un provvedimento attraverso il quale si sarebbe potuto dare un attimo di respiro, in attesa dell’annunciato riordino normativo, che deve riguardare anche questi canoni estremamente onerosi, ma il provvedimento non c’è stato. Diversi Comuni, adempiendo alle circolari delle Agenzie territoriali del Demanio, procedono nell’emissione di ordini di introito che, con ogni probabilità, nessuna di queste aziende riuscirà a pagare oltre quanto già fatto dal 2007 ad oggi. E’ essenziale che Governo e Parlamento intervengano per risolvere un problema ormai non più procrastinabile. Diverse sentenze di tribunali ordinari, tra cui quello di Venezia, hanno accolto le ragioni dei concessionari ricorrenti e dei sindacati che li sostengono da sempre. I sindacati hanno anche manifestato la volontà di aderire alla redistribuzione di parte della retroattività di quanto dovuto dal 2007 al 2014, per alleggerire le casse dello Stato nel reperimento delle somme mancanti. Non si può far finta di niente. Bisogna intervenire presto, per andare incontro a queste aziende, che sono uguali a tante altre, che non hanno nulla di più, ma che dal 2007 sono state soggette all’applicazione di una norma completamente iniqua ed ormai insostenibile.”
Concordiamo, parola per parola.



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