INDIFFERENZA DI STATO

Postato il: 23 giugno, 2016 | 1 commento

RICCOMINI_23_06_2016“BELIN RAGAZZI! MI CHIEDO E VI CHIEDO SE VI RENDETE CONTO CHE CI STATE TRASCINANDO ALLA ROVINA! 
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, HANNO AZZERATO TUTTO: INVESTIMENTI, VALORE DELLE NOSTRE AZIENDE, PASSIONE PER IL NOSTRO LAVORO!
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, HANNO GENERATO PAURA PER IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI, PER IL FUTURO DELLE NOSTRE FAMIGLIE, PER IL FUTURO DELLE NOSTRE ATTIVITA’!
10 ANNI DI INDIFFERENZA, DI “PRUA CONTRO LE FAMIGLIE DEI BALNEARI”, DIMOSTRANO CHE NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO A CUORE LE NOSTRE GIUSTE RICHIESTE E CHE, ANCORA OGGI, NON C’E’ DA PARTE DI CHI CI GOVERNA LA CONSAPEVOLEZZA DEL DISASTRO CHE SI STA PROSPETTANDO PER LE NOSTRE FAMIGLIE, PER LE NOSTRE IMPRESE E PER TUTTO IL TURISMO ITALIANO. “
CONTRO LA VOSTRA INDIFFERENZA, CONTRO IL VOSTRO DISINTERESSE CONTINUEREMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE A RECLAMARE IL NOSTRO DIRITTO DI CITTADINI ITALIANI A LAVORARE E A MANTENERE LE NOSTRE FAMIGLIE!”

Questa nota franca e ispirata, firmata da Alessandro Riccomini, presidente regionale Liguria CNA Balneatori, è stata indirizzata a senatori, deputati, europarlamentari, ministri e premier. Leggendola, forse, dopo l’esito delle recenti elezioni amministrative, questi signori capiranno che i problemi della gente bisognerebbe ascoltarli, risolverli e, soprattutto, evitare di crearli. Questo, almeno finora, ci risulta essere il loro lavoro, la sola giustificazione del loro ruolo.



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TOMEI-SCAJOLA: 30 ANNI DI PROROGA E NIENTE ASTE PER LE IMPRESE BALNEARI IN ATTIVITA’

Postato il: 21 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_SCAJOLA_20_06_2016_1TOMEI_SCAJOLA_20_06_2016_2Ieri, 20 giugno 2016, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori –  ha incontrato Marco Scajola – assessore regionale all’Urbanistica, Pianificazione territoriale ed Edilizia e coordinatore interregionale al  Demanio – durante l’incontro di categoria che si è tenuto presso la sede della Regione Liguria in Genova.
Tomei, dopo aver fatto il punto della situazione italiana ed europea nel delicato momento che precede il deposito della sentenza UE, ha chiarito a Scajola il punto di vista di CNA Balneatori circa possibili proposte normative di iniziativa governativa e regionale, riassumibile in questi due concetti:
1.-  è opportuno evitare iniziative che anticipino la pronuncia della Corte di Giustizia, per potersi avvalere, nella stesura di nuovi provvedimenti, degli esiti  e delle motivazioni della sentenza;
2.- è essenziale che, in relazione al Tavolo interregionale del prossimo 27 giugno, le Regioni si attestino sul riconoscimento di un lungo periodo transitorio per le imprese balneari in attività – CNA Balneatori  propone almeno 30 anni – e sulla riapertura del negoziato UE a proposito del cosiddetto “doppio binario”, ipotesi normativa che prevede la proroga delle concessioni esistenti e la messa a bando delle sole nuove concessioni.
Questi concetti sono stati ribaditi nella nota trasmessa a Scajola durante il pomeriggio di ieri, con preghiera di estendere il messaggio al coordinatore interregionale per il Turismo – Giovanni Lolli – e richiesta di un nuovo incontro, da tenersi dopo la conclusione del prossimo Tavolo interregionale.



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BALNEARI ESTENUATI DAL MALTEMPO: CNA CHIEDE SOSPENSIONE E RIDUZIONE CANONI E TRIBUTI

Postato il: 18 giugno, 2016 | Lascia un commento

MALTEMPO_IN_SPIAGGIADifendere la continuità delle attuali imprese balneari italiane è l’imperativo categorico sindacale perseguito da CNA Balneatori, che peraltro non ha perso di vista la realtà vera dell’impresa balneare e le sue problematiche quotidiane, intrinseche ad un’attività che opera in uno dei contesti ambientali più difficili e impegnativi in assoluto: spazi aperti in riva al mare. Ambiente sconosciuto alla politica nostrana e non, che quando ci considera non sa neppure di cosa stia parlando; alla finanza e alle multinazionali, che vedono unicamente l’affare e non l’impegno e il sacrificio che alimenta le imprese e le rende sostenibili; ai ministri e ai sottosegretari di turno, che masticano politichese e riciclano ordini di scuderia.
Chi lavora nel settore sa perfettamente che la realtà degli stabilimenti balneari è legata alla variabilità del tempo atmosferico. Di questo parliamo oggi, un 18 giugno che conferma il peggior andamento climatico a memoria d’uomo, nella storia dell’imprenditoria balneare italiana. Pioggia, mareggiate, vento freddo, temperature tutt’altro che estive nelle zone a più elevata concentrazione di stabilimenti balneari. Fine settimana sistematicamente segnati dal maltempo. Praticamente nessuno in spiaggia dall’apertura stagionale.  Ricavi prossimi allo zero, in presenza di costi che invece mantengono il trend. Stagione a rischio.
Comunque vada e posto che l’estate arrivi, gli incassi perduti non potranno essere recuperati. Questa situazione, dovuta a fatti naturali e protratta nel tempo, risulta preoccupante al punto da modificare le stesse condizioni di utilizzo delle concessioni balneari, come previsto dall’articolo 45 del Codice della navigazione marittima. Questa considerazione ha indotto CNA Balneatori a chiedere la riduzione dei canoni demaniali e la sospensione di tasse e imposte locali, con la mail che pubblichiamo, inviata a tutti i nominativi in indirizzo. Questa, amici balneari, è attività sindacale.



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QUESTIONE BALNEARE: LA RISPOSTA UE A MARA BIZZOTTO CONFERMA INQUIETANTI RIFLESSIONI

Postato il: 11 giugno, 2016 | 2 Commenti

Bizzotto_Mara_official_photo1296304-elzbieta-bienkowskaAntonio Smeragliuolo ci segnala che Elżbieta Bieńkowska, per conto della Commissione europea, con nota 3 giugno 2016 (cfr. [1]), ha finalmente risposto all’interrogazione 10 marzo 2016 dell’europarlamentare italiana Mara Bizzotto (ENF) (cfr. [2]). Risposta apparentemente vaga, che invece, nel puntualizzare il rinvio alle interrogazioni e alle risposte promosse dall’europarlamentare sul tema balneare italiano, richiama e sottolinea alcune significative posizioni della Commissione:

a.- la Ley de costas, che Bieńkowska dice sia stata adottata nonostante fosse stata impugnata presso la Corte costituzionale spagnola (cfr. [3]), è stata dichiarata compatibile con la Direttiva servizi, con sentenza 13.11.2015 del Tribunal constitucional, nella parte in cui concede una proroga straordinaria ai concessionari di beni demaniali marittimi (cfr [4]);

b.- in tema di premialità nei confronti dei concessionari uscenti, la Commissione (ancora con il commissario Barnier) precisa che spetta agli Stati membri stabilire la procedura per il rilascio delle autorizzazioni, ai sensi degli articoli 9, 10 e 12 della direttiva (cfr. [5]). Chiarisce inoltre che essi, nello stabilire le regole della procedura di selezione, possono tener conto di considerazioni di salute pubblica, di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori dipendenti ed autonomi, della protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi d’interesse generale conformi al diritto comunitario (cfr. [5]) e anche di esperienza professionale, quando essa risulti pertinente ai fini dell’esercizio dell’attività (cfr. [5]), cioè sempre, sia pure con modalità proporzionali all’importanza che tale criterio potrebbe rivestire per il rilascio dell’autorizzazione. In pratica la Commissione chiarisce che gli Stati membri sono i veri arbitri della situazione: possono attuare esattamente quello che decidono, come Spagna, Portogallo e Croazia hanno ampiamente dimostrato. Gli Stati agiscono. L’UE alternativamente approva (Spagna), o tace (Portogallo e Croazia) oppure cazzia (Italia), a seconda dell’aria che tira;

c.- la Commissione assicura che, nell’ambito dell’Unione, sarà adottata piena parità di trattamento nella valutazione di situazioni analoghe (cfr. [6]). Finora questo non è successo, ma si tratta di un nostro preciso diritto e sarà opportuno fare tutto quanto occorra per difenderlo.

La desolante sensazione che si ricava da queste considerazioni è che la Commissione, preso atto del costante orientamento dei Governi italiani che si sono succeduti dalle origini e dagli esiti della prima procedura d’infrazione, aperta nel 2009, rispettando l’autonomia decisionale dello Stato italiano, abbia deciso di seguire a ruota e, più recentemente, abbia ritenuto opportuno delegare alla magistratura europea il compito di delineare la soluzione del problema. L’impressione, peraltro non nuova, è che i Governi italiani che si sono succeduti dal 2008, per non dire dal 2006, sottovalutando la portata della questione e le ripercussioni della loro decisione, abbiano perseguito l’obiettivo di smantellare l’attuale comparto balneare marittimo, fondato sulla solidità di fondo della piccola imprenditoria familiare, per favorire la finanza, la grande impresa, l’assegnazione clientelare del demanio marittimo.
Altra considerazione emergente è che la Direttiva 2006/123/CE (Bolkestein) continua a tenere banco, nonostante sia incontestabilmente fuori tema, con tutte le implicazioni del caso. Le concessioni demaniali marittime turistico-ricreative – come precisato al paragrafo 3 del “Memorandum sulla questione balneare italiana” elaborato dallo studio legale associato Paolini e Nesi per CNA Balneatori – hanno per oggetto beni e non attività. Ad esse quindi non può essere applicata la Direttiva servizi, né tanto meno l’art. 12 della stessa, anche perché le attività che possono essere esercitate sul bene demaniale, specificamente elencate dall’art. 01 del D.L.5 ottobre 1993, n. 400, convertito in legge il 4 dicembre 1993, n. 494 non sono soggette ad autorizzazioni contingentate “per via della scarsità delle risorse naturali”. Quindi è chiaro, dobbiamo pretendere di uscire dalla vecchia Bolkestein: non ci riguarda!!



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LEGGE 31/2016 REGIONE TOSCANA: DURERA’?

Postato il: 6 giugno, 2016 | Lascia un commento

100_1378Circa una settimana fa, abbiamo ricevuto da Nando Cardarelli, di Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano, la nota 1.6.2016, che pubblichiamo. Con essa il Comitato ha evidenziato il diffuso dissenso suscitato, nel mondo balneare, dalla legge della Regione Toscana n. 31 del 3 maggio 2016, soprattutto per le possibili ripercussioni sulla vertenza nazionale in atto. Il documento informa che, da più parti, sono state inoltrate richieste di incontro urgente alla Regione Toscana e se, a distanza di giorni, Cardarelli ci ha rispedito la stessa comunicazione, dobbiamo pensare che la Regione non abbia risposto e non sia disponibile per incontrare la categoria in questo momento.
Ne prendiamo atto e ipotizziamo che tale atteggiamento attendista possa essere posto in relazione con l’impugnativa della legge regionale campana n. 6 del 5 aprile 2016, recentemente deliberata dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro Costa – Affari regionali ed autonomie. Tale legge, a giudizio del Governo, conterrebbe, in materia di concessioni demaniali marittime, norme lesive dei principi posti a tutela della concorrenza dall’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione. Sicuramente anche altre disposizioni della legge in questione, particolarmente quelle che prevedono condoni edilizi diffusi, hanno influito sulla censura governativa, ma se le disposizioni contestate rispetto alla questione balneare sono quelle contenute nell’art. 17 (Norme per lo sviluppo del turismo balneare), riscontriamo molte analogie con la citata legge regionale 31/2016. La regione Toscana sta forse aspettando che il Governo prenda posizione sulla legge in questione prima di incontrare i balneari? Oppure il Governo sta aspettando di conoscere il contenuto delle linee guida alla legge prima di intervenire? Forse entrambe le cose, tutto può essere.



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FORTE DEI MARMI: BALNEARI CRITICI NEI CONFRONTI DELLA LEGGE REGIONALE TOSCANA 31/2016

Postato il: 28 maggio, 2016 | Lascia un commento

VILLA_BERTELLI_24_MAGGIO_2016TOMEI_24_MAGGIO_2016Non abbiamo sottovalutato l’importanza dell’assemblea convocata a Villa Bertelli il 24 maggio 2016, dalle Associazioni Bagni di Viareggio, Lido di Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi. Siamo in ritardo per motivi personali.
Non eravamo presenti. In quanto segue, pertanto, facciamo riferimento al puntuale comunicato stampa di Nando Cardarelli, che si è avvalso delle riprese audio e video di Emiliano Favilla – presidente di Comitato salvataggio imprese e turismo italiano –  e alle note verbali di Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – e di Alessandro Riccomini – presidente regionale Liguria CNA Balneatori. Li ringraziamo. Assenti i responsabili politici e i sostenitori della nuova normativa regionale: Regione Toscana, SIB Confcommercio, FIBA Confesercenti.
L’assemblea, che tutti gli intervenuti hanno considerato di particolare interesse, ha fatto emergere posizioni uniformemente critiche nei confronti della nuova legge regionale, sia per i rapporti con la normativa preesistente in tema di atto formale, sia per le possibili implicazioni con la legge nazionale di riordino del demanio marittimo, in corso di gestazione. Tomei, in particolare, ha presentato la nota indirizzata alla Regione Toscana che abbiamo pubblicato nel nostro post CNA Balneatori propone istanze alla legge regionale toscana 31/2016. Nel documento sindacale in questione si chiede l’esclusione della procedura comparativa nell’iter autorizzativo dell’atto formale, richiamando la sola pubblicazione dell’istanza prevista dal Regolamento di esecuzione del codice della navigazione. Si chiede inoltre di voler includere tra gli investimenti fruibili ai fini della procedura, oltre alle opere di riqualificazione, anche quelli riferiti all’acquisto delle attrezzature necessarie per i servizi di balneazione.
L’assemblea ha deliberato di inoltrare alla Regione Toscana una richiesta urgente d’incontro, finalizzata alla revisione della normativa regionale prima dell’approvazione delle inerenti linee guida, prevista per il prossimo 7 giugno.



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CNA BALNEATORI PROPONE ISTANZE ALLA LEGGE REGIONALE TOSCANA 31/2016

Postato il: 27 maggio, 2016 | Lascia un commento

100_1343Il 9 maggio scorso, durante l’assemblea regionale CNA Balneatori di Livorno, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – annunciò l’invio alla Giunta regionale toscana di un  documento sindacale finalizzato a chiarire i contenuti e i limiti dell’atto formale, quale risulta dalla legge regionale 31/2016. Il documento in questione, che pubblichiamo, è stato inviato al presidente della Regione Toscana – Enrico Rossi – e all’assessore al Turismo – Stefano Ciuoffo – il 26 maggio, a firma di Lorenzo Marchetti – presidente CNA Balneatori Toscana. L’obiettivo è quello di escludere, a livello di linee guida della nuova legge regionale, le procedure comparative – gare, a tutti gli effetti – a cui rischiano di sottoporsi le oltre 450 imprese balneari toscane che hanno presentato istanza per prolungare la durata delle rispettive concessioni demaniali, previ investimenti di riqualificazione delle inerenti strutture aziendali.

Nella foto, scattata nel corso del convegno, da sinistra a destra: Ettore Nesi, uno degli avvocati del collegio di difesa CNA Balneatori presso la Corte di Giustizia europea; Cristiano Tomei; Gianni Anselmi, presidente della Commissione Attività produttive del Consiglio regionale della Toscana; Lorenzo Marchetti.



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BARETTA, LE REGIONI, IL MINISTRO COSTA

Postato il: 23 aprile, 2016 | Lascia un commento

BARETTA_REPUBBLICACOSTAQuali sono gli esatti termini della querelle che ha contrapposto Pierpaolo Baretta – sottosegretario all’Economia – ad alcune importanti regioni costiere italiane, circa la nuova, attesa, normativa sulle concessioni balneari?
Inizia tutto il 18 aprile scorso, quando Baretta, durante la trasmissione radiofonica “Mix 24”, rilascia a Giovanni Minoli l’intervista che può essere riascoltata, a partire da 24′ 54”, nella registrazione audio pubblicata sul sito personale del sottosegretario, insieme con la trascrizione dell’intervento.
Alle incolori dichiarazioni di Baretta – che comunque la dicono lunga circa le intenzioni del Governo – il 19 aprile fanno seguito tre significative repliche di responsabili regionali, tutte favorevoli al comparto balneare:
Marco Scajola – coordinatore del tavolo delle Regioni in materia di Demanio e assessore all’Urbanistica della Regione Liguria – si esprime nel comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale della Regione Liguria;
anche Stefano Bonaccini – presidente della Regione Emilia-Romagna – pubblica un comunicato stampa sul portale della sua Regione;
Luciano D’Alfonso – presidente della Regione Abruzzo – interviene su Notiziedabruzzo.it.
Manca invece un qualsiasi presa di posizione della Regione Toscana, la quale intenderebbe portare all’approvazione del Consiglio, previsto per il prossimo 3 maggio, una proposta di legge lontana dall’orientamento favorevole all’imprenditoria balneare in attività annunciato dal presidente Enrico Rossi, proposta apertamente sconfessata dall’assemblea dei balneari toscani, che si è svolta presso il Bagno Arizona di Viareggio, il 21 aprile. Si veda al riguardo il documento che è stato approvato in quella sede.
Per completezza ricordiamo, a chi desideri approfondire l’argomento, la puntuale dichiarazione di Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – riportata nel nostro post del 19 aprile.
Inquietante, nel contesto, l’assoluto silenzio del ministro agli Affari Regionali Enrico Costa, coordinatore dei ministeri interessati agli sviluppi della questione balneare italiana. Il 5 aprile a Rimini, nell’ambito del convegno organizzato da Area Popolare, il ministro aveva parlato di diritto alla parità di trattamento tra paesi europei; di legittimo affidamento; di riconoscimento del valore commerciale dell’impresa balneare e dell’inerente esperienza professionale; di certezza normativa; di essenzialità di un autorevole intervento italiano in Europa; di metodo di lavoro e di prossima convocazione di un tavolo tecnico. Sono trascorsi più di 15 giorni da allora e siamo in attesa di sviluppi che tardano a venire.



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CARLO MONTI E LA REALTA’ VERA DELLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 16 aprile, 2016 | Lascia un commento

MONTI_BOLOGNA_2012Riprendiamo il significativo contributo di Carlo Monti – storico imprenditore balneare viareggino, per lunghi anni presidente dell’Associazione Balneari Viareggio – pubblicato da Mondo Balneare il 12 aprile scorso. La foto a lato lo ritrae durante la manifestazione del 20 novembre 2012 a Bologna.
Carlo – lo chiamiamo per nome, per evitare qualsiasi inopportuno accostamento con il Monti di Giorgio Napolitano, del gruppo Bilderberg, della Commissione Trilaterale – nella sua pregevole nota, parla senza mezzi termini del disegno, attuato da grandi gruppi economico finanziari, di estromettere la piccola imprenditoria balneare italiana attraverso l’invenzione di una direttiva – la Bolkestein – alla quale sono state affidate funzioni di legalità apparenti e attribuite interpretazioni forzate e strumentali.
Questi sono i nostri principali nemici, soggetti avidi e spregiudicati, capaci di realizzare qualsiasi iniziativa utile ai loro obiettivi, dallo sviamento dell’opinione pubblica attraverso la divulgazione di informazioni false e tendenziose, all’enunciazione di pseudo teoremi economici utili per indebolire il fronte comune delle imprese, all’uso strumentale di una classe politica che volutamente evitiamo di qualificare.



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PERCHÉ DIRE NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE RENZI, APPROVATA IL 12 APRILE

Postato il: 13 aprile, 2016 | 1 commento

OBBROBRIO_COSTITUZIONALEZAGREBELSKYMartedì 12 aprile: la Camera dei deputati, con 361 voti favorevoli, 7 contrari e due astenuti, ha dato il definitivo via libera alla riforma costituzionale Renzi-Boschi. Le opposizioni (Forza Italia, Sinistra italiana, 5 stelle e Lega nord), dopo le dichiarazioni di voto, hanno lasciato l’aula, mentre la minoranza PD ha votato a favore.
La parola passa ora al referendum di ottobre, cioè ai cittadini. L’esito della consultazione dipenderà fondamentalmente dalla maturità civica del corpo elettorale e dal suo grado di informazione. Ecco un contributo: pochi giorni fa, il 6 marzo, Il Fatto Quotidiano.it ha pubblicato l’articolo “Referendum Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky spiega i 15 motivi per dire no alla riforma voluta da Renzi. In vista della consultazione popolare fissata a ottobre sulle modifiche alla Carta, il presidente emerito della Consulta elenca le ragioni per votare contro il disegno messo a punto dal premier e dal suo governo”.
Nell’articolo, Zagrebelsky, riferimento essenziale del quadro costituzionale italiano, contesta gli argomenti capziosi di chi ha sostenuto questa temibile riforma e ne evidenzia i gravissimi rischi intrinseci. Per leggerlo, se ancora non lo avete fatto, cliccate su questo link.



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  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
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