L’ATTO FORMALE NON E’ LA SOLUZIONE. TOMEI: ORA AVANTI CON LE REGIONI SUI 30 ANNI DI PROROGA

Postato il: 20 febbraio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_INTERVISTATODal convegno tenuto a Lido di Camaiore oggi, 20 febbraio 2016, emerge la consapevolezza che l’atto formale non rappresenta la soluzione della Bolkestein.
Il sindacato organizzatore – FIBA Confesercenti Toscana – pur apprezzando la volontà degli  amministratori regionali “di recepire le istanze della categoria, tra cui su tutte l’importante riconoscimento del valore aziendale”, non ritiene assolutamente “che questa possa essere la soluzione definitiva al problema ‘Bolkestein’ e che possa andare bene a tutti i balneari, soprattutto a livello nazionale.”  Ritiene  invece che l’atto formale sia “una soluzione tecnica, un ‘salvagente’ per alcuni e solo con l’attuale normativa, ma purtroppo non quella ‘nave’ che può salvare l’intero comparto balneare italiano in vista dell’imminente riforma del demanio, che deve per forza prevedere un congruo periodo transitorio per compensare il danno subito con la perdita del diritto d’insistenza.” Concordiamo, nelle grandi linee.
Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – che ha tessuto in ambito regionale il lavoro  necessario per sostenere 30 anni di proroga, con la consueta lucidità ci aveva anticipato vantaggi e svantaggi di questa procedura,  escludendo che potesse costituire una soluzione di carattere generale.
Abbiamo nuovamente sollecitato Tomei, chiedendogli come ritenga opportuno agire a questo punto. Ecco la sua dichiarazione:
“Adesso è tutto chiarito, come avevamo previsto. Ora è il momento di mettere a confronto i vertici della Regione Toscana e dell’Emilia Romagna – che, con diversa intensità, hanno espresso posizioni non favorevole alla proroga – con quelli di Liguria ed Abruzzo – nettamente favorevoli – e con le imprese balneari, altrettanto convinte. Dobbiamo chiudere la partita con le Regioni su una proposta concreta che dia vitalità al comparto balneare e costituisca una forte piattaforma di confronto con il Governo: in sintesi 30 anni di proroga.”
E a Balnearia – gli chiediamo ancora – come organizzerà i lavori di CNA Balneatori?
“A Carrara registreremo in modo inequivocabile la convergenza su questa posizione di tutti i balneari, che sono chiamati a partecipare all’assemblea nazionale di CNA Balneatori, per sostenere e votare questa linea sindacale, lunedì 29 febbraio, alle ore 14:30, sala da definire.”




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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: POSSIBILE CHIUSURA IN TRE MOSSE

Postato il: 28 dicembre, 2015 | 2 Commenti

TOMEI_INTERVISTATOIntervistiamo Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori.
Presidente Tomei, ci aiuti a capire la esatta portata delle risposte che la Commissione europea Mercato interno e servizi ha formulato in relazione alle interrogazioni Bizzotto-Salvini del 27 febbraio 2015 e Corrao, del 21 maggio successivo.
Alla prima interrogazione, che obiettava una evidente disparità di trattamento tra la situazione spagnola e quella italiana, consentendo alla Spagna di accordare proroghe senza obbligo di aste ed evidenze pubbliche, la Commissione – il 22 luglio – rispose che la Ley de costas era  stata impugnata innanzi alla Corte costituzionale spagnola e che si attendeva la sentenza definitiva prima di assumere una posizione finale nel merito. Ora sappiamo che il Tribunale costituzionale spagnolo ha ritenuto infondate tali questioni di costituzionalità, in relazione alla Direttiva servizi, nella parte in cui sono accordate proroghe straordinarie ai concessionari di beni demaniali marittimi.
Quanto alla interrogazione Corrao, che ha chiesto ragione della differenza di trattamento tra Spagna, Portogallo e Italia in materia di concessioni balneari – lo scorso 21 dicembre – la Commissione, ribadendo – in conformità  all’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva Servizi – che le concessioni devono essere rilasciate per una durata limitata e non possono prevedere la procedura di rinnovo automatico,  ha precisato:

a.- che, conformemente alla direttiva Servizi, spetta agli Stati membri stabilire la durata appropriata delle concessioni demaniali sulle coste;
b.- che l’adeguatezza della durata deve essere valutata caso per caso dallo Stato membro, tenendo presenti i diversi elementi in causa – ad esempio, gli investimenti effettuati, i loro tempi di rientro, gli eventuali obblighi di servizio pubblico da espletare, ecc.;
c.- che la durata di tali concessioni è attualmente all’esame della Corte di giustizia dell’UE, la cui sentenza potrà avere ripercussioni sulla valutazione delle cause in corso o potenziali.

Ciò premesso, presidente, cosa dobbiamo attenderci, nell’immediato, da queste posizioni della Commissione?
Tomei: La situazione, così come prospettata dalla Commissione, è chiara e non esclude un’applicazione interpretativa del nostro Governo, in relazione alla peculiarità del sistema balneare italiano, anzi la richiama esplicitamente, quando parla di competenza degli Stati membri. Com’è avvenuto in Spagna, per risolvere la questione sarebbe necessario e sufficiente porre in essere tre iniziative sinergiche – cioè coordinate, contemporanee e in grado di potenziarsi reciprocamente:

1.- varare una proroga di almeno 30 anni a favore delle concessioni in attività;
2.- chiedere la compatibilità di tale provvedimento alla nostra Corte costituzionale;
3.- discutere la questione alla pari, in Europa.

Come CNA Balneatori, se, com’è già avvenuto in Spagna, l’Italia esprimesse in Europa una posizione politica simile a quella spagnola, riteniamo che potremmo arrivare a definire l’annosa materia della Direttiva servizi sia attraverso iniziative giuridiche, sia riaprendo un negoziato su basi politiche forti, per attuare concretamente l’ipotesi del doppio binario e scongiurare aste ed evidenze pubbliche nei confronti delle imprese balneari in attività. Noi di CNA Balneatori non perderemo mai di vista la verifica della reale e corretta interpretazione ed applicazione della Direttiva servizi, anche alla luce della successiva Direttiva concessioni, con l’obiettivo di assicurare un orizzonte operativo non limitato alle attuali imprese balneari. Perché questo accada dobbiamo rimanere fermi, immobili come rocce, su questi concetti basilari: NO ALLE ASTE, NO ALLE EVIDENZE PUBBLICHE.
Grazie presidente, lei è stato di una chiarezza esemplare. Ne facciamo tesoro.



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NO LEGGE SUBITO, NO ALLE ASTE

Postato il: 18 dicembre, 2015 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013C’è chi, nel popolo dei balneari, dorme sonni apparentemente tranquilli. Ma c’è anche chi aspetta con ansia soluzioni miracolistiche che non esistono e chi, allargando il discorso ai media e alla politica, cerca unicamente visibilità, diffondendo irresponsabilmente tensione. Tutti parlano di tutto, spesso senza sapere nè capire, alimentando nervosismo, attese infondate e disinformazione. Ogni evento in calendario viene proposto come ultima spiaggia, opportunità da cogliere ad ogni costo, occasione che, se mancata, induce e giustifica qualsiasi proposta, anche avventata. Così è stato per la legge di Stabilità.
Ai vertici sindacali si divarica la forbice tra due note e antitetiche linee di pensiero: c’è chi si limita a esprimere appelli generici e inconsistenti alle istituzioni,  perché si legiferi purché sia, prima della temuta sentenza europea, con il rischio, o la certezza, di andare alle aste e, all’opposto, c’è chi continua a lavorare in modo organico e con onestà intellettuale, in attesa che la Corte si pronunci, preparando contromisure per ogni possibile evenienza, per riaffermare il buon diritto degli operatori, la non inerenza del comparto balneare italiano rispetto a normative europee applicate in modo discriminatorio e l’insopprimibile esigenza delle imprese balneari di ottenere contratti a tempo indeterminato, conditio sine qua non per portare avanti iniziative economiche che offrano prospettive di successo e siano in grado di produrre servizi qualificati, reddito, lavoro, occupazione, sviluppo e benessere.
Chi parla apertamente di aste ed evidenze pubbliche o apre a discorsi compatibili, oppure a ipotesi che preludano a tali destabilizzanti possibilità, lo fa, evidentemente, con finalità strumentali. Noi, che siamo unicamente imprenditori balneari scesi in campo per difendere le nostre imprese, le nostre famiglie e il nostro futuro; noi che non siamo a libro paga di nessun sindacato e che paghiamo di tasca nostra qualsiasi onere inerente, siamo schierati per la seconda linea di pensiero: quella di CNA Balneatori.
Per chi ancora non sapesse di cosa si stia parlando, rimandiamo all’articolo 16 dicembre 2015 con il quale Mondo Balneare, riportando una dichiarazione di Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale di questo efficiente e trasparente sindacato di categoria –  rettifica un precedente post, nel quale il blog in questione sembrava omologare linee sindacali molto diverse tra loro.
Il passo centrale della dichiarazione di Tomei, comunque, vogliamo richiamarlo senza mediazioni:

” Affermiamo senza mezzi termini che non siamo d’accordo sull’iniziativa di proporre un disegno di legge che anticipi l’attesa sentenza della Corte di giustizia europea. Sarebbe un pasticcio che ci porterebbe dritti alle evidenze pubbliche, magari con il contentino di un’ipotesi di sdemanializzazione a macchia di leopardo senza opzione per i concessionari attuali, proposta che non risolverebbe il problema per tutta la categoria e che ci porrebbero ulteriormente in cattiva luce di fronte all’opinione pubblica.

Siamo riusciti ad arrivare al punto centrale della questione balneare italiana praticamente da soli: sostenere al cospetto europeo la non inerenza del comparto balneare marittimo rispetto alla direttiva servizi. Ora c’è bisogno di capire bene chi si ponga al fianco delle imprese balneari.
La risoluzione sindacale di Cna Balneatori – emersa dalle assemblee nazionali di Ravenna e Rimini tenute nel 2015 – originale linea di pensiero del nostro sindacato, inizialmente addirittura avversata, assume oggi piena centralità in Europa, nel momento in cui il Tribunale costituzionale spagnolo qualifica le concessioni di quello Stato come beni, all’interno della famosa Ley de Costas. Italia e Spagna, paesi aderenti all’UE, sono sullo stesso piano, così come Portogallo, Grecia e Croazia. Se le concessioni demaniali marittime sono beni in Spagna, lo sono necessariamente anche in Italia. E se sono beni – come in effetti sono – le concessioni devono essere escluse dalla direttiva Servizi anche in Italia, così come lo sono state in Spagna, per effetto di una proroga di 45 anni. Evitiamo di girare intorno al problema pensando a soluzioni legislative che non risolverebbero nulla. Confrontiamoci con la realtà dei fatti. Chi ancora non ha preso posizione lo faccia, iniziando a sostenere che in Italia, come in Spagna, il comparto balneare deve essere tutelato e che deve essere riaffermato il diritto di esistere delle imprese in attività.”

Bravò Tomeì!!



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ATTENZIONE ALL’ATTO FORMALE

Postato il: 11 dicembre, 2015 | Lascia un commento

ARTICOLO_36_CODICE_NAVIGAZIONEChi propone di tutelare le concessioni attraverso il ricorso al cosiddetto “atto formale” – procedimento regolato dall’articolo 36 del Codice della navigazione – legga e mediti con attenzione il post 10 dicembre 2015 di CNA Balneatori. Tale eccellente nota tecnica contestualizza questa procedura non certo inedita, ne precisa i termini e ne evidenzia i rischi, essendo venuto a mancare il cosiddetto “diritto di insistenza”.
I pochissimi colleghi che hanno finora adottato con successo l’atto formale possono considerarsi fortunati, perché il procedimento che è stato loro applicato e il fatto che si trattasse di iniziative isolate hanno consentito loro di passare inosservati e di non attivare la concorrenza di altre imprese. D’altra parte, a fronte di un nuovo termine per nulla risolutivo (da sei a 20 anni), alla scadenza della nuova concessione questi stessi concessionari dovranno affrontare il rinnovo isolati, fuori da ogni possibile ipotesi di gruppo. Prospettiva che può comportare margini di rischio difficilmente valutabili in questo momento.
Quanto alla possibile adozione diffusa del procedimento previsto dall’articolo 36, è evidente che un’iniziativa massiccia non passerebbe inosservata e che gare generalizzate sarebbero la inevitabile conseguenza.
C’è in rete un video che riporta una articolata dichiarazione di Massimo Baldini, uno che, come Cristiano Tomei, il comparto balneare lo conosce bene e lo sa valutare. Anche Baldini, che si avvale dei chiarimenti forniti dalla dott.ssa Patrizia Scarchilli – dirigente Divisione 2 della Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne – in risposta a un suo specifico quesito, sconsiglia l’adozione della procedura. Il link del filmato è:

https://www.youtube.com/watch?v=_pSxDjl5a0M&feature=em-share_video_user

Quindi, colleghi, massima attenzione.



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LA TOSCANA QUADRUPLICA L’IMPOSTA REGIONALE SUI CANONI DEMANIALI. CNA BALNEATORI INTERVIENE

Postato il: 20 ottobre, 2015 | 2 Commenti

VERSILIAMARCHETTI_TOMEILunedì 19 ottobre, la Giunta della Regione Toscana – presidente Enrico Rossi – ha deliberato l’aumento dell’imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime dal 25% al 100%. Lo segnala IL TIRRENO – VERSILIA, nell’articolo che pubblichiamo.
Deliberazione ai limiti dell’assurdo e della legittimità. Se non dovesse essere possibile una inversione di rotta, o se l’inevitabile class action non dovesse avere successo, i concessionari della Toscana dovranno pagare un’imposta regionale pari al canone demaniale e ogni aumento del canone si ripercuoterà in egual misura sull’imposta regionale. Un bel problema, che ovviamente non riguarderà solo la Toscana. Ci stanno portando ai limiti della disobbedienza civile.
Lorenzo Marchetti – presidente regionale Toscana CNA Balneatori – ha inviato alla Giunta regionale una richiesta urgente di incontro e, contemporaneamente, ha richiesto alle Commissioni consiliari finanza, bilancio e attività produttive di essere audito prima che il disegno di legge approdi al Consiglio regionale per l’approvazione, affinché il procedimento di aumento dell’imposta regionale sia annullato.



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SUN 2015 – CONSIDERAZIONI E RIFLESSIONI IN VISTA DEL 31 DICEMBRE 2015

Postato il: 13 ottobre, 2015 | Lascia un commento

250I convegni di categoria tenuti nell’edizione 2015 del SUN di Rimini, tradizionale appuntamento balneare di fine stagione, quest’anno, alla vigilia del 31 dicembre 2015, data di scadenza della proroga che ha seguito l’abolizione del diritto di insistenza e del rinnovo automatico, hanno confermato l’incertezza di fondo del comparto, che può essere riassunta in questi termini.
Su un quadro d’insieme variegato incombe l’attesa generalizzata per la sentenza della Corte di Giustizia europea, sollecitata ad esprimersi dal TAR Lombardia e dal TAR Sardegna circa la compatibilità tra le proroghe italiane in essere e la vigente normativa europea. La sentenza è prevista per la primavera 2016, ma non esiste un termine certo e se pure esistesse, abituati come siamo alla ricorrente inadempienza delle istituzioni, nessuno ci crederebbe.
La Commissione europea si è espressa con arrogante chiarezza nei confronti della Corte di Giustizia, suggerendo di rispondere al quesito pregiudiziale formulato dal TAR Lombardia che la proroga al 2020 costituisce un automatismo inaccettabile, che viola l’articolo 12 della direttiva Bolkestein.
Il Governo italiano mantiene un atteggiamento ondivago di basso profilo e si dice pronto a regolare il comparto balneare marittimo solo dopo avere conosciuto la attesa sentenza. Ha difeso la proroga attraverso l’Avvocatura di Stato perché si trattava di un atto dovuto (il differimento della scadenza, infatti, è legge dello Stato ed in quanto tale “E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare …”), ma per bocca dei sottosegretari Gozi e Barraciu continua a negarne l’esistenza, motivando l’assunto con la mancanza di una formale comunicazione all’UE, mentre scarica la responsabilità della attuale situazione di stallo sui privati che hanno iniziato le cause presso i due tribunali amministrativi regionali.
Le Regioni, che valutano con obiettività l’importanza economica, sociale e funzionale del comparto balneare, schierate da tempo al suo fianco, hanno espresso sostegno in merito alla validità della proroga al 31 dicembre 2020 e hanno chiesto iniziative concrete in Italia e in Europa.
Quanto ai sindacati di categoria, divisi in due blocchi contrapposti dopo il summit intersindacale dell’aprile 2015 a Bologna (SIB-Confcommercio, FIBA-Confesercenti, Assobalneari Confindustria e OASI Confartigianato da un lato e CNA Balneatori dall’altro), concordano nel chiedere un intervento legislativo che preceda la sentenza della Corte di Giustizia, ma continuano a differenziarsi soprattutto nei rapporti che intrattengono con la base, cioè nel recepimento e nel rispetto delle legittime istanze degli associati, nell’impegno e nella coerenza che dimostrano attraverso la quotidiana attività sindacale e, soprattutto, nell’accettare o nel respingere il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche al termine dell’ipotetico periodo transitorio. Qui sta purtroppo la differenza profonda che esiste tra la coalizione capitanata dal SIB e CNA Balneatori. Il “no alle aste” della coalizione – punto sul quale si è frantumata la originaria unitarietà sindacale – è così poco convinto che suona come uno slogan di maniera, laddove per CNA Balneatori costituisce un punto fermo insormontabile, rispetto al quale qualsiasi periodo transitorio, breve o lungo che sia, è visto anzitutto come opportunità sindacale per ottenere quello che tutti i balneari d’Italia vogliono e chiedono: contratti con prospettiva temporale illimitata.



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LOTTOMATICA CAMBIA, EMIGRA, MA CONSERVA LA CONCESSIONE: PROROGATA

Postato il: 1 ottobre, 2015 | Lascia un commento

LOTTOMATICADa Alessandro Riccomini

Attraverso fusioni e incorporazioni la  ex Lottomatica – detentrice di concessione su giochi e scommesse – diviene GTech, si trasformerà in Wordwide e migrerà in Inghilterra, senza perdere la concessione dei Monopoli di Stato, che non viene messa a gara e anzi viene prorogata, nel silenzio generale. Notizia di http://www.informarex resistere.fr/2014/11/17/ il-clamoroso-regalo-dello-stato-ai-padroni-del-gratta-vinci/
Un nome tra i tanti. I Monopoli di Stato, infatti, chiedono al MEF di prorogare le attuali concessioni, “previa interlocuzione con gli organi comunitari”, provvedimento da attuare fin dalla prossima Legge di Stabilità (https://it.finance.yahoo.com/ notizie/giochi-monopoli-stato-chiedono-al-mef-di-prorogare-130418181.html). L’UE riproporrà per giochi e scommesse le rigidità manifestate nei confronti del comparto balneare? Aprirà una specifica procedura d’infrazione? Troppo consistenti gli interessi in campo, non succederà nulla. Puoi scommetterci.



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TAR TOSCANA E VALUTAZIONE UE: IL COMMENTO DI TOMEI

Postato il: 15 settembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEIElzbieta BieńkowskaPubblichiamo integralmente la dichiarazione che Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – ci ha rilasciato in merito alla risposta della Commissione europea mercato interno e servizi alla interrogazione della europarlamentare Mara Bizzotto.
“Anche la magistrale memoria degli avvocati Righi e Nesi conferma che l’interpretazione e la conseguente applicazione della Direttiva servizi sul destino delle concessioni demaniali marittime italiane non ha avuto, a suo tempo, un adeguato confronto che potesse valutarne, oltre alle preoccupanti ricadute negative, anche l’effettiva rispondenza giuridico-normativa. Molte sentenze oramai decretano che ci troviamo di fronte a “beni demaniali” e non a “servizi”, come sostiene frettolosamente l’interpretazione europea della Direttiva Bolkestein. Leggendo la memoria dei valenti avvocati si capisce chiaramente che, a livello europeo, il sostenere che ci si trovi di fronte a “servizi” e non a “beni” stia diventando solo uno slogan. Per onestà intellettuale l’UE, a mio avviso,  dovrebbe mettere in campo risposte adeguate sotto il profilo giuridico nei confronti di memorie e sentenze che confermano, come in questo caso, il diritto di superficie delle attuali imprese balneari italiane. L’UE dovrebbe quindi accogliere la possibilità di costruire una più corretta interpretazione di una norma europea – e quindi anche nazionale – che renda giustizia al diritto di esistere di 30 mila imprese balneari, che non sono fallite e che producono economia ed occupazione, mentre con aste ed evidenze pubbliche sarebbero irrimediabilmente dissolte nel nulla.
Non si tratta di un problema solo italiano. Questo è un problema aperto in Europa e deve essere affrontato e risolto. Sappiamo tutti perfettamente che le decisioni assunte in ambito nazionale non possono essere in conflitto con le direttive comunitarie, pena l’apertura di una procedura d’infrazione. L’Europa, secondo me, non può sminuire il problema affermando che “la sentenza (del Tar Toscana) non verta sull’applicazione della normativa UE e neppure, quindi, sull’applicazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”. Ma se questa è la posizione europea, sembra lecito pensare che possa essere approvata una norma nazionale con la quale si riconosca il diritto di superficie delle attuali 30 mila imprese balneari italiane.
Noi CNA Balneatori continuiamo comunque a lottare, per ricercare soluzioni che allontanino aste ed evidenze pubbliche.”




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TAR TOSCANA: INTERROGAZIONE BIZZOTTO E RISPOSTA DELLA COMMISSIONE

Postato il: 15 settembre, 2015 | Lascia un commento

Bizzotto_Mara_official_photo1296304-elzbieta-bienkowska054I fatti: Mara Bizzotto – europarlamentare italiana – il 24 giugno scorso, indirizza alla Commissione europea una interrogazione con richiesta di risposta scritta in relazione alla storica sentenza 328/2015 del TAR Toscana, che considera i balneari italiani titolari di un bene e non di un servizio. Bizzotto chiede: la Commissione conosce la sentenza citata e, in caso affermativo, intende rivedere l’interpretazione data finora in ambito UE al concetto di “servizio” e modificarla di conseguenza?
Il 2 settembre, Elżbieta Bieńkowska – Commissario europeo per mercato interno, industria, imprenditoria e piccole e medie imprese  – risponde a nome della Commissione: pensiamo che la sentenza non riguardi l’applicazione della normativa UE e quindi neppure la Direttiva Servizi. La sentenza si limita a pronunciarsi sull’interpretazione della normativa italiana. La Commissione perciò non è in grado di esprimere osservazioni.
Per una corretta informazione riportiamo il testo integrale dell’interrogazione Bizzotto e della risposta UE e completiamo il quadro pubblicando il conseguente parere legale degli avvocati Righi e Nesi, elaborato per conto di CNA Balneatori. Per accedere ai documenti cliccare sul relativo link.



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TURISMO BALNEARE: ELEMENTO STRUTTURALE DELL’ECONOMIA ITALIANA

Postato il: 31 agosto, 2015 | Lascia un commento

CNA_BALNEATORI_LOGO_RIQUADRATOL’indagine CNA Balneatori – che segue lo studio economico sui principali dati degli stabilimenti balneari italiani, presentato dalla stessa Confederazione nei primi giorni d’agosto – stima, per l’estate 2015, un incremento di presenze balneari generalizzato, valutabile in un + 20% rispetto ai dati 2014 (con un +25% per ferragosto).
Il dato – estremamente significativo, in presenza di una situazione economica generale ancora riflessiva – trova conferma nelle valutazioni Codacons e Federalberghi e chiarisce come l’impresa balneare, nella sua attuale configurazione, costituisca un elemento strutturale di primaria importanza per l’economia delle regioni litoranee e per la stessa economia nazionale. Si tratta di un dato di fatto, che chiunque deve tenere presente e che vale in assoluto, indipendentemente dalla favorevole incidenza del tempo bello e caldo, fattore ovviamente determinante, com’è stato nella stagione in corso. Gli stabilimenti balneari, fenomeno tipicamente italiano, da oltre centotrent’anni non solo hanno consentito l’attività stagionale, ma hanno promosso e orientato la crescita economica, urbanistica e sociale delle principali località turistiche costiere. Questo processo, nonostante le incertezze e le perplessità determinate dalla recente normativa europea, lungi dall’essere concluso, potrebbe costituire un fattore di ulteriore sviluppo ambientale, turistico e occupazionale delle nostre riviere, completando e perfezionando i rapporti che attualmente esistono tra terra e mare, rapporti la cui fragilità, evidenziata dalla crescente intensità degli eventi meteorici, potrebbe incidere negativamente sul turismo locale.
Per compiutezza di esposizione, proponiamo il servizio TG5 del 29 agosto 2015 e la sintetica rassegna stampa riportata dal sito CNA Balneatori.it: Il MessaggeroIl Sole 24OREANSACORRIERE DELLA SERAadnkronosLa PressePOST BREVE. Cliccare sul titolo per attivare il link.



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