NESI: INFONDATE LE ECCEZIONI DI COSTITUZIONALITA’ DELLA “LEY DE COSTAS” IN RELAZIONE ALLA DIRETTIVA SERVIZI

Postato il: 19 novembre, 2015 | Lascia un commento

381Cristiano Tomei – presidente e coordinatore CNA Balneatori – ci trasmette la nota 17 novembre 2015 redatta dall’avv. Ettore Nesi in relazione alla sentenza 13 novembre 2015 del Tribunal constitucional del Regno di Spagna.
Di questa sentenza, mancando dati certi di valutazione, abbiamo dato una prima sommaria notizia dubitativa nel post CNA BALNEATORI: ANALISI DI UNA STRATEGIA SINDACALE. Approfondita la questione, sciogliamo ora la riserva formulata in quella sede: la decisione del Tribunal constitucional riveste effettivamente un notevole interesse nel procedimento, coordinato da CNA Balneatori, in essere presso la Corte di Giustizia europea.
Vediamo in dettaglio. Nesi informa che il Tribunal constitucional, organo istituzionale spagnolo omologo alla Corte costituzionale italiana, ha ritenuto infondate, in relazione alla Direttiva servizi, le questioni di costituzionalità della “Ley de Costas”, nella parte in cui concede una proroga straordinaria ai concessionari di beni demaniali marittimi. Questo assunto, sviluppato in modo approfondito nella nota giuridica che vi proponiamo, con traduzione delle citazioni in lingua (cfr. pag. 3 della nota), conferma la tesi, sostenuta dagli avvocati Nesi e Righi che, per il diritto comunitario, la concessione di un bene pubblico non deve essere confusa con la concessione di un servizio. Riferendoci al comparto balneare italiano, la concessione demaniale marittima riguarda appunto un bene pubblico – la spiaggia – sul quale il concessionario del bene svolge un’attività economica scelta liberamente: stabilimento balneare, bar, ristorante o altro.
A stretto rigore la sentenza in questione produce effetti limitati all’ordinamento giuridico spagnolo, ma i riflessi sulla questione balneare italiana sono del tutto evidenti. La linea difensiva della proroga al 2020 si amplia e si rafforza.



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