CNA BALNEATORI: ANALISI DI UNA STRATEGIA SINDACALE

Postato il: 17 novembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_8_11_2015Abbiamo chiesto a Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – di fare per noi il punto della situazione balneare italiana a poco più di quindici giorni dall’udienza della Corte di giustizia europea.
“Siamo ancora lontani dalla conclusione della questione balneare italiana – ci dice Tomei – ma molti progressi importanti sono stati fatti da quando CNA Balneatori ha iniziato a elaborare in autonomia la propria strategia sindacale. Il punto di svolta si è avuto quando CNA Balneatori ha compreso l’importanza del versante giuridico della questione. Da quel momento i nostri avvocati hanno fatto la loro parte al meglio, individuando e collegando una mole enorme di elementi giuridici, dottrinali e giurisprudenziali concordi, che hanno consentito di chiarire la esatta portata del problema:

1.- il comparto balneare italiano è estraneo alla direttiva servizi e alla direttiva concessioni, fatto, quest’ultimo, già accertato;
2.- gli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi, ma unicamente concessioni di beni, per nulla scarsi, che consentono di attuare una politica di apertura alla concorrenza su un numero di nuove concessioni almeno pari a quelle del comparto esistente, senza distruggere, attraverso il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche, il sistema attualmente in attività, socialmente ed economicamente integrato nell’economia turistica delle regioni costiere italiane.

Dal punto di vista strettamente sindacale, CNA Balneatori ha affermato e ribadito in Italia e, più recentemente, in Europa, gli stessi concetti appena menzionati, idee che la politica avrebbe dovuto sostenere nove anni fa, prima che la questione balneare italiana si evidenziasse e creasse la situazione di grave e prolungata incertezza che ben conosciamo. Oggi CNA Balneatori difende la proroga al 2020; sostiene che le spiagge italiane non siano una risorsa limitata e soprattutto intende chiarire che il comparto balneare italiano è estraneo a qualsiasi dinamica di aste ed evidenze pubbliche. Occorre che le famiglie balneari italiane siano definitivamente escluse dalla direttiva servizi e che si ritorni a un’attività temporale non limitata.
Aggiungo una notizia importante: poche ore fa ho appreso, in forma ancora non ufficiale, che il tribunale costituzionale spagnolo,  in merito alla famosa ley de costas, avrebbe riconosciuto alle concessioni demaniali di quello Stato la qualifica di “beni”. Se così fosse, questo sarebbe un aspetto di notevole rilevanza, che darebbe forza alle tesi sindacali di CNA Balneatori e a quelle giuridiche che il nostro pool di avvocati, ritengo, inserirà nella memoria aggiuntiva per la Corte di giustizia europea, la cui udienza è fissata per il prossimo 3 dicembre.”



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