CNA BALNEATORI INCONTRA LOTTI, SKIPPER INCARICATO  DI  PILOTARE I BALNEARI FUORI DALLE SECCHE DELLA BOLKESTEIN

Postato il: 7 settembre, 2016 | Lascia un commento

cna_balneatori_lotti_07_09_2016Roma, 7 settembre: Luca Lotti – sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, incaricato di attuare il riordino della normativa demaniale marittima – ha ricevuto una delegazione di CNA Balneatori guidata dal coordinatore nazionale Cristiano Tomei.
L’incontro, che segue quello del 21 agosto a Forte dei Marmi tra il premier Renzi e CNA Balneatori, testimonia l’attenzione e la disponibilità del Governo nei confronti delle oltre 30mila imprese che operano nel settore, danno lavoro, creano ricchezza, contribuiscono alla tutela ambientale delle spiagge italiane e offrono servizi di qualità, garantendo l’immagine dell’Italia nel mondo.
Durante l’incontro sono state illustrate le linee di intervento che CNA Balneatori propone al Governo in vista del disegno di legge finalizzato alla riforma delle concessioni :
a.- riconoscimento del legittimo affidamento delle imprese in attività;
b.- doppio binario, ossia assegnazioni mediante evidenza pubblica per le sole nuove concessioni, mentre alle concessioni in essere è assicurata sostanziale stabilità, fino a che la risorsa spiaggia, valutata in ambito nazionale, non sia divenuta scarsa;
c.- mappatura delle spiagge litoranee ancora disponibili, necessaria per sostenere, di fronte alla Commissione europea, la specificità del nostro Paese che, con oltre 8mila chilometri di coste solo parzialmente utilizzate per attività turistico-riscreative, non registra carenze della risorsa spiaggia.
La discussione ha interessato la valutazione delle possibili alternative in grado di dare sicurezza e futuro al comparto, tra cui l’eventuale attività giurisdizionale, necessaria per affermare il legittimo affidamento di ogni singola impresa attiva, alla luce della recente sentenza UE.
Primo incontro tecnico di concreto interesse. Lotti, attento e collaborativo, ha aggiornato la riunione assicurando nuovi appuntamenti a breve.



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DOCUMENTI CNA BALNEATORI: CONSIDERAZIONI

Postato il: 10 agosto, 2016 | 1 commento

054Il 2 agosto 2016, l’Ufficio di presidenza di CNA Balneatori, convocato presso la sede nazionale di Roma, ha discusso le “Osservazioni sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, sez. V, 14 luglio 2016, in C-458/14 e c-67/15, con particolare riferimento ai suoi effetti sui rapporti concessori in atto”, studio giuridico riferito al giudizio unificato Promoimpresa e Melis, redatto per conto della Confederazione dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi.
L’Ufficio di presidenza ha inoltre approvato il documento sindacale “La questione balneare italiana: riordino della normativa demaniale turistico-ricreativa”.
Pubblichiamo entrambi i documenti per memoria, con ritardo, dovuto ad impegni di lavoro, tranquillizzati dal fatto che altre autorevoli fonti li hanno divulgati pressoché in tempo reale.
Ci limitiamo qui ad evidenziare alcune importantissime considerazioni conclusive dello studio Righi-Nesi (paragrafo 20.5).
La sentenza della Corte di Giustizia suggerisce una soluzione interpretativa della Direttiva servizi che non spogli i concessionari demaniali in attività della loro azienda e del relativo avviamento commerciale. Tali beni appartengono inequivocabilmente ai concessionari e trovano legittimo fondamento nella normativa nazionale che garantiva il diritto di insistenza sul bene pubblico (articolo 37 Codice navigazione) e il rinnovo automatico delle concessioni (articolo 10 legge 16.3.2001, n. 88).
L’applicazione della Direttiva Servizi alle concessioni demaniali marittime costituisce un’ingerenza al diritto di proprietà delle imprese balneari, intervento che, come chiarisce la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in data 5 gennaio 2000 (affaire Byeler c. Italie, requête n. 33202/96), è compatibile con l’art. 1 del 1° Protocollo addizionale CEDU solo se garantisce il «giusto equilibrio» tra le esigenze dell’interesse generale della comunità e l’imperativo (categorico) della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo. Questo non sembra essere verificato nella questione balneare italiana, anche perché la tutela della concorrenza non costituisce un’esigenza di pubblica utilità di portata tale da giustificare il trasferimento forzoso di beni o altre utilità dall’imprenditore che ne sia titolare ad altro imprenditore.
È quindi compito dei pubblici poteri della Repubblica italiana e delle istituzioni comunitarie garantire adeguati livelli di protezione a tali diritti.
Questi i criteri che devono orientare l’attività sindacale e che sicuramente orienteranno CNA Balneatori. Auguriamoci che siano condivisi.



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CNA BALNEATORI: INIZIATIVE DOPO LA SENTENZA

Postato il: 29 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_11.07.2013Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – è stato ammesso come uditore all’incontro del 27 luglio tra Governo e Regioni.
Gli chiediamo un commento:  «Purtroppo avevamo visto giusto, quando, in passato, abbiamo sostenuto che “indennizzo” e “professionalità” non erano elementi forti idonei a tutelare gli imprenditori balneari italiani. Attraverso le motivazioni della sentenza, abbiamo capito che si deve lavorare sul “legittimo affidamento” dei concessionari e sulla “scarsità” della risorsa spiaggia, declinata  in ambito nazionale e territoriale.  
Nell’ufficio di presidenza CNA Balneatori indetto per martedì 2 agosto, discuteremo due distinte relazioni: una sindacale e una giuridica, necessarie per  aprire nell’immediato un confronto diretto con Governo, Parlamento, Regioni e Comuni.
Riteniamo che esistano ampi margini per trovare soluzioni normative adeguate al fine di garantire la continuità aziendale delle attuali imprese balneari italiane.
Durante i lavori dell’Ufficio, esamineremo in dettaglio le due relazioni e ne faremo una sintesi utile per informare i balneari e per interloquire con i livelli istituzionali coinvolti nella soluzione della questione balneare italiana.
Considerando l’importanza dell’argomento in discussione, esortiamo i componenti l’ufficio di presidenza alla massima partecipazione possibile.»




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TOMEI MESSAGGIO AI DIRIGENTI DI CNA BALNEATORI

Postato il: 16 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_123Anche se la sentenza della Corte di Giustizia è stata negativa per la proroga al 2020, siamo riusciti ad affermare che il concetto della scarsità della risorsa spiaggia non è un dato assoluto e inoppugnabile. Non può essere un principio determinabile a priori, anche perché noi sappiamo che almeno il 60% degli arenili è ancora disponibile.
La nostra determinazione e il nostro lavoro sindacale, unito alla memoria difensiva dei nostri avvocati – a cui va il nostro ringraziamento – hanno consentito all’Alta Corte di pronunciarsi in tal senso. Pensate se non ci fossimo difesi e costituiti in giudizio quale sarebbe potuta essere la portata negativa del pronunciamento…
Ora si apre una nuova fase, nei confronti di Governo, Regioni e Comuni, per individuare una soluzione che assicuri continuità di gestione alle attuali imprese ed eviti qualsiasi tipo di procedura comparativa.
Forza balneari! Ora bisogna mettere ancora più passione nella nostra lotta sindacale. Non cesserò mai di affermare il diritto di esistere delle nostre imprese e insieme ce la faremo!
Cristiano Tomei



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14 LUGLIO 2016: ASPETTANDO LA SENTENZA UE NEL PRESIDIO CNA BALNEATORI ORGANIZZATO C/O BAGNI SUCCURSALE MARGHERITA – VARAZZE

Postato il: 14 luglio, 2016 | Lascia un commento

018001PRESIDIO_PERMANENTE (1)Mattina del 14 luglio 2016, aspettando la sentenza della Corte di Giustizia UE in uno dei presidi permanenti Alto Tirreno organizzati da CNA Balneatori: Bagni Succursale Margherita – Varazze.














































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TOMEI – CNA BALNEATORI – PROPONE DICHIARAZIONE CONTINUITA’ IMPRESA BALNEARE

Postato il: 11 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVOROC’è chi lavora ininterrottamente per consolidare le posizioni delle imprese balneari e chi, fin dalle prime ammissioni pubbliche della supposta ineludibilità della Direttiva servizi e/o dell’articolo 49 TFUE – ex 43 TCE, mantiene posizioni difficilmente comprensibili alla luce di una corretta e lineare dinamica sindacale.
Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – mentre organizza presidi nelle città litoranee del Tirreno e dell’Adriatico, per tenere alta l’attenzione dei balneari, in attesa della imminente sentenza UE, propone un documento inedito, vero e proprio colpo d’ala: la Conferma della continuità dell’impresa balneare. In attesa di una norma nazionale che accerti la legittima vigenza delle concessioni in attività, è opportuno che questo documento, che attesta la continuità della singola impresa balneare, sia scaricato, completato e depositato al più presto presso i competenti uffici comunali. Invitiamo gli associati CNA Balneatori a procedere in questo senso in tempi brevissimi.
Il documento è formattato in pdf per motivi tecnici, ma può essere agevolmente copiato e convertito in un formato che ne consenta il completamento e la stampa tramite pc.



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TOMEI – CNA BALNEATORI – NOTA IN MERITO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE

Postato il: 9 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVOROPubblichiamo, per l’interesse che riveste nel procedimento giurisdizionale europeo in questione, la sintetica nota tecnica elaborata da Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – per i componenti il Consiglio nazionale di CNA Balneatori, per i responsabili regionali, territoriali e le imprese associate, a proposito della sentenza che la Corte di Giustizia europea ha rubricato per giovedì 14 luglio, sei giorni da oggi:

Cari colleghi,

giovedì 14 luglio è attesa la sentenza della Corte di Giustizia dell’UE per quanto attiene la Causa C – 458/14, Promoimpresa s.r.l. e Consorzio Sponda bresciana Lago di Garda e Lago Idro (Così risulta dal sito della Corte di Giustizia, anche se l’udienza dibattimentale ha visto l’unificazione delle cause C – 458/14 e C – 67/15, promosse rispettivamente dal TAR Lombardia e dal Tar Sardegna. Si veda al riguardo il nostro post CNA BALNEATORI APPRODA ALL’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA – nota di Comitato Balneari Liguria) .

Dati identificativi del procedimento:

Pubblicazione: Gazzetta Ufficiale GU C 448 del 15/12/2014, pag.11
Materia: Libertà di stabilimento, libera prestazione dei servizi, concorrenza
Origine della questione pregiudiziale: TAR Lombardia
Procedimento ed esito: Rinvio pregiudiziale
Data deposito atto che introduce il giudizio: 3 ottobre 2015
Data udienza: 3 dicembre 2015
Data deposito conclusioni Avvocatura Generale: 25 febbraio 2016

Il rinvio pregiudiziale riguarda la legittimità dell’articolo 34-duodecies del D.L. n. 179/2012. Esso, novellando l’articolo 1, comma 18, del D.L. n. 194/2009, modificato dalla legge 26 febbraio 2010, ha disposto la proroga al 31 dicembre 2020 delle concessioni demaniali marittime aventi finalità turistico e ricreative in essere alla data del 30 dicembre 2009 (data di entrata in vigore del D.L. n. 194/2009) ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015. Ricordiamo che, successivamente, il 24 dicembre 2012, l’articolo 1, comma 547 della legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013), ha esteso le previsioni dell’articolo 1, comma 18, del D.L. n.194/2009, come sopra modificato, alle concessioni aventi per oggetto:

– il demanio marittimo, per concessioni con finalità sportive
– il demanio lacuale e fluviale, per concessioni con finalità turistico-ricreative e sportive
– i beni destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto.

CNA Balneatori, con la memoria difensiva riversata dal pool dei propri legali (Avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi), nell’udienza dibattimentale del 3 dicembre scorso in Corte di Giustizia, ha sostenuto le seguenti tesi giuridico – sindacali:

1.- legittimità della proroga al 31/12/2020
2.- estraneità del comparto balneare italiano alla direttiva servizi e alla direttiva concessioni
3.- gli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi, ma concessioni di beni, per nulla scarsi. Questo fatto consente di attuare una politica di apertura alla concorrenza su un numero di nuove concessioni almeno pari a quelle del comparto esistente, senza distruggere, attraverso il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche, il sistema attualmente in attività, socialmente ed economicamente integrato nell’economia turistica delle regioni costiere italiane.

Il 13 gennaio 2015, il Servizio giuridico della Commissione europea ha indirizzato al presidente e ai giudici della Corte di Giustizia UE un nota che assume importanza nella questione inerente la domanda pregiudiziale presentata alla stessa CGUE dal TAR Lombardia nella citata causa C-458/14. Dopo avere argomentato sulla controversa questione, il Servizio Giuridico conclude in questi termini:

« 54. Alla luce delle considerazioni che precedono, la Commissione suggerisce pertanto di rispondere al quesito pregiudiziale formulato dal TAR Lombardia come segue:
“una norma nazionale, come quella controversa nella causa principale, che determini un’automatica proroga ex lege della data di scadenza delle concessioni di beni demaniali, consentendo così ai concessionari esistenti di continuare a sfruttare economicamente tali beni anche dopo la scadenza del termine previsto dalle rispettive concessioni, comporta una violazione dell’articolo 12 della Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del mercato interno, nonché, se applicata con riferimento a concessioni di beni demaniali con interesse transfrontaliero certo, dell’art. 49 TFUE” ».

Il giorno prima, 12 gennaio 2015, l’avvocatura di Stato, per conto del Governo italiano, ha depositato presso la Corte conclusioni del tutto opposte, che ripropongo:
« 59. Per le motivazioni sopra esposte, si chiede conclusivamente a codesta On. Corte di Giustizia di voler valutare la irricevibilità della domanda pregiudiziale in esame per mancanza del necessario requisito della pertinenza in concreto con la causa instaurata innanzi al giudice remittente.
60. In subordine, si chiede di voler comunque ritenere compatibile con il diritto comunitario la proroga al 2020 delle concessioni marittime lacuali e fluviali in essere, prevista dall’art. l’art. 1, comma 18, del d. l. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con legge del 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni. »

Giovedì 7 luglio 2016, nel corso dell’incontro tenuto a Roma tra le principali associazioni di categoria del comparto balneare e il ministro agli Affari regionali, Enrico Costa, CNA Balneatori – presente e rappresentata dal sottoscritto – ha chiesto l’approvazione di un provvedimento normativo che contempli 30 anni di proroga per le attuali impreseHa chiesto inoltre un’azione politico-istituzionale collegata, attraverso la quale si attivi a Bruxelles un negoziato sostenuto da tutti gli stati europei che abbiano coste turistiche balneabili. Questo per equità fondamentale in ambito europeo e per evitare la distruzione di 30 mila imprese balneari italiane e la dissoluzione del lavoro e delle prospettive di vita di altrettante famiglie.
Ha chiesto altresì di porre finalmente a Bruxelles la questione delle questioni: la Direttiva servizi non sarà mai percepita in Italia come attinente alle nostre imprese balneari fino a che non sarà interpretata correttamente, cioè fino a che  le concessioni demaniali marittime italiane siano escluse dalla Direttiva, com’è logico sia, in quanto riferite a beni e non a servizi. Bisogna ripartire dal recepimento italiano di questa Direttiva e modificarlo, escludendo dalla sua applicazione le 30 mila imprese balneari attualmente in attività.
In caso di sentenza negativa, infine, CNA Balneatori ritiene necessario approvare immediatamente una norma transitoria, che assodi la legittima vigenza delle attuali concessioni. Questa iniziativa è necessaria ma non sufficiente, infatti soprattutto un periodo transitorio di 30 anni, simile a quello che è stato accordato in Spagna, riconsegnerebbe il diritto di esistere a 30 mila imprese balneari italiane.

A disposizione per ogni chiarimento.
Grazie per l’attenzione.

Cristiano Tomei
Coordinatore Nazionale Cna Balneatori “




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70 ANNI DI CNA, RIFORMA COSTITUZIONALE E REFERENDUM

Postato il: 7 luglio, 2016 | Lascia un commento

VOTONOPrendiamo atto degli interventi in merito alla proposta di riforma costituzionale effettuati da Daniele Vaccarino – presidente nazionale CNA – Confederazione nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa, nell’ambito delle celebrazioni del 70° della Confederazione. Altrettanto facciamo per gli interventi in merito alla proposta di riforma costituzionale di Giorgio Napolitano – presidente emerito della Repubblica italiana – e di Maria Elena Boschi – ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento – presenti entrambi al convegno CNA del 5 luglio 2016.  Non li condividiamo, ma non vogliamo sprecare tempo ed energia in polemiche inutili. Chi desideri approfondire l’argomento lo faccia riferendosi al sito www.cna.it e, in particolare, ai link:

http://www.cna.it/notizie/oggi-lavvio-delle-celebrazioni-del-settantesimo-con-il-presidente-napolitano-e-il-ministro

http://www.cna.it/notizie/vaccarino-settanta-anni-di-storia-non-sono-solo-un-insieme-di-eventi-di-cui-avere-memoria

http://www.cna.it/notizie/vaccarino-su-corsera-e-lunita-la-risposta-dei-media, indirizzo, quest’ultimo, che evidenzia in particolare le interviste rilasciate da Vaccarino al Corriere della sera e all’Unità.

Noi di Comitato Balneari Liguria, microimprenditori balneari, associati CNA Balneatori e, soprattutto, cittadini italiani convinti assertori del NO al quesito referendario, voteremo liberamente NO e sosterremo l’opportunità di questa scelta con tutte le nostre forze. Vi invitiamo a fare altrettanto.



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ATTO FORMALE TOSCANA: CNA BALNEATORI SCRIVE AI SINDACI DOPO L’ IMPUGNATIVA DELLA LEGGE REGIONALE

Postato il: 5 luglio, 2016 | 1 commento

TOMEI_AL_LAVOROOggi, 5 luglio, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – preso atto dell’impugnativa recentemente adottata dal Consiglio dei ministri nei confronti della legge n. 31/2016 della Regione Toscana, chiede ai sindaci toscani delle città di mare che:
1.-   le istanze inoltrate ai fini del cosiddetto “atto formale” siano valutate secondo l’iter che si richiama alla normativa nazionale, quindi escludendo le procedure comparative previste nella legge regionale toscana impugnata;
2.-  si provveda alla validazione di una più lunga durata delle concessioni esistenti (da 6 a 20 anni) in base ai programmi di investimento presentati, senza procedere alla riconsegna della concessione, in quanto sussiste la continuità del rapporto amministrativo in essere;
3.- tra gli investimenti funzionali ad ottenere una maggior durata delle concessioni si considerino anche quelli già effettuati e non ancora ammortizzati;
4.- si consideri anche il valore economico, sociale, occupazionale, ambientale, complessivo dell’azienda balneare.
Tomei precisa che i punti sopra elencati sono compatibili e non svincolabili dalla richiesta di 30 anni di proroga, sostenuta da CNA Balneatori, necessaria:
a.- per garantire una adeguata durata delle attuali imprese, il cui destino, in ogni caso, non può essere considerato a termine sulla base di meri motivi di ordine burocratico;
b.- per assodare il principio fondamentale della non inerenza della Direttiva Bolkestein con il comparto balneare marittimo italiano.



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CNA BALNEATORI – SENTENZA 14 LUGLIO: CONSIDERAZIONI E INIZIATIVE SINDACALI INERENTI

Postato il: 26 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVORO26 giugno 2016: diciotto giorni alla sentenza della Corte di Giustizia UE. Noi di Comitato Balneari Liguria la attendiamo con interesse, anche se, realisticamente, dobbiamo considerarla una tappa significativa, ma per nulla conclusiva. Gli obiettivi degli schieramenti in campo nell’ambito della questione balneare italiana – vicenda complessa, che poco ha a che fare con il progresso dei popoli, il vivere civile, la giustizia, lo stato di diritto, la democrazia – sono chiari da tempo. Altrettanto noti sono: le posizioni della categoria, i suoi capisaldi e i suoi inquietanti punti deboli.
Aspettiamo di capire come la Corte di Giustizia e il Governo italiano interpreteranno Brexit e i risultati delle recenti elezioni amministrative italiane, eventi che dovrebbero essere valutati con attenzione in quanto, comunque li si voglia interpretare, segnano l’obiettivo fallimento di due significativi processi politici. Accadrà? Sarebbe ingenuo crederlo.
Chiediamo a Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – come interpreti il difficile momento che stiamo attraversando:
Presidente Tomei, quali sono le sue considerazioni circa gli sviluppi della questione balneare italiana, alla luce di quanto ha preceduto e seguirà la sentenza della Corte di Giustizia? Quali le iniziative CNA Balneatori attualmente allo studio o in fase di avanzata realizzazione?
“Il risultato del referendum che ha portato alla cosiddetta Brexit, esprime sintomi generalizzati di sofferenza e di protesta, di cui si dovrebbe tenere conto. L’UE dovrà divenire rapidamente casa comune fondata su valori condivisi, piuttosto che su regole e parametri rigidi, ai quali gli Stati membri devono forzatamente attenersi. Le risposte che attendiamo dall’Unione devono essere all’altezza delle aspettative di benessere sociale che ne hanno motivato la nascita.
Limitandoci al comparto balneare italiano – considerato nel mondo intero un ‘asset’ di primaria importanza, a prescindere dalle condizioni strutturali che lo hanno reso possibile e che non sono riproducibili fuori dall’ambito familiare – dobbiamo rimarcare che, nei suoi confronti, esistono sconcertanti disparità di trattamento rispetto alle normative previste in altri stati dell’Unione. La Commissione europea, pur sottolineando che i veri arbitri della situazione sono gli stati membri, ai quali in concreto compete l’applicazione di trattati e direttive, si è prestata e si presta a sostenere, nei confronti della situazione italiana, interpretazioni forzate e strumentali. Quanto alla politica interna, non dimentichiamo che, in presenza di una normativa nazionale che prevedeva un sostanziale patto di stabilità rispetto alle concessioni balneari marittime in atto, nel 2006 ci si astenne dall’escludere tali fattispecie contrattuali dalla Direttiva servizi e in seguito addirittura si vollero creare i presupposti per la procedura di infrazione che determinò l’abrogazione del diritto di insistenza e del rinnovo automatico. Tutti provvedimenti che furono, e sono, addebitati alla responsabilità dell’Europa, ma che sono di chiara matrice italiana. Più recentemente, trascurando l’evoluzione normativa UE in atto attraverso la Direttiva Concessioni, molteplici atti e dichiarazioni di ambito governativo, pur se accompagnati da formali manifestazioni di sostegno e solidarietà, anticipano che l’attuale comparto balneare italiano dovrà andare all’asta. Noi di CNA Balneatori, continuiamo a impegnarci per tenere alta l’attenzione della categoria. Le nostre richieste di base, lo ribadiamo, sono:
1.- evitare la promulgazione di nuove norme nazionali e regionali prima di conoscere il dispositivo della sentenza UE;
2.- 30 anni di proroga, sia per equità globale, sia per consentire l’ammortamento degli investimenti in corso, sia, soprattutto, per avere il tempo di lavorare al fine di ripristinare sicurezza nella continuità di gestione degli stabilimenti in attività, limitando alle nuove concessioni l’adozione di procedure comparative. Questo è il nostro più importante obiettivo.
Informiamo infine che:
1.- abbiamo richiesto un incontro alle Regioni per conoscere l’esito del Tavolo interregionale che si terrà domani, 27 giugno, nel corso del quale saranno discusse nostre proposte;
2.- abbiamo istituito presso gli stabilimenti balneari associati presidi permanenti, in vista della pronuncia della sentenza della CGUE sulla scadenza della proroga delle
concessioni al 2020;
3.- abbiamo istituito un gruppo di lavoro giuridico/sindacale operativo H24, per valutare l’esito della sentenza e le iniziative da attuare per la tutela delle imprese balneari associate;
4.- organizzeremo a breve 4 iniziative sindacali, di cui due sulla costa tirrenica e due su quella adriatica.
Siamo ‘sul pezzo’ più che mai. E’ tutto.”




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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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