TOMEI – CNA BALNEATORI: ANDIAMO IN EUROPA PER VINCERE

Postato il: 28 novembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_ROMA_26_11_2015_2ROMA_26_11_2015ROMA_26_11_2015_BISL’Ufficio di presidenza nazionale CNA Balneatori che si è tenuto a Roma il 26 novembre, presso la sede nazionale di CNA, ha confermato le linee strategiche del sindacato, delineate dall’Assemblea nazionale CNA Balneatori il 10 aprile 2015 a Ravenna e verificate il 9 ottobre 2015 a Rimini. Cristiano Tomei – coordinatore e presidente nazionale – ha svolto una attenta e puntuale relazione che vi proponiamo integralmente.
In questo importante documento Tomei, ricordando l’udienza dibattimentale del prossimo 3 dicembre presso la Corte di giustizia europea, evento cruciale per la questione balneare italiana:
– ha precisato i punti sui quali sarà articolato il giudizio della Corte ed ha enunciato le argomentazioni che, a tale riguardo, saranno sostenute, per conto di CNA Balneatori, dagli avvocati Righi e Nesi;
– ha accennato: alle decisioni assunte a Ravenna, il 10 aprile 2015, dall’Assemblea nazionale CNA Balneatori; alla mancata convergenza che si è determinata tra i principali sindacati di categoria dopo il summit straordinario richiesto dall’assemblea di Ravenna; alle deliberazioni assunte dall’Assemblea nazionale CNA Balneatori del 9 ottobre a Rimini, aperta all’universo imprenditoriale italiano;
– ha parlato degli emendamenti proposti da CNA Balneatori in sede di Legge di Stabilità 2016, inerenti sia alla questione balneare italiana, sia all’emergenza relativa ai concessionari pertinenziali. Emendamenti purtroppo non ammessi in Senato e riproposti invariati alla Camera dei deputati;
– ha puntualizzato l’interesse attuale e concreto della proposta governativa del doppio binario che, nelle proiezioni di CNA Balneatori: prevederebbe un periodo di attuazione stimabile in circa 30 anni; aprirebbe all’immediato inserimento di nuove imprese; non comprometterebbe lo sviluppo di quelle in attività e dell’intero comparto balneare; consentirebbe interessanti risvolti per le finanze dello Stato;
– ha sostenuto la piena legittimità della proroga al 2020, che sarà difesa da CNA Balneatori in Europa sulla base di un complesso articolato di argomenti di indiscussa valenza economica, sociale, giuridica e morale;
ha sollecitato il sostegno delle istituzioni – Governo, Parlamento, Regioni, Comuni – sottolineando gli interventi favorevoli già maturati in ambito regionale (Liguria e Toscana), tra i quali quello della Regione Toscana, che  riconosce esplicitamente l’importanza del contributo di CNA Balneatori;
– ha affermato il valore indiscusso di una rivisitata unitarietà sindacale, che può essere concretamente ipotizzata solo nel rispetto generalizzato di determinate condizioni, al vertice delle quali sta il definitivo allontanamento del rischio di aste ed evidenze pubbliche, per le imprese balneari in attività.
Nel corso del direttivo, Tomei, prendendo spunto da interventi dei convenuti, ha messo in guardia contro i rischi di un’iniziativa normativa finalizzata ad anticipare la sentenza della Corte di Giustizia, attraverso il ricorso a strumenti inadeguati e pericolosi, quali: sdemanializzazione; atti formali; ridefinizione della linea di costa. Tali strumenti, nelle loro attuali potenzialità, non risolvono la questione balneare, mentre comportano elevati margini di rischio, dal momento che è venuto meno il “diritto di insistenza” nei confronti del vecchio concessionario.
Al direttivo hanno partecipato, con contributi di notevole interesse, l’avvocato Nesi e la senatrice Granaiola, oltre ai componenti dell’Ufficio di Presidenza e del Consiglio nazionale e ai responsabili regionali e territoriali di CNA Balneatori presenti all’incontro.



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CONTRORIFORMA COSTUTUZIONALE RENZI-BOSCHI: LE RAGIONI DEL NO

Postato il: 25 novembre, 2015 | Lascia un commento

COMITATO_PER_IL_NOAlla Camera dei deputati è in corso la discussione sulla controriforma costituzionale Boschi-Renzi.
Alessandro Pace – insigne costituzionalista – nella sua qualità di presidente del Comitato per il No, ha inviato a tutti i parlamentari la lettera che pubblichiamo.
Leggetela per capire quali siano i contenuti reali della controriforma, quali i rischi ad essa connessi, quali le possibili contromisure.
La lettera, trasformata in petizione da Domenico Gallo e Alfiero Grandi – membri del Consiglio direttivo del Comitato per il NO nel referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi, si apre al link

https://www.change.org/p/ai-deputati-le-ragioni-del-no

Mercoledì 25 novembre 2015, ore 20.26, pochi istanti prima di pubblicare questo post, la petizione ha raccolto 690 firme ed è certo che non si fermerà qui.



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COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE: COMUNICATO 19.11.2015

Postato il: 20 novembre, 2015 | Lascia un commento

VIVA_LA_COSTITUZIONEIl Coordinamento per la Democrazia costituzionale, in data 19 novembre 2015, ha diramato il Comunicato CDC_19.11.2015, che pubblichiamo.
Nel documento, il Comitato per il NO nel referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione italiana:

1.- precisa i termini della piattaforma politica sulla base della quale è stato costituito;

2.- avvisa che, allo scopo ivi precisato, è stata costituita un’associazione senza scopo di lucro denominata:

“Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione”

3.- informa che il consiglio direttivo dell’associazione è composto da:

Gustavo Zagrebelsky (presidente onorario), Alessandro Pace (presidente), Pietro Adami, Alberto Asor Rosa, Gaetano Azzariti, Francesco Baicchi, Vittorio Bardi, Mauro Beschi, Felice Besostri, Francesco Bilancia, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Sergio Caserta, Claudio De Fiores, Riccardo De Vito, Carlo Di Marco, Giulio Ercolessi, Anna Falcone (vice presidente), Antonello Falomi (tesoriere), Gianni Ferrara, Tommaso Fulfaro (cassiere), Domenico Gallo (comitato esecutivo), Alfonso Gianni, Alfiero Grandi (vice presidente vicario), Raniero La Valle, Paolo Maddalena, Giovanni Palombarini, Vincenzo Palumbo, Francesco Pardi, Livio Pepino, Antonio Pileggi, Marta Pirozzi, Ugo Giuseppe Rescigno, Stefano Rodotà, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Cesare Salvi, Mauro Sentimenti, Enrico Solito, Armando Spataro, Massimo Villone, Vincenzo Vita, Mauro Volpi.

Precisiamo che, per migliorare la leggibilità,  il comunicato è stato reimpaginato.



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TOMEI – CNA BALNEATORI: ADESSO SERVE SOSTEGNO POLITICO IN EUROPA

Postato il: 19 novembre, 2015 | 3 Commenti

358Pubblichiamo, per la centralità e l’attualità degli argomenti trattati, gli appunti che abbiamo raccolto oggi, giovedì 19 novembre 2015, durante una lunga telefonata con Cristiano Tomei, presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori. Il comparto balneare italiano deve veramente molto a questo leader sindacale che non è un balneare, ma che ragiona come dovrebbe ragionare qualsiasi balneare e che ha fatto della questione balneare italiana il suo principale obiettivo di lavoro. Noi di Comitato Balneari Liguria, balneari da generazioni, siamo onorati di essere parte della sua squadra.

Parla Cristiano Tomei:
“Ci troviamo al culmine della questione balneare italiana. La vera partita che ora giochiamo in Europa, come imprese balneari, riguarda la possibilità di tornare ad esistere e a lavorare per un periodo non limitato. Questa possibilità, eccezionale per l’intero comparto turistico italiano, alla luce dei più recenti sviluppi, non sembra più essere soltanto un miraggio.
Il concetto che sosterremo presso la Corte di giustizia, con supporti giurisprudenziali di prim’ordine, è che noi siamo concessionari di beni e non di servizi, quindi siamo estranei alla direttiva Bolkestein, quindi non dobbiamo subire aste ed evidenze pubbliche.
Questo significa difendere il lavoro di una vita, significa ritornare a svolgere serenamente questo lavoro con i nostri figli, le nostre famiglie, i nostri dipendenti e collaboratori. Significa ridare slancio all’economia delle nostre città, delle nostre regioni, di tutto il Paese.
Con le nostre tesi sindacali ed economiche, rafforzate da quelle giuridiche elaborate dal nostro pool di avvocati – Righi e Nesi – siamo pronti a sostenere presso la Corte di giustizia un confronto che presenta implicazioni economiche e sociali di estrema importanza e un indiscusso valore morale.
Adesso più che mai questi concetti devono essere affermati e sostenuti pubblicamente per indicare un percorso e uscire definitivamente dal nodo cruciale della questione balneare italiana. Mi rivolgo alla Politica e alle Istituzioni – Governo, Regioni e Comuni – affinché sostengano senza incertezze questa linea di pensiero. Noi lo stiamo facendo con il nostro lavoro e con il nostro impegno quotidiano e, per ultimo, con la petizione che abbiamo lanciato e che ha raggiunto migliaia e migliaia di adesioni nella società italiana.
Chi non è d’accordo con questa linea sindacale lo dica ed eviti di tirare i remi in barca o, peggio, di remare contro.
Affermo senza mezzi termini che non sono d’accordo sull’iniziativa di proporre un disegno di legge che anticipi l’attesa sentenza della Corte di Giustizia. Sarebbe un pasticcio che ci porterebbe dritti alle evidenze pubbliche, con il contentino di un’ipotesi di sdemanializzazione a macchia di leopardo, che non risolverebbero il problema per tutta la categoria e che ci porrebbero ulteriormente in cattiva luce di fronte all’opinione pubblica.
Siamo riusciti ad arrivare al punto centrale della questione balneare italiana – la non inerenza del comparto balneare marittimo rispetto alla direttiva servizi – praticamente da soli. Ora c’è bisogno di capire bene chi si ponga al fianco delle imprese balneari. Voglio ricordare che la risoluzione sindacale di CNA Balneatori – assemblee nazionali 2015 di Ravenna e Rimini – nostra originale linea di pensiero, inizialmente addirittura avversata, assume oggi piena centralità in Europa, nel momento in cui il Tribunale costituzionale spagnolo qualifica le concessioni di quello Stato come beni, all’interno della famosa “Ley de costas”. Italia e Spagna, Paesi aderenti all’UE, sono sullo stesso piano, così come Portogallo, Grecia e Croazia. Se le concessioni demaniali marittime sono beni in Spagna, lo sono necessariamente anche in Italia. E se sono beni, come in effetti sono, le concessioni devono essere escluse dalla direttiva servizi anche in Italia, così come lo sono state in Spagna, per effetto di una proroga di 45 anni.
Ribadisco: evitiamo di girare intorno al problema, pensando a soluzioni legislative che non risolverebbero nulla. Confrontiamoci con la realtà dei fatti. Chi ancora non ha preso posizione lo faccia, iniziando a sostenere che in Italia, come in Spagna, il comparto balneare deve essere tutelato e che deve essere riaffermato il diritto di esistere delle imprese in attività.”



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NESI: INFONDATE LE ECCEZIONI DI COSTITUZIONALITA’ DELLA “LEY DE COSTAS” IN RELAZIONE ALLA DIRETTIVA SERVIZI

Postato il: 19 novembre, 2015 | Lascia un commento

381Cristiano Tomei – presidente e coordinatore CNA Balneatori – ci trasmette la nota 17 novembre 2015 redatta dall’avv. Ettore Nesi in relazione alla sentenza 13 novembre 2015 del Tribunal constitucional del Regno di Spagna.
Di questa sentenza, mancando dati certi di valutazione, abbiamo dato una prima sommaria notizia dubitativa nel post CNA BALNEATORI: ANALISI DI UNA STRATEGIA SINDACALE. Approfondita la questione, sciogliamo ora la riserva formulata in quella sede: la decisione del Tribunal constitucional riveste effettivamente un notevole interesse nel procedimento, coordinato da CNA Balneatori, in essere presso la Corte di Giustizia europea.
Vediamo in dettaglio. Nesi informa che il Tribunal constitucional, organo istituzionale spagnolo omologo alla Corte costituzionale italiana, ha ritenuto infondate, in relazione alla Direttiva servizi, le questioni di costituzionalità della “Ley de Costas”, nella parte in cui concede una proroga straordinaria ai concessionari di beni demaniali marittimi. Questo assunto, sviluppato in modo approfondito nella nota giuridica che vi proponiamo, con traduzione delle citazioni in lingua (cfr. pag. 3 della nota), conferma la tesi, sostenuta dagli avvocati Nesi e Righi che, per il diritto comunitario, la concessione di un bene pubblico non deve essere confusa con la concessione di un servizio. Riferendoci al comparto balneare italiano, la concessione demaniale marittima riguarda appunto un bene pubblico – la spiaggia – sul quale il concessionario del bene svolge un’attività economica scelta liberamente: stabilimento balneare, bar, ristorante o altro.
A stretto rigore la sentenza in questione produce effetti limitati all’ordinamento giuridico spagnolo, ma i riflessi sulla questione balneare italiana sono del tutto evidenti. La linea difensiva della proroga al 2020 si amplia e si rafforza.



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REGIONE TOSCANA E CORTE DI GIUSTIZIA UE: MASSIMA ATTENZIONE ALL’UDIENZA DIBATTIMENTALE DEL 3 DICEMBRE

Postato il: 18 novembre, 2015 | 1 commento

MARRAS_1MARCHETTI_TOMEILeonardo Marras – consigliere della Regione Toscana e presidente del gruppo regionale PD – attraverso Cristiano Tomei, ci trasmette la mozione che il suo gruppo ha presentato a sostegno del comparto balneare marittimo italiano, alla vigilia dell’udienza dibattimentale che si terrà presso la Corte di giustizia europea il prossimo 3 dicembre. La mozione, che proponiamo integralmente, approvata dal Consiglio regionale il 17 novembre: riconosce l’importanza decisiva del procedimento giudiziale europeo nell’economia della questione balneare italiana; puntualizza gli argomenti che saranno discussi presso la Corte; cita le argomentazioni dei sindacati di categoria e in particolare di CNA Balneatori Toscana; esprime sostegno al comparto balneare e impegna la Regione alla massima attenzione circa gli sviluppi della vicenda.
E’ di tutta evidenza che questa importante iniziativa corrisponda all’appello di solidarietà che il presidente Tomei ha rivolto alla politica, dalle pagine di questo blog, lo scorso 9 novembre.
Tomei commenta: “La Regione Toscana, con questa mozione, ha inteso tutelare il diritto di esistere di 30 mila imprese costituenti l’attuale sistema turistico costiero italiano. Sono convinto che interventi analoghi seguiranno da parte delle altre Regioni costiere.”



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CNA BALNEATORI: ANALISI DI UNA STRATEGIA SINDACALE

Postato il: 17 novembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_8_11_2015Abbiamo chiesto a Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – di fare per noi il punto della situazione balneare italiana a poco più di quindici giorni dall’udienza della Corte di giustizia europea.
“Siamo ancora lontani dalla conclusione della questione balneare italiana – ci dice Tomei – ma molti progressi importanti sono stati fatti da quando CNA Balneatori ha iniziato a elaborare in autonomia la propria strategia sindacale. Il punto di svolta si è avuto quando CNA Balneatori ha compreso l’importanza del versante giuridico della questione. Da quel momento i nostri avvocati hanno fatto la loro parte al meglio, individuando e collegando una mole enorme di elementi giuridici, dottrinali e giurisprudenziali concordi, che hanno consentito di chiarire la esatta portata del problema:

1.- il comparto balneare italiano è estraneo alla direttiva servizi e alla direttiva concessioni, fatto, quest’ultimo, già accertato;
2.- gli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi, ma unicamente concessioni di beni, per nulla scarsi, che consentono di attuare una politica di apertura alla concorrenza su un numero di nuove concessioni almeno pari a quelle del comparto esistente, senza distruggere, attraverso il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche, il sistema attualmente in attività, socialmente ed economicamente integrato nell’economia turistica delle regioni costiere italiane.

Dal punto di vista strettamente sindacale, CNA Balneatori ha affermato e ribadito in Italia e, più recentemente, in Europa, gli stessi concetti appena menzionati, idee che la politica avrebbe dovuto sostenere nove anni fa, prima che la questione balneare italiana si evidenziasse e creasse la situazione di grave e prolungata incertezza che ben conosciamo. Oggi CNA Balneatori difende la proroga al 2020; sostiene che le spiagge italiane non siano una risorsa limitata e soprattutto intende chiarire che il comparto balneare italiano è estraneo a qualsiasi dinamica di aste ed evidenze pubbliche. Occorre che le famiglie balneari italiane siano definitivamente escluse dalla direttiva servizi e che si ritorni a un’attività temporale non limitata.
Aggiungo una notizia importante: poche ore fa ho appreso, in forma ancora non ufficiale, che il tribunale costituzionale spagnolo,  in merito alla famosa ley de costas, avrebbe riconosciuto alle concessioni demaniali di quello Stato la qualifica di “beni”. Se così fosse, questo sarebbe un aspetto di notevole rilevanza, che darebbe forza alle tesi sindacali di CNA Balneatori e a quelle giuridiche che il nostro pool di avvocati, ritengo, inserirà nella memoria aggiuntiva per la Corte di giustizia europea, la cui udienza è fissata per il prossimo 3 dicembre.”



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ESSENZIALE PARTECIPARE ALLA PETIZIONE NAZIONALE CNA BALNEATORI

Postato il: 17 novembre, 2015 | 1 commento

PETIZIONE_DIFENDERE_CUORELa petizione nazionale CNA Balneatori che abbiamo proposto su Comitato Balneari Liguria lo scorso 9 novembre procede a gonfie vele, ma è indispensabile fare di più e farlo rapidamente.
Non basta cliccare “mi piace” su Facebook, come sta accadendo. C’è una elevata percentuale di consensi Facebook che non sono ancora confluiti nella petizione e che rischiano di essere persi, perché chi ha cliccato è convinto di avere partecipato, oppure crede che basti cliccare.
Amici, non è così!! FACEBOOK E LA PETIZIONE NON SONO LA STESSA COSA!!
La petizione ha un valore ufficiale di testimonianza e condivisione di idee. E’ un atto formale, documentato dalle adesioni che pervengono a un server dedicato che registra solo i consensi che gli arrivano, non tutti quelli espressi in rete qua e là.
La petizione non è un’iniziativa superata: alla vigilia del 3 dicembre, data in cui la Corte di giustizia UE inizierà a discutere la questione balneare italiana, è invece della massima attualità. E non rilancia la posizione di un solo sindacato: porta avanti gli interessi di tutti i balneari d’Italia: idee approvate a Rimini il 9 ottobre da un’assemblea partecipata e aperta a tutti. Diritti sacrosanti e irrinunciabili, che dobbiamo sostenere compatti e con tutta la nostra forza, per evitare il rischio – ancora elevatissimo – di perdere le nostre imprese e il nostro futuro.
Per aderire bisogna farlo sul form (modulo informatico) che potete evidenziare cliccando qui: 6 campi obbligatori che richiedono pochissimi istanti di attenzione e di impegno. Allora forza!! Aprite computer, tablet, smartphone e fatelo!!
In famiglia e in impresa lo faccia chiunque disponga di un indirizzo email.
Se teniamo alle nostre imprese e al posto di lavoro nostro e dei nostri collaboratori non dobbiamo lasciare nulla di intentato!!




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DIFENDERE LA PROROGA AL 2020: CNA BALNEATORI INVENTA UNA PETIZIONE

Postato il: 9 novembre, 2015 | 2 Commenti

PETIZIONE_CNA_BALNEATORI_2015Per difendere il cuore del turismo balneare italiano – cioè per sostenere il diritto di esistere delle 30 mila imprese balneari in attività – CNA Balneatori ha realizzato un pacchetto di iniziative, tra cui una petizione indirizzata al Parlamento italiano e al Governo, contenente richieste mirate a dipanare dall’interno i nodi cruciali della questione balneare italiana. Il più concreto e attuale dei quali è costituito dalla scadenza 2020, demandata alla decisione della Corte di Giustizia UE, che affronterà il problema il 3 dicembre 2015. Tra pochissimi giorni.
Per partecipare bisogna utilizzare un computer, un tablet o uno smartphone, avere un indirizzo di posta elettronica e un minimo di familiarità con questo genere di operazioni o una persona amica che dia una mano. Cliccando sul link:

http://www.cna.it/petizione-cna-balneatori

si evidenzia un form (un modulo informatico) con 6 campi – tutti obbligatori – che tuttavia possono essere compilati con una certa elasticità: il nome dell’impresa, ad esempio, può essere sostituito dall’insegna dello stabilimento balneare; la località e la provincia di riferimento possono essere riferiti alla sede della ditta, alla residenza del sottoscrittore o all’ubicazione dello stabilimento balneare. Nome, cognome e indirizzo mail devono essere esatti. Completato il form, la sottoscrizione si conclude cliccando: Invia. Compare una scritta che ringrazia e assicura informazione circa l’attività e i risultati dell’iniziativa. Tutto come da copione.

Le sottoscrizioni acquisite, che ci auguriamo siano innumerevoli, molte più di quante non siano le concessioni demaniali marittime in attività, saranno utilizzate nei confronti del Parlamento e del Governo. Considerando l’importanza della scadenza 3 dicembre la sottoscrizione deve essere partecipata, molto partecipata, e deve raccogliere risultati apprezzabili entro pochissimi giorni. Se mantenere la disponibilità della vostra impresa costituisce una delle vostre priorità, partecipate e promuovete la sottoscrizione tra i vostri collaboratori e clienti, parenti e amici. Partecipare richiede solo  un piccolo impegno!! Non costa nulla e può dare grandi risultati!! Coraggio, si parte!!



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CORTE DI GIUSTIZIA UE: UDIENZA DIBATTIMENTALE 3 DICEMBRE 2015 – APPELLO DI TOMEI ALLA POLITICA

Postato il: 9 novembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_09_11_2015Dopo la notizia di ieri circa l’udienza e gli argomenti in discussione, abbiamo chiesto al presidente Tomei – CNA Balneatori – come la politica possa intervenire per sostenere le ragioni dei balneari, senza interferire con l’intangibile l’autonomia della Corte.
Tomei è sereno. La notizia di ieri è stata metabolizzata attraverso ore di riflessione, di confronti, di lavoro.  Questa è la sua risposta: “Come CNA Balneatori abbiamo fatto quanto era necessario e possibile per tutelare le imprese balneari italiane rispetto ai quesiti pregiudiziali proposti dai due tribunali amministrativi regionali. La questione, come sappiamo, è al vaglio della Corte di Giustizia. Le decisioni della Corte, che ci auguriamo favorevoli, dovranno in ogni caso essere rispettate, come occorre fare per qualsiasi tribunale. Com’è stato anticipato attraverso i legali di CNA Balneatori, aggiorneremo ulteriormente le nostre memorie difensive con quanto sarà ritenuto utile e necessario. Nel contempo riuniremo la categoria, per dare puntuali informazioni, valutare la questione e anticipare la proposta sindacale normativa che invieremo al Governo e alla politica. Alla politica ed in particolare agli europarlamentari, ai parlamentari, ai consiglieri delle regioni costiere e ai sindaci delle città di mare mi rivolgo affinché esprimano solidarietà al comparto balneare marittimo possibilmente con mozioni e ordini del giorno. La nostra economia turistica costiera non può essere ridotta a un fatto meramente economico: le famiglie dei concessionari balneari e quelle dei loro collaboratori aspettano con il fiato sospeso che la tensione si sciolga e che sia possibile tornare serenamente al lavoro. Questa stessa economia, nel corso dell’ultima estate, ha manifestato i primi importanti segnali di ripresa, che dovranno essere confermati in futuro e che passano necessariamente attraverso la conferma del diritto di esistere delle imprese balneari italiane. Questo aspettiamo, in questo fermamente crediamo.”



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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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