TOMEI: DIRITTO DI ESISTERE PER LE IMPRESE BALNEARI IN ATTIVITA’ – RAVENNA 10 APRILE 2015

Postato il: 30 marzo, 2015 | Lascia un commento

ASSEMBLEA_NAZIONELE_CNA_BALNEATORI_10.04.2015_RAVENNATOMEI_BARRACIU_13.01.2015Cristiano Tomei, nell’annunciare l’Assemblea nazionale CNA Balneatori del prossimo 10 aprile a Ravenna, riafferma il diritto ad esistere delle attuali 30 mila imprese balneari:
“Dopo le aperture del Governo (doppio binario) e delle Conferenza delle Regioni (congruo periodo di proroga 75, 45, 30 anni,  come già accaduto in Spagna), noi crediamo fermamente che ci siano motivazioni giuridiche, economiche, politiche e istituzionali affinché in Europa e in Italia non si parli più di aste e di evidenze pubbliche per le attuali imprese balneari. Questa è la posizione che vogliamo discutere e affermare nella nostra Assemblea nazionale di Ravenna. Affermare il diritto ad esistere per gli attuali 30.000 balneari: trent’anni di proroga e fuori dalla Direttiva sevizi, no alle aste, sì a canoni sostenibili. L’Italia ha il diritto-dovere di difendere questo sistema economico unico in Europa. Questo è il nostro compito!”



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ECCO COSA PENSANO LE REGIONI DELLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 27 marzo, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_CNA_ABRUZZOBANDIERE_CNASono passati anni luce dai tempi di Vasco Errani. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel documento “LA POSIZIONE DELLE REGIONI SULLA REVISIONE E RIORDINO DELLA LEGISLAZIONE RELATIVA ALLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME” – elaborato durante l’incontro del 25 marzo – testimonia la svolta epocale, anche se ancora parziale, maturata da questi importanti enti territoriali in tema di demanio marittimo balneare.
Ora le Regioni costiere sostengono gli operatori balneari. Lo fanno quando difendono la validità della proroga al 2020; quando considerano come occasione irripetibile per accogliere le richieste degli imprenditori demaniali marittimi la necessità di adeguare la normativa nazionale, in materia di demanio marittimo, ai principi comunitari applicabili (trasparenza, non discriminazione, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi); quando sostengono l’importanza socio-economica delle imprese turistiche che operano sul demanio marittimo e quando parlano di adeguamento dei canoni demaniali alla effettiva redditività della concessione. Per il demanio marittimo valgono le stesse regole che esaltano o deprimono qualsiasi altro settore.
Non siamo ancora all’ammissione del diritto, essenziale per le imprese balneari come per qualsiasi altra impresa, di poter  sviluppare una strategia di lungo periodo, diritto che è incompatibile con qualsivoglia contratto a termine – concessione o altro – ma siamo sulla buona strada. Intanto si è preso atto della fragilità delle aree demaniali e della necessità che lo Stato curi il mantenimento di questo patrimonio irrinunciabile e smetta di considerarlo unicamente come fonte di reddito o come possibile cespite clientelare. Ancora: si è finalmente compreso che la correlazione che i burocrati sono soliti porre tra durata della concessione ed entità dell’investimento comporta un elevatissimo fattore di rischio: la cementificazione. Altre interessanti convergenze tra il pensiero delle Regioni e  le più illuminate posizioni sindacali di categoria le troverete all’interno del documento, del quale riproponiamo il link.
Tutto è ancora sulla carta, ovviamente, ma il passo avanti è più che evidente e risente del lavoro di sensibilizzazione che Cna Balneatori ha svolto a Pescara il 13 marzo scorso  nei confronti del Coordinatore nazionale delle Regioni per il Turismo –  Giovanni LOLLI – vice presidente della Giunta regionale Abruzzo. A lui sono stati consegnati e illustrati: il documento unitario intersindacale di Rimini, gli ordini del giorno di Carrara  e il Memorandum Nesi, documenti tutti che riportano le istanze della categoria sulla questione balneare italiana in generale e sui maxi canoni pertinenziali in particolare.
Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – commenta: “Adesso è nostro compito aggiungere  che esistono motivazioni giuridiche, economiche, politiche e istituzionali affinché in Europa e in Italia non si parli  più  di aste e di evidenze pubbliche per le attuali 30.000 imprese balneari  del nostro paese. Questa è la posizione che vogliamo discutere e affermare – partendo dal documento unitario intersindacale –  nella nostra assemblea nazionale di Ravenna.”
Anche noi di Comitato Balneari Liguria siamo fermamente convinti di queste conclusioni e all’assemblea nazionale di Ravenna (della quale riparleremo a giorni) vorremmo vedere – presenti e schierati su uno stesso fronte – tutti i balneari d’Italia e tutti sindacati che li rappresentano.



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INDISPENSABILE CONTRIBUIRE NEL RICORSO CONTRO SENTENZA TAR SARDEGNA

Postato il: 17 marzo, 2015 | Lascia un commento

AVVOCATITutti noi balneari siamo stati impegnati su molti fronti nell’ultimo periodo, tuttavia dalla comunicazione iniziale a oggi, 17 marzo, la sottoscrizione indetta per sovvenzionare il ricorso contro l’ordinanza del TAR Sardegna ha raggiunto la somma di 1.094 euro. Un quarto di quanto è necessario raccogliere. Ora però è arrivato il momento di accelerare i tempi, perché abbiamo la scadenza tecnica del 28 marzo, entro la quale il ricorso deve essere depositato.
E’ quindi necessario chiudere la sottoscrizione entro venerdì 20 marzo. Tre giorni soltanto, compreso oggi.
Com’è noto, il ricorso è stato affidato agli avvocati Ettore Nesi e Roberto Righi, che hanno già predisposto l’atto di resistenza contro il TAR Lombardia. Questo ulteriore intervento di salvaguardia, lo ricordiamo, rappresenta un aspetto strategico fondamentale della linea difensiva della categoria, in quanto, in assenza di norme a tutela del settore, l’atto di resistenza giuridica rappresenta l’unico supporto reale alla proroga al 31 dicembre 2020. Allo stato dei fatti, questa proroga dobbiamo difenderla con le unghie e con i denti, perché rappresenta l’unico vero baluardo per i balneari, senza il quale chi rifiuta di tutelarci avrebbe un forte alibi per affermare che, ormai in prossimità del 31 dicembre 2015, non c’è più nulla da fare e bisogna riassegnare le concessioni in essere mediante gara. Ricordiamo che il parere del TAR Sardegna circa l’interpretazione che dovrebbe essere data alla direttiva 2006/123/CE – rilevabile dal punto 27 dell’ordinanza 28 gennaio 2015, n. 224 – è categorico: dovrebbe essere privilegiata un’interpretazione della direttiva 2006/123/CE (Bolkestein – ndr) tale da non consentire il decorso – prima dell’applicazione della disciplina di derivazione comunitaria – di (lunghi) periodi transitori, qual è quello accordato dapprima con il decreto-legge n. 194 del 2009, citato; e poi dalle modifiche apportate ai sensi del’art. 34-duodecies, comma 1, del D.L. n. 179 del 2012, citato. La dilazione concessa dal legislatore italiano consente, a parere di questo Collegio, una sostanziale elusione della normativa comunitaria, ed in particolare dell’art. 12 della direttiva che – sebbene sia stato formalmente recepito dall’art. 16 del D.Lgs. n. 59/2010 – risulta nella sostanza disapplicato per effetto della vigenza di una disciplina legislativa speciale (più volte richiamata) che continua a consentire e riconoscere un sostanziale “diritto di insistenza” sulle concessioni demaniali marittime in essere.”
Su questa base il TAR Sardegna ha chiesto alla Corte di Giustizia Ue se ci sia contrasto tra l’articolo 12 della Direttiva Bolkestein e la proroga automatica delle concessioni al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2020. Se non ci tuteliamo nell’unico modo possibile – opposizione all’ordinanza – potremmo trovarci di fronte alle aste e alle evidenze pubbliche fin dal 1° gennaio 2016. Siamo tutti a rischio. Difendere le imprese balneari nel loro complesso è un imperativo categorico, se si vuole essere certi di salvare la propria. Valutate con la vostra testa e agite con la stessa determinazione che ci mettiamo noi di Comitato Balneari Liguria. Un ricorso come quello del quale parliamo, contribuendo nella minima misura richiesta, costa enormemente meno di quello individuale al quale potremmo essere chiamati, se non riuscissimo a raddrizzare la situazione.
Questi sono i dati necessari per effettuare il bonifico che vi invitiamo a disporre senza ritardo, suggerendo la cifra di 100 euro, meglio se qualcosa in più:
causale: CONTRIBUTO VOLONTARIO RICORSO CORTE GIUSTIZIA UE
beneficiario: FAB – Federazione Autonoma Balneari (organo tecnico di CNA Balneatori – ndr)
codice IBAN beneficiario: IT18G0200877342000103455434
altre annotazioni indispensabili: denominazione ditta ordinante; sede; codice fiscale e partita IVA; legale rappresentante (se società); indirizzo mail; telefono cellulare;
bonificare preferibilmente da conto corrente aziendale.



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SEGNALI DI FUMO GOVERNATIVI SULLA QUESTIONE BALNEARE

Postato il: 16 marzo, 2015 | Lascia un commento

BERGAMINIAlessandro Riccomini – presidente regionale Liguria CNA Balneatori – ci propone l’articolo 14 marzo 2015 con il quale Alex Giuzio di MONDO BALNEARE informa in merito all’interpellanza urgente numero 2878 presentata alla Camera dei deputati da Deborah Bergamini (FI) ed altri, concernente “Intendimenti del Governo in merito alle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative, con particolare riferimento al riordino della relativa legislazione”.
Interpellanza, risposta e replica risultano da un filmato, contenuto nell’articolo, e dalla contestuale trascrizione degli interventi riportati. Attenta, puntuale e qualificante l’interpellanza e la replica dell’onorevole Bergamini. Approssimativa, imbarazzata e insufficiente la risposta del Governo, in persona del vice ministro all’Economia e alle Finanze Enrico Morando. In sintesi – anche se nulla, vale quanto l’ascolto diretto, magari assistito dalla lettura della trascrizione – Morando:
a.- minimizza l’importanza della sentenza 27.02.2015 del TAR Toscana;
b.- riconosce il ritardo nel riordino generale del Demanio marittimo (tollerabile se piccolo – dice – intollerabile se protratto sine die);
c.- afferma l’assunzione di responsabilità da parte del Governo, che deciderà con disegno di legge, tenendo conto della direttiva Bolkestein, la quale dal punto di vista dell’Esecutivo, deve essere applicata, sia pure con modalità compatibili con la nostra tradizione, oggetto – tali modalità di applicazione, finora tutt’altro che definite – di una trattativa “molto, molto lunga” con la Commissione europea;
d.- precisa –  si fa per dire – le linee della proposta governativa:
1.- durata delle concessioni strettamente collegata all’interesse pubblico e proporzionale alla rilevanza economica dei beni e degli investimenti da realizzare;
2.- gare pubbliche – aste – perché la Direttiva lo vuole;
3.- canoni a metro quadro, senza differenziazione;
4.- eventuale “demarcazione della linea demaniale su proposta delle regioni”;
5.- trasferimento gratuito al Demanio comunale delle aree demaniali e patrimoniali urbanizzate ad opera dei Comuni;
6.- regime transitorio all’interno del quale le spiagge libere da concessione potrebbero essere assegnate appena possibile mediante gara, mentre, per le concessioni in essere “una più lunga fase di transizione appare ragionevole” (al Governo – ndr) mentre l’Unione europea vorrebbe questa fase brevissima o immediata.
La questione balneare italiana rimane sempre marginale nelle intenzioni del Governo. Mai un ministro che ne assume pubblicamente le responsabilità, che in ultima analisi sono fatte risalire all’Unione europea, quella stessa che, in tema di demanio marittimo, ha accettato senza battere ciglio le decisioni di Spagna, Portogallo e Croazia, ma che rispetto all’Italia, ci dicono, tiene duro. Anticipazioni di riassetto normativo sempre vaghe e generiche, fondate su motivazioni burocratiche, dalle quali il mercato risulta rigorosamente escluso: per il Governo è irrilevante il fatto che un settore economico trainante, quale quello balneare, per svilupparsi, ma anche soltanto per sopravvivere ai livelli attuali, debba avere certezze di durata, certezze che si è conquistato sul campo, senza aiuti di Stato e anzi surrogando gratuitamente lo Stato in ogni dove.
L’opposizione, per contro, quella stessa che porta la responsabilità prima della questione balneare, avendo agito irresponsabilmente ai tempi della procedura d’infrazione, ora parla come i nostri più lucidi sostenitori.
Quello delle parti, ormai, è un gioco perfino troppo scoperto.



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APERTURA DELLE REGIONI. TOMEI INTERVIENE

Postato il: 16 marzo, 2015 | Lascia un commento

TOMEIGli assessori al Demanio e al Turismo, tra cui Gabriele Cascino – titolare al Demanio della Regione Liguria – e Giovanni Lolli – titolare al Turismo della Regione Abruzzo – nella riunione della Commissione congiunta Demanio – Turismo della Conferenza delle Regioni tenuta oggi – 16 marzo 2015 – a Roma, hanno chiesto un confronto urgente con il Governo sul progetto di riforma del Demanio marittimo a fini turistico-ricreativi. Nel corso della riunione è stato elaborato un documento che dopo essere stato approvato dalla Conferenza delle Regioni, nella riunione straordinaria del prossimo 25 marzo, sarà presentato alla Conferenza Stato-Regioni, nella seduta indetta per il giorno stesso.
Le Regioni si dichiarano “fiduciose che la costituzione del Tavolo con il Governo possa aiutare la collaborazione tra le istituzioni in una materia così strategica per il Paese” e chiedono che “si faccia chiarezza con la Commissione europea sulla possibilità di un regime transitorio delle attuali concessioni demaniali marittime e si stabilisca un congruo tempo di proroga”. In particolare, le Regioni si riferiscono al fatto che in altri Paesi dell’Ue le concessioni demaniali marittime sono state prorogate per lunghi periodi (75, 50 o 30 anni), come in Spagna e in Croazia, oppure sono state mantenute forme di preferenza a favore dei concessionari uscenti, come in Portogallo. La Commissione chiede anche “la possibilità di attivare il cosiddetto ‘doppio binario’, che distingue le concessioni attualmente in vigore da quelle nuove, con una proroga di lunga durata per le prime e con adeguati investimenti e procedure di evidenza pubblica subito applicate invece alle seconde”. Le Regioni, infine, ribadiscono la loro solidarietà agli operatori balneari in merito alla richiesta inoltrata alla Corte di Giustizia europea sulla validità della proroga al 31 dicembre 2020 e annunciano un incontro a breve con i rappresentanti sindacali degli operatori balneari.
Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – precisa: “La prima importante apertura, oltre a quella effettuata dalla sottosegretario Barraciu, arriva oggi dalla Commissione Demanio e Turismo della Conferenza delle regioni. Già i primi segnali li abbiamo avuti venerdì, quando, come CNA Pescara, abbiamo incontrato il vice presidente Lolli (al quale il presidente Tomei ha consegnato il Memorandum Nesi – ndr). Ora possiamo affermare che le Regioni sono al nostro fianco per dare finalmente una scossa al Governo, affinché in Europa non si parli più di aste e di evidenze pubbliche per le attuali concessioni demaniali marittime.
Trent’anni di proroga e fuori dalla Direttiva servizi per cominciare!
Sono sempre più convinto che per avere attenzione dal Governo su questa vertenza, oltre a continuare a confrontarci costruttivamente con le nostre Istituzioni, dobbiamo organizzare una grande manifestazione sindacale unitaria pacifica, legittima e democratica, certi di avere al nostro fianco Regioni e Comuni. L’economia, gli investimenti, le eccellenze da noi messe in campo ci sono riconosciute da tutta Europa e probabilmente fanno anche gola a qualcuno. L’Italia ha il diritto-dovere di difendere questo sistema economico unico ed irripetibile in tutto il mondo.”



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AMAREZZA DOPO IL PRESIDIO PERTINENZIALI AL MEF 10 MARZO 2015

Postato il: 14 marzo, 2015 | Lascia un commento

PRESIDIO_PERTINENZIALI_MEF_ROMA_10.10.2015Giovanni Botta

La questione balneare italiana, con i suoi inquietanti risvolti, è un problema grave, ma non è il più grave tra i nostri problemi. E’ una conseguenza diretta del momento storico che viviamo. La linea del fare rapidamente, senza qualità, né solidarietà, va per la maggiore e, con le motivazioni più diverse, omologa la maggioranza del tutto, non solo quella della classe dirigente più mediocre, becera e corrotta nella storia della Repubblica.
Non siamo né santi né eroi. Ma siamo uomini e donne che vivono nella società che contribuiscono a mutare. Se non ne possiamo più di questa merda, ricordiamoci di quanto e di come ne siamo corresponsabili. Guardiamoci intorno, valutiamo con onestà e comportiamoci con coraggio. Dobbiamo avere più attenzione e rispetto per gli altri, ma prima e soprattutto per noi stessi. Più dignità, concetto desueto ma non sconosciuto. Facciamo, come già altri fanno, la nostra parte. Con semplicità, serietà, impegno civile.



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GIRO DI BOA NELLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 13 marzo, 2015 | 1 commento

SUN_2014_TOMEI_NESIQuesto il testo integrale del “Memorandum sulla questione balneare italiana” predisposto dall’avvocato Ettore Nesi, in attuazione dei lavori svolti nell’ambito del Direttivo nazionale CNA Balneatori presieduto da Cristiano Tomei – presidente nazionale della Confederazione – il 23 febbraio scorso a Carrara. Documento ponderoso, aggiornato e puntuale, quello di Nesi, del quale dovrà tenere conto ogni organo istituzionale dello Stato italiano e dell’Unione europea. Oggi, 13 marzo 2015, al termine del forum organizzato da CNA ABRUZZO sul tema “Il Commercio e il Turismo in Abruzzo, un sistema economico per lo sviluppo” Tomei consegnerà il documento all’assessore Giovanni Lolli – coordinatore nazionale della Conferenza delle Regioni per il Turismo, assessore e vice presidente della Giunta regionale Abruzzo. Com’è noto Lolli e Gabriele Cascino – assessore al Demanio della Regione Liguria e coordinatore nazionale per il Demanio, hanno convocato la Conferenza delle Regioni per lunedì 16 marzo, a Roma. Un’occasione unica per prendere atto delle questioni puntualizzate nel Memorandum Nesi.
Sull’importanza del Memorandum Cristiano Tomei ci rilascia questa dichiarazione “Si tratta un documento fondamentale, frutto di un approfondito studio dell’Avv. Ettore NESI e della decisione del Direttivo nazionale Cna balneatori, indispensabile per dare forza alla lotta sindacale e strumenti giuridici alle istituzioni. Occorre cambiare la visione europea, negativa per le attuali imprese e penalizzante per l’intero sistema turistico costiero italiano. E’ ancora possibile evitare le aste e le evidenze pubbliche. Noi ci crediamo fermamente!”
Di questo documento basilare avremo occasione di riparlare. Per il momento leggetelo con l’attenzione che merita.




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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA E REGIONI

Postato il: 10 marzo, 2015 | Lascia un commento

FORUM 13.03.2015Il prossimo 16 marzo, a Roma, tutti gli assessori regionali al Demanio e al Turismo si incontreranno per una riunione convocata dai coordinatori nazionali Gabriele Cascino e Giovanni Lolli, rispettivamente assessori al Demanio e al Turismo delle regioni Liguria ed Abruzzo. Fra i temi all’ordine del giorno un incontro con ANCI, per assumere un orientamento comune, in previsione dell’apertura del tavolo di lavoro con il Governo e dell’avvio di un confronto con i rappresentanti delle associazioni nazionali delle imprese balneari.
In relazione a tale incontro istituzionale, venerdì 13 marzo, al termine del forum organizzato da CNA Abruzzo sul tema “Il Commercio e il Turismo in Abruzzo, un sistema economico per lo sviluppo”, una delegazione di CNA Balneatori consegnerà all’assessore Lolli – che interverrà tra i relatori – il documento sindacale unitario approvato a Rimini 2014, con i quattro punti della piattaforma intersindacale e – come deliberato nel Direttivo nazionale CNA Balneatori a Carrara – il memorandum sulla questione balneare italiana – predisposto dall’avv. Ettore Nesi – aggiornato alle più recenti tesi elaborate a sostegno dell’attuale sistema balneare italiano e alla più significative tendenze giurisprudenziali (consideranda 14 e 15 della neo Direttiva concessioni, Trattato di Nizza, Carta di Lisbona, Ley de costas, pareri e sentenze, fino a quella 27 febbraio 2015 del TAR Toscana.)



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CONVEGNO SUL DEMANIO TURISTICO BY LIONS CLUB

Postato il: 10 marzo, 2015 | Lascia un commento

CASTIGLIONESabato 14 marzo 2015, a Castiglione della Pescaia, provincia di Grosseto, nell’auditorium della Scuola media, con inizio alle ore 17:00, si terrà il convegno “DEMANIO TURISTICO – REALTA’ A CONFRONTO” organizzato dal Lions Club Salebrum in collaborazione con il Comune.
Relatori d’eccellenza, tra i quali:
Umberto Buratti – sindaco di Forte dei Marmi (Turismo balneare dalla storia gloriosa alla triste attualità. La politica alla ricerca di risposte tecniche)
Gabriele Lami – responsabile procedure demaniali Autorità portuale regionale (Demanio turistico: la crisi del sistema ed i possibili sviluppi)
Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori (Prospettive sostenibili in Italia e in Europa dell’attuale economia demaniale turistica per la crescita e l’innovazione: la normativa in evoluzione e la posizione delle imprese.)
Fabrizio Lotti – presidente regionale FIBA Confesercenti (Ruolo ed impatto economico dell’industria balneare)
Graziano Giannessi – presidente regionale Toscana SIB Confcommercio (Stabilimenti balneari e Bolkestein: la crisi di un settore)
Il fatto che una organizzazione internazionale prestigiosa come Lions, che su base volontaristica si occupa attivamente di problematiche locali e internazionali con scopi solidali, non deve essere sottovalutato. Significa quanto meno che alla questione balneare italiana si inizia a riconoscere l’importanza sociale e umana che merita. Ringraziamo per l’attenzione.



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INCOSTITUZIONALITA’ DEI TRATTATI EUROPEI ?

Postato il: 9 marzo, 2015 | Lascia un commento

MARCO_MORIChe le aste degli stabilimenti balneari siano una iattura evitabile è un fatto assodato. Chi ne sostiene l’ineluttabilità esegue semplicemente ordini di scuderia, le motivazioni dei quali stanno nella volontà di rottamare un comparto imprenditoriale di successo – quello turistico ricreativo – con intenti meramente sostitutivi. Ora, ai molti argomenti che hanno svuotato di credibilità le tesi dei rottamatori – termine che impieghiamo in senso trasversale, perché ha accomunato tutti i Governi italiani dal Berlusconi IV, al Monti, al Letta, al Renzi I – se ne aggiunge uno di particolare interesse: la compatibilità del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e delle direttive Ue con i Principi fondamentali della Costituzione italiana. Ne parlerà sabato 14 marzo 2015, alle ore 10,30, nel palazzo della Provincia di Savona, l’avvocato Marco Mori, un giovane professionista ligure, lucido e coraggioso, che vi proponiamo in alcune sue riflessioni sulla Costituzione italiana nei rapporti interni e nei rapporti con l’Unione europea. Partecipano al convegno Matteo Camiciottoli – sindaco di Pontinvrea, Edoardo Rixi – consigliere della Lega Nord nel Consiglio regionale ligure, candidato presidente della Regione Liguria per la Lega Nord e Angelo Vaccarezza – colonna portante della coalizione anti-bolkestein, già presidente delle provincia di Savona, ex sindaco di Loano, ora impegnato in Europa a tutela del comparto balneare italiano e in Liguria in corsa per le prossime elezioni regionali, all’interno di una coalizione di centrodestra.



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