I CONSORZI DI INVESTIMENTO NON ALLUNGANO LE CONCESSIONI

Postato il: 16 giugno, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_ESTATE_2013Leggiamo, non senza perplessità, la nuova dichiarazione di Riccardo Padovano, presidente SIB Confcommercio Pescara, rilasciata al quotidiano il Centro, il 15 giugno 2015, ed inerente il progetto “Vivere il mare”, iniziativa che abbiamo commentato nel nostro post: ABRUZZO: 20 ANNI DI CONCESSIONE VALGONO UN INVESTIMENTO DA 35 MILIONI DI EURO?
Già dalla prima lettura la proposta SIB – concordata con Fiba Confesercenti – non ci era sembrata percorribile, considerando la sentenza 213/2011 della Corte costituzionale, con la quale – purtroppo – è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge della Regione Marche 11 febbraio 2010, n. 7 (Norme per l’attuazione delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo); dell’articolo 5 della legge della Regione Veneto 16 febbraio 2010, n. 13 (Adeguamento della disciplina regionale delle concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreativa alla normativa comunitaria. Modifiche alla legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 «Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo» e successive modificazioni) e degli articoli 1 e 2 della legge della Regione Abruzzo 18 febbraio 2010, n. 3 (Estensione della durata delle concessioni demaniali per uso turistico-ricreativo), promossi dal Presidente del Consiglio dei ministri. La nuova dichiarazione di Padovano ci induce a chiedere il parere di Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori.
“La legge 296/2006 – ossia la legge finanziaria 2007” – ci conferma Tomei – “prevede il prolungamento della concessione solo a seguito di atti formali derivanti da procedure di evidenze pubbliche. E’ escluso qualunque tipo di automatismo, la cui introduzione nelle leggi regionali approvate tra il 2009 e il 2010 è stata sistematicamente impugnata dinanzi alla Corte Costituzionale, perché contraria alla normativa europea. Alla luce di tutto ciò, CNA Balneatori è fermamente contraria a tutte le iniziative che possano condurre a procedure di evidenza pubblica ed aste e concentra la propria attività sindacale sulla verifica della inapplicabilità della Direttiva Bolkestein, così come precisato nei consideranda 14 e 15 della Direttiva concessioni.”
A noi sembra che la questione sia stata sufficientemente chiarita. Fermiamoci qui.



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