TOMEI, CNA BALNEATORI: ACQUISITA NORMA PONTE, ASSICURARE CONTINUITA’ AZIENDALE ED ESCLUDERE PROCEDURE COMPARATIVE

Postato il: 18 luglio, 2016 | 1 commento

CRISTIANO_TOMEI“Dopo il provvedimento salva spiagge al vaglio del Parlamento, necessario per mantenere la legittimità per le attuali concessioni, si lavori per evitare procedure comparative per le 30.000 imprese balneari in attività.”
Questa la dichiarazione di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale di Cna Balneatori – in relazione alla sentenza della Corte di Giustizia UE e in concomitanza con la discussione parlamentare della norma che convalida le attuali concessioni.
“Le motivazioni a supporto della sentenza della Corte di Giustizia – aggiunge Tomei – aprono uno scenario importante, sostenuto nella memoria difensiva del pool di avvocati di Cna Balneatori sul legittimo affidamento e sull’attivazione della procedura del “doppio binario”, su scala regionale e comunale. E’ necessaria un’immediata convocazione del Tavolo tecnico tra Governo, Regioni, Comuni e sindacati, per arrivare ad una proposta forte e condivisa che, dopo la norma ponte, assicuri continuità aziendale alle attuali imprese ed escluda le procedure comparative. Lo stesso discorso vale per le imprese pertinenziali, soggette a canoni insostenibili, per le quali bisognerà ottenere l’abolizione del moltiplicatore OMI.”.



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TOMEI – CNA BALNEATORI: LEGGI REGIONALI PER STABILIRE CHE RISORSA SPIAGGIA NON È SCARSA

Postato il: 18 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_8_11_2015Questo il commento di Cristiano Tomei – CNA Balneatori, dopo la sentenza UE: “Adesso spetta alle Regioni stabilire con proprie leggi che la risorsa spiaggia non è scarsa e limitata. Le Regioni attivino subito una verifica con i Comuni costieri, per acquisire il dato relativo alla disponibilità degli arenili, al netto delle spiagge relative agli attuali concessionari e di quelle utilizzate per spiaggia libera e riserve marine. Procedano conseguentemente a stabilire, su base regionale e attraverso i Comuni costieri, al rilascio di autorizzazioni (secondo quanto stabilito nella Direttiva europea sulle concessioni, appena recepita in Italia), per assicurare la continuità aziendale alle attuali imprese balneari, senza attivare procedure comparative.”
Ecco il punto 43 della Sentenza 14 luglio 2016 della Corte di Giustizia europea:
“43.- Per quanto riguarda, più specificamente, la questione se dette concessioni debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali, spetta al giudice nazionale verificare se tale requisito sia soddisfatto. A tale riguardo, il fatto che le concessioni di cui ai procedimenti principali siano rilasciate a livello non nazionale bensì comunale deve, in particolare, essere preso in considerazione al fine di determinare se tali aree che possono essere oggetto di uno sfruttamento economico siano in numero limitato.”
164Ed ecco l’inerente commento dell’avvocato Ettore Nesi:
“Per quanto riguarda, più specificamente, la questione se dette concessioni debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni, per via della scarsità delle risorse naturali, spetta al giudice nazionale verificare se tale requisito sia soddisfatto. A tale riguardo, il fatto che le concessioni di cui ai procedimenti principali siano rilasciate a livello non nazionale bensì comunale deve, in particolare, essere preso in considerazione al fine di determinare se tali aree, che possono essere oggetto di uno sfruttamento economico, siano in numero limitato»
Dal punto 43° ricavo che è compito del giudice nazionale verificare se la risorsa è scarsa oppure no.
De iure condito (cioè in base al diritto esistente – n.d.r.), la valutazione verrà fatta su base comunale. È ipotizzabile che a livello comunale le risorse siano soventi scarse.
De iure condendo (ossia in base alla normativa in corso di elaborazione – n.d.r.), ove gli affidamenti avvenissero su base regionale, sarebbe invece agevole dimostrare che il numero di autorizzazioni assentibili non è scarso.



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