REFERENDUM IN DIRITTURA D’ARRIVO

Postato il: 1 dicembre, 2016 | 2 Commenti

nodi Giovanni Botta

Domenica 4 dicembre, fra tre giorni, si vota. Meno male, perché non se ne può più di questa campagna elettorale da incubo, che ha visto schierati per il SI gruppi di potere italiani e stranieri di ogni ordine e grado; organi istituzionali di governo e di garanzia che hanno mancato clamorosamente al loro giuramento; politici irresponsabili, in attività e in sonno, che hanno tramato nell’ombra o sentito il dovere di dichiararsi a favore, pur dissentendo sui contenuti della riforma; pseudo-intellettuali, artisti e vip, cretini o miseramente collusi.  Non se ne può più di subire messaggi pubblicitari ingannevoli e onnipervasivi. La Costituzione non è un detersivo, un gelato alla crema o un’utilitaria. E’ un solenne patto di cittadinanza.
Domenica 4 dicembre, nel segreto dell’urna, gli italiani depositeranno il proprio attestato di maturità civica, che non dovrebbe limitarsi allo stretto quesito referendario, ma dovrebbe valutare l’obiettivo stato dei fatti, cioè:

a.- il combinato disposto della riforma costituzionale Renzi-Boschi con l’Italicum, legge elettorale truffa in vigore dal luglio 2016;
b.- le modalità attraverso le quali si è arrivati a convalidare queste inquietanti disposizioni taroccando le regole del gioco;
c.- le prospettive che deriverebbero da questa intricata accozzaglia di fattori, che rischia di consegnare lo Stato e le nostre stesse vite all’uomo della provvidenza di turno. Renzi, Grillo o chissà chi.

Tutte considerazioni che inducono a VOTARE NO.



Commenti

2 Commenti a “REFERENDUM IN DIRITTURA D’ARRIVO”

  1. gianfranco
    dicembre 1, 2016 @ 10:06

    Condivido pienamente, aggiungendo una semplice considerazione: i sostenitori del SI, affermano di voler modifcare la Cotituzione per accellerare la procedura di approvazione delle leggi.Bene. Si legge poi, nella bozza di “legge delega” per la riforma delle concessioni balneari,pubblicata ieri, 30 novembre,da Mondo Balneare,che il Governo chiederà 12 mesi(un anno!!!) per predisporre detta nuova disciplina del demanio.Non è un controsenso! Non ho parole!!!

  2. bruno bruzzone
    dicembre 2, 2016 @ 15:45

    IO VOTO “NO”

    Per un balneare che davvero vuol difendere il proprio lavoro la scelta del NO è abbastanza obbligata. Con il referendum (modifica del Capitolo V) è prevista la riduzione delle competenze e delle autonomie delle regioni e degli enti locali con il ritorno di queste competenze esclusivamente allo stato. Quindi verrebbe meno quel decentramento che portava i cittadini a renderli più partecipi delle questioni pubbliche. Le regioni, che fino adesso si sono mosse in relativa autonomia, avevano accolto le istanze dei nostri rappresentanti e, facendole proprie, hanno attuato normative, come l’atto formale, con le relative modifiche a salvaguardia degli attuali concessionari e del loro legittimo affidamento, schierandosi così con forza dalla parte dei balneari. Le regioni, così facendo, hanno colmato quel vuoto legislativo lasciato dallo stato, che si è sempre dimostrato insensibile alle nostre istanze.
    Venendo a mancare queste competenze, probabilmente saranno abrogate tutte le normative fatte a nostro favore e quindi risulterebbe vano il lavoro svolto in questi anni per rimediare all’ignobile direttiva che tanto continua a farci penare. Per un balneare queste semplici considerazioni, pur esistendone altre, sono più che sufficienti a votare “NO”.

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