CNA BALNEATORI A PESCARA: IMPRESE SULLE BARRICATE PERCHÉ IL GOVERNO SI FACCIA SENTIRE IN UE

Postato il: 13 marzo, 2016 | Lascia un commento

PESCARA_2PESCARA_3PESCARA 11 marzo 2016 – Proroga di trent’anni per le attuali concessioni e adozione del “doppio binario”. Mobilitazione generale della categoria, se sarà necessario, e richiesta al governo Renzi di prendere posizione nei confronti dell’Unione con la stessa fermezza adottata da altri paesi europei. Questa la posizione che Cna  Balneatori ha ribadito nell’assemblea di Pescara, convocata per fare il punto della situazione, nella vertenza in atto da anni tra balneari italiani e UE.
Moltissimi gli operatori del settore, ai limiti di capienza della sala riunioni di CNA Pescara. Molte e qualificate le presenze istituzionali: Giovanni Lolli – vicepresidente della Regione Abruzzo, e coordinatore nazionale degli assessori al Turismo; Manuela Granaiola – senatrice della Repubblica  da sempre vicina ai balneari;  Luciano Lapenna – presidente di  ANCI Abruzzo; Luciano Monticelli – presidente della IV Commissione Consiliare della Regione Abruzzo (Politiche europee, internazionali, Programmi della Commissione europea, Partecipazione ai processi normativi dell’Unione europea). Sono intervenuti anche Ettore Nesi – consulente legale di CNA Balneatori e Guerino Testa – già presidente della Provincia di Pescara.
Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – ha aperto e condotto la riunione. Tomei ha sottolineato lo stato di gravissimo disagio della categoria, pronta ad un muro contro muro e ha precisato che CNA Balneatori ha assunto da tempo una posizione di assoluta fermezza,  che intende sostenere con la determinazione con cui si difende una vera e propria linea del Piave, lavorando affinché il Governo prenda finalmente posizione a difesa del comparto balneare italiano, come già hanno fatto altri paesi europei. In particolare Tomei ha chiesto alla senatrice Granaiola di collegare al proprio disegno di legge un ordine del giorno che impegni il Governo a portare il comparto balneare italiano fuori dalla direttiva Bolkestein.
I balneari, intanto, incassano il sostegno convinto delle Regioni italiane. Il vicepresidente Lolli, infiammando la platea, ha precisato che “Nella partita in gioco il sistema Italia non può permettersi di perdere, visto che sono in ballo 30mila imprese, un contributo del 65% del settore al movimento turistico generale e lo svolgimento di funzioni di interesse pubblico, come la pulizia delle spiagge e il salvamento, in sostituzione dello Stato. E con alle porte una stagione estiva che potrebbe portare all’Italia un afflusso di presenze senza precedenti”.
La senatrice Granaiola, che ha promosso in Senato un disegno di legge con il quale sintetizza le richieste della categoria – proroga trentennale ed evidenza pubblica solo per i nuovi insediamenti – è intervenuta per sostenere le imprese abruzzesi e italiane in genere, precisando: “Non può esistere un Paese che espropri una categoria dei propri investimenti e poi la Bolkestein riguarda i servizi, mentre le spiagge sono un bene”.
Altre notizie nel comunicato ANSA Abruzzo che si evidenzia con un clic.



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