TOMEI CNA BALNEATORI: BENE SDEMANIALIZZAZIONE, PURCHE’ SI CONSERVI UNITARIETA’ FUNZIONALE AZIENDA BALNEARE

Postato il: 10 ottobre, 2013 | Lascia un commento




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PETITTI: SPIAGGIA, BENE PUBBLICO CHE NON PUO’ ESSERE PRIVATIZZATO

Postato il: 10 ottobre, 2013 | Lascia un commento

NEWSRIMINI_PETITTI_08.10.2013Fonte Antonio Smeragliuolo

Emma Petitti, deputato PD e membro della X Commissione della Camera (Attività produttive, commercio e turismo), sempre attenta ai problemi del comparto balneare, dalle pagine di Newsrimini.it, l’8 ottobre è intervenuta sulle problematiche di categoria evidenziate in ambito SUN 2013. Anche a lei non piace il programma Baretta di vendere le spiagge e vorrebbe procedere al riassetto del settore turistico ricreativo balneare sulla base di un decreto legislativo, come già accadde con la Legge Comunitaria 2010 (2010, non 2011, anno nel quale la Comunitaria 2010 fu votata, con quasi dodici mesi di ritardo). Il decreto legislativo è un provvedimento delicato e complesso: richiede una delega legislativa di indirizzo – legge delega – atto che può creare problemi quando, come già nel 2011, la fretta induca a varare una disposizione purché sia. All’epoca fummo fortunati, ma la delega, formulata malamente da Gianluca Pini (Lega Nord) e votata con leggerezza dal Parlamento, ci preoccupò fortemente fino alla scadenza dei 15 mesi previsti per la sua validità. Non dimentichiamo infine che il decreto legislativo (articolo 76 Costituzione) non richiede il passaggio parlamentare di conferma, con scadenza di 60 giorni, prescritto per il decreto legge (articolo 77 Costituzione). Quando è assunto, il Dlgs diviene immediatamente esecutivo.
Non ci sembra che, rispetto alla questione balneare, la conoscenza del fenomeno, la capacità di coglierne l’aspetto centrale  e di affrontarlo con adeguata energia, l’autonomia di valutazione e l’onestà intellettuale degli attori siano migliorate rispetto al 2011.
La posizione del Governo, che è sembrato prefigurare aperture inattese, in effetti ha lasciato intendere notevoli incertezze di fondo e obiettivi solo incidentalmente finalizzati alla soluzione della questione balneare. Si è pensato di sdemanializzare e vendere, proponendo un diritto di opzione a favore dei concessionari in attività, unicamente per fare cassa e per evitare le conseguenze di 30 mila ricorsi amministrativi. Le recenti iniziative di Piero Fassino – presidente ANCI – hanno complicato ulteriormente il quadro, all’interno del quale, in modo sicuramente imprevisto per la politica, i balneari compatti hanno approvato il documento congiunto 8 ottobre 2013. Difficile, a questo punto, fare previsioni sulla possibile evoluzione della questione balneare. La necessità dell’Esecutivo di concludere entro il 15 ottobre, data di presentazione all’UE di bozza della legge di stabilità, ripropone decisioni e provvedimenti d’urgenza ed esclude qualsiasi possibilità di interloquire direttamente con la categoria. Il vertice PD previsto per la mattinata di oggi, 10 ottobre, forse ci darà qualche indicazione.



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GNASSI NEOPRESIDENTE COMMISSIONE TURISMO ANCI

Postato il: 10 ottobre, 2013 | 1 commento

ANDREA_GNASSI_1Fonte Bettina Bolla

L’investitura di Andrea Gnassi – sindaco di Rimini – a presidente della Commissione Turismo ANCI, avvenuta in data 8 ottobre 2013, anticipa e supporta la posizione assunta il  giorno successivo da Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Grandi manovre, che rafforzano le posizioni del PD Emilia-Romagna. Le osserviamo con perplessità. Vedremo dove ci porteranno.
Apprendiamo da Rimini Today che la nomina di Gnassi sarà ratificata dal prossimo Consiglio nazionale ANCI e che al neo presidente spetterà il compito di coordinare i lavori della Commissione Turismo, ramo operativo del Consiglio nazionale.



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SDEMANIALIZZARE E VENDERE LE SPIAGGE NON PIACE A FASSINO

Postato il: 10 ottobre, 2013 | 1 commento

AREA_DEM_FASSINO_09.10.2013Fonte Antonio Smeragliuolo

Ci eravamo accorti da tempo che l’ANCI stesse seguendo con attenzione e partecipazione le problematiche del Demanio marittimo ma, dopo mesi di silenzio, non ci aspettavamo che il suo attuale presidente decidesse di scendere in campo in prima persona e a gamba tesa. Perché questo succedesse è bastato parlare d’affari. Non quelli della micro imprenditoria balneare che, ha saputo inventare, costruire, sviluppare un settore divenuto negli anni di importanza strategica nazionale, un settore che quindi è opportuno riassegnare ora mediante gare, con gli auspici di Bolkestein. Il progetto governativo di sdemanializzare e vendere beni demaniali marittimi senza ricorso all’evidenza pubblica e senza diretto coinvolgimento di Regioni e Comuni, non piace proprio a Piero Fassino, PD, sindaco di Torino, politico di razza, improvvisamente preoccupato delle competenze sul demanio, della ripartizione dei canoni, del rischio di perdere insieme con il controllo sul territorio l’opportunità di realizzare importanti opere di riqualificazione. Potremmo essere d’accordo sull’opportunità di evitare la vendita di un bene pubblico come le spiagge, ma non certo per le motivazioni burocratiche che lui adduce. Noi balneari sulle spiagge ci viviamo e le conosciamo bene. Se occorrerà faremo capire a Fassino e a chi la pensa come lui quali reali scenari di contenzioso potrebbero aprirsi, se la gestione delle spiagge non terrà conto con onestà delle realtà imprenditoriali esistenti.



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AUMENTO IVA 21% E RAZIONALIZZAZIONE COMPLESSIVA DELLE ALIQUOTE

Postato il: 1 ottobre, 2013 | Lascia un commento

IL_GIUNCO_01.10.2013Notizia da Antonio Smeragliuolo

Michela Hublitz – presidente di Rete impresa Grosseto – interviene sul tema dell’IVA, esprimendo considerazioni che vanno oltre l’aumento dell’aliquota 21 e le conseguenze relative. La preoccupazione che il Governo Letta – se ancora ci sarà dopo la giornata di domani – intenda rimodulare le aliquote agevolate, per un maggior gettito del tributo, non è priva di fondamento. Il premier, il 30 settembre, intervenendo a CHE TEMPO CHE FA, ha precisato: “Il tema della riforma delle aliquote dell’IVA, è un tema molto più complesso rispetto alla semplice questione del passaggio dell’aliquota dal 21 al 22% – perché voglio ricordare a tutti, lo sanno tutti, le aliquote dell’IVA sono quattro. C’è un’aliquota zero, un’aliquota 4%, un’aliquota 10%, un’aliquota 21 che passa al 22. Noi abbiamo una situazione in cui negli anni si sono accumulate – l’ho studiato e lo abbiamo studiato in questo periodo – un sacco di singole piccole scelte che hanno portato una serie di contraddizioni. Per cui abbiamo dei beni al 4 e un bene che è simile al 10, oppure abbiamo, per esempio, i libri cartacei al 4 e gli e-book al 22. Ha un senso tutto questo? No. Quindi l’obiettivo che io ho, se riprendessi la fiducia, è una revisione complessiva, una razionalizzazione delle aliquote dell’IVA.”
L’intervista è riportata integralmente su YouTube, all’indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=zmzue4EG-3A, nell’intervallo temporale 20:51 – 21:49.



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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: MONTICELLI CHIEDE L’ATTENZIONE DI DELRIO

Postato il: 24 settembre, 2013 | Lascia un commento

MONTICELLI_A_DELRIO_23.09.2013Luciano Monticelli, delegato ANCI al Demanio marittimo, prosegue nel tentativo di promuovere una soluzione di buon senso alla questione demaniale marittima.
La sua lettera 4 settembre 2013 – indirizzata ad Enrico Letta – presidente del Consiglio; a Graziano Delrio – ministro per gli Affari regionali e le autonomie; a Enzo Moavero Milanesi – ministro per gli Affari europei; a Giovanni Legnini – sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, ha avuto risposta unicamente da parte di Moavero Milanesi, che si è immediatamente smarcato, indicando Delrio come diretto responsabile della questione. Monticelli a questo punto, il 23 settembre, ha sollecitato un incontro con Delrio, sapendo perfettamente che il 26 settembre Pier Paolo Baretta, sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze, incontrerà l’ANCI, insieme con i sindacati di categoria. Cliccando sulla nota Monticelli, pubblicata a lato, si evidenzia, immediatamente sotto, la risposta 10 settembre di Moavero Milanesi, che abbiamo appena citato.
Pubblichiamo questo intricato carteggio per testimoniare l’impegno istituzionale di Monticelli e l’atteggiamento distaccato del Governo e dei suoi ministri nei confronti di un problema la cui portata e le cui implicazioni evidentemente sfuggono all’Esecutivo. Giovedì 26 settembre i nostri rappresentanti ascolteranno dalla viva voce di Baretta quale sia realmente la proposta governativa sul tappeto. La confronteremo con la concreta realtà dei fatti: i balneari italiani – microimprenditori familiari concessionari di beni demaniali, fiduciari dello Stato – non possono essere impunemente estromessi dal mercato e neppure possono essere chiamati ad impegni economico-finanziari superiori alle loro forze. Questo gioco al massacro, nel quale l’Europa è prevalentemente  alibi, dura ormai da troppo tempo e deve finire.



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NOVITA’ SUL FRONTE DELLE SPIAGGE

Postato il: 22 settembre, 2013 | Lascia un commento

VERSILIATODAY_21.09.2013_GRANAIOLAIL_TIRRENO_21.09.2013notizie da Antonio Smeragliuolo

Sabato 21 settembre 2013.
Manuela Granaiola, intervistata da Versiliatoday, parla dell’incontro informale avuto il giorno precedente con il sottosegretario Pier Paolo Baretta e dell’intenzione governativa di dare una possibile soluzione alla questione balneare italiana attraverso la revisione della Direttiva servizi e la formulazione di una nuova normativa nazionale, in linea con le attese della categoria.
Il giorno stesso, IL TIRRENO – VERSILIA informa che il Governo intenderebbe sdemanializzare e vendere agli attuali concessionari la parte delle concessioni occupata da strutture fisse e da cabine, assegnando la parte residua mediante gara. Non viene divulgata la fonte di queste informazioni ed è quindi difficile valutarne l’attendibilità ma, ammesso che questa sia realmente la proposta governativa, mancano dati sufficienti per valutarla correttamente, mentre la vendita parziale costituisce una soluzione complessa, inadeguata e, in ultima analisi, inaccettabile. Per formulare una valutazione approfondita aspettiamo gli esiti dell’incontro di giovedì ventisei settembre.



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D.L. 91/2013: TUTELA, VALORIZZAZIONE E RILANCIO DEL TURISMO? UN ERRORE

Postato il: 21 settembre, 2013 | Lascia un commento

SOLE_24ORE_21.09.2013notizia di Antonio Smeragliuolo

Con qualche ritardo il Governo informa che il decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91 (Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo), sinteticamente “valore cultura”, di “turismo” proprio non parla. Lo si era capito fin dalla prima lettura, ma, considerando il titolo, si attendevano integrazioni. L’ufficialità è venuta da Massimo Bray – ministro dei Beni e delle attività culturali, con funzioni di coordinamento della politica nazionale sul turismo, di promozione e comunicazione dell’immagine dell’Italia e di sviluppo delle imprese turistiche italiane. Il ministro lo ha candidamente confessato in Senato, il 19 settembre, a conversione del decreto ormai in dirittura d’arrivo. Precisazione opportuna, che arresta le ricerche di chi ha  seguito l’iter del provvedimento fin dalle origini, cercando inutilmente di capire come sarebbe stato possibile integrare in modo organico tutela, valorizzazione e rilancio della principale industria nazionale in un testo difforme. Di turismo, ha precisato Bray, si parlerà in un distinto decreto denominato “valore turismo”, di là da venire.
Suggeriamo un emendamento al D.l. 91/2013: “Nel titolo la locuzione ‘e del turismo’ è soppressa.”



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“DESTINAZIONE ITALIA” E IMPRENDITORIA BALNEARE

Postato il: 20 settembre, 2013 | 1 commento

COMUNICATO_STAMPA_CONGIUNTO_19.02.2013Critica, ma contenuta, la posizione unitaria assunta dai tre maggiori sindacati balneari di categoria – SIB Confcommercio, CNA Balneatori e FIBA Confesercenti – nei confronti di “Destinazione Italia”.
“Piano di attrazione di investimenti” (secondo Letta – conferenza stampa 19 settembre), mediocre operazione di marketing governativo, finalizzata ad attrarre ipotetici investitori stranieri, più che ad attuare consapevoli interventi di buona amministrazione, secondo noi. Non disponiamo del documento che il presidente del Consiglio ha orgogliosamente esibito ieri – già annunciando variazioni rispetto alla prima stesura – ma, almeno per quanto riguarda il comparto degli stabilimenti balneari, le anticipazioni di importanti media nazionali non lasciano spazio all’immaginazione. Gare e accesso a nuovi investitori. Preferibilmente esteri. E questo quando? prima o dopo il 2020, scadenza della proroga concessa dal Governo Monti nel dicembre 2012? Nessuno, in Europa e nel mondo, ha saputo inventare e sviluppare, praticamente dal nulla, un comparto economico trainante come è stato ed è tuttora quello balneare. Iniziativa e investimenti orientati nella giusta direzione, quindi, non sono mancati, sulle spiagge italiane, se si è arrivati a incidere sul PIL nazionale in misura superiore al 10%. La costa italiana è vissuta e vive di turismo balneare. Sostituire queste imprese con speculatori  internazionali sconosciuti, dopo avere azzerato, per la seconda volta, diritti legittimi di imprenditori italiani, sarebbe un gesto gravissimo e irresponsabile, che neppure questo incredibile Governo di larghe intese potrebbe permettersi impunemente. Sarebbe una misura inaccettabile, con conseguenze gravi e  imprevedibili.
Noi pensiamo che potrebbe ripetersi quanto già accadde durante il Governo Monti, nel gennaio 2012, quando l’articolo 26 della bozza di “Decreto sulle liberalizzazioni” – che prevedeva, per le attività turistico balneari del demanio marittimo, gare pubbliche e concessioni della durata di quattro anni, non rinnovabili automaticamente – sparì in una notte. Noi crediamo e speriamo che qualcosa del genere possa accadere anche ora. I maggiori partiti della coalizione di Governo, che in periodo preelettorale hanno promesso mari e monti, devono decidersi a dare una soluzione definitiva e favorevole alla questione balneare. Crisi economica e condizioni di dissesto dello Stato italiano possono giustificare misure drastiche e impopolari, ma il sadismo politico nei confronti del comparto balneare non è tollerabile più a lungo. Con la vita della gente non si scherza.



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“DESTINAZIONE ITALIA” AFFONDA LE SPIAGGE ITALIANE – PARLA TOMEI

Postato il: 19 settembre, 2013 | 1 commento

SOLE_24_ORE_18.09.2013RAINEWS24_18.09.2013Segnalazioni di Alessandro Riccomini e Antonio Smeragliuolo

Cristiano Tomei – Coordinatore nazionale CNA Balneatori

Ci aspettavamo dal Governo Letta un provvedimento che facesse tornare ai balneari la voglia di investire, riportando la certezza per il futuro delle attuali 30 mila concessioni italiane. Invece, se l’ipotesi pubblicata in rete da Il Sole–24 ORE e da RaiNews24 dovesse essere confermata, rischieremmo di veder distruggere il sistema balneare italiano, concreta eccellenza in Europa e nel mondo, consegnando le nostre spiagge e le nostre coste a  ipotetici investitori stranieri.
Chi investe sulle nostre coste già esiste: sono gli attuali concessionari, che garantiscono il 12% del PIL nazionale e regionale, assicurando occupazione a circa 300 mila addetti diretti. Per quale motivo dobbiamo smantellare questo sistema economico e sociale unico al mondo, efficiente e sicuro, perfettamente conosciuto, per fare spazio non si sa bene né a chi, né a che cosa? Come potrebbero, gli investitori stranieri, impegnare nuovi capitali senza avere, a loro volta, certezza sulla durata delle concessioni? Cosa in concreto sarebbero capaci di fare e di proporre? Abbiamo in Italia 30 mila imprese operative, integrate nel territorio, essenziali per l’economia costiera, investitori esistenti, famiglie attive da oltre cent’anni come fiduciari dello Stato. Perché dobbiamo mandarle a casa?
Porteremo la questione al consiglio nazionale CNA Balneatori di Bologna il 24 settembre affinché, fin dal prossimo tavolo tecnico, che si terrà a Roma il 26 settembre presso il MEF (ministero Economia e Finanze – n.d.r.), si possa ribadire la nostra assoluta opposizione all’eventuale provvedimento.



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