DOCUMENTI CNA BALNEATORI: CONSIDERAZIONI

Postato il: 10 agosto, 2016 | 1 commento

054Il 2 agosto 2016, l’Ufficio di presidenza di CNA Balneatori, convocato presso la sede nazionale di Roma, ha discusso le “Osservazioni sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, sez. V, 14 luglio 2016, in C-458/14 e c-67/15, con particolare riferimento ai suoi effetti sui rapporti concessori in atto”, studio giuridico riferito al giudizio unificato Promoimpresa e Melis, redatto per conto della Confederazione dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi.
L’Ufficio di presidenza ha inoltre approvato il documento sindacale “La questione balneare italiana: riordino della normativa demaniale turistico-ricreativa”.
Pubblichiamo entrambi i documenti per memoria, con ritardo, dovuto ad impegni di lavoro, tranquillizzati dal fatto che altre autorevoli fonti li hanno divulgati pressoché in tempo reale.
Ci limitiamo qui ad evidenziare alcune importantissime considerazioni conclusive dello studio Righi-Nesi (paragrafo 20.5).
La sentenza della Corte di Giustizia suggerisce una soluzione interpretativa della Direttiva servizi che non spogli i concessionari demaniali in attività della loro azienda e del relativo avviamento commerciale. Tali beni appartengono inequivocabilmente ai concessionari e trovano legittimo fondamento nella normativa nazionale che garantiva il diritto di insistenza sul bene pubblico (articolo 37 Codice navigazione) e il rinnovo automatico delle concessioni (articolo 10 legge 16.3.2001, n. 88).
L’applicazione della Direttiva Servizi alle concessioni demaniali marittime costituisce un’ingerenza al diritto di proprietà delle imprese balneari, intervento che, come chiarisce la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in data 5 gennaio 2000 (affaire Byeler c. Italie, requête n. 33202/96), è compatibile con l’art. 1 del 1° Protocollo addizionale CEDU solo se garantisce il «giusto equilibrio» tra le esigenze dell’interesse generale della comunità e l’imperativo (categorico) della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo. Questo non sembra essere verificato nella questione balneare italiana, anche perché la tutela della concorrenza non costituisce un’esigenza di pubblica utilità di portata tale da giustificare il trasferimento forzoso di beni o altre utilità dall’imprenditore che ne sia titolare ad altro imprenditore.
È quindi compito dei pubblici poteri della Repubblica italiana e delle istituzioni comunitarie garantire adeguati livelli di protezione a tali diritti.
Questi i criteri che devono orientare l’attività sindacale e che sicuramente orienteranno CNA Balneatori. Auguriamoci che siano condivisi.



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CNA BALNEATORI DEFINISCE LA PROPRIA LINEA SINDACALE DOPO LA SENTENZA UE

Postato il: 1 agosto, 2016 | Lascia un commento

100_6766Rilanciamo l’appello di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – alla massima possibile partecipazione dei componenti l’Ufficio di presidenza dell’Associazione all’incontro che si terrà a Roma, martedì 2 agosto 2016, alle ore 14:00, presso la sede nazionale di CNA – Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, p.zza Mariano Armellini 9/A.
Nell’occasione sarà esaminato e discusso il memorandum redatto dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi per CNA Balneatori, poderosa nota tecnico-giuridica pervenuta il 30 luglio, nella quale si fotografa lo stato di fatto e di diritto della questione balneare italiana e si evidenziano le opzioni operative concretamente percorribili, dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia europea e i negativi esiti dell’incontro tra Governo e DG Dipartimento Crescita dell’Unione.
L’Ufficio di presidenza è inoltre chiamato ad approvare il documento sindacale destinato a sensibilizzare Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, circa le legittime richieste della categoria, istanze che presentano fondamentali risvolti economici, sociali, occupazionali, ambientali, che saranno puntualmente giustificati e sostenuti dal punto di vista giuridico. Il documento approvato sarà opportunamente diffuso a mezzo stampa e integralmente trasmesso gli associati CNA Balneatori.
L’appuntamento, strettamente legato agli eventi europei che lo hanno preceduto, cade in un periodo cruciale rispetto agli impegni lavorativi della categoria, ma l’importanza dell’obiettivo proposto è tale da giustificare lo sforzo che si richiede. Partecipare alla definizione della linea sindacale, nel difficilissimo momento che stiamo attraversando, cruciale per il futuro delle attuali imprese balneari, è essenziale ed irrinunciabile. Tomei ci chiama.



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UNITA’ NELLA LOTTA ANTI BOLKESTEIN: APPELLO DI EMILIANO FAVILLA – COMITATO SALVATAGGIO IMPRESE

Postato il: 29 luglio, 2016 | 1 commento

NANDO_CARDARELLI_CON_EMILIANO_FAVILLAPubblichiamo, per la massima possibile diffusione, l’appello diramato oggi, 29 luglio, da Emiliano Favilla – presidente Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano:
“Il verbale dell’incontro del 22.7.2016 tra il sottosegretario Sandro Gozi e il direttore generale della commissione europea Lowri Evans non meraviglia chi non ha mai creduto alle favole. E’ la concreta dimostrazione della qualità della gente con cui abbiamo a che fare.” (LEGGI TUTTO)



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L’UE BOCCIA IL PROGETTO GOVERNATIVO DI RIFORMA DEL DEMANIO MARITTIMO

Postato il: 29 luglio, 2016 | Lascia un commento

GOZIlowri-evans-2014L’incontro del 27 luglio 2016 tra il Governo – rappresentato dal ministro Enrico Costa – e i rappresentanti delle Regioni italiane, tra cui Marco Scajola – Regione Liguria – coordinatore nazionale al Demanio e Giovanni Lolli – Regione Abruzzo – coordinatore nazionale al Turismo, ha consentito di valutare l’esito, sostanzialmente negativo, della missione condotta in UE, circa una settimana dopo la sentenza della Corte di Giustizia, dalla delegazione italiana guidata dal sottosegretario Sandro Gozi. Si tratta del primo contatto del genere del quale si abbia esauriente informazione ufficiale, attraverso la nota 22 luglio 2016, redatta dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e pervenuta alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 26 luglio successivo, documento disponibile in rete e che qui pubblichiamo.
Mercoledì 20 luglio, Gozi ha incontrato Lowri Evans – pragmatica signora inglese – direttore generale del dipartimento di crescita dell’Unione, per esporre alla DG i contenuti del progetto di legge delega attraverso il quale il Governo, pur avendo ripetutamente dimostrato di ignorare la realtà effettiva dell’impresa balneare, avrebbe inteso ridisegnare la normativa demaniale marittima italiana.
Le linee guida elaborate dal Governo italiano prevedevano il criterio di conciliare la libertà d’accesso all’uso del demanio marittimo con il legittimo affidamento degli operatori presenti sul mercato. La Evans non ha prefigurato l’immediata apertura di una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano, ma ha elencato una serie di criteri comunitari che hanno letteralmente stroncano l’iniziativa governativa proposta. Ecco i principali:
1.- è legittima l’aspettativa di ammortizzare gli investimenti effettuati, mentre è ingiustificata la richiesta di prorogare le concessioni ai fini di una corretta gestione imprenditoriale, perché lesiva del principio di libera concorrenza. Le misure compensative adottate, secondo l’UE, devono evitare di avvantaggiare gli attuali concessionari, anche se – aggiungiamo noi – ad essi soltanto va il merito di avere creato e consolidato nel tempo il comparto balneare italiano esistente, incontestabile elemento trainante di primaria importanza per l’economia nazionale;
2.- è consentito tenere conto degli ammortamenti residui nel determinare l’ipotetico valore di subentro, mentre riconoscere il corretto valore di avviamento dell’impresa per finalità di indennizzo potrebbe configurare un indebito vantaggio per gli operatori in attività. La evidente lesione che correlativamente si crea nei confronti dei concessionari italiani attraverso l’adozione di questo assurdo criterio, invece, non turba minimamente l’UE. Evans considera la questione del tutto marginale, nonostante la delegazione italiana abbia precisato che la costante giurisprudenza della nostra Corte costituzionale riconosce ai concessionari parità di trattamento rispetto alle imprese private;
3.- curiosa, in particolare, la motivazione della bocciatura adottata nei confronti della proposta governativa di riconoscere all’imprenditore italiano l’esperienza che gli compete. L’UE, sempre in nome del moloch della concorrenza, preferisce “guardare al futuro e non al passato”. Meglio facilitare l’ingresso di nuovi operatori, anche se sconosciuti, probabilmente impreparati, sicuramente estranei al contesto socio-politico-economico locale nel quale dovranno operare, piuttosto che tutelare capacità imprenditoriali assodate, tenuta aziendale accertata nelle ricorrenti situazioni di criticità aziendale, occupazione, integrazione sociale e culturale, legittimo affidamento ed altro ancora. Questa preclusione, sia pure sostenuta da motivazioni meno becere di quelle adottate dalla Evans, era tuttavia prevedibile, se si considera la sostenuta ineludibilità della Direttiva servizi, la sua distorta interpretazione corrente, il disposto dell’articolo 12, 2.
Oltre a ciò – e questa proprio non la sapevamo – Evans ha fatto notare che gli stati membri non possono disporre autonomamente delle loro coste: la gestione di tali risorse è infatti condizionata dalla compatibilità con il piano generale europeo, al quale il singolo piano nazionale deve necessariamente aderire. L’Unione decide tutto per tutti. I fatti dicono che questa asserita uniformità di trattamento non è affatto uniforme, basta leggere le esclusioni della direttiva servizi, ma questa è la versione ufficiale.
Quanto alla disparità di trattamento rilevate per Spagna e Portogallo (e perché non per Croazia, Grecia e chissà quante e quali altre realtà costiere europee – marittime, lacustri e fluviali – utilizzate con finalità turistico-ricreative, nonostante condizioni climatiche talora profondamente diverse da quelle italiane – cfr. nota a piè di pagina) Evans ha precisato che, a seguito della sentenza, non è esclusa l’apertura di specifiche procedure di infrazione. Tuttavia, per il momento – ha aggiunto – Portogallo e Italia, che potrebbe fare da apripista nel definire procedure Ue-compatibili, non sono in infrazione. Della Spagna e del resto d’Europa ovviamente non si parla.
Il discorso non finisce qui, è stato addirittura fissato un appuntamento tra Italia ed UE per settembre, ed è ovvio che, se vogliamo tentare di scardinare il muro che l’Europa ha costruito per tenere fuori le nostre legittime aspettative sarà necessario prendere opportuni provvedimenti prima di allora.

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Nota:

Si vedano, ad esempio:

per la Danimarca:
http://www.visitdenmark.it/it/danimarca/natura/spiagge-danimarca

per l’Austria:
http://www.camping-woerthersee.at/it_it_xhtml-9-start.php

per la Svezia:
http://www.sveziaturismo.com/malmo/spiagge-a-malmo/




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SENTENZA UE: CNA BALNEATORI PUBBLICA ULTERIORE RASSEGNA STAMPA

Postato il: 16 luglio, 2016 | Lascia un commento

RASSEGNA_STAMPA_14_07_2016Pubblichiamo la rassegna stampa inerente la posizione sindacale di CNA Balneatori in merito alla sentenza della Corte di Giustizia UE del 14 luglio 2016.

Elaborazione a cura dell’Ufficio Stampa Nazionale di CNA. Per evidenziarla cliccare qui.



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CORTE DI GIUSTIZIA UE – COMUNICATO STAMPA 14 LUGLIO 2016

Postato il: 14 luglio, 2016 | Lascia un commento

CORTE_GIUSTIZIA_UE14 luglio 2016. In attesa del dispositivo, non ancora disponibile on line nel momento in cui scriviamo, pubblichiamo il comunicato stampa della Corte di Giustizia inerente sentenza nelle cause riunite C-458/14 Promoimpresa S.r.l. / Consorzio dei comuni della Sponda Bresciana del Lago di Garda e del Lago di Idro e a. e C-67/15 Mario Melis e altri / Comune di Loiri Porto San Paolo e altri.
Evitiamo di esprimerci per il momento, anche se, a una prima lettura, ci sembra che il comunicato in questione, pur delineando un parere della Corte sostanzialmente negativo rispetto alla proroga al 2020, evidenzi alcuni aspetti utili al fine di delineare una strategia difensiva.
A presto.



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TOMEI – CNA BALNEATORI – PROPONE DICHIARAZIONE CONTINUITA’ IMPRESA BALNEARE

Postato il: 11 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVOROC’è chi lavora ininterrottamente per consolidare le posizioni delle imprese balneari e chi, fin dalle prime ammissioni pubbliche della supposta ineludibilità della Direttiva servizi e/o dell’articolo 49 TFUE – ex 43 TCE, mantiene posizioni difficilmente comprensibili alla luce di una corretta e lineare dinamica sindacale.
Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – mentre organizza presidi nelle città litoranee del Tirreno e dell’Adriatico, per tenere alta l’attenzione dei balneari, in attesa della imminente sentenza UE, propone un documento inedito, vero e proprio colpo d’ala: la Conferma della continuità dell’impresa balneare. In attesa di una norma nazionale che accerti la legittima vigenza delle concessioni in attività, è opportuno che questo documento, che attesta la continuità della singola impresa balneare, sia scaricato, completato e depositato al più presto presso i competenti uffici comunali. Invitiamo gli associati CNA Balneatori a procedere in questo senso in tempi brevissimi.
Il documento è formattato in pdf per motivi tecnici, ma può essere agevolmente copiato e convertito in un formato che ne consenta il completamento e la stampa tramite pc.



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TOMEI – CNA BALNEATORI – NOTA IN MERITO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE

Postato il: 9 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVOROPubblichiamo, per l’interesse che riveste nel procedimento giurisdizionale europeo in questione, la sintetica nota tecnica elaborata da Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – per i componenti il Consiglio nazionale di CNA Balneatori, per i responsabili regionali, territoriali e le imprese associate, a proposito della sentenza che la Corte di Giustizia europea ha rubricato per giovedì 14 luglio, sei giorni da oggi:

Cari colleghi,

giovedì 14 luglio è attesa la sentenza della Corte di Giustizia dell’UE per quanto attiene la Causa C – 458/14, Promoimpresa s.r.l. e Consorzio Sponda bresciana Lago di Garda e Lago Idro (Così risulta dal sito della Corte di Giustizia, anche se l’udienza dibattimentale ha visto l’unificazione delle cause C – 458/14 e C – 67/15, promosse rispettivamente dal TAR Lombardia e dal Tar Sardegna. Si veda al riguardo il nostro post CNA BALNEATORI APPRODA ALL’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA – nota di Comitato Balneari Liguria) .

Dati identificativi del procedimento:

Pubblicazione: Gazzetta Ufficiale GU C 448 del 15/12/2014, pag.11
Materia: Libertà di stabilimento, libera prestazione dei servizi, concorrenza
Origine della questione pregiudiziale: TAR Lombardia
Procedimento ed esito: Rinvio pregiudiziale
Data deposito atto che introduce il giudizio: 3 ottobre 2015
Data udienza: 3 dicembre 2015
Data deposito conclusioni Avvocatura Generale: 25 febbraio 2016

Il rinvio pregiudiziale riguarda la legittimità dell’articolo 34-duodecies del D.L. n. 179/2012. Esso, novellando l’articolo 1, comma 18, del D.L. n. 194/2009, modificato dalla legge 26 febbraio 2010, ha disposto la proroga al 31 dicembre 2020 delle concessioni demaniali marittime aventi finalità turistico e ricreative in essere alla data del 30 dicembre 2009 (data di entrata in vigore del D.L. n. 194/2009) ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015. Ricordiamo che, successivamente, il 24 dicembre 2012, l’articolo 1, comma 547 della legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013), ha esteso le previsioni dell’articolo 1, comma 18, del D.L. n.194/2009, come sopra modificato, alle concessioni aventi per oggetto:

– il demanio marittimo, per concessioni con finalità sportive
– il demanio lacuale e fluviale, per concessioni con finalità turistico-ricreative e sportive
– i beni destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto.

CNA Balneatori, con la memoria difensiva riversata dal pool dei propri legali (Avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi), nell’udienza dibattimentale del 3 dicembre scorso in Corte di Giustizia, ha sostenuto le seguenti tesi giuridico – sindacali:

1.- legittimità della proroga al 31/12/2020
2.- estraneità del comparto balneare italiano alla direttiva servizi e alla direttiva concessioni
3.- gli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi, ma concessioni di beni, per nulla scarsi. Questo fatto consente di attuare una politica di apertura alla concorrenza su un numero di nuove concessioni almeno pari a quelle del comparto esistente, senza distruggere, attraverso il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche, il sistema attualmente in attività, socialmente ed economicamente integrato nell’economia turistica delle regioni costiere italiane.

Il 13 gennaio 2015, il Servizio giuridico della Commissione europea ha indirizzato al presidente e ai giudici della Corte di Giustizia UE un nota che assume importanza nella questione inerente la domanda pregiudiziale presentata alla stessa CGUE dal TAR Lombardia nella citata causa C-458/14. Dopo avere argomentato sulla controversa questione, il Servizio Giuridico conclude in questi termini:

« 54. Alla luce delle considerazioni che precedono, la Commissione suggerisce pertanto di rispondere al quesito pregiudiziale formulato dal TAR Lombardia come segue:
“una norma nazionale, come quella controversa nella causa principale, che determini un’automatica proroga ex lege della data di scadenza delle concessioni di beni demaniali, consentendo così ai concessionari esistenti di continuare a sfruttare economicamente tali beni anche dopo la scadenza del termine previsto dalle rispettive concessioni, comporta una violazione dell’articolo 12 della Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del mercato interno, nonché, se applicata con riferimento a concessioni di beni demaniali con interesse transfrontaliero certo, dell’art. 49 TFUE” ».

Il giorno prima, 12 gennaio 2015, l’avvocatura di Stato, per conto del Governo italiano, ha depositato presso la Corte conclusioni del tutto opposte, che ripropongo:
« 59. Per le motivazioni sopra esposte, si chiede conclusivamente a codesta On. Corte di Giustizia di voler valutare la irricevibilità della domanda pregiudiziale in esame per mancanza del necessario requisito della pertinenza in concreto con la causa instaurata innanzi al giudice remittente.
60. In subordine, si chiede di voler comunque ritenere compatibile con il diritto comunitario la proroga al 2020 delle concessioni marittime lacuali e fluviali in essere, prevista dall’art. l’art. 1, comma 18, del d. l. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con legge del 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni. »

Giovedì 7 luglio 2016, nel corso dell’incontro tenuto a Roma tra le principali associazioni di categoria del comparto balneare e il ministro agli Affari regionali, Enrico Costa, CNA Balneatori – presente e rappresentata dal sottoscritto – ha chiesto l’approvazione di un provvedimento normativo che contempli 30 anni di proroga per le attuali impreseHa chiesto inoltre un’azione politico-istituzionale collegata, attraverso la quale si attivi a Bruxelles un negoziato sostenuto da tutti gli stati europei che abbiano coste turistiche balneabili. Questo per equità fondamentale in ambito europeo e per evitare la distruzione di 30 mila imprese balneari italiane e la dissoluzione del lavoro e delle prospettive di vita di altrettante famiglie.
Ha chiesto altresì di porre finalmente a Bruxelles la questione delle questioni: la Direttiva servizi non sarà mai percepita in Italia come attinente alle nostre imprese balneari fino a che non sarà interpretata correttamente, cioè fino a che  le concessioni demaniali marittime italiane siano escluse dalla Direttiva, com’è logico sia, in quanto riferite a beni e non a servizi. Bisogna ripartire dal recepimento italiano di questa Direttiva e modificarlo, escludendo dalla sua applicazione le 30 mila imprese balneari attualmente in attività.
In caso di sentenza negativa, infine, CNA Balneatori ritiene necessario approvare immediatamente una norma transitoria, che assodi la legittima vigenza delle attuali concessioni. Questa iniziativa è necessaria ma non sufficiente, infatti soprattutto un periodo transitorio di 30 anni, simile a quello che è stato accordato in Spagna, riconsegnerebbe il diritto di esistere a 30 mila imprese balneari italiane.

A disposizione per ogni chiarimento.
Grazie per l’attenzione.

Cristiano Tomei
Coordinatore Nazionale Cna Balneatori “




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RICCOMINI – CNA BALNEATORI LIGURIA: ESTRANEI ALLA DIRETTIVA SERVIZI

Postato il: 4 luglio, 2016 | 1 commento

RICCOMINI_30_06_2016Intervista 30 giugno 2016 di TG Tigullio ad Alessandro Riccomini, presidente CNA Balneatori Liguria, balneare da generazioni e titolare dei Bagni Liguria di Sestri Levante. Vi invitiamo a prenderne visione attraverso il filmato Youtube che vi proponiamo, a partire dal minuto 27:45. Questi, in sintesi, i concetti sviluppati da Alessandro.
Il 14 luglio, la Corte di Giustizia europea depositerà la sentenza sulla questione balneare italiana, cioè deciderà se gli stabilimenti balneari italiani possono lavorare almeno fino al 2020 – cinque residui anni di vita – oppure se sono morti il 31 dicembre 2015.
In realtà l’UE non ha posto la questione in questi termini: la Bolkestein è una direttiva che riguarda le concessioni di servizi, mentre gli stabilimenti balneari italiani sono, con ogni evidenza, concessionari di un bene: la spiaggia. Quindi i balneari con la Bolkestein non c’entrano, anche se politica e burocrazia hanno voluto includerci, perché facciamo gola ai poteri forti e alla mafia, fatto, quest’ultimo, che ormai possiamo considerare assodato.
Le prospettive? In teoria le imprese familiari titolari di stabilimenti balneari dovrebbero andare a bando, ma noi siamo convinti che, se la questione dovesse porsi concretamente in questi termini, la reazione della categoria sarebbe così forte da portarci fuori da questa logica perversa. Noi balneari siamo perfettamente consapevoli di essere estranei alla Bolkestein e reclamiamo il nostro diritto di esistere e il nostro diritto di tutelare il valore di aziende familiari che ci appartengono e che sono state create dalla nostra iniziativa e dal nostro lavoro, applicati per generazioni su spiagge incolte. Investimenti di capitali e, soprattutto, di vita. Ci auguriamo che la Corte di Giustizia europea applichi la Direttiva in modo corretto – fatto che ci escluderebbe automaticamente dalle gare e ci consentirebbe di proseguire l’attività almeno fino al 2020 – e ci auguriamo che la politica sappia recuperare il ruolo fondamentale che le compete, che è quello di aiutarci a vivere, almeno decentemente, le nostre vite.



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CONCESSIONI DEMANIALI: GOVERNO IMPUGNA LEGGE REGIONALE TOSCANA

Postato il: 2 luglio, 2016 | Lascia un commento

COSTA_02_07_2016Segnalazione di Antonio Smeragliuolo – vicepresidente nazionale ITB Italia

Il 30 giugno 2016, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Enrico Costa, ha deliberato l’impugnativa della legge regionale Toscana n. 31 del 9 maggio 2016. Per prendere visione della notizia, scorrere il Comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 122 fino al titolo LEGGI REGIONALI, punto 4.
A questo riguardo richiamiamo i nostri post:
Legge 31/2016 Regione Toscana: durerà?
Regione Toscana: approvato Regolamento attuativo Legge 31/2016
e l’articolo de IL TIRRENO – Edizione Versilia:
Concessioni demaniali: il governo impugna la legge regionale



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  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
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