RIFLESSIONI SUI PUNTI 1 E 2 DELL’ODG VOTATO DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE CNA BALNEATORI DI RAVENNA

Postato il: 23 aprile, 2015 | Lascia un commento

100_6765Leggiamo i punti 1 e 2 dell’odg votato il 10 aprile scorso dall’assemblea nazionale CNA Balneatori di Ravenna alla luce della nota che, il 13 gennaio 2015, la Commissione europea – Servizio giuridico – ha indirizzato al presidente e ai giudici della Corte di Giustizia UE. Si tratta di un documento per noi inedito, che abbiamo acquisito e valutato in queste ore. Lo pubblichiamo integralmente, per l’interesse e l’importanza che riveste nella questione inerente la domanda pregiudiziale presentata alla Corte di Giustizia dal TAR Lombardia nella causa C-458/14, concernente Promoimpresa s.r.l. e il Consorzio della sponda bresciana del Lago di Garda e del Lago Idro.
Dopo avere argomentato per 17 pagine sulla controversa questione, la Commissione conclude in questi termini:
54. Alla luce delle considerazioni che precedono, la Commissione suggerisce pertanto di rispondere al quesito pregiudiziale formulato dal TAR Lombardia come segue:
“una norma nazionale, come quella controversa nella causa principale, che determini un’automatica proroga ex lege della data di scadenza delle concessioni di beni demaniali, consentendo così ai concessionari esistenti di continuare a sfruttare economicamente tali beni anche dopo la scedenza del termine previsto dalle rispettive concessioni, comporta una violazione dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del mercato interno, nonché, se applicata con riferimento a concessioni di beni demaniali con interesse transfrontaliero certo, dell’art. 49 TFUE”.

Un giorno prima, il 12 gennaio, l’avvocatura di Stato, per conto del Governo italiano,  aveva depositato presso la stessa Corte conclusioni del tutto opposte, che abbiamo già pubblicato, ma che riproponiamo qui per memoria:
“59) Per le motivazioni sopra esposte, si chiede conclusivamente a codesta On. Corte di Giustizia di voler valutare la irricevibilità della domanda pregiudiziale in esame per mancanza del necessario requisito della pertinenza in concreto con la causa instaurata innanzi al giudice remittente.
60) In subordine, si chiede di voler comunque ritenere compatibile con il diritto comunitario la proroga al 2020 delle concessioni marittime lacuali e fluviali in essere, prevista dall’art. l’art. 1, comma 18, del d. l. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con legge del 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni.”

Nessuno sa come deciderà la Corte, ma è certo che il parere della Commissione peserà in senso sfavorevole alla legittimità della proroga al 2020.
Con questa premessa, i punti 1 e 2 dell’odg CNA Balneatori 10 aprile 2015, destinati, nelle intenzioni dell’Assemblea, ad aggiornare la strategia sindacale nei confronti del Governo italiano, assumono una rilevanza ancora maggiore di quella che avevano nel momento in cui furono proposti e votati. Difendere la libertà di impresa dei balneari, affermando e sostenendo, con argomenti giuridicamente fondati, la loro titolarità ad una fruizione di durata infinita – diritto di rilevanza comunitaria ed europea, che non può essere compromesso da una norma sopravvenuta – e la conseguente titolarità delle imprese ad un periodo indefinito di attività che escluda il ricorso a procedure di evidenza pubblica, a noi sembra essere essenziale.
Chiediamo a Cristiano Tomei quali siano le sue valutazioni circa i due punti citati:
“Credo che non ci sia proprio nulla da chiarire, rispetto a quanto già esaurientemente contenuto nei due punti. La stretta relazione che intercorre tra queste due istanze è del tutto evidente, così come è evidente la necessità di sostenerle, alla luce di questo inedito e insidiosissimo parere della Commissione – segnalatoci in questi minuti – e dei pronunciamenti dei TAR. Periodo transitorio e doppio binario sono necessari per assicurare alle imprese balneari un segmento temporale di certezza operativa e – obiettivo per nulla secondario – per consentire il rientro nella trattativa circa la non inerenza della Direttiva servizi nei confronti del settore balneare, sulla base della Direttiva concessioni e degli altri argomenti giuridici già da noi evidenziati. Questo abbiamo votato a Ravenna e questo sosteniamo.”



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L’AVVOCATURA DI STATO DIFENDE LA PROROGA. TOMEI: ADESSO SI PARTE DAL 2020.

Postato il: 14 aprile, 2015 | 1 commento

124Il magistrale ricorso degli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi avverso la sentenza del TAR Lombardia (cliccare per evidenziarlo) ha trovato autorevole conferma nell’atto di intervento del Governo della Repubblica italiana, atto che l’Avvocatura di Stato, in persona dell’avvocato dello Stato Pietro Garofoli, ha depositato presso la Corte di Giustizia UE il 12 gennaio 2015. Queste le “Conclusioni” contenute nel documento:

“59) Per le motivazioni sopra esposte, si chiede conclusivamente a codesta On. Corte di Giustizia di voler valutare la irricevibilità della domanda pregiudiziale in esame per mancanza del necessario requisito della pertinenza in concreto con la causa instaurata innanzi al giudice remittente.
60) In subordine, si chiede di voler comunque ritenere compatibile con il diritto comunitario la proroga al 2020 delle concessioni marittime lacuali e fluviali in essere, prevista dall’art. l’art. 1, comma 18, del d. l. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con legge del 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni.”

L’atto in questione, che pubblichiamo integralmente (cliccare per richiamare Rassegna Avvocatura Stato e poi da pag. 81 a pag. 92), ci è stato trasmesso da CNA Balneatori, che – operando in reale stato di agitazione permanente – sta svolgendo un lavoro puntuale e infaticabile a tutela degli interessi generali della categoria. Bene ha fatto, quindi, CNA a promuovere l’atto di intervento avverso la sentenza del TAR Lombardia. Bene ha fatto SIB Confcommercio ad aderire. Perfette le considerazioni contenute nel Memorandum Nesi (cliccare per evidenziarlo), promosso anch’esso da CNA Balneatori.
Lasciamo all’autorevolezza di Cristiano Tomei le considerazioni sulla portata del documento dell’Avvocatura: “Il documento depositato dall’Avvocatura di Stato esprime concetti economici, sociali, giuridici, solidali che fanno onore a quest’importante organo dello Stato di significativa  rilevanza costituzionale. Le sue conclusioni svuotano di ogni fondamento le affermazioni di quanti asseriscono l’inesistenza della proroga al 2020. Noi ne siamo sempre stati convinti e questo ci ha indotto a procedere con l’atto di resistenza giuridica degli avvocati Righi e Nesi, iniziativa che ha già superato il primo vaglio di ammissibilità verso la Corte di Giustizia UE.
Ora abbiamo anche il conforto dell’Avvocatura di Stato. La proroga al 2020 è legge dello Stato e va difesa in Italia e in Europa: si tratta di un principio di legittimità giuridica, istituzionale e sindacale.”



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ASSEMBLEA NAZIONALE CNA BALNEATORI – RAVENNA 10 APRILE 2015: VERBALE E ORDINE DEL GIORNO APPROVATO

Postato il: 13 aprile, 2015 | 3 Commenti

RAVENNA_TAVOLO_RELATORIPubblichiamo verbale e ordine del giorno dell’assemblea nazionale CNA Balneatori tenuta a Ravenna il 10 aprile 2015.
Questo importante documento, che recepisce le legittime istanze della base presente e assente, preso atto della preoccupante situazione di incertezza che caratterizza il settore, si propone di rilanciare l’attività sindacale unitaria finalizzata al conseguimento di quattro obiettivi, che vi invitiamo a leggere direttamente sul verbale senza la nostra intermediazione. Tra questi obiettivi, a nostro giudizio, sono fondamentali i seguenti:
a.- conferma del doppio binario e tutela  della proroga al 2020 quale condicio sine qua non per arrivare al riconoscimento del diritto di superficie di durata illimitata (combinato disposto dei punti 1 e 2 della deliberazione assembleare di Ravenna e del 1° punto tra i quattro deliberati a Carrara in ambito Balnearia 2015);
b.- immediata moratoria a favore delle imprese pertinenziali, in attesa della riforma del Demanio e dei canoni inerenti (punto 3 della deliberazione assembleare di Ravenna e punto 4° dell’intesa di Carrara).
Tutti i balneari – esclusi i disinformati e gli illusi – sono consapevoli del fatto che quelli che abbiamo indicato sono gli obiettivi minimi che dobbiamo proporci per consolidare il comparto e per rimanere validamente sul mercato. Se i sindacati che ci rappresentano non si impegnano seriamente per ottenerli – o lo fanno con riserva mentale – è meglio che cambino mestiere.



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FORTE DEI MARMI 02.04.2015 REPORT

Postato il: 3 aprile, 2015 | Lascia un commento

VILLA_BERTELLIL’atteso convegno organizzato da UPB – Unione Proprietari Bagni di Forte dei Marmi – presso Villa Bertelli, sul tema della Direttiva Servizi e delle sue ricadute sulle concessioni demaniali marittime italiane ad uso turistico-ricreativo, si è svolto, come programmato, il 2 aprile 2015.
Non ci è stato possibile essere presenti; ci avvaliamo pertanto della relazione che Lorenzo Marchetti – presidente regionale CNA Balneatori Toscana – ci ha cortesemente fatto pervenire e che pubblichiamo.
Sembra di capire che gli interventi effettuati dai molti sostenitori del mondo balneare non abbiano minimamente scalfito l’aplomb dell’ospite maggiormente atteso: Paolo Lavaggi – un connazionale – attualmente responsabile della Direzione generale Mercato interno e servizi della Commissione Europea. Un burocrate è sempre un burocrate e questo significa che in nessun caso ammetterà l’evidenza, se va contro corrente; che difenderà imperturbabile l’interpretazione ufficiale dell’organismo al quale appartiene; che parlerà parafrasando le parole del Potere. Nella migliore delle ipotesi. E questo è puntualmente avvenuto.
La guerra di posizione che stiamo combattendo da anni continua. Il 31 marzo 2011, all’inizio della nostra attività di blogger, citando con profondo rispetto Francesco Saverio Borrelli, scrivemmo: RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE, COME SUL PIAVE.



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ECCO COSA PENSANO LE REGIONI DELLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 27 marzo, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_CNA_ABRUZZOBANDIERE_CNASono passati anni luce dai tempi di Vasco Errani. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel documento “LA POSIZIONE DELLE REGIONI SULLA REVISIONE E RIORDINO DELLA LEGISLAZIONE RELATIVA ALLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME” – elaborato durante l’incontro del 25 marzo – testimonia la svolta epocale, anche se ancora parziale, maturata da questi importanti enti territoriali in tema di demanio marittimo balneare.
Ora le Regioni costiere sostengono gli operatori balneari. Lo fanno quando difendono la validità della proroga al 2020; quando considerano come occasione irripetibile per accogliere le richieste degli imprenditori demaniali marittimi la necessità di adeguare la normativa nazionale, in materia di demanio marittimo, ai principi comunitari applicabili (trasparenza, non discriminazione, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi); quando sostengono l’importanza socio-economica delle imprese turistiche che operano sul demanio marittimo e quando parlano di adeguamento dei canoni demaniali alla effettiva redditività della concessione. Per il demanio marittimo valgono le stesse regole che esaltano o deprimono qualsiasi altro settore.
Non siamo ancora all’ammissione del diritto, essenziale per le imprese balneari come per qualsiasi altra impresa, di poter  sviluppare una strategia di lungo periodo, diritto che è incompatibile con qualsivoglia contratto a termine – concessione o altro – ma siamo sulla buona strada. Intanto si è preso atto della fragilità delle aree demaniali e della necessità che lo Stato curi il mantenimento di questo patrimonio irrinunciabile e smetta di considerarlo unicamente come fonte di reddito o come possibile cespite clientelare. Ancora: si è finalmente compreso che la correlazione che i burocrati sono soliti porre tra durata della concessione ed entità dell’investimento comporta un elevatissimo fattore di rischio: la cementificazione. Altre interessanti convergenze tra il pensiero delle Regioni e  le più illuminate posizioni sindacali di categoria le troverete all’interno del documento, del quale riproponiamo il link.
Tutto è ancora sulla carta, ovviamente, ma il passo avanti è più che evidente e risente del lavoro di sensibilizzazione che Cna Balneatori ha svolto a Pescara il 13 marzo scorso  nei confronti del Coordinatore nazionale delle Regioni per il Turismo –  Giovanni LOLLI – vice presidente della Giunta regionale Abruzzo. A lui sono stati consegnati e illustrati: il documento unitario intersindacale di Rimini, gli ordini del giorno di Carrara  e il Memorandum Nesi, documenti tutti che riportano le istanze della categoria sulla questione balneare italiana in generale e sui maxi canoni pertinenziali in particolare.
Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – commenta: “Adesso è nostro compito aggiungere  che esistono motivazioni giuridiche, economiche, politiche e istituzionali affinché in Europa e in Italia non si parli  più  di aste e di evidenze pubbliche per le attuali 30.000 imprese balneari  del nostro paese. Questa è la posizione che vogliamo discutere e affermare – partendo dal documento unitario intersindacale –  nella nostra assemblea nazionale di Ravenna.”
Anche noi di Comitato Balneari Liguria siamo fermamente convinti di queste conclusioni e all’assemblea nazionale di Ravenna (della quale riparleremo a giorni) vorremmo vedere – presenti e schierati su uno stesso fronte – tutti i balneari d’Italia e tutti sindacati che li rappresentano.



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SEGNALI DI FUMO GOVERNATIVI SULLA QUESTIONE BALNEARE

Postato il: 16 marzo, 2015 | Lascia un commento

BERGAMINIAlessandro Riccomini – presidente regionale Liguria CNA Balneatori – ci propone l’articolo 14 marzo 2015 con il quale Alex Giuzio di MONDO BALNEARE informa in merito all’interpellanza urgente numero 2878 presentata alla Camera dei deputati da Deborah Bergamini (FI) ed altri, concernente “Intendimenti del Governo in merito alle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative, con particolare riferimento al riordino della relativa legislazione”.
Interpellanza, risposta e replica risultano da un filmato, contenuto nell’articolo, e dalla contestuale trascrizione degli interventi riportati. Attenta, puntuale e qualificante l’interpellanza e la replica dell’onorevole Bergamini. Approssimativa, imbarazzata e insufficiente la risposta del Governo, in persona del vice ministro all’Economia e alle Finanze Enrico Morando. In sintesi – anche se nulla, vale quanto l’ascolto diretto, magari assistito dalla lettura della trascrizione – Morando:
a.- minimizza l’importanza della sentenza 27.02.2015 del TAR Toscana;
b.- riconosce il ritardo nel riordino generale del Demanio marittimo (tollerabile se piccolo – dice – intollerabile se protratto sine die);
c.- afferma l’assunzione di responsabilità da parte del Governo, che deciderà con disegno di legge, tenendo conto della direttiva Bolkestein, la quale dal punto di vista dell’Esecutivo, deve essere applicata, sia pure con modalità compatibili con la nostra tradizione, oggetto – tali modalità di applicazione, finora tutt’altro che definite – di una trattativa “molto, molto lunga” con la Commissione europea;
d.- precisa –  si fa per dire – le linee della proposta governativa:
1.- durata delle concessioni strettamente collegata all’interesse pubblico e proporzionale alla rilevanza economica dei beni e degli investimenti da realizzare;
2.- gare pubbliche – aste – perché la Direttiva lo vuole;
3.- canoni a metro quadro, senza differenziazione;
4.- eventuale “demarcazione della linea demaniale su proposta delle regioni”;
5.- trasferimento gratuito al Demanio comunale delle aree demaniali e patrimoniali urbanizzate ad opera dei Comuni;
6.- regime transitorio all’interno del quale le spiagge libere da concessione potrebbero essere assegnate appena possibile mediante gara, mentre, per le concessioni in essere “una più lunga fase di transizione appare ragionevole” (al Governo – ndr) mentre l’Unione europea vorrebbe questa fase brevissima o immediata.
La questione balneare italiana rimane sempre marginale nelle intenzioni del Governo. Mai un ministro che ne assume pubblicamente le responsabilità, che in ultima analisi sono fatte risalire all’Unione europea, quella stessa che, in tema di demanio marittimo, ha accettato senza battere ciglio le decisioni di Spagna, Portogallo e Croazia, ma che rispetto all’Italia, ci dicono, tiene duro. Anticipazioni di riassetto normativo sempre vaghe e generiche, fondate su motivazioni burocratiche, dalle quali il mercato risulta rigorosamente escluso: per il Governo è irrilevante il fatto che un settore economico trainante, quale quello balneare, per svilupparsi, ma anche soltanto per sopravvivere ai livelli attuali, debba avere certezze di durata, certezze che si è conquistato sul campo, senza aiuti di Stato e anzi surrogando gratuitamente lo Stato in ogni dove.
L’opposizione, per contro, quella stessa che porta la responsabilità prima della questione balneare, avendo agito irresponsabilmente ai tempi della procedura d’infrazione, ora parla come i nostri più lucidi sostenitori.
Quello delle parti, ormai, è un gioco perfino troppo scoperto.



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AMAREZZA DOPO IL PRESIDIO PERTINENZIALI AL MEF 10 MARZO 2015

Postato il: 14 marzo, 2015 | Lascia un commento

PRESIDIO_PERTINENZIALI_MEF_ROMA_10.10.2015Giovanni Botta

La questione balneare italiana, con i suoi inquietanti risvolti, è un problema grave, ma non è il più grave tra i nostri problemi. E’ una conseguenza diretta del momento storico che viviamo. La linea del fare rapidamente, senza qualità, né solidarietà, va per la maggiore e, con le motivazioni più diverse, omologa la maggioranza del tutto, non solo quella della classe dirigente più mediocre, becera e corrotta nella storia della Repubblica.
Non siamo né santi né eroi. Ma siamo uomini e donne che vivono nella società che contribuiscono a mutare. Se non ne possiamo più di questa merda, ricordiamoci di quanto e di come ne siamo corresponsabili. Guardiamoci intorno, valutiamo con onestà e comportiamoci con coraggio. Dobbiamo avere più attenzione e rispetto per gli altri, ma prima e soprattutto per noi stessi. Più dignità, concetto desueto ma non sconosciuto. Facciamo, come già altri fanno, la nostra parte. Con semplicità, serietà, impegno civile.



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QUESTIONE BALNEARE: L’INTERROGAZIONE LATTUCA E LA RISPOSTA BARETTA

Postato il: 13 febbraio, 2015 | Lascia un commento

LATTUCA_E_BERSANIAd Enzo Lattuca, primo firmatario, e ad altri 12 deputati PD, dobbiamo la puntuale interrogazione presentata il 6 novembre 2014, presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo), alla quale il Governo ha risposto due mesi dopo, per bocca del sottosegretario Baretta, il 10 febbraio 2015, nei termini riportati dal Bollettino delle Giunte e Commissioni parlamentari della Camera – Attività produttive, commercio e turismo (X), pagine 89 e 90 – Allegato 4. Una risposta inconcludente e sbiadita, quella affidata a Baretta, che tuttavia la dice lunga circa le intenzioni del Governo, deciso a non prendere una posizione netta sulla questione balneare italiana e per nulla interessato agli argomenti sostanziali magistralmente evidenziati dall’interrogazione Lattuca:
1.- il turismo balneare rappresenta uno dei punti di forza della nostra economia, come risulta  da recenti dati forniti dall’Osservatorio nazionale sul turismo italiano (Isnart-Unioncamere), secondo i quali la domanda turistica balneare, pur nel contingente momento di crisi economica, non ha subìto negli ultimi anni grandi flessioni rispetto ad altre tipologie di aree turistiche;
2.- il settore balneare rimane il primo prodotto per la domanda turistica italiana e il secondo prodotto – dopo le città d’arte – per quella dei turisti stranieri;
3.- gli stabilimenti balneari italiani e le aziende turistico-ricreative in attività costituiscono una realtà essenziale per il sistema turistico nazionale e non è di secondaria importanza il fatto che il comparto balneare sia costituito nella quasi totalità da imprese di tipo familiare, che operano nell’ambito di piccole concessioni e  che negli anni hanno effettuato consistenti investimenti, per offrire sempre migliori servizi, contribuendo ad innalzare l’immagine dell’intero comparto.
Perché insistere nel voler rottamare un settore di eccellenza, quando è ormai evidente che le pseudo motivazioni comunitarie fin qui addotte sono strumentali e prive di contenuti reali?
Come si posizionano, in questo contesto, le principali associazioni sindacali di categoria? Replicano al Governo con fermezza, attraverso la nota SIB Confcommercio, CNA Balneatori, FIBA Confesercenti, OASI Confartigianato in data 12 febbraio 2015:
1.- allo stato, è indispensabile prevedere un periodo transitorio – individuato dalle organizzazioni sindacali in 30 anni – attraverso il quale confermare la volontà del Governo di assicurare continuità e prospettive alle imprese balneari attualmente in attività;
2.- risposte come quella formulata dal sottosegretario Baretta risultano destabilizzanti e inopportune nell’ambito di una trattativa importante e delicata, com’è quella in questione, che deve proseguire con collaborazione e franchezza;
3.- c’è ancora molto lavoro da fare: ridare certezza alle imprese balneari esistenti ed aprire il mercato a nuove concessioni consentirà di rilanciare gli investimenti nel settore e rafforzare un’eccellenza italiana, quella balneare, che costituisce il principale elemento di forza dell’offerta turistica nazionale.



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TAGLIAMO CORTO: LA PROROGA AL 2020 ESISTE!

Postato il: 4 febbraio, 2015 | Lascia un commento

BARRACIULa legge 17 dicembre 2012, n. 221 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) – Allegato, Parte 1, proroga al 31 dicembre 2020 le concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo. L’art. 34 – duodecies  (Proroga di termine), prescrive: 1. All’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre  2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010, n. 25, le parole: “fino a tale data” sono sostituite dalle  seguenti: “fino al 31 dicembre 2020”. 
Per verifica: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012;179~art34duodecies
La successiva legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), art. 1, comma 547, ha esteso la disposizione di cui sopra in questi termini: “547. All’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre  2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010, n. 25,  dopo  le  parole:  «demaniali  marittimi»  sono  inserite  le seguenti: «lacuali e fluviali»; dopo le parole: «turistico ricreative» sono inserite le seguenti  «e sportive, nonché quelli destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto»”.
Per verifica: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012;228~art1-com547
Sostenere che tali disposizioni nazionali italiane non siano state notificate all’UE è ingenuo quanto sconcertante: sappiamo tutti perfettamente che, in ambito europeo, ogni atto normativo nazionale è rigorosamente controllato da parte delle competenti autorità UE. Se questo non bastasse, la nota 28 gennaio 2013 della Direzione generale Mercato interno e Servizi, indirizzata all’imprenditrice balneare Emilia Galli, che si è attivata per avere una risposta dalla Commissione europea e l’ha resa pubblica, conferma il fatto che la Commissione conosca perfettamente l’esistenza della proroga in questione: ” (…) Il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge il 17 dicembre 2012, estende tali concessioni fino al 31 dicembre 2020 (…)”.
Per verifica: http://www.comitatobalneariliguria.it/wp-content/uploads/2015/02/NOTA_UE_28.01.2013_A_EMILIA_GALLI1.pdf
Si vuole forse sostenere che l’UE non conosca la proroga al 2020 per la circostanza che tale provvedimento non è stato oggetto di specifica comunicazione da parte dell’Italia? Se questo fosse, bisognerebbe interrogarsi sulla capacità di intendere e di volere dell’UE e, subito dopo, chiedersi se il Governo italiano – che pure ha dichiarato, per bocca della sottosegretario Barraciu, di voler tutelare le imprese balneari esistenti – intenda realmente sostenere in Europa, presso organismi dell’Unione che hanno ripetutamente lasciato intendere la loro disponibilità, una puntuale decisione del Parlamento italiano, una legge dello Stato, oppure lo rifiuti.

A tale riguardo Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – ci rilascia questa dichiarazione: “E’ imprescindibile un’iniziativa sindacale unitaria – che ovviamente dovrà essere discussa  tra i partner sindacali, ma che, per quanto mi riguarda, sosterrò con la massima determinazione –  finalizzata ad indurre il Governo italiano ad accettare il fatto che la proroga al 2020 è acclarata in Italia e in Europa. Così come ritengo si debba portare avanti – sempre unitariamente – il concetto che, se il Demanio marittimo italiano non è un bene scarso e limitato, come asserito dallo stesso Governo nell’ambito dell’incontro del 13 gennaio scorso, il recepimento stesso della Direttiva servizi, attuato in Italia con dlgs 59/2010, può e deve essere modificato, per un’applicazione che assicuri alle attuali 30 mila concessioni italiane una durata temporale il grado di tutelare realmente queste imprese (cfr. Trattato di Lisbona e considerando 14 e 15 della Direttiva europea 2014/23/UE sulle concessioni). I Governi di Spagna, Portogallo e Croazia lo hanno fatto.  
Naturalmente confermiamo la piena disponibilità a collaborare con il Governo affinché, nella trattativa europea, qualunque sia la bozza di riordino, essa contenga una norma di salvaguardia per le attuali imprese balneari, disposizione che consenta ad esse di guardare con serenità e sicurezza al futuro. A questo punto, le ricadute negative della Direttiva servizi  non possono più riguardare il nostro settore.”



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NOUS SOMMES TOMEI’ !

Postato il: 18 gennaio, 2015 | Lascia un commento

BARRACIU_13.01.2015A una settimana circa da lunedì 13 gennaio 2015 – giorno nel quale si tenne a Roma l’incontro Barraciu / sindacati di categoria – notiamo che il filmato inerente il magistrale intervento di Cristiano Tomei nell’ambito del tavolo tecnico, pubblicato in rete e ritirato dalla stessa CNA Balneatori, non è stato riproposto.
Lo spiacevole episodio non toglie valore, interesse ed efficacia all’intervento di Tomei, che ritroviamo nel comunicato stampa di CNA Balneatori, del quale riproponiamo una sintesi. Il vertice – ha affermato Tomei – è servito per mettere a punto un percorso condiviso, una sorta di “doppio binario”, per usare la terminologia adottata dalla dott. Barracciu. In sostanza ci si propone di aprire ai bandi per nuove concessioni solo dopo aver verificato la consistenza degli enormi tratti di litorale libero esistenti in Italia e si riconosce alle concessioni in essere un congruo periodo transitorio, condizione irrinunciabile nell’agenda di CNA Balneatori. La novità degli ultimi mesi è rappresentata dal fatto che il Governo sembra aver recepito la storica rivendicazione della categoria, che ribalta il concetto portante del dibattito svolto negli ultimi anni e chiarisce come le attuali 30.000 concessioni italiane non occupino la totalità dei litorali demaniali disponibili, ma ne coprano meno di un quarto del totale, al netto delle spiagge libere e delle aree protette. Da qui, la necessità di determinare la effettiva consistenza delle spiagge, prima di procedere oltre.
Tomei ritiene che attraverso questo percorso sia possibile sostenere in Europa una modificazione della Direttiva servizi e porre in essere un sistema normativo che, dopo la proroga, assicuri il mantenimento delle concessioni esistenti in capo alle imprese che attualmente le detengono.
CNA Balneatori è pronta per predisporre il libro bianco finalizzato a questo obiettivo e riconosce che il lavoro unitario svolto dai principali sindacati di categoria sia stato fondamentale per proseguire sulla strada tracciata dalla sottosegretario di Stato dott.ssa Barracciu e dal Governo in carica. Ad essi va riconosciuto il merito di aver finalmente sancito un principio essenziale per i titolari degli stabilimenti balneari e per la tutela dell’attuale sistema turistico costiero italiano.

In merito alla censura operata sul filmato inerente l’intervento di Tomei al tavolo tecnico, Alessandro Riccomini, presidente CNA Balneatori Liguria, ci ha rilasciato questa dichiarazione: “Non sono d’accordo sulla rimozione. Il video mostrava un documento importante, fondamentale per la comprensione di quanto è successo durante il tavolo tecnico. Quello di Cristiano Tomei è stato un intervento di alto spessore a difesa della categoria. CNA Balneatori ha elaborato una propria strategia e una progettualità precisa, trainante ed efficace. Valuto questa rimozione come una limitazione alla lotta balneare e una censura controproducente, nel momento stesso in cui la categoria chiede ai sindacati la massima trasparenza. JE SUIS TOMEI’!



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