BALNEARI TOSCANA: NO ALLA ATTUALE PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE!!

Postato il: 3 maggio, 2016 | 1 commento

GIUNTA_REGIONALE_TOSCANAOrmai è chiaro che la bozza del ddl regionale Toscana, ritenuta unanimemente peggiorativa rispetto alla normativa di atto formale vigente in ambito nazionale, sarà presentata invariata all’approvazione del Consiglio regionale toscano di oggi, 3 maggio 2016. L’assessore Ciuoffo che, nell’incontro del 29 aprile con i concessionari toscani, aveva assicurato una risposta urgente in merito alla sostanziale revisione della proposta in atto, non si è fatto vivo. Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano ha conseguentemente indetto una manifestazione-presidio per le ore 15:00 di oggi, davanti alla sede del Consiglio Regionale, come deciso dall’assemblea del 21 aprile.
I motivi per i quali la proposta di legge regionale è stata ritenuta inaccettabile sono spiegati con chiarezza dalla nota 2 maggio 2016 diffusa dal presidente Emiliano Favilla e da Nando Cardarelli, documento che proponiamo integralmente.
Massimo impegno per le organizzazioni sindacali che hanno condiviso la vertenza – CNA Balneatori, Assobalneari Confindustria e OASI Confartigianato – sostenuta dagli ambulanti fiorentini del mercato di San Lorenzo in Firenze e da SIB Confcommercio Toscana che, pur non prendendo chiaramente posizione, ha giudicato inopportuna l’introduzione della procedura comparativa nella proposta di legge.
Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – ci ha dichiarato: “La norma nazionale, per quanto attiene le istanze di atto formale da parte delle concessioni demaniali marittime vigenti, non stabilisce procedure comparative a priori. Solo a seguito della pubblicazione delle istanze, i Comuni possono richiedere procedure comparative, laddove si manifestino interventi di terzi. Non si comprende perché una norma regionale debba essere peggiorativa rispetto a quella nazionale vigente, che invece legittima la continuità degli investimenti e della concessione – e dunque del lavoro – per le imprese balneari in attività. Noi chiediamo la soppressione della procedura comparativa oggi contenuta nella proposta di legge della regionale Toscana, allineandoci invece alla norma nazionale.”



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ABRUZZO: 20 ANNI DI CONCESSIONE VALGONO UN INVESTIMENTO DA 35 MILIONI DI EURO?

Postato il: 8 giugno, 2015 | 1 commento

OMBRELLONIil Centro – quotidiano on line di Pescara – informa che SIB Confcommercio e FIBA Confesercenti, per tutelare la continuità di esercizio delle imprese balneari abruzzesi, propongono di realizzare un complesso investimento da 35 milioni di euro. Secondo i promotori, il progetto, chiamato “Vivere il mare”, consentirebbe di superare il problema della direttiva Bolkestein e permetterebbe di estendere le concessioni balneari fino a venti anni.
A noi di Comitato Balneari Liguria la proposta sembra impraticabile e inopportuna per due ordini di motivi:
1.- la sentenza 213/ 2011 della Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità degli articoli 1 e 2 della legge della Regione Abruzzo 3/2010 (Estensione della durata delle concessioni demaniali per uso turistico-ricreativo). Questi articoli, in sintesi, prevedevano la possibilità di estendere la durata delle concessioni in essere e quella delle nuove concessioni fino ad un massimo di venti anni, a partire dalla data di rilascio, in ragione dell’entità degli investimenti. L’opportunità che SIB e FIBA propongono ora è quindi definitivamente tramontata quattro anni fa;
2.- ogni concessione raccoglie una montagna di investimenti effettuati prima d’ora e rappresenta un notevole valore aziendale. Sarebbe opportuno tutelarli, prima di parlare di nuovi maxiimpegni.
Per inciso, la scadenza 31.12.2020 è sempre sub judice da parte della Corte di Giustizia europea e quella del 31.12.2015 è sempre più vicina. Cosa stanno facendo SIB Confcommercio e FIBA Confesercenti a questo riguardo?



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L’AVVOCATURA DI STATO DIFENDE LA PROROGA. TOMEI: ADESSO SI PARTE DAL 2020.

Postato il: 14 aprile, 2015 | 1 commento

124Il magistrale ricorso degli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi avverso la sentenza del TAR Lombardia (cliccare per evidenziarlo) ha trovato autorevole conferma nell’atto di intervento del Governo della Repubblica italiana, atto che l’Avvocatura di Stato, in persona dell’avvocato dello Stato Pietro Garofoli, ha depositato presso la Corte di Giustizia UE il 12 gennaio 2015. Queste le “Conclusioni” contenute nel documento:

“59) Per le motivazioni sopra esposte, si chiede conclusivamente a codesta On. Corte di Giustizia di voler valutare la irricevibilità della domanda pregiudiziale in esame per mancanza del necessario requisito della pertinenza in concreto con la causa instaurata innanzi al giudice remittente.
60) In subordine, si chiede di voler comunque ritenere compatibile con il diritto comunitario la proroga al 2020 delle concessioni marittime lacuali e fluviali in essere, prevista dall’art. l’art. 1, comma 18, del d. l. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con legge del 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni.”

L’atto in questione, che pubblichiamo integralmente (cliccare per richiamare Rassegna Avvocatura Stato e poi da pag. 81 a pag. 92), ci è stato trasmesso da CNA Balneatori, che – operando in reale stato di agitazione permanente – sta svolgendo un lavoro puntuale e infaticabile a tutela degli interessi generali della categoria. Bene ha fatto, quindi, CNA a promuovere l’atto di intervento avverso la sentenza del TAR Lombardia. Bene ha fatto SIB Confcommercio ad aderire. Perfette le considerazioni contenute nel Memorandum Nesi (cliccare per evidenziarlo), promosso anch’esso da CNA Balneatori.
Lasciamo all’autorevolezza di Cristiano Tomei le considerazioni sulla portata del documento dell’Avvocatura: “Il documento depositato dall’Avvocatura di Stato esprime concetti economici, sociali, giuridici, solidali che fanno onore a quest’importante organo dello Stato di significativa  rilevanza costituzionale. Le sue conclusioni svuotano di ogni fondamento le affermazioni di quanti asseriscono l’inesistenza della proroga al 2020. Noi ne siamo sempre stati convinti e questo ci ha indotto a procedere con l’atto di resistenza giuridica degli avvocati Righi e Nesi, iniziativa che ha già superato il primo vaglio di ammissibilità verso la Corte di Giustizia UE.
Ora abbiamo anche il conforto dell’Avvocatura di Stato. La proroga al 2020 è legge dello Stato e va difesa in Italia e in Europa: si tratta di un principio di legittimità giuridica, istituzionale e sindacale.”



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CNA BALNEATORI: RICHIESTA 13 APRILE 2015 DI SUMMIT STRAORDINARIO AI PRINCIPALI SINDACATI NAZIONALI DELLE IMPRESE BALNEARI

Postato il: 14 aprile, 2015 | Lascia un commento

065Pubblichiamo il testo della mail 13 aprile 2015, con la quale Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – in esecuzione del mandato ricevuto dall’Assemblea Nazionale CNA Balneatori del 10 aprile scorso, chiede la convocazione di un summit straordinario, finalizzato ad aggiornare la strategia sindacale di categoria alle più recenti acquisizioni giurisprudenziali e dottrinali di settore, riaffermando l’impegno di ogni singola confederazione – e delle confederazioni nel loro complesso – sui seguenti obiettivi:

1.- proroga delle concessioni di almeno 30 anni a far data dal 31 dicembre 2020;
2.- difendere anche all’esito del periodo transitorio la libertà di intrapresa dei balneatori, i quali sono titolari di un diritto di durata infinita, di rilevanza comunitaria (art. 17 della Carta di Nizza) e europea (1° Protocollo addizionale CEDU); diritto che va ritenuto impermeabile alla normativa comunitaria sopravvenuta, siccome sorto anteriormente al recepimento della c.d. Direttiva Bolkestein da parte dell’Italia. Riaffermare, quindi, la titolarità delle imprese ad un periodo indefinito di attività che esclude il ricorso a procedure di evidenza pubblica;
3.- indispensabile e improcrastinabile moratoria a favore delle imprese pertinenziali, in attesa della riforma del demanio e degli stessi canoni;
4.- fermo quanto già deliberato a Carrara in ambito Balnearia 2015.

Cliccare sul link per evidenziare il testo della mail.



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ASSEMBLEA NAZIONALE CNA BALNEATORI – RAVENNA 10 APRILE 2015: INTERVISTA TGR

Postato il: 14 aprile, 2015 | Lascia un commento

RAVENNA_SERVIZIO_TGR_ABRUZZOEcco il servizio realizzato da TGR Abruzzo il 10 aprile 2015, in occasione dell’Assemblea Nazionale CNA Balneatori di Ravenna. Un messaggio positivo rispetto ai gravi problemi della categoria, affidato alle interviste di Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori, Renata Tosi – sindaco di Riccione e Nevio Salimbeni – responsabile turismo Cna Ravenna.
Cliccare sul link per avviare il filmato.



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TOMEI: QUESTI I PRINCIPI. ALZI LA MANO CHI NON E’ D’ACCORDO

Postato il: 7 aprile, 2015 | Lascia un commento

TOMEIEssenziale, ferma, chiarissima dichiarazione di Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – in merito al particolare, delicato, evolutivo momento che attraversa la questione balneare italiana e alla linea sindacale che, in questa fase, è necessario perseguire con determinazione e unitarietà. La riproponiamo integralmente:

“E’ necessario rafforzare l’unitarietà sindacale sulla trattativa del Governo a Bruxelles e sui nuovi contributi giuridici. Dobbiamo prevedere un periodo transitorio di almeno trent’anni e la corretta applicazione di norme e Trattati, per definire la non inerenza della Direttiva Bolkestein rispetto alle attuali 30.000 aziende del comparto balneare italiano. In ogni caso il periodo transitorio deve essere inteso come aspetto temporaneo del riordino normativo, necessario per avere il tempo di escludere questo comparto dalle aste e dalle evidenze pubbliche.
Su questi principi porteremo avanti la nostra linea sindacale rafforzata dal contributo dei balneari, degli esperti di diritto e del grande lavoro sin qui svolto nel solco della unitarietà sindacale.
Alzi la mano, adesso, chi non è d’accordo su questa linea e vuole mettere in discussione la convergenza dei balneari su questi criteri e l’unitarietà sindacale stessa… Nessuno può ignorare che la tutela di questi principi rappresenta il fondamentale interesse di tutti i balneari italiani e che ci viene unanimemente richiesta dalle stesse  imprese che rappresentiamo.
CNA Balneatori opera per la tutela del diritto ad esistere delle imprese balneari. Questo è il nostro preciso compito di sindacalisti. Dobbiamo chiedere al Governo che la trattativa in Europa prosegua sulla base di questi principi. Le Regioni lo hanno già detto.
Ora più che mai è necessario che l’azione sindacale sia chiara e determinata, per motivare  il Governo a ripresentarsi in Europa con adeguata autorevolezza e senza tentennamenti.
Negli ultimi mesi sono emersi elementi giuridici e politici che non possono essere trascurati. Ora dobbiamo chiedere quanto sappiamo essere necessario per evitare la messa in liquidazione di un comparto socio economico fondamentale per l’Italia e l’Europa.
Nonostante l’importante lavoro del Governo non sono giunte le tanto attese e confortanti notizie che aspettavamo dalla missione governativa a Bruxelles. Dobbiamo quindi rilanciare una nostra iniziativa sindacale forte, chiara ed unitaria.
Lo faremo in ogni possibile occasione, per esprimere chiarezza ed unità d’intenti.
Lo faremo venerdì 10 Aprile a Ravenna, nel corso della nostra Assemblea nazionale.
Lo faremo domani, 8 Aprile, a Viareggio (con una delegazione del nostro sindacato, secondo quanto deciso nell’ultima riunione dell’Ufficio di Presidenza nazionale) intervenendo all’Assemblea dei balneari che si terrà al Principe di Piemonte.
Lo faremo venerdì 17 Aprile, di nuovo a Ravenna, nel corso del Convegno organizzato dall’Assonautica di Ravenna.
Lo faremo adesso e sempre in tutte le occasioni pubbliche in cui sarà necessario informare e discutere con i balneari sul loro futuro e sul loro diritto ad esistere.”

Siamo abituati alla schiettezza di Tomei, ma queste sue parole sull’impegno sindacale nel comparto balneare pesano come pietre.



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TAR LOMBARDIA TRASMETTE A CORTE GIUSTIZIA UE ATTI RICORSO CNA BALNEATORI

Postato il: 1 aprile, 2015 | Lascia un commento

CORTE_GIUSTIZIA_UEUn importante passo avanti nel procedimento promosso da CNA Balneatori nell’ambito del giudizio – proposto da Promoimpresa s.r.l. – da cui è scaturito il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE circa la compatibilità con il diritto comunitario della proroga ex lege al 2020 delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali.
La cancelleria del TAR Lombardia, con nota protocollo 4767/2015 del 12 febbraio 2015, che pubblichiamo, trasmette alla Corte di Giustizia dell’Unione europea l’atto di intervento ad adiuvandum predisposto dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi. Ce lo comunica l’avvocato Nesi con una nota essenziale: “Il Lussemburgo si avvicina.”
Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – ci rilascia questa dichiarazione: “Un ulteriore importante passo avanti per tutelare il 2020, necessario per reggere la vertenza su tutta la questione balneare italiana. Abbiamo visto giusto nell’irrobustire l’azione sindacale con quella giuridica, che ha ricompreso e ricomprenderà maggiormente, nella memoria definitiva da depositare in Lussemburgo, non solo le note giuridiche contenute nell’atto di intervento, ma anche i principi fondamentali del diritto ad esistere delle imprese, riportati nel memorandum predisposto dall’avv. Nesi per CNA Balneatori, documento e che ha già dato i primi frutti con la risoluzione della Conferenza delle Regioni. Avanti balneari, avanti!!”



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INDISPENSABILE CONTRIBUIRE NEL RICORSO CONTRO SENTENZA TAR SARDEGNA

Postato il: 17 marzo, 2015 | Lascia un commento

AVVOCATITutti noi balneari siamo stati impegnati su molti fronti nell’ultimo periodo, tuttavia dalla comunicazione iniziale a oggi, 17 marzo, la sottoscrizione indetta per sovvenzionare il ricorso contro l’ordinanza del TAR Sardegna ha raggiunto la somma di 1.094 euro. Un quarto di quanto è necessario raccogliere. Ora però è arrivato il momento di accelerare i tempi, perché abbiamo la scadenza tecnica del 28 marzo, entro la quale il ricorso deve essere depositato.
E’ quindi necessario chiudere la sottoscrizione entro venerdì 20 marzo. Tre giorni soltanto, compreso oggi.
Com’è noto, il ricorso è stato affidato agli avvocati Ettore Nesi e Roberto Righi, che hanno già predisposto l’atto di resistenza contro il TAR Lombardia. Questo ulteriore intervento di salvaguardia, lo ricordiamo, rappresenta un aspetto strategico fondamentale della linea difensiva della categoria, in quanto, in assenza di norme a tutela del settore, l’atto di resistenza giuridica rappresenta l’unico supporto reale alla proroga al 31 dicembre 2020. Allo stato dei fatti, questa proroga dobbiamo difenderla con le unghie e con i denti, perché rappresenta l’unico vero baluardo per i balneari, senza il quale chi rifiuta di tutelarci avrebbe un forte alibi per affermare che, ormai in prossimità del 31 dicembre 2015, non c’è più nulla da fare e bisogna riassegnare le concessioni in essere mediante gara. Ricordiamo che il parere del TAR Sardegna circa l’interpretazione che dovrebbe essere data alla direttiva 2006/123/CE – rilevabile dal punto 27 dell’ordinanza 28 gennaio 2015, n. 224 – è categorico: dovrebbe essere privilegiata un’interpretazione della direttiva 2006/123/CE (Bolkestein – ndr) tale da non consentire il decorso – prima dell’applicazione della disciplina di derivazione comunitaria – di (lunghi) periodi transitori, qual è quello accordato dapprima con il decreto-legge n. 194 del 2009, citato; e poi dalle modifiche apportate ai sensi del’art. 34-duodecies, comma 1, del D.L. n. 179 del 2012, citato. La dilazione concessa dal legislatore italiano consente, a parere di questo Collegio, una sostanziale elusione della normativa comunitaria, ed in particolare dell’art. 12 della direttiva che – sebbene sia stato formalmente recepito dall’art. 16 del D.Lgs. n. 59/2010 – risulta nella sostanza disapplicato per effetto della vigenza di una disciplina legislativa speciale (più volte richiamata) che continua a consentire e riconoscere un sostanziale “diritto di insistenza” sulle concessioni demaniali marittime in essere.”
Su questa base il TAR Sardegna ha chiesto alla Corte di Giustizia Ue se ci sia contrasto tra l’articolo 12 della Direttiva Bolkestein e la proroga automatica delle concessioni al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2020. Se non ci tuteliamo nell’unico modo possibile – opposizione all’ordinanza – potremmo trovarci di fronte alle aste e alle evidenze pubbliche fin dal 1° gennaio 2016. Siamo tutti a rischio. Difendere le imprese balneari nel loro complesso è un imperativo categorico, se si vuole essere certi di salvare la propria. Valutate con la vostra testa e agite con la stessa determinazione che ci mettiamo noi di Comitato Balneari Liguria. Un ricorso come quello del quale parliamo, contribuendo nella minima misura richiesta, costa enormemente meno di quello individuale al quale potremmo essere chiamati, se non riuscissimo a raddrizzare la situazione.
Questi sono i dati necessari per effettuare il bonifico che vi invitiamo a disporre senza ritardo, suggerendo la cifra di 100 euro, meglio se qualcosa in più:
causale: CONTRIBUTO VOLONTARIO RICORSO CORTE GIUSTIZIA UE
beneficiario: FAB – Federazione Autonoma Balneari (organo tecnico di CNA Balneatori – ndr)
codice IBAN beneficiario: IT18G0200877342000103455434
altre annotazioni indispensabili: denominazione ditta ordinante; sede; codice fiscale e partita IVA; legale rappresentante (se società); indirizzo mail; telefono cellulare;
bonificare preferibilmente da conto corrente aziendale.



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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA E REGIONI

Postato il: 10 marzo, 2015 | Lascia un commento

FORUM 13.03.2015Il prossimo 16 marzo, a Roma, tutti gli assessori regionali al Demanio e al Turismo si incontreranno per una riunione convocata dai coordinatori nazionali Gabriele Cascino e Giovanni Lolli, rispettivamente assessori al Demanio e al Turismo delle regioni Liguria ed Abruzzo. Fra i temi all’ordine del giorno un incontro con ANCI, per assumere un orientamento comune, in previsione dell’apertura del tavolo di lavoro con il Governo e dell’avvio di un confronto con i rappresentanti delle associazioni nazionali delle imprese balneari.
In relazione a tale incontro istituzionale, venerdì 13 marzo, al termine del forum organizzato da CNA Abruzzo sul tema “Il Commercio e il Turismo in Abruzzo, un sistema economico per lo sviluppo”, una delegazione di CNA Balneatori consegnerà all’assessore Lolli – che interverrà tra i relatori – il documento sindacale unitario approvato a Rimini 2014, con i quattro punti della piattaforma intersindacale e – come deliberato nel Direttivo nazionale CNA Balneatori a Carrara – il memorandum sulla questione balneare italiana – predisposto dall’avv. Ettore Nesi – aggiornato alle più recenti tesi elaborate a sostegno dell’attuale sistema balneare italiano e alla più significative tendenze giurisprudenziali (consideranda 14 e 15 della neo Direttiva concessioni, Trattato di Nizza, Carta di Lisbona, Ley de costas, pareri e sentenze, fino a quella 27 febbraio 2015 del TAR Toscana.)



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CNA BALNEATORI PARTECIPA AL PRESIDIO PERTINENZIALI 10 MARZO 2015 A ROMA

Postato il: 9 marzo, 2015 | Lascia un commento

MEF_1Domani, 10 marzo 2015, Cristiano Tomei – presidente nazionale di CNA Balneatori – e le delegazioni di CNA Balneatori provenienti da ogni parte d’Italia,  insieme con quelle di altri sindacati nazionali di categoria, manifesteranno la loro solidarietà ai colleghi pertinenziali, nell’ambito del presidio che si terrà a Roma, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze – MEF – in via XX Settembre 97. L’obiettivo è sensibilizzare il Governo alla vera e propria emergenza di quelle, tra le imprese familiari pertinenziali, che l’esorbitante entità dei canoni applicati ha portato sull’orlo della disperazione e della decadenza dalla concessione e trovare una soluzione percorribile.
Il Consiglio di Stato, con alcuni pareri uniformemente orientati, e la sentenza 27 febbraio 2015 del Tar Toscana, hanno chiarito che le cosiddette “pertinenze” – beni immobili edificati dal concessionario nell’ambito della concessione, considerati proprietà dello Stato e assoggettati all’applicazione di canoni insostenibili dal 2007 – sono in realtà proprietà del concessionario fino allo spirare della concessione.
Il Governo, non accogliendo nel decreto Milleproroghe l’emendamento Pizzolante – Arlotti, ha chiarito che non intende per ora sanare questa situazione iniqua, socialmente esplosiva e giuridicamente insostenibile. Non ne comprendiamo i motivi. Il presidio di domani si propone di precisare in ambito MEF che neppure il Governo può disattendere una giurisprudenza consolidata. E’ ormai indispensabile individuare, in tempi brevissimi, una soluzione normativa a questo terribile e inaudito problema.
Al termine del presidio, alle ore 14:30, CNA Balneatori terrà il proprio Ufficio di presidenza nella sala riunioni della sede nazionale CNA, p.zza Mariano Armellini 9/A, terzo piano.
Il presidente e la segreteria nazionale di CNA Balneatori sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.



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