CNA BALNEATORI INCONTRA ARLOTTI – RELATORE AL DDL CONCESSIONI PER LA X COMMISSIONE

Postato il: 21 giugno, 2017 | Lascia un commento

DSC_2995DSC_2996DSC_3005DSC_3007DSC_3010Lunedì 19 giugno, presso la sede nazionale di Cna, in Roma, l’on. Tiziano Arlotti – relatore al disegno di legge inerente la revisione e il riordino della normativa sulle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico e ricreativo (A.C. 4302) – ha incontrato Cristiano Tomei – coordinatore nazionale di CNA Balneatori. Presenti i  componenti la Presidenza nazionale di CNA Balneatori e i presidenti e responsabili regionali e territoriali della Confederazione che sono riusciti ad intervenire nonostante l’attività stagionale in corso.
Il confronto ha focalizzato gli aspetti relativi al “legittimo affidamento” delle imprese balneari in attività e la procedura del “doppio binario” per nuove iniziative imprenditoriali da insediare su aree disponibili. Entrambi questi temi costituiscono i cardini su cui ruota la proposta emendativa al citato ddl, iniziativa che CNA Balneatori ha presentato e illustrato alle Commissioni Parlamentari riunite Finanze ed Attività Produttive della Camera dei Deputati, durante l’audizione tenuta lo scorso 2 maggio.
La presidenza di Cna Balneatori, tramite l’Ufficio legislativo e relazioni istituzionali di CNA Nazionale, seguirà costantemente l’evoluzione parlamentare e informerà le imprese associate circa la presentazione di altri eventuali emendamenti al ddl, il cui termine è fissato per il prossimo 30 giugno.







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TOMEI CHIEDE A TAJANI TUTELA UE PER IL COMPARTO BALNEARE ITALIANO

Postato il: 27 aprile, 2017 | Lascia un commento

TAJANISabato 22 aprile, nel corso del convegno “Infrastrutture strategiche per Gaeta”, al quale ha partecipato il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, è intervenuto Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di Cna Balneatori.
Tomei, richiamando la risoluzione per la “Crescita Blu” (clicca sul link) – approvata dal Parlamento europeo il 2 luglio 2013 e finalizzata alla crescita sostenibile del turismo marittimo nell’ambito dell’Unione – ha chiesto a Tajani di prevedere la tutela dell’economia turistico-balneare italiana, costituita dalle attuali 30 mila imprese in attività. In particolare Tomei ha chiesto:
a.- una concreta apertura al legittimo affidamento di queste imprese;
b.- l’applicazione, nei loro confronti, della procedura del doppio binario, essenziale per il rilancio del settore;
c.- un approfondito e onesto dibattito in sede europea circa la corretta applicazione della Direttiva servizi, mirato a verificare l’inerenza della direttiva rispetto alle caratteristiche del comparto.
Ricordiamo che la citata risoluzione del Parlamento europeo, che può essere richiamata cliccando sul link, al punto 62: “ribadisce l’importanza del turismo balneare come peculiarità di alcune regioni costiere europee; invita la Commissione a effettuare una valutazione di impatto per verificare se la direttiva 2006/123/CE (la Bolkestein – ndr) abbia ripercussioni negative sulle PMI di questo settore e, se lo ritiene necessario, a proporre misure per attenuare tale impatto e garantire che le caratteristiche specifiche di questa attività professionale siano prese in considerazione nell’applicazione della direttiva”. Appello rimasto finora inascoltato anche – o soprattutto – per il concomitante atteggiamento ostile dei Governi italiani, che restano i principali responsabili degli esordi della questione balneare e dei suoi successivi sviluppi.



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LOCRI 21 MARZO 2017 – LIBERA, DON CIOTTI E LA GIORNATA DELLA MEMORIA CONTRO LE MAFIE

Postato il: 22 marzo, 2017 | Lascia un commento

DON_CIOTTI_A_LOCRIIeri, 21 marzo 2017, Don Ciotti – prete di strada, uomo di pensiero, di coerenza e di coraggio – è intervenuto alla manifestazione di Libera che si è tenuta a Locri, in Calabria. Ha parlato di vita, di dignità e di lavoro. Di responsabilità individuale, civile, politica e sociale. Di confine sempre più sfumato tra criminalità organizzata, criminalità politica, criminalità economica e di molto altro.
Per chi non lo abbia seguito in diretta, questo è il filmato integrale del suo intervento.
Cos’ha a che fare tutto questo con la questione balneare italiana? Moltissimo, perché questa emergenza nasce e si sviluppa in una società nella quale senso di giustizia, senso dello Stato, impegno, responsabilità individuale e coraggio sono prerogativa di pochi, mentre sarebbe necessaria una partecipazione più diretta e corale.
Questa è la nostra testimonianza.



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QUESTIONE BALNEARE: INCONTRI PRELIMINARI AL VERTICE

Postato il: 17 febbraio, 2017 | Lascia un commento

MINISTRO_COSTAGiovedì 16 febbraio, conferenza stampa in Senato per la presentazione del ddl inerente il riordino delle concessioni balneari. Nessuna novità di rilievo: il ministro Enrico Costa, relatore del decreto legge, con parole gentili ha confermato l’intenzione del Governo di mandare a gara l’intero comparto balneare italiano, dopo un indeterminato periodo transitorio, che tendenzialmente sarà molto breve. Sono previsti il riconoscimento del valore commerciale dell’impresa e della professionalità acquisita, criteri fermamente contestati in Europa e introdotti in questa fase unicamente per tranquillizzare i disinformati e gli illusi, che purtroppo costituiscono la maggioranza degli operatori del settore. Costa ha assicurato che la nuova normativa sarà scritta “di concerto con tutti gli attori coinvolti, compresi coloro che non sono d’accordo”, il che ovviamente significa che, a meno di un ribaltamento degli equilibri esistenti e crisi politica permettendo, il Governo andrà dritto per la sua strada.
TOMEI_ROMA_17_02_2017Nello stesso giorno le Regioni costiere, convocate a Roma dal coordinatore nazionale Marco Scajola – assessore al Demanio della Regione Liguria – al termine di una riunione alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni balneari, hanno diramato un comunicato nel quale sollecitano un incontro urgente con il Governo, per definire la portata del ddl 27 gennaio 2017 e per discutere il contenuto dei decreti attuativi che ne conseguiranno.
Gli interventi dei sindacati di categoria, nel corso delle due riunioni, hanno fatto emergere posizioni ancora molto lontane tra loro. Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti esprimono idee ancora confuse; Federbalneari, come gli è consueto, si muove su un altro pianeta, mentre Oasi-Confartigianato si spinge ad affermare che il silenzio della categoria costituisce un sostanziale assenso alla riforma. Peraltro anche le sigle che guardano concretamente agli effettivi contenuti del ddl e li contestano con fermezza – CNA Balneatori, ITB Italia e Assobalneari-Confindustria (assente nell’occasione) – non hanno ancora proposto una strategia che offra concreti spiragli di successo. Vedremo a Carrara.
A chi desideri approfondire l’argomento, suggeriamo il puntuale articolo di Alex Giuzio, di Mondo balneare. Qui ci limitiamo a riportare la significativa dichiarazione di Giuseppe Ricci – balneare di razza, presidente nazionale ITB Italia – raccolta sul campo da Alex, e una sintetica quanto eloquente affermazione di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – pubblicata sul sito di CNA Balneatori.
DSCN0468 - CopiaRicci: “Sono in linea con Tomei: non dobbiamo andare alle evidenze pubbliche, o come le vogliate chiamare. Abbiamo investito soldi e vita, siamo nati su quel pezzo di sabbia e diciamo “no alle aste”. Non ci dobbiamo andare. Vogliamo che le nostre imprese siano trattate come tutte le altre imprese: senza una scadenza. Non ci dobbiamo confrontare con nessuno, questa industria l’abbiamo costruita noi”.
Tomei: “Linea ferma e chiara: legittimo affidamento, doppio binario e periodo transitorio. Le procedure selettive e le aste non riguardano e non riguarderanno (mai) le attuali imprese balneari”.
Ci permetta, dottor Tomei, la puntualizzazione che abbiamo inserito tra parentesi. Viene dal cuore.



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CNA BALNEATORI: DEMANIO MARITTIMO SEMINARIO DI FORMAZIONE E APPROFONDIMENTO

Postato il: 9 novembre, 2016 | Lascia un commento

seminario_roma_nov20161seminario_roma_nov20162seminario_roma_nov20163seminario_roma_nov20164Il 7 e 8 novembre si è tenuto a Roma, presso la sede di CNA Nazionale, l’atteso seminario “Il demanio marittimo tra Stato e autonomie locali”, rivolto specificamente ai funzionari regionali e territoriali CNA che si occupano di imprese turistico-balneari.
L’obiettivo era quello di fornire a questi operatori gli strumenti e le competenze di base necessari per assistere le imprese associate nella difficile gestione di una materia straordinariamente complessa, che si è evoluta nel tempo e che ha interessato riforme legislative e costituzionali, giurisprudenza, dottrina e occasionali atti di governo, strumenti tutti profondamente condizionati dall’esistenza di direttive europee e, soprattutto, dall’interpretazione che ad esse si è voluto dare.
Il programma svolto durante i due giorni del convegno ha preso in esame sia i principali argomenti inerenti la materia demaniale marittima turistico-ricreativa, sia le iniziative sindacali assunte da CNA Balneatori nei rapporti del Governo e dell’Unione europea, sia le utilità di sistema (servizi) offerte da CNA alle imprese associate.
Il seminario, al quale hanno partecipato oltre 40 funzionari regionali e territoriali CNA, è stato condotto da Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – e si è avvalso di relatori d’eccellenza, quali l’avvocato Roberto Righi – del Foro di Pistoia, e l’avvocato Ettore Nesi – del Foro di Firenze.
Bibliografia di riferimento: Antonio Bellesi, Ettore Nesi, Roberto Righi, Luca Toselli, Il demanio marittimo tra Stato e autonomie locali, Aracne editrice, Roma.
La differita dei lavori, trasmessi in diretta streaming, è disponibile all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=P7PRhkN38DE



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MARTINSICURO, BOLKESTEIN E CONCESSIONI DEMANIALI. PARLIAMOCI CHIARO

Postato il: 4 ottobre, 2016 | Lascia un commento

martinsicuromartinsicuro_1Martinsicuro 30 settembre 2016.
Non eravamo presenti e non abbiamo potuto valutare direttamente la portata di quasi tutti gli interventi effettuati, ma, a giudicare dai documenti disponibili, sembra che ci sia ancora molto lavoro da fare in ambito locale, anche se l’Abruzzo, senza alcun dubbio, è una delle aree costiere più attente all’importanza dell’impresa balneare così come la conosciamo.
La lettera dell’assessore Dino Pepe ne è un chiaro esempio, nonostante gli si debba riconoscere la significativa funzione propulsiva svolta nell’ambito del Coordinamento tecnico nazionale del Turismo e del Demanio marittimo.
Le imprese balneari, che certo non guadagnano cifre iperboliche; che, nella generalità dei casi, pagano canoni esigui, ma sono tassate come nessun altro settore, soggette come sono a corvées medioevali – se non abbiamo capito male – per disporre della continuità indispensabile al loro processo produttivo, in base al locale Piano demaniale marittimo, dovrebbero partecipare a “programmi di investimento mirati ad obiettivi di carattere collettivo (recupero ambientale, valorizzazione del territorio, incremento delle unità operative in termini occupazionali)”. Cioè a vere e proprie opere pubbliche. Interventi extra aziendali.
Com’è possibile, in queste condizioni, conseguire un accettabile equilibrio economico – finanziario che, al netto della tassazione esistente e delle prestazioni d’opera a carattere obbligatorio (sorveglianza alla balneazione, pulizia invernale della spiaggia e altro ancora), consenta all’imprenditore balneare di raggiungere un equo profitto nel medio – lungo periodo?
Se poi si arriva a concludere – come fa Pepe con garbo – che, se sarà inevitabile, si dovrà mettere in conto il ricorso a procedure di evidenza pubblica, si è chiarito come, in realtà, le convinzioni profonde di chi governa localmente sono allineate, rassegnate e orientate al peggio.
Signori, stiamo parlando di una delle principali industrie nazionali attive in un momento di crisi grave, in cui la crescita economica del Paese ristagna, così come l’occupazione. Vogliamo migliorare la situazione o peggiorarla? E’ essenziale che la politica prenda seriamente in considerazione la questione balneare, la approfondisca negli aspetti normativi, fiscali, economico-finanziari e comprenda che solo la micro impresa familiare, capace di lavoro diretto e di grandi sacrifici personali, può garantire la continuità del settore e l’offerta di servizi di qualità a prezzi accettabili per la famiglia italiana media, che ne è il fruitore principale.
All’incontro era presente Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori. Tomei – senza sbavature – ha riequilibrato i contenuti del convegno ribadendo la linea sindacale che ci appartiene e che gli appartiene, illustrata a Roma al tavolo negoziale del ministro Costa e basata su legittimo affidamento e doppio binario. Tali criteri normativi, compatibili con l’articolato generale europeo e necessari per scongiurare le evidenze pubbliche e consentire alle attuali imprese di continuare a svolgere efficacemente il proprio lavoro, devono essere inseriti nella legge di riforma del settore oggetto del negoziato con il Governo.
Oltre a ciò, ha precisato Tomei, il disegno di legge in gestazione deve prevedere la soppressione del moltiplicatore O.M.I. e la definitiva neutralizzazione dei procedimenti amministrativi pendenti a carico di circa 1000 imprese pertinenziali, 200 delle quali non riescono più a far fronte ai pagamenti.
Inoltre – aggiungiamo noi – è necessario che la rideterminazione dei canoni demaniali della quale sempre più insistentemente si parla, sia valutata nel contesto delle prestazioni obbligatorie complessive poste a carico del comparto.



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INCONTRO TRA RENZI E CNA BALNEATORI

Postato il: 22 agosto, 2016 | Lascia un commento

FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_02FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_04FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_0321_08_2016_RENZI_E_BALNEARI_01FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_05Ieri – 21 agosto 2016 – CNA Balneatori, la più significativa e impegnata tra le associazioni nazionali di categoria, con il coordinatore nazionale Cristiano Tomei, il presidente regionale Toscana Lorenzo Marchetti e i vertici di CNA Lucca, Andrea Giannecchini – presidente – e Stephano Tesi – direttore – insieme con una qualificata delegazione di Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano, guidata da Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli, ha incontrato il premier Matteo Renzi nel giardino dell’Hotel Villa Roma Imperiale di Forte dei Marmi.
Pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale di CNA nazionale:

22 Agosto 2016

BALNEATORI. IL PREMIER RENZI INCONTRA LA DELEGAZIONE CNA

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato ieri pomeriggio, a Forte dei Marmi, una delegazione di CNA Balneatori, che ha illustrato i temi relativi alla tutela e alla promozione delle imprese del turismo costiero.
Presenti all’incontro, che si è svolto presso l’Hotel Villa Roma Imperiale, il Coordinatore Nazionale di CNA Balneatori, Cristiano Tomei, i vertici della CNA di Lucca e Viareggio, e una delegazione del Comitato salvataggio imprese di balneazione, che aderisce completamente alle posizioni di CNA Balneatori.
“E’ stato un incontro positivo e molto importante” si legge in una nota di CNA Balneatori.
“La tutela del lavoro e degli investimenti di trentamila imprese balneari italiane – prosegue la nota – ha bisogno dell’appoggio pieno del Governo e delle Istituzioni. L’obiettivo è arrivare, in tempi brevi, alla costruzione e alla messa a punto di un disegno di legge che garantisca il diritto di continuare a lavorare per le attuali imprese e per gli imprenditori balneari.”



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CNA BALNEATORI: INIZIATIVE DOPO LA SENTENZA

Postato il: 29 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_11.07.2013Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – è stato ammesso come uditore all’incontro del 27 luglio tra Governo e Regioni.
Gli chiediamo un commento:  «Purtroppo avevamo visto giusto, quando, in passato, abbiamo sostenuto che “indennizzo” e “professionalità” non erano elementi forti idonei a tutelare gli imprenditori balneari italiani. Attraverso le motivazioni della sentenza, abbiamo capito che si deve lavorare sul “legittimo affidamento” dei concessionari e sulla “scarsità” della risorsa spiaggia, declinata  in ambito nazionale e territoriale.  
Nell’ufficio di presidenza CNA Balneatori indetto per martedì 2 agosto, discuteremo due distinte relazioni: una sindacale e una giuridica, necessarie per  aprire nell’immediato un confronto diretto con Governo, Parlamento, Regioni e Comuni.
Riteniamo che esistano ampi margini per trovare soluzioni normative adeguate al fine di garantire la continuità aziendale delle attuali imprese balneari italiane.
Durante i lavori dell’Ufficio, esamineremo in dettaglio le due relazioni e ne faremo una sintesi utile per informare i balneari e per interloquire con i livelli istituzionali coinvolti nella soluzione della questione balneare italiana.
Considerando l’importanza dell’argomento in discussione, esortiamo i componenti l’ufficio di presidenza alla massima partecipazione possibile.»




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L’UE BOCCIA IL PROGETTO GOVERNATIVO DI RIFORMA DEL DEMANIO MARITTIMO

Postato il: 29 luglio, 2016 | Lascia un commento

GOZIlowri-evans-2014L’incontro del 27 luglio 2016 tra il Governo – rappresentato dal ministro Enrico Costa – e i rappresentanti delle Regioni italiane, tra cui Marco Scajola – Regione Liguria – coordinatore nazionale al Demanio e Giovanni Lolli – Regione Abruzzo – coordinatore nazionale al Turismo, ha consentito di valutare l’esito, sostanzialmente negativo, della missione condotta in UE, circa una settimana dopo la sentenza della Corte di Giustizia, dalla delegazione italiana guidata dal sottosegretario Sandro Gozi. Si tratta del primo contatto del genere del quale si abbia esauriente informazione ufficiale, attraverso la nota 22 luglio 2016, redatta dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e pervenuta alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 26 luglio successivo, documento disponibile in rete e che qui pubblichiamo.
Mercoledì 20 luglio, Gozi ha incontrato Lowri Evans – pragmatica signora inglese – direttore generale del dipartimento di crescita dell’Unione, per esporre alla DG i contenuti del progetto di legge delega attraverso il quale il Governo, pur avendo ripetutamente dimostrato di ignorare la realtà effettiva dell’impresa balneare, avrebbe inteso ridisegnare la normativa demaniale marittima italiana.
Le linee guida elaborate dal Governo italiano prevedevano il criterio di conciliare la libertà d’accesso all’uso del demanio marittimo con il legittimo affidamento degli operatori presenti sul mercato. La Evans non ha prefigurato l’immediata apertura di una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano, ma ha elencato una serie di criteri comunitari che hanno letteralmente stroncano l’iniziativa governativa proposta. Ecco i principali:
1.- è legittima l’aspettativa di ammortizzare gli investimenti effettuati, mentre è ingiustificata la richiesta di prorogare le concessioni ai fini di una corretta gestione imprenditoriale, perché lesiva del principio di libera concorrenza. Le misure compensative adottate, secondo l’UE, devono evitare di avvantaggiare gli attuali concessionari, anche se – aggiungiamo noi – ad essi soltanto va il merito di avere creato e consolidato nel tempo il comparto balneare italiano esistente, incontestabile elemento trainante di primaria importanza per l’economia nazionale;
2.- è consentito tenere conto degli ammortamenti residui nel determinare l’ipotetico valore di subentro, mentre riconoscere il corretto valore di avviamento dell’impresa per finalità di indennizzo potrebbe configurare un indebito vantaggio per gli operatori in attività. La evidente lesione che correlativamente si crea nei confronti dei concessionari italiani attraverso l’adozione di questo assurdo criterio, invece, non turba minimamente l’UE. Evans considera la questione del tutto marginale, nonostante la delegazione italiana abbia precisato che la costante giurisprudenza della nostra Corte costituzionale riconosce ai concessionari parità di trattamento rispetto alle imprese private;
3.- curiosa, in particolare, la motivazione della bocciatura adottata nei confronti della proposta governativa di riconoscere all’imprenditore italiano l’esperienza che gli compete. L’UE, sempre in nome del moloch della concorrenza, preferisce “guardare al futuro e non al passato”. Meglio facilitare l’ingresso di nuovi operatori, anche se sconosciuti, probabilmente impreparati, sicuramente estranei al contesto socio-politico-economico locale nel quale dovranno operare, piuttosto che tutelare capacità imprenditoriali assodate, tenuta aziendale accertata nelle ricorrenti situazioni di criticità aziendale, occupazione, integrazione sociale e culturale, legittimo affidamento ed altro ancora. Questa preclusione, sia pure sostenuta da motivazioni meno becere di quelle adottate dalla Evans, era tuttavia prevedibile, se si considera la sostenuta ineludibilità della Direttiva servizi, la sua distorta interpretazione corrente, il disposto dell’articolo 12, 2.
Oltre a ciò – e questa proprio non la sapevamo – Evans ha fatto notare che gli stati membri non possono disporre autonomamente delle loro coste: la gestione di tali risorse è infatti condizionata dalla compatibilità con il piano generale europeo, al quale il singolo piano nazionale deve necessariamente aderire. L’Unione decide tutto per tutti. I fatti dicono che questa asserita uniformità di trattamento non è affatto uniforme, basta leggere le esclusioni della direttiva servizi, ma questa è la versione ufficiale.
Quanto alla disparità di trattamento rilevate per Spagna e Portogallo (e perché non per Croazia, Grecia e chissà quante e quali altre realtà costiere europee – marittime, lacustri e fluviali – utilizzate con finalità turistico-ricreative, nonostante condizioni climatiche talora profondamente diverse da quelle italiane – cfr. nota a piè di pagina) Evans ha precisato che, a seguito della sentenza, non è esclusa l’apertura di specifiche procedure di infrazione. Tuttavia, per il momento – ha aggiunto – Portogallo e Italia, che potrebbe fare da apripista nel definire procedure Ue-compatibili, non sono in infrazione. Della Spagna e del resto d’Europa ovviamente non si parla.
Il discorso non finisce qui, è stato addirittura fissato un appuntamento tra Italia ed UE per settembre, ed è ovvio che, se vogliamo tentare di scardinare il muro che l’Europa ha costruito per tenere fuori le nostre legittime aspettative sarà necessario prendere opportuni provvedimenti prima di allora.

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Nota:

Si vedano, ad esempio:

per la Danimarca:
http://www.visitdenmark.it/it/danimarca/natura/spiagge-danimarca

per l’Austria:
http://www.camping-woerthersee.at/it_it_xhtml-9-start.php

per la Svezia:
http://www.sveziaturismo.com/malmo/spiagge-a-malmo/




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CNA BALNEATORI: IN VERSILIA PER RAI PARLAMENTO

Postato il: 1 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_INTERVISTA_01_07_2016Oggi, 1° luglio 2016, intensa giornata di lavoro per Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – in Versilia per registrare la puntata di Rai Parlamento sulla sentenza della Corte di Giustizia europea e sulla questione balneare italiana, servizio che andrà in onda sabato 9 luglio.
Sindacalista che – come precisato da Emiliano Favilla di Comitato Salvataggio imprese – “non è sparito dalla circolazione” – Tomei, attraverso il puntuale e ininterrotto lavoro svolto finora, ha chiarito e confermato la rigorosa linea sindacale di CNA Balneatori.
A questa linea dobbiamo attenerci, senza cadere nel miraggio di false soluzioni, che approdano puntualmente a procedure comparative e non hanno vita lunga, come confermano gli esiti delle leggi regionali sistematicamente impugnate dal Governo centrale, vero fulcro della situazione.
Non vogliamo ripetere i concetti che Tomei ha precisato nella mail che vi proponiamo, concetti ampiamente condivisi dalla base di CNA Balneatori e non solo. In particolare, riteniamo  essenziale che le Regioni evitino la ricerca di illusorie soluzioni locali e sollecitino invece, a livello centrale, un sostanziale cambiamento nella gestione del demanio marittimo, che escluda posizioni strumentali, consolidi il comparto balneare in attività e ne consenta l’immediato rilancio.



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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
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