2016: ANNO DECISIVO PER CONTARE DI PIÙ IN EUROPA

Postato il: 30 dicembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVOROdi Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori

Nel 2016 si definirà la questione balneare italiana. Ne siamo tutti consapevoli, così come tutti sappiamo – o dovremmo sapere – che un sindacato non può sostenere di aver fatto tutto il possibile per poi limitarsi ad aspettare gli eventi. C’è sempre qualcosa che legittimamente si può ancora tentare di fare e che quindi deve essere fatta. CNA Balneatori, alla vigilia di questo periodo cruciale, pensa che il modo migliore di augurare a voi tutti buon anno sia quello di informarvi, attraverso riferimenti concreti, che c’è chi lavora davvero, ininterrottamente e con assoluta convinzione, per assicurare il futuro delle attuali imprese balneari italiane. Di tutte queste imprese, associate a CNA Balneatori e non. Da questo incredibile confronto sindacale, infatti, verremo fuori tutti o nessuno.
Quello che è stato realizzato finora e che abbiamo pensato di evidenziare per voi nel documento allegato a questo post è solo un percorso denso di contenuti, ma lontano dall’essere terminato. Anche la sentenza della suprema Corte, attesa per la prossima primavera, non scriverà la parola “fine” a questa assurda vicenda: rappresenterà un fatto importante, ma non conclusivo, nel quale l’interpretazione della direttiva servizi continuerà a giocare il ruolo fondamentale che conosciamo.
A gennaio CNA Balneatori presenterà la propria petizione in Senato e la invierà anche alla Commissione per le petizioni in Europa. Nello stesso mese chiederà ai sindaci dei 600 Comuni costieri che ancora non l’hanno fatto di comunicare al Governo i dati sulle spiagge libere da concessioni, chiedendo nello stesso tempo di difendere la proroga al 2020 e, se ancora non è stato fatto, di validarla sul titolo concessorio in scadenza al 31.12.2015. Fatto questo, aprirà il confronto con il Governo perché la questione balneare entri finalmente a far parte dell’agenda italiana in Europa;  perché si sostenga con forza in quella sede il diritto di esistere delle 30 mila imprese balneari nazionali; perché si difenda l’economia turistica costiera italiana; perché si apra all’interno dell’Unione il negoziato sul doppio binario, accordando una  proroga di almeno 30 anni alle imprese balneari attualmente in attività, senza perdere di vista l’obiettivo principale, che è quello di dimostrare senz’ombra di dubbio la non inerenza di aste ed evidenze pubbliche con l’attuale comparto balneare italiano. Niente ASTE né EVIDENZE PUBBLICHE. Sarebbero solo il sintomo di una preoccupante inciviltà giuridica europea, niente a che vedere con la sbandierata difesa della concorrenza nel libero mercato.
CNA Balneatori augura a tutti un 2016 denso di impegni sindacali. A ciascuno sarà chiesto sostegno e condivisione, a partire dalla crescita di tre nuovi  nuclei territoriali CNA Balneatori, oltre a quelli appena costituiti a Livorno e a Lamezia Terme. Ormai è chiaro che nessuno può permettersi il lusso o l’ingenuità di delegare: la partecipazione diretta alla difesa dei propri diritti è di rigore.



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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: POSSIBILE CHIUSURA IN TRE MOSSE

Postato il: 28 dicembre, 2015 | 2 Commenti

TOMEI_INTERVISTATOIntervistiamo Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori.
Presidente Tomei, ci aiuti a capire la esatta portata delle risposte che la Commissione europea Mercato interno e servizi ha formulato in relazione alle interrogazioni Bizzotto-Salvini del 27 febbraio 2015 e Corrao, del 21 maggio successivo.
Alla prima interrogazione, che obiettava una evidente disparità di trattamento tra la situazione spagnola e quella italiana, consentendo alla Spagna di accordare proroghe senza obbligo di aste ed evidenze pubbliche, la Commissione – il 22 luglio – rispose che la Ley de costas era  stata impugnata innanzi alla Corte costituzionale spagnola e che si attendeva la sentenza definitiva prima di assumere una posizione finale nel merito. Ora sappiamo che il Tribunale costituzionale spagnolo ha ritenuto infondate tali questioni di costituzionalità, in relazione alla Direttiva servizi, nella parte in cui sono accordate proroghe straordinarie ai concessionari di beni demaniali marittimi.
Quanto alla interrogazione Corrao, che ha chiesto ragione della differenza di trattamento tra Spagna, Portogallo e Italia in materia di concessioni balneari – lo scorso 21 dicembre – la Commissione, ribadendo – in conformità  all’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva Servizi – che le concessioni devono essere rilasciate per una durata limitata e non possono prevedere la procedura di rinnovo automatico,  ha precisato:

a.- che, conformemente alla direttiva Servizi, spetta agli Stati membri stabilire la durata appropriata delle concessioni demaniali sulle coste;
b.- che l’adeguatezza della durata deve essere valutata caso per caso dallo Stato membro, tenendo presenti i diversi elementi in causa – ad esempio, gli investimenti effettuati, i loro tempi di rientro, gli eventuali obblighi di servizio pubblico da espletare, ecc.;
c.- che la durata di tali concessioni è attualmente all’esame della Corte di giustizia dell’UE, la cui sentenza potrà avere ripercussioni sulla valutazione delle cause in corso o potenziali.

Ciò premesso, presidente, cosa dobbiamo attenderci, nell’immediato, da queste posizioni della Commissione?
Tomei: La situazione, così come prospettata dalla Commissione, è chiara e non esclude un’applicazione interpretativa del nostro Governo, in relazione alla peculiarità del sistema balneare italiano, anzi la richiama esplicitamente, quando parla di competenza degli Stati membri. Com’è avvenuto in Spagna, per risolvere la questione sarebbe necessario e sufficiente porre in essere tre iniziative sinergiche – cioè coordinate, contemporanee e in grado di potenziarsi reciprocamente:

1.- varare una proroga di almeno 30 anni a favore delle concessioni in attività;
2.- chiedere la compatibilità di tale provvedimento alla nostra Corte costituzionale;
3.- discutere la questione alla pari, in Europa.

Come CNA Balneatori, se, com’è già avvenuto in Spagna, l’Italia esprimesse in Europa una posizione politica simile a quella spagnola, riteniamo che potremmo arrivare a definire l’annosa materia della Direttiva servizi sia attraverso iniziative giuridiche, sia riaprendo un negoziato su basi politiche forti, per attuare concretamente l’ipotesi del doppio binario e scongiurare aste ed evidenze pubbliche nei confronti delle imprese balneari in attività. Noi di CNA Balneatori non perderemo mai di vista la verifica della reale e corretta interpretazione ed applicazione della Direttiva servizi, anche alla luce della successiva Direttiva concessioni, con l’obiettivo di assicurare un orizzonte operativo non limitato alle attuali imprese balneari. Perché questo accada dobbiamo rimanere fermi, immobili come rocce, su questi concetti basilari: NO ALLE ASTE, NO ALLE EVIDENZE PUBBLICHE.
Grazie presidente, lei è stato di una chiarezza esemplare. Ne facciamo tesoro.



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NASCE IL COMITATO PER IL SI

Postato il: 26 dicembre, 2015 | Lascia un commento

STELLA-ITALIADopo il Comitato per il NO alle modifiche della Costituzione, si è costituito il Comitato per Si all’abrogazione di norme della legge elettorale voluta da Renzi. I due comitati lavoreranno in parallelo, con l’obiettivo di bloccare ogni tentazione autoritaria.
Cliccare sui link per leggere il comunicato stampa che annuncia la nascita del Comitato per il SI e per conoscere i termini dell’invito al Convegno dell’11 gennaio, nel quale saranno esposte le ragioni che inducono ad opporsi alla controriforma Boschi/Renzi.



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BOCCATA D’OSSIGENO PER CONCESSIONARI PERTINENZIALI

Postato il: 25 dicembre, 2015 | Lascia un commento

MOSCONE_DI_SALVATAGGIOLa Camera dei deputati, il 20 dicembre 2015. ha approvato con modificazioni il disegno di legge inerente la moratoria per canoni pertinenziali e sgravio contributivo IRAP, provvedimenti già approvati dal Senato il 20 novembre 2015.
I procedimenti amministrativi pendenti alla data del 15 novembre 2015, avviati per rilascio, sospensione, revoca e decadenza delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, se riferiti alla conduzione di pertinenze demaniali derivanti da procedure di contenzioso connesse all’applicazione di canoni OMI, sono pertanto sospesi fino al 30 settembre 2016.
La decisione, che riguarda circa 200 imprese balneari in gravissime difficoltà per canoni insostenibili ed indebiti, non sarà applicabile a beni pertinenziali oggetto di procedimenti giudiziari penali, com’è logico e giusto sia.
Ennesima soluzione tampone per un problema serio, legato a pura inefficienza amministrativa – per non dire a vero e proprio malgoverno – questione che avrebbe potuto essere risolta da tempo una volta per tutte, ma che si è preferito rinviare ulteriormente. Da noi evidentemente funziona così. C’è stato addirittura chi ha parlato di una inesistente sanatoria generalizzata e chi si è prestato per dare voce a questa assurda e preoccupante mancanza di informazione ad alto livello.
Niente di nuovo, invece, per tutti gli altri concessionari demaniali marittimi: respinta ogni e qualsiasi proposta di proroga, aspettando la sentenza della Corte UE.



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BALDINI: COMUNICATO STAMPA 22 DICEMBRE 2015

Postato il: 25 dicembre, 2015 | Lascia un commento

BALDINIPubblichiamo senza commento, per memoria, il link al comunicato stampa 22 dicembre 2015 dell’avvocato Massimo Baldini, già senatore della Repubblica e sottosegretario di Stato al Ministero delle Comunicazioni.
Baldini – lo ricordiamo ove occorra – è stato estensore della legge 88/2001, la quale, con l’articolo 10, aveva previsto il rinnovo automatico delle concessioni balneari, disposizione abrogata dalla legge 15.12.2011, n. 217 – legge comunitaria 2010, art. 11, comma 1, lettera a).





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INTERROGAZIONE CORRAO: INTERLOCUTORIA RISPOSTA UE

Postato il: 25 dicembre, 2015 | Lascia un commento

bienkowskaDopo mesi di silenzio e innumerevoli solleciti, tra cui il nostro, la Commissione europea mercato interno e servizi risponde all’interrogazione 21 maggio 2015 dell’europarlamentare Cinquestelle Ignazio Corrao, con nota pubblicata da Mondo Balneare, della quale proponiamo il link.
Secondo la Commissione, spetta agli Stati membri stabilire la durata delle concessioni demaniali in accordo alla Direttiva servizi. Le concessioni, conformemente all’articolo 12, paragrafo 2, e al considerando 62 della direttiva citata, devono: “… essere rilasciate per una durata limitata e non possono prevedere la procedura di rinnovo automatico. L’adeguatezza della durata deve essere valutata caso per caso dallo Stato membro, tenendo conto dei diversi elementi in causa – ad esempio, gli investimenti effettuati, i tempi per il rientro, gli eventuali obblighi di servizio pubblico da espletare, ecc.”
La Commissione informa inoltre che tutti gli Stati membri UE hanno recepito l’articolo 12, paragrafo 3, della Direttiva servizi; precisa che compete alle amministrazioni locali decidere in quale modo tenere conto della protezione dell’ambiente, del patrimonio culturale e della politica sociale e dichiara candidamente il proprio disinteresse per la uniforme applicazione della norma (“La Commissione non raccoglie sistematicamente informazioni nel merito”).
Questo parrebbe significare l’atteso recepimento, da parte della Commissione, di un ovvio concetto che, rifacendoci al disposto dell’articolo 12, della suddetta Direttiva, paragrafo 1, sosteniamo da sempre: se il numero delle autorizzazioni disponibili per una determinata attività NON è limitato dalla scarsità delle risorse naturali – come attualmente nel caso italiano – gli Stati membri NON sono tenuti ad applicare una procedura di selezione tra i candidati potenziali.
In ogni caso la Commissione conclude precisando che la durata delle concessioni è attualmente all’esame della Corte di Giustizia dell’Unione europea, la cui sentenza “potrà avere ripercussioni” sulla valutazione delle cause in corso o potenziali. In questo caso la Commissione, che si è sempre unicamente interessata della questione demaniale italiana, precisa che “segue da vicino la situazione.” Vedremo come.



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LIGURIA CONFERMATA CAPOFILA DEMANIO MARITTIMO AL TAVOLO INTERREGIONALE

Postato il: 19 dicembre, 2015 | Lascia un commento

REGIONE_LIGURIA150Venerdì 18 dicembre 2015: la Regione Liguria è confermata capofila del tavolo interregionale sul demanio nell’ambito della Conferenza delle Regioni. Lo ha comunicato l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola, esprimendo soddisfazione per il rinnovo dell’incarico. Sul sito ufficiale della Regione, Scajola dichiara:
“Questo incarico si colloca in un momento molto delicato sul fronte della revisione della materia del demanio marittimo. Auspichiamo pertanto che si possano trovare percorsi risolutivi, condivisi con altre regioni costiere e il Governo, per fare chiarezza soprattutto sul rinnovo delle concessioni ad uso turistico ricreativo e in particolare sulla Direttiva europea Bolkenstein, che vuole mettere a gara le concessioni demaniali, in Liguria oltre 3.000 aziende su 300 chilometri di costa. Grazie al rinnovo dell’incarico, la Regione Liguria, insieme alla Regione Abruzzo, potrà partecipare al tavolo interministeriale per la revisione della legge sul Demanio marittimo, tema particolarmente delicato, visto l’approssimarsi della scadenza 31 dicembre 2015, per le concessioni demaniali marittime”.
Ribadito l’interessamento per il comparto balneare – essenziale per la Liguria – e nessun accenno alla proroga al 2020, sancita da una legge dello stato, sub judice, ma pienamente vigente, come sostengono importanti organi istituzionali: l’Avvocatura dello Stato, nella memoria presentata alla Corte di Giustizia europea, e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella nota della dott.ssa Patrizia Scarchilli – dirigente Divisione 2 della Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne – all’ex senatore Massimo Baldini.



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NO LEGGE SUBITO, NO ALLE ASTE

Postato il: 18 dicembre, 2015 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013C’è chi, nel popolo dei balneari, dorme sonni apparentemente tranquilli. Ma c’è anche chi aspetta con ansia soluzioni miracolistiche che non esistono e chi, allargando il discorso ai media e alla politica, cerca unicamente visibilità, diffondendo irresponsabilmente tensione. Tutti parlano di tutto, spesso senza sapere nè capire, alimentando nervosismo, attese infondate e disinformazione. Ogni evento in calendario viene proposto come ultima spiaggia, opportunità da cogliere ad ogni costo, occasione che, se mancata, induce e giustifica qualsiasi proposta, anche avventata. Così è stato per la legge di Stabilità.
Ai vertici sindacali si divarica la forbice tra due note e antitetiche linee di pensiero: c’è chi si limita a esprimere appelli generici e inconsistenti alle istituzioni,  perché si legiferi purché sia, prima della temuta sentenza europea, con il rischio, o la certezza, di andare alle aste e, all’opposto, c’è chi continua a lavorare in modo organico e con onestà intellettuale, in attesa che la Corte si pronunci, preparando contromisure per ogni possibile evenienza, per riaffermare il buon diritto degli operatori, la non inerenza del comparto balneare italiano rispetto a normative europee applicate in modo discriminatorio e l’insopprimibile esigenza delle imprese balneari di ottenere contratti a tempo indeterminato, conditio sine qua non per portare avanti iniziative economiche che offrano prospettive di successo e siano in grado di produrre servizi qualificati, reddito, lavoro, occupazione, sviluppo e benessere.
Chi parla apertamente di aste ed evidenze pubbliche o apre a discorsi compatibili, oppure a ipotesi che preludano a tali destabilizzanti possibilità, lo fa, evidentemente, con finalità strumentali. Noi, che siamo unicamente imprenditori balneari scesi in campo per difendere le nostre imprese, le nostre famiglie e il nostro futuro; noi che non siamo a libro paga di nessun sindacato e che paghiamo di tasca nostra qualsiasi onere inerente, siamo schierati per la seconda linea di pensiero: quella di CNA Balneatori.
Per chi ancora non sapesse di cosa si stia parlando, rimandiamo all’articolo 16 dicembre 2015 con il quale Mondo Balneare, riportando una dichiarazione di Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale di questo efficiente e trasparente sindacato di categoria –  rettifica un precedente post, nel quale il blog in questione sembrava omologare linee sindacali molto diverse tra loro.
Il passo centrale della dichiarazione di Tomei, comunque, vogliamo richiamarlo senza mediazioni:

” Affermiamo senza mezzi termini che non siamo d’accordo sull’iniziativa di proporre un disegno di legge che anticipi l’attesa sentenza della Corte di giustizia europea. Sarebbe un pasticcio che ci porterebbe dritti alle evidenze pubbliche, magari con il contentino di un’ipotesi di sdemanializzazione a macchia di leopardo senza opzione per i concessionari attuali, proposta che non risolverebbe il problema per tutta la categoria e che ci porrebbero ulteriormente in cattiva luce di fronte all’opinione pubblica.

Siamo riusciti ad arrivare al punto centrale della questione balneare italiana praticamente da soli: sostenere al cospetto europeo la non inerenza del comparto balneare marittimo rispetto alla direttiva servizi. Ora c’è bisogno di capire bene chi si ponga al fianco delle imprese balneari.
La risoluzione sindacale di Cna Balneatori – emersa dalle assemblee nazionali di Ravenna e Rimini tenute nel 2015 – originale linea di pensiero del nostro sindacato, inizialmente addirittura avversata, assume oggi piena centralità in Europa, nel momento in cui il Tribunale costituzionale spagnolo qualifica le concessioni di quello Stato come beni, all’interno della famosa Ley de Costas. Italia e Spagna, paesi aderenti all’UE, sono sullo stesso piano, così come Portogallo, Grecia e Croazia. Se le concessioni demaniali marittime sono beni in Spagna, lo sono necessariamente anche in Italia. E se sono beni – come in effetti sono – le concessioni devono essere escluse dalla direttiva Servizi anche in Italia, così come lo sono state in Spagna, per effetto di una proroga di 45 anni. Evitiamo di girare intorno al problema pensando a soluzioni legislative che non risolverebbero nulla. Confrontiamoci con la realtà dei fatti. Chi ancora non ha preso posizione lo faccia, iniziando a sostenere che in Italia, come in Spagna, il comparto balneare deve essere tutelato e che deve essere riaffermato il diritto di esistere delle imprese in attività.”

Bravò Tomeì!!



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SOTTOSCRIZIONE MEMORIA AGGIUNTIVA RICORSO UE: COME PARTECIPARE

Postato il: 15 dicembre, 2015 | Lascia un commento

CORTE_GIUSTIZIA_UEL’udienza dibattimentale del 3 dicembre scorso, presso la Corte di Giustizia UE, si è conclusa con il deposito della incisiva memoria difensiva predisposta dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi, su incarico di CNA Balneatori.
Occorre ora completare la sottoscrizione, promossa per coprire le spese legali, effettuando un bonifico, preferibilmente dal conto aziendale, con le seguenti precisazioni:

– codice IBAN: IT18G0200877342000103455434
– importo libero, ma non inferiore a 150 euro
– causale: Contributo volontario udienza dibattimentale Corte Giustizia UE
– denominazione e indirizzo completo del soggetto ordinante.

Per semplificare, CNA Balneatori ha previsto due distinte modalità di partecipazione:

PRIMA MODALITA’: il bonifico, che non richiede ulteriori comunicazioni, darà luogo all’emissione di una ricevuta  fiscalmente detraibile per contributo sindacale, ai sensi dell’articolo 64, comma quarto DPR 917/86;

SECONDA MODALITA’: chi desideri fattura, dovrà integrare il bonifico con una comunicazione email –  da inviare all’indirizzo: ricorsoeu@cnabalneatori.it – precisando:
a.- i dati caratteristici del bonifico (banca d’appoggio, data operazione, importo)
b.- denominazione ditta e indirizzo completo della sede legale
c.- codice fiscale e partita IVA
d.- cognome, nome e telefono cellulare del titolare o del rappresentante legale (se società).

Partecipare, non ci stanchiamo di ripeterlo, costituisce una decisione imprenditoriale responsabile e opportuna, che prescinde dalla sigla sindacale di appartenenza. Il ricorso, com’è ovvio, tutela autorevolmente l’intero comparto balneare marittimo italiano.



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ATTENZIONE ALL’ATTO FORMALE

Postato il: 11 dicembre, 2015 | Lascia un commento

ARTICOLO_36_CODICE_NAVIGAZIONEChi propone di tutelare le concessioni attraverso il ricorso al cosiddetto “atto formale” – procedimento regolato dall’articolo 36 del Codice della navigazione – legga e mediti con attenzione il post 10 dicembre 2015 di CNA Balneatori. Tale eccellente nota tecnica contestualizza questa procedura non certo inedita, ne precisa i termini e ne evidenzia i rischi, essendo venuto a mancare il cosiddetto “diritto di insistenza”.
I pochissimi colleghi che hanno finora adottato con successo l’atto formale possono considerarsi fortunati, perché il procedimento che è stato loro applicato e il fatto che si trattasse di iniziative isolate hanno consentito loro di passare inosservati e di non attivare la concorrenza di altre imprese. D’altra parte, a fronte di un nuovo termine per nulla risolutivo (da sei a 20 anni), alla scadenza della nuova concessione questi stessi concessionari dovranno affrontare il rinnovo isolati, fuori da ogni possibile ipotesi di gruppo. Prospettiva che può comportare margini di rischio difficilmente valutabili in questo momento.
Quanto alla possibile adozione diffusa del procedimento previsto dall’articolo 36, è evidente che un’iniziativa massiccia non passerebbe inosservata e che gare generalizzate sarebbero la inevitabile conseguenza.
C’è in rete un video che riporta una articolata dichiarazione di Massimo Baldini, uno che, come Cristiano Tomei, il comparto balneare lo conosce bene e lo sa valutare. Anche Baldini, che si avvale dei chiarimenti forniti dalla dott.ssa Patrizia Scarchilli – dirigente Divisione 2 della Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne – in risposta a un suo specifico quesito, sconsiglia l’adozione della procedura. Il link del filmato è:

https://www.youtube.com/watch?v=_pSxDjl5a0M&feature=em-share_video_user

Quindi, colleghi, massima attenzione.



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  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
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