CNA BALNEATORI – SENTENZA 14 LUGLIO: CONSIDERAZIONI E INIZIATIVE SINDACALI INERENTI

Postato il: 26 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVORO26 giugno 2016: diciotto giorni alla sentenza della Corte di Giustizia UE. Noi di Comitato Balneari Liguria la attendiamo con interesse, anche se, realisticamente, dobbiamo considerarla una tappa significativa, ma per nulla conclusiva. Gli obiettivi degli schieramenti in campo nell’ambito della questione balneare italiana – vicenda complessa, che poco ha a che fare con il progresso dei popoli, il vivere civile, la giustizia, lo stato di diritto, la democrazia – sono chiari da tempo. Altrettanto noti sono: le posizioni della categoria, i suoi capisaldi e i suoi inquietanti punti deboli.
Aspettiamo di capire come la Corte di Giustizia e il Governo italiano interpreteranno Brexit e i risultati delle recenti elezioni amministrative italiane, eventi che dovrebbero essere valutati con attenzione in quanto, comunque li si voglia interpretare, segnano l’obiettivo fallimento di due significativi processi politici. Accadrà? Sarebbe ingenuo crederlo.
Chiediamo a Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – come interpreti il difficile momento che stiamo attraversando:
Presidente Tomei, quali sono le sue considerazioni circa gli sviluppi della questione balneare italiana, alla luce di quanto ha preceduto e seguirà la sentenza della Corte di Giustizia? Quali le iniziative CNA Balneatori attualmente allo studio o in fase di avanzata realizzazione?
“Il risultato del referendum che ha portato alla cosiddetta Brexit, esprime sintomi generalizzati di sofferenza e di protesta, di cui si dovrebbe tenere conto. L’UE dovrà divenire rapidamente casa comune fondata su valori condivisi, piuttosto che su regole e parametri rigidi, ai quali gli Stati membri devono forzatamente attenersi. Le risposte che attendiamo dall’Unione devono essere all’altezza delle aspettative di benessere sociale che ne hanno motivato la nascita.
Limitandoci al comparto balneare italiano – considerato nel mondo intero un ‘asset’ di primaria importanza, a prescindere dalle condizioni strutturali che lo hanno reso possibile e che non sono riproducibili fuori dall’ambito familiare – dobbiamo rimarcare che, nei suoi confronti, esistono sconcertanti disparità di trattamento rispetto alle normative previste in altri stati dell’Unione. La Commissione europea, pur sottolineando che i veri arbitri della situazione sono gli stati membri, ai quali in concreto compete l’applicazione di trattati e direttive, si è prestata e si presta a sostenere, nei confronti della situazione italiana, interpretazioni forzate e strumentali. Quanto alla politica interna, non dimentichiamo che, in presenza di una normativa nazionale che prevedeva un sostanziale patto di stabilità rispetto alle concessioni balneari marittime in atto, nel 2006 ci si astenne dall’escludere tali fattispecie contrattuali dalla Direttiva servizi e in seguito addirittura si vollero creare i presupposti per la procedura di infrazione che determinò l’abrogazione del diritto di insistenza e del rinnovo automatico. Tutti provvedimenti che furono, e sono, addebitati alla responsabilità dell’Europa, ma che sono di chiara matrice italiana. Più recentemente, trascurando l’evoluzione normativa UE in atto attraverso la Direttiva Concessioni, molteplici atti e dichiarazioni di ambito governativo, pur se accompagnati da formali manifestazioni di sostegno e solidarietà, anticipano che l’attuale comparto balneare italiano dovrà andare all’asta. Noi di CNA Balneatori, continuiamo a impegnarci per tenere alta l’attenzione della categoria. Le nostre richieste di base, lo ribadiamo, sono:
1.- evitare la promulgazione di nuove norme nazionali e regionali prima di conoscere il dispositivo della sentenza UE;
2.- 30 anni di proroga, sia per equità globale, sia per consentire l’ammortamento degli investimenti in corso, sia, soprattutto, per avere il tempo di lavorare al fine di ripristinare sicurezza nella continuità di gestione degli stabilimenti in attività, limitando alle nuove concessioni l’adozione di procedure comparative. Questo è il nostro più importante obiettivo.
Informiamo infine che:
1.- abbiamo richiesto un incontro alle Regioni per conoscere l’esito del Tavolo interregionale che si terrà domani, 27 giugno, nel corso del quale saranno discusse nostre proposte;
2.- abbiamo istituito presso gli stabilimenti balneari associati presidi permanenti, in vista della pronuncia della sentenza della CGUE sulla scadenza della proroga delle
concessioni al 2020;
3.- abbiamo istituito un gruppo di lavoro giuridico/sindacale operativo H24, per valutare l’esito della sentenza e le iniziative da attuare per la tutela delle imprese balneari associate;
4.- organizzeremo a breve 4 iniziative sindacali, di cui due sulla costa tirrenica e due su quella adriatica.
Siamo ‘sul pezzo’ più che mai. E’ tutto.”




Commenti

CNA BALNEATORI PROMUOVE IL PRESIDIO PERMANENTE

Postato il: 24 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI+LOCANDINACristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – tiene alta l’attenzione e la tensione dei balneari, mentre, in piena stagione estiva, si attende la sentenza della Corte di Giustizia UE. Partecipazione a tutto campo ai convegni di categoria, contatti con i massimo organi regionali, sensibilizzazione degli operatori, attraverso dibattiti e nuove iniziative. Ultima in ordine di tempo la costituzione, presso gli stabilimenti balneari, di un presidio permanente a difesa dei diritti di categoria, finalizzato non solo al costante collegamento tra operatori del settore, ma anche all’informazione e al coinvolgimento di due componenti essenziali del comparto balneare: collaboratori e clientela. Entrambi, finora, sono stati interessati solo marginalmente alla questione, anche se ne sono componenti essenziali. Se lo scenario balneare dovesse mutare, per l’ingresso di nuovi soggetti, espressione di poteri economici forti e orientati al profitto, tutti – e non solo le attuali imprese balneari – ne farebbero pesantemente le spese.
Locandina e manifestino sono in distribuzione attraverso la rete operativa di CNA Balneatori.
Gli stabilimenti balneari sono invitati a dare la massima visibilità alle locandine, a diffondere capillarmente i volantini e a dare ogni possibile rilievo all’iniziativa, utilizzando i social network. Pubblicate le fotografie dell’affissione e di ogni altra iniziativa inerente!!



Commenti

INDIFFERENZA DI STATO

Postato il: 23 giugno, 2016 | 1 commento

RICCOMINI_23_06_2016“BELIN RAGAZZI! MI CHIEDO E VI CHIEDO SE VI RENDETE CONTO CHE CI STATE TRASCINANDO ALLA ROVINA! 
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, HANNO AZZERATO TUTTO: INVESTIMENTI, VALORE DELLE NOSTRE AZIENDE, PASSIONE PER IL NOSTRO LAVORO!
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, HANNO GENERATO PAURA PER IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI, PER IL FUTURO DELLE NOSTRE FAMIGLIE, PER IL FUTURO DELLE NOSTRE ATTIVITA’!
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, DIMOSTRANO CHE NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO A CUORE LE NOSTRE GIUSTE RICHIESTE E CHE, ANCORA OGGI, NON C’E’ DA PARTE DI CHI CI GOVERNA LA CONSAPEVOLEZZA DEL DISASTRO CHE SI STA PROSPETTANDO PER LE NOSTRE FAMIGLIE, PER LE NOSTRE IMPRESE E PER TUTTO IL TURISMO ITALIANO. “
CONTRO LA VOSTRA INDIFFERENZA, CONTRO IL VOSTRO DISINTERESSE CONTINUEREMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE A RECLAMARE IL NOSTRO DIRITTO DI CITTADINI ITALIANI A LAVORARE E A MANTENERE LE NOSTRE FAMIGLIE!”

Questa nota franca e ispirata, firmata da Alessandro Riccomini, presidente regionale Liguria CNA Balneatori, è stata indirizzata a senatori, deputati, europarlamentari, ministri e premier. Leggendola, forse, dopo l’esito delle recenti elezioni amministrative, questi signori capiranno che i problemi della gente bisognerebbe ascoltarli, risolverli e, soprattutto, evitare di crearli. Questo, almeno finora, ci risulta essere il loro lavoro, la sola giustificazione del loro ruolo.



Commenti

SENATO: AGGIORNAMENTO LAVORI IN TEMA DI CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME

Postato il: 23 giugno, 2016 | Lascia un commento

SENATOPubblichiamo l’elaborato “AGGIORNAMENTO LAVORI SENATO”, riferito alla seduta di martedì 21 giugno 2016. Riguarda l’aggiornamento dei lavori parlamentari riferiti alle concessioni demaniali marittime ed è stato redatto da CNA Nazionale.





Commenti

TOMEI-SCAJOLA: 30 ANNI DI PROROGA E NIENTE ASTE PER LE IMPRESE BALNEARI IN ATTIVITA’

Postato il: 21 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_SCAJOLA_20_06_2016_1TOMEI_SCAJOLA_20_06_2016_2Ieri, 20 giugno 2016, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori –  ha incontrato Marco Scajola – assessore regionale all’Urbanistica, Pianificazione territoriale ed Edilizia e coordinatore interregionale al  Demanio – durante l’incontro di categoria che si è tenuto presso la sede della Regione Liguria in Genova.
Tomei, dopo aver fatto il punto della situazione italiana ed europea nel delicato momento che precede il deposito della sentenza UE, ha chiarito a Scajola il punto di vista di CNA Balneatori circa possibili proposte normative di iniziativa governativa e regionale, riassumibile in questi due concetti:
1.-  è opportuno evitare iniziative che anticipino la pronuncia della Corte di Giustizia, per potersi avvalere, nella stesura di nuovi provvedimenti, degli esiti  e delle motivazioni della sentenza;
2.- è essenziale che, in relazione al Tavolo interregionale del prossimo 27 giugno, le Regioni si attestino sul riconoscimento di un lungo periodo transitorio per le imprese balneari in attività – CNA Balneatori  propone almeno 30 anni – e sulla riapertura del negoziato UE a proposito del cosiddetto “doppio binario”, ipotesi normativa che prevede la proroga delle concessioni esistenti e la messa a bando delle sole nuove concessioni.
Questi concetti sono stati ribaditi nella nota trasmessa a Scajola durante il pomeriggio di ieri, con preghiera di estendere il messaggio al coordinatore interregionale per il Turismo – Giovanni Lolli – e richiesta di un nuovo incontro, da tenersi dopo la conclusione del prossimo Tavolo interregionale.



Commenti

TOMEI  A RAI 3 TG 3 ABRUZZO

Postato il: 18 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_16_GIUGNODue interviste, rilasciate da Cristiano Tomei a RAI 3 TG 3 ABRUZZO, illustrano le difficoltà che caratterizzano l’attività degli stabilimenti balneari. Ve le proponiamo. Per accedere ai filmati cliccare qui.





Commenti

BALNEARI ESTENUATI DAL MALTEMPO: CNA CHIEDE SOSPENSIONE E RIDUZIONE CANONI E TRIBUTI

Postato il: 18 giugno, 2016 | Lascia un commento

MALTEMPO_IN_SPIAGGIADifendere la continuità delle attuali imprese balneari italiane è l’imperativo categorico sindacale perseguito da CNA Balneatori, che peraltro non ha perso di vista la realtà vera dell’impresa balneare e le sue problematiche quotidiane, intrinseche ad un’attività che opera in uno dei contesti ambientali più difficili e impegnativi in assoluto: spazi aperti in riva al mare. Ambiente sconosciuto alla politica nostrana e non, che quando ci considera non sa neppure di cosa stia parlando; alla finanza e alle multinazionali, che vedono unicamente l’affare e non l’impegno e il sacrificio che alimenta le imprese e le rende sostenibili; ai ministri e ai sottosegretari di turno, che masticano politichese e riciclano ordini di scuderia.
Chi lavora nel settore sa perfettamente che la realtà degli stabilimenti balneari è legata alla variabilità del tempo atmosferico. Di questo parliamo oggi, un 18 giugno che conferma il peggior andamento climatico a memoria d’uomo, nella storia dell’imprenditoria balneare italiana. Pioggia, mareggiate, vento freddo, temperature tutt’altro che estive nelle zone a più elevata concentrazione di stabilimenti balneari. Fine settimana sistematicamente segnati dal maltempo. Praticamente nessuno in spiaggia dall’apertura stagionale.  Ricavi prossimi allo zero, in presenza di costi che invece mantengono il trend. Stagione a rischio.
Comunque vada e posto che l’estate arrivi, gli incassi perduti non potranno essere recuperati. Questa situazione, dovuta a fatti naturali e protratta nel tempo, risulta preoccupante al punto da modificare le stesse condizioni di utilizzo delle concessioni balneari, come previsto dall’articolo 45 del Codice della navigazione marittima. Questa considerazione ha indotto CNA Balneatori a chiedere la riduzione dei canoni demaniali e la sospensione di tasse e imposte locali, con la mail che pubblichiamo, inviata a tutti i nominativi in indirizzo. Questa, amici balneari, è attività sindacale.



Commenti

CNA BALNEATORI: VITALE COMPATTARE LE REGIONI SUL NO ALLE ASTE

Postato il: 18 giugno, 2016 | 2 Commenti

LOLLI_06_2016TOMEI_123L’annuncio della data di deposito della sentenza UE – attesa e temuta, ma forse inaspettatamente positiva per la questione balneare italiana – fa passare in secondo piano qualsiasi altra notizia inerente il comparto balneare. In questi giorni e ore, comunque, altre importanti notizie che interessano il mondo balneare e offrono un chiaro segnale di attenzione, vitalità, competenza, costante presenza sul pezzo, devono essere conosciute e valutate da chiunque – balneare in attività – sia interessato alla questione, ai suoi sviluppi e intenda difendere la propria impresa, la propria famiglia, la propria scelta di vita. L’iniziativa più vicina al pronunciamento della Corte di Giustizia è quella che CNA Balneatori sta attuando per compattare le Regioni italiane sul fronte del NO ALLE ASTE per le imprese in attività. Progetto che significa: incontri ad alto livello, il primo dei quali si è avuto giovedì 16 giugno a Pescara tra Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – e Giovanni Lolli – coordinatore nazionale delle Regioni per il Turismo e vicepresidente della Regione Abruzzo. Progetto che significa anche e soprattutto: convinzione che, nell’attuale contesto politico-giudiziario, anticipare la pronuncia della Corte con una qualsiasi iniziativa di carattere normativo sia proposta inopportuna e da evitare, per poter essere più liberi nel produrre nuove regole di settore, dopo avere conosciuto gli esiti del giudizio UE e le motivazioni che lo sorreggono. Questo, in estrema sintesi, il messaggio che è stato trasmesso da Tomei a Lolli e che sarà diffuso in ambito regionale nei prossimi giorni. Maggiori informazioni nel post: “Cna Balneatori incontra Lolli“, pubblicato sul blog: www.cnabalneatori.it.



Commenti

14 LUGLIO: DEPOSITO SENTENZA CORTE GIUSTIZIA UE

Postato il: 17 giugno, 2016 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013L’ufficio di pronta assistenza sindacale CNA Balneatori – come sempre operativo h24 – ci segnala che la sentenza della Corte di Giustizia europea nella causa inerente la proroga al 2020, attesa da tutti gli addetti ai lavori, sarà depositata giovedì 14 luglio 2016.
Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – che abbiamo invitato ad esprimere un giudizio, ci ha rilasciato questa dichiarazione: “Gli uffici di CNA, sempre al lavoro, sempre attenti alle problematiche del balneatori, mi hanno informato in tempo reale, quando ancora sono fuori sede per assemblee di categoria che, se le indicazioni fornite dal link ufficiale della Curia UE sono esatte, la sentenza della Corte di Giustizia europea sarà depositata il prossimo 14 luglio.
Se la data sarà confermata, anche questa volta abbiamo avuto ragione nel continuare a svolgere ininterrottamente riunioni e incontri nelle città rivierasche delle regioni costiere italiane. Questo è il momento di tenere la categoria unita, compatta e vigile. Questo è il momento di dare sostegno alle nostre imprese perché quella che ci attende sarà una vertenza sindacale ancora più dura ed estenuante di quella che abbiamo vissuto finora. Questo è il momento di tenere alto il confronto con le Regioni per mantenerle il più vicino possibile alla nostra piattaforma sindacale che, lo ricordiamo, prevede 30 anni di proroga e ripartenza del doppio binario e il NO ALLE ASTE. Questo abbiamo fatto presente ieri al coordinatore al turismo Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo; questo messaggio, nei prossimo giorni, porteremo alle altre Regioni italiane. Sosteniamo la non inerenza della Direttiva servizi e quindi l’assoluto NO ALLE ASTE E ALLE EVIDENZE PUBBLICHE per l’attuale comparto balneare italiano.
In queste ore abbiamo preso contatto con il nostro pool di avvocati che, nell’ottica della strategia giuridico sindacale perseguita da CNA Balneatori, ha depositato e discusso le memorie difensive a tutela della proroga al 2020, a sostegno della inconsistenza della tesi che parla di scarsità della risorsa spiaggia, a difesa  dell’assunto di non inerenza dell’art. 12 della Direttiva servizi con la realtà delle nostre concessioni demaniali. Nei prossimi giorni convocheremo il direttivo nazionale CNA Balneatori, unitamente ai nostri legali, per mettere in campo la strategia sindacale che attueremo da qui al giorno della sentenza e durante il periodo successivo. Questo è il nostro compito. Questo è il nostro dovere di sindacalisti. Questo stiamo facendo e continueremo a fare.”




Commenti

QUESTIONE BALNEARE: LA RISPOSTA UE A MARA BIZZOTTO CONFERMA INQUIETANTI RIFLESSIONI

Postato il: 11 giugno, 2016 | 2 Commenti

Bizzotto_Mara_official_photo1296304-elzbieta-bienkowskaAntonio Smeragliuolo ci segnala che Elżbieta Bieńkowska, per conto della Commissione europea, con nota 3 giugno 2016 (cfr. [1]), ha finalmente risposto all’interrogazione 10 marzo 2016 dell’europarlamentare italiana Mara Bizzotto (ENF) (cfr. [2]). Risposta apparentemente vaga, che invece, nel puntualizzare il rinvio alle interrogazioni e alle risposte promosse dall’europarlamentare sul tema balneare italiano, richiama e sottolinea alcune significative posizioni della Commissione:

a.- la Ley de costas, che Bieńkowska dice sia stata adottata nonostante fosse stata impugnata presso la Corte costituzionale spagnola (cfr. [3]), è stata dichiarata compatibile con la Direttiva servizi, con sentenza 13.11.2015 del Tribunal constitucional, nella parte in cui concede una proroga straordinaria ai concessionari di beni demaniali marittimi (cfr [4]);

b.- in tema di premialità nei confronti dei concessionari uscenti, la Commissione (ancora con il commissario Barnier) precisa che spetta agli Stati membri stabilire la procedura per il rilascio delle autorizzazioni, ai sensi degli articoli 9, 10 e 12 della direttiva (cfr. [5]). Chiarisce inoltre che essi, nello stabilire le regole della procedura di selezione, possono tener conto di considerazioni di salute pubblica, di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori dipendenti ed autonomi, della protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi d’interesse generale conformi al diritto comunitario (cfr. [5]) e anche di esperienza professionale, quando essa risulti pertinente ai fini dell’esercizio dell’attività (cfr. [5]), cioè sempre, sia pure con modalità proporzionali all’importanza che tale criterio potrebbe rivestire per il rilascio dell’autorizzazione. In pratica la Commissione chiarisce che gli Stati membri sono i veri arbitri della situazione: possono attuare esattamente quello che decidono, come Spagna, Portogallo e Croazia hanno ampiamente dimostrato. Gli Stati agiscono. L’UE alternativamente approva (Spagna), o tace (Portogallo e Croazia) oppure cazzia (Italia), a seconda dell’aria che tira;

c.- la Commissione assicura che, nell’ambito dell’Unione, sarà adottata piena parità di trattamento nella valutazione di situazioni analoghe (cfr. [6]). Finora questo non è successo, ma si tratta di un nostro preciso diritto e sarà opportuno fare tutto quanto occorra per difenderlo.

La desolante sensazione che si ricava da queste considerazioni è che la Commissione, preso atto del costante orientamento dei Governi italiani che si sono succeduti dalle origini e dagli esiti della prima procedura d’infrazione, aperta nel 2009, rispettando l’autonomia decisionale dello Stato italiano, abbia deciso di seguire a ruota e, più recentemente, abbia ritenuto opportuno delegare alla magistratura europea il compito di delineare la soluzione del problema. L’impressione, peraltro non nuova, è che i Governi italiani che si sono succeduti dal 2008, per non dire dal 2006, sottovalutando la portata della questione e le ripercussioni della loro decisione, abbiano perseguito l’obiettivo di smantellare l’attuale comparto balneare marittimo, fondato sulla solidità di fondo della piccola imprenditoria familiare, per favorire la finanza, la grande impresa, l’assegnazione clientelare del demanio marittimo.
Altra considerazione emergente è che la Direttiva 2006/123/CE (Bolkestein) continua a tenere banco, nonostante sia incontestabilmente fuori tema, con tutte le implicazioni del caso. Le concessioni demaniali marittime turistico-ricreative – come precisato al paragrafo 3 del “Memorandum sulla questione balneare italiana” elaborato dallo studio legale associato Paolini e Nesi per CNA Balneatori – hanno per oggetto beni e non attività. Ad esse quindi non può essere applicata la Direttiva servizi, né tanto meno l’art. 12 della stessa, anche perché le attività che possono essere esercitate sul bene demaniale, specificamente elencate dall’art. 01 del D.L.5 ottobre 1993, n. 400, convertito in legge il 4 dicembre 1993, n. 494 non sono soggette ad autorizzazioni contingentate “per via della scarsità delle risorse naturali”. Quindi è chiaro, dobbiamo pretendere di uscire dalla vecchia Bolkestein: non ci riguarda!!



Commenti

  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
  • AMMINISTRAZIONE

  • Pagina 1 di 212