18 NOVEMBRE 2014: BARRACIU IN CNA NAZIONALE – RESOCONTO GIORNALISTICO CON INTERVISTE ED INTERVENTI

Postato il: 26 novembre, 2014 | Lascia un commento

BARRACIU_IN_CNA_18.11.2014Ecco il resoconto giornalistico del convegno che si è tenuto lo scorso 18 novembre a Roma, presso la sede nazionale CNA, con la partecipazione della sottosegretario Barraciu. Per visualizzare il filmato cliccate sul link:
https://www.youtube.com/watch?v=lQ3AtH51a58&feature=youtu.be.

Prima d’ora vi abbiamo riferito sull’importante incontro con i post: “CNA NAZIONALE SCENDE IN CAMPO CON GLI IMPRENDITORI BALNEARI. INCONTRO CON FRANCESCA BARRACIU” del 19 novembre e  “INCONTRO CNA, BARRACIU, SINDACATI, IMPRENDITORI. INTERVISTA CON CRISTIANO TOMEI” del 21 novembre.



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INCONTRO CNA, BARRACIU, SINDACATI, IMPRENDITORI. INTERVISTA CON CRISTIANO TOMEI.

Postato il: 21 novembre, 2014 | 1 commento

TOMEIComitato Balneari Liguria ha seguito con estremo interesse l’incontro CNA del 18 novembre, centrato sulla presenza di CNA nazionale e la partecipazione della sottosegretario di Stato Francesca Barraciu. In quella sede, i presenti hanno appreso dalla viva voce della sottosegretario che il Governo considera la situazione dei balneari una priorità nazionale e la loro sorte come una sfida importante per l’intero sistema economico, imprenditoriale, turistico italiano. Dopo questa interessantissima premessa e dopo aver convenuto sulla fondamentale circostanza che il bene in concessione balneare – costa idonea alla balneazione – è tutt’altro che limitato, Barraciu ha espresso alcuni concetti preoccupanti:
a.- la proroga al 2020, pur essendo legge dello Stato e parte integrante di una testo di legge finanziaria che sicuramente è stato analizzato a fondo in Europa, non esiste, per il fatto che non sarebbe stata notificata all’UE;
b.- il Governo sta dialogando da tempo con l’UE per dimostrare all’Unione la volontà di risolvere la questione demaniale italiana, sulla base di un documento che non è stato oggetto di confronto con i sindacati e che, se coincide con la bozza che è circolata nelle ultime settimane, non è minimamente condivisibile;
c.- i criteri che hanno reso percorribile per l’UE l’iter adottato dalla Spagna nei confronti del demanio marittimo locale non possono essere utilizzati per risolvere la questione balneare italiana in quanto le fattispecie considerate – quella spagnola e quella italiana – non sono assimilabili neppure per analogia;
d.- l’incontro del 18 novembre di un rappresentante del Governo con sindacati ed imprenditori, anche se del tutto informale ed organizzato da CNA, può essere considerato a tutti gli effetti un incontro di “tavolo tecnico”.

D.: Dott.Tomei, lei ritiene che il recente intervento della sottosegretario Barraciu costituisca un passo indietro rispetto alle aperture del 28 ottobre?
R.: No, anzi tutto il contrario. Oltre all’importante apprezzamento per la funzione economica svolta dal settore, ritengo sia stato finalmente assodato uno dei principali nodi della questione balneare italiana: il bene demaniale marittimo italiano non è una risorsa scarsa e limitata, bensì è ampiamente disponibile lungo le migliaia di km di costa dove non esistono concessioni demaniali.
Ci sono peraltro aspetti critici che vanno chiariti: la proroga al 2020 è una legge dello Stato italiano votata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica, all’interno del Decreto sviluppo, notificato in Europa nel suo complesso. Non ci sono stati al riguardo segnali negativi da parte dell’UE, pertanto la proroga esiste senz’ombra di dubbio. In ogni caso, quale atto dovuto alle imprese in attività, abbiamo messo in campo l’atto di resistenza giuridica che può assumere risvolti importanti per sostenere in Europa tutte le ragioni che appartengono al sistema balneare italiano.
La Bolkestein, infine, deve essere applicata tenendo conto della più recente “Direttiva concessioni”, che al “considerando” 15 esclude il ricorso all’evidenza pubblica per le concessioni balneari marittime.

D.: Ritiene possibile la formulazione di una normativa compatibile con la continuità delle attuali imprese balneari?
R.: Ne sono certo. Stando anche a quanto dichiarato dalla stessa sottosegretario, è possibile pervenire alla formulazione di una riforma, che deve essere condivisa con i sindacati di settore e che deve tenere conto di tre aspetti principali:
1.- un regime normativo riferito alle sole nuove concessioni;
2.- un periodo transitorio della durata minima di 30 anni per le attuali 30 mila imprese balneari italiane, necessario per mettere a punto un meccanismo di indubbia complessità, simile a quello adottato dalla Spagna e di recente confermato dal regolamento di attuazione;
3.- infine il riconoscimento normativo alle aziende balneari del loro pieno diritto ad agire sul mercato, del quale sono parte rilevante, senza porre loro un orizzonte temporale, che ne ostacolerebbe lo sviluppo. Come qualsiasi altra impresa, i concessionari demaniali marittimi devono essere lasciati liberi di agire nella legalità e nell’ambito delle dinamiche aziendali e di mercato. Chi meglio di loro è in grado di continuare a svolgere l’attività che hanno letteralmente inventato e sviluppato fino ai livelli attuali? Chi meglio di loro può svolgere le mansioni di pubblica utilità che già ora sono loro assegnate e che sono svolte con puntualità e competenza? Ovviamente esiste nei loro confronti il limite costituito da questioni superiori di pubblica utilità.

D.: Quali iniziative intende promuovere CNA Balneatori nei confronti della “bozza Gozi” e nei confronti delle trattative in atto tra Governo italiano ed UE?
R.: Ho appreso questa notizia l’altro giorno, come tutti. Se fosse confermata, non staremmo percorrendo una strada che tenga conto della piena e necessaria condivisione con le imprese. Pertanto dovremmo chiedere il ritiro immediato di questo eventuale documento.

D.: Abbiamo sentito che Barraciu ha definito l’incontro del 18 corrente come sessione di tavolo tecnico. Lei concorda con questa definizione? Cosa ritiene sia necessario fare per rendere realmente autorevole ed operativo il tavolo tecnico?
R.: Si tratta di una dichiarazione che riflette l’importante lavoro messo in campo da CNA Nazionale e di quello portato avanti unitariamente finora dai maggiori sindacati di settore. Deve peraltro essere una spinta che va incentivata, sostenuta, per ottenere continuità nel lavoro del tavolo e per giungere, una volta per tutte, alle soluzioni attese dalle 30 mila piccole e medie imprese della balneazione attrezzata italiana.



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CNA NAZIONALE SCENDE IN CAMPO CON GLI IMPRENDITORI BALNEARI. INCONTRO CON FRANCESCA BARRACIU

Postato il: 19 novembre, 2014 | Lascia un commento

Silvestrini-Barracciu34_imagelargeIeri, 18 novembre 2014, presso la sede di CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – in Roma, Piazza Mariano Armellini 9/A, si è tenuto il convegno “Prospettive in Italia e in Europa sulle concessioni demaniali marittime”. Hanno partecipato la sottosegretario ai Beni e attività culturali e turismo Francesca Barraciu; parlamentari italiani impegnati nella questione balneare: Sergio Pizzolante (Ncd), Manuela Granaiola (Pd), Paolo Petrini (Pd), Carla Ruocco (M5S), Ignazio Abrignani (FI), Marco Di Maio (Pd), Emma Petitti (Pd), Franco Vazio (Pd); Sergio Silvestrini – segretario generale Cna; i rappresentanti dei principali sindacati di categoria e una significativa delegazione di imprenditori balneari provenienti da tutte le parti d’Italia.

Sergio Silvestrini, segretario generale CNA, ha aperto i lavori, affermando che  “… I Paesi che vincono in Europa e nel mondo sono quelli che fanno sistema e non si dividono… La presenza oggi, nella sede della Cna, nella casa delle imprese, di un illustre rappresentante del Governo, di tanti parlamentari e di tanti imprenditori, è il simbolo di questa raggiunta unità. Che è indispensabile anche di fronte all’Europa. Ma se questa unità è il simbolo di una consapevolezza ritrovata, ebbene questa consapevolezza va estesa al riconoscimento e alla valorizzazione delle specificità nazionali. A cominciare dalle piccole imprese, richiesta anche europea: think small first, prima pensa al piccolo, come impone lo Small business act. E’ il momento di valorizzare le piccole imprese, allora, anche nel settore balneario. E’ il momento di dare una sferzata all’intero sistema, come raccomanda ogni giorno il presidente del Consiglio”.

E’ stata quindi la volta del coordinatore nazionale Cna Balneatori, che ha illustrato caratteristiche, problemi e potenzialità della categoria. Una categoria che, in particolare, chiede al Governo di allungare la durata delle concessioni demaniali marittime, di riconoscere il valore commerciale delle imprese balneari, di modificare i criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi. Dopo di lui sono intervenuti alcuni tra i parlamentari presenti, confermando il loro sostegno al comparto balneare.

La sottosegretario Barracciu ha concluso l’incontro ponendo al centro del suo intervento la direttiva europea Bolkestein, destinata a liberalizzare i servizi pubblici, e la sua applicazione al settore delle concessioni demaniali. Riferendosi alla volontà governativa di portare a soluzione la questione balneare italiana tutelando le imprese balneari esistenti, la sottosegretario ha dichiarato: “Non c’è altro tempo da perdere. Anzi, va recuperato tutto il tempo perso. Il nostro Governo ritiene la situazione dei balneatori una priorità nazionale e la loro sorte una sfida  importante, non solo per la categoria – trentamila imprese con centomila addetti – ma per l’intero sistema economico, imprenditoriale, turistico italiano.” E ancora: “Non sono venuta a promettervi che non applicheremo la Direttiva – perché va applicata – ma posso promettervi che a Bruxelles difenderemo con tutte le nostre forze i diritti delle imprese”. Barracciu ha poi sottolineato il mutato atteggiamento dell’attuale Governo rispetto ai precedenti. “Il nostro – ha precisato – è il primo Governo che va a Bruxelles a portare una proposta di sistema sulle concessioni demaniali marittime. Prima di tutto, però, dobbiamo presentare una riforma complessiva che ci renda più forti nel negoziato con la Commissione europea. Solo così potremmo tentare di strappare una congrua proroga alle concessioni, evitando l’apertura di un’infrazione e le sue conseguenze economiche e politiche. Perché la proroga al 2020 di cui si parla da anni, in realtà, non esiste. Fu approvata una legge in tal senso nel 2012, ma non è stata mai notificata all’Ue. Ufficialmente, non c’è”.
La sottosegretario ha quindi annunciato che il Governo sta lavorando al riordino complessivo del sistema, al fine di permettere la difesa della specificità italiana in sede europea, “… perché noi non vogliamo il monopolio delle multinazionali sulle nostre spiagge. Vogliamo che sulle nostre spiagge si parlino le lingue straniere per i turisti stranieri, ma anche il sardo e il romagnolo, il ligure e il siciliano”.
“Il Governo – ha concluso Barracciu –  spiegherà all’Europa che questa situazione discende da un sistema normativo al quale vi siete attenuti. Diversa sarà la condizione di quanti vorranno entrare nel mercato: l’Italia ha migliaia di chilometri di spiagge inutilizzate alle quali saranno applicate le nuove regole. Noi chiederemo di tutelare le imprese che puntano ad aumentare qualità e valore aggiunto delle attività, rispettando l’ambiente e garantendo la sicurezza. Ma le imprese hanno bisogno della prospettiva di un congruo numero di anni, per rientrare dai necessari investimenti richiesti dall’attività balnearia”.

Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori, ci ha dichiarato:
“In CNA nazionale si è tenuta una positiva sessione di lavoro del tavolo tecnico, al cospetto delle imprese balneari e delle maggiori sigle sindacali. Questo importante lavoro tra Governo, Parlamento e mondo delle imprese deve continuare, per affrontare e risolvere i nodi nevralgici della riforma. Tra essi, in primis: difendere la proroga al 2020, sostenere la non scarsità del bene demaniale marittimo, in quanto ampiamente disponibile, e la non applicazione delle evidenze pubbliche alle attuali trentamila imprese per le quali – in attesa della revisione in Europa della Direttiva servizi – garantire un periodo transitorio di 30 anni. La Spagna lo ha già fatto.”



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CRISTIANO TOMEI – CNA BALNEATORI – COMMENTA PER TG3 REGIONE L’INCONTRO GOVERNO – SINDACATI DEL 28 OTTOBRE

Postato il: 3 novembre, 2014 | Lascia un commento

TOMEI_TG3_01.11.2014Cristiano Tomei – CNA Balneatori – intervistato il primo novembre da Domenico Di Carmine di TGR Abruzzo, sintetizza gli esiti dell’incontro 28 ottobre 2014 tra il Governo e i principali sindacati del comparto balneare, presso il Ministero del Turismo.  Il confronto – precisa Tomei – può essere considerato positivo. Si attende ora la convocazione per la prossima riunione, a partire dalla quale si lavorerà, presumibilmente durante i prossimi tre mesi, per trovare una soluzione finalmente certa. La speranza è quella di poter arrivare alla riforma delle concessioni demaniali marittime attraverso una soluzione condivisa. I principali sindacati di categoria, in ogni caso, non abbassano la guardia e sono pronti a mettere in campo manifestazioni assembleari democratiche, perché si mantenga la tensione necessaria per un confronto giusto e condiviso.





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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: SI RIAPRONO I GIOCHI

Postato il: 28 ottobre, 2014 | 2 Commenti

BARRACIU_GOZI_&_SINDACATI28 ottobre 2014. Appena due giorni dopo la burrascosa riunione plenaria del SUN di Rimini, i principali sindacati del comparto balneare: SIB Confcommercio, CNA Balneatori, FIBA Confesercenti, OASI Confartigianato, Assobalneari Confindustria, ai quali si è aggiunto Federbalneari Confimprese, incassano un importante risultato positivo. L’incontro con Francesca Barracciu – sottosegretario ai Beni culturali e Turismo – e Sandro Gozi – sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei – di fatto riapre i giochi, in quando, dopo mesi di silenzio, registra la disponibilità del Governo a riprendere il dialogo e a trovare una soluzione condivisa.
Basti, per capire, lo scambio di battute che si è avuto tra Francesca Barraciu e Cristiano Tomei, al termine dell’incontro:
Tomei: Possiamo affermare che si è riaperto il tavolo con il Governo?
Barraciu: Assolutamente si!!




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SUN 2014: INIZIATIVE CNA BALNEATORI

Postato il: 27 ottobre, 2014 | 1 commento

SUN_2014_TOMEI_NESIVenerdì 24 ottobre, nel corso di due incontri distinti, il direttivo nazionale di CNA Balneatori, coordinato da Cristiano Tomei, che nell’occasione si è avvalso del supporto tecnico dell’avvocato Ettore Nesi di Firenze, concretizzando il lavoro svolto nel corso delle ultime settimane, preso atto:

 a.- della sentenza 26 settembre 2014, n. 2401, con la quale, facendo riferimento a questioni inerenti il demanio lacuale, il TAR Lombardia ha chiesto alla Corte di Giustizia UE un parere pregiudiziale in merito alla proroga al 2020 stabilita dal Dl 179/2012 (articolo 34-duodecies); 

b.- della posizione negativa espressa dal Governo Renzi, dal PD e da buona parte della classe politica italiana,  in merito ad una nuova regolamentazione del Demanio marittimo che risulti favorevole agli attuali concessionari e della conseguente mancanza di una qualsiasi prospettiva in ambito politico nazionale;

ha deliberato di dare corso a due specifiche azioni:

a.1.- produrre, in tempi strettissimi, nell’ambito del procedimento aperto presso la Corte di Giustizia europea, un intervento in opposizione alla tesi del TAR Lombardia (atto di resistenza giuridica), iniziativa che pone in forse la proroga al 2020 di tutte le concessioni demaniali, comprese quelle turistico-ricreative del Demanio marittimo. Considerando la valenza della sentenza della Corte di Giustizia, è indispensabile che i giudici europei, prima di esprimere un giudizio, conoscano su iniziativa di parte le ragioni del comparto balneare marittimo italiano ed ogni possibile obiezione. E’ indispensabile correre ai ripari nei confronti dell’iniziativa del TAR in quanto la eventuale procedura di infrazione che potrebbe scaturire da una sentenza negativa della Corte di Giustizia deriverebbe proprio da una mancata cooperazione giuridica;

a.2.- elaborare un libro bianco, inerente la questione balneare italiana in ogni suo possibile risvolto, monografia da gestire in ambito europeo (Parlamento, Commissione, uffici), con la collaborazione degli europarlamentari italiani. L’attuale interpretazione negativa della normativa europea, alla luce di un ormai consistente numero di elementi (sentenze, direttive e decisioni della stessa Comunità europea), non sembra essere inattaccabile. Esistono quindi fondate probabilità di successo e, in ogni caso, allo stato dei fatti, il rischio di buon fine dell’iniziativa e quello di suo fallimento  sono sostanzialmente equilibrati, mentre è chiaro che perseguire ostinatamente la via politica nazionale è pura utopia.

L’incarico CNA Balneatori è stato affidato agli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi per la loro qualificazione specifica, che tutti i balneari attenti ed informati conoscono. Parliamo della loro conoscenza approfondita delle problematiche balneari. Parliamo della monografia IL DEMANIO MARITTIMO TRA STATO E AUTONOMIE LOCALI, di cui sono coautori. Parliamo dell’approfondimento della sentenza del Consiglio di Stato sez. VI – n. 3348, del 26 maggio 2010 – dalla quale risulta che l’art. 49 del Codice della Navigazione non prevede l’acquisizione del bene se non allo spirare della concessione, laddove  il concessionario abbia edificato l’immobile sul suolo demaniale in base a regolare permesso di costruire e la concessione sia stata rinnovata più volte con istanza e con pagamento del canone.

CNA Balneatori, curerà e realizzerà le iniziative che il suo direttivo ha deliberato il 24 ottobre. Cristiano Tomei, che abbiamo raggiunto telefonicamente, precisa: “A Rimini i sindacati hanno deciso lo stato di agitazione della categoria nei confronti di un Esecutivo che non li ascolta e non intende confrontarsi con loro. La manifestazione democratica sindacale ancora da decidere dovrà essere uno dei momenti per far capire le nostre ragioni. Analogamente, con il ricorso europeo, allo stato dei fatti inevitabile, tenteremo di far breccia per aprire un vero confronto su istanze incontestabili. Questa proposta può e deve diventare un progetto sindacale unitario senza primogeniture, perché qualunque iniziativa concretizzi un vantaggio per le imprese balneari costituisce un patrimonio a disposizione di tutti.”




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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: PROSPETTIVE AUTUNNO 2014

Postato il: 11 ottobre, 2014 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEIAlcune notizie diffuse da organi di stampa nel corso degli ultimi giorni lasciano perplessi e preoccupati. Ne parliamo con Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori:

D.: Circolano voci su una proposta di legge di matrice governativa. Ci sono indiscrezioni al riguardo?
R.: Non ne conosco adeguatamente, né tantomeno ufficialmente, il contenuto. Tutti i sindacati di categoria sono da tempo in attesa di essere convocati dal Governo per discutere il futuro delle concessioni demaniali marittime italiane. Pur non volendo anticipare i contenuti di un provvedimento che, al momento, non esiste formalmente e quindi non è stato possibile approfondire e allo stesso tempo per mantenere l’atteggiamento di confronto costruttivo che ci ha sempre contraddistinto, sono certo che i sindacati terranno fermo l’obiettivo primario che ha caratterizzato la storia sindacale dei balneari durante gli ultimi cinque anni: è essenziale dare certezza di continuità aziendale alle attuali 30 mila imprese italiane in attività.

D.: Le scadenze stabilite per concludere la riforma delle concessioni demaniali marittime – l’ultima delle quali prevista per il prossimo 15 ottobre, non sembrano realmente interessare i governi che si sono succeduti nell’ultimo triennio. L’ultimo tavolo governativo, che si è tenuto il 26 settembre 2013, non ha portato da nessuna parte e non ha aperto la concertazione. Quali possono essere le prospettive?
R.: Le recenti consultazioni regionali ed europee hanno evidenziato interessanti margini di apertura rispetto alla questione balneare italiana, come lasciano pensare le dichiarazioni della neo commissaria polacca al mercato interno, Elżbieta Bieńkowska. Tuttavia, anche se ci troviamo nel semestre europeo a presidenza italiana, non si intravvede nessuna azione incisiva nella politica del Governo.

D.: I sindacati come intendono rapportarsi a questa situazione?
R.: Non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi prima di conoscere il disegno di legge e i suoi contenuti, ma non vogliamo tornare indietro rispetto a tre fatti, che consideriamo imprescindibili:
1.- la conferma della proroga delle concessioni, stabilita al 31 dicembre 2020;
2.- la garanzia e la tutela delle attuali imprese balneari prima e dopo questo termine;

3.- la ferma contrarietà alle aste pubbliche.

D.: Una valutazione circa la recente sentenza del TAR Lombardia che, sia pure riferendosi al Demanio lacustre, ha chiesto alla Corte di giustizia UE di pronunciarsi circa la compatibilità alla normativa europea (Bolkestein) della proroga al 31 dicembre 2020 concessa alle imprese balneari turistico-ricreative?
R.: Le sentenze si esprimono su quello che abbiamo in campo e sul campo manca l’elemento più importante, che attendiamo dal Governo: una riforma della normativa sulle concessioni che metta al riparo gli investimenti effettuati; confermi alle PMI il diritto al godimento della propria impresa, costruita con sudore e fatica, come sancito dalla Carta di Lisbona; dia alle imprese balneari esistenti piena garanzia di continuità, secondo quanto evidenziato dall’ultimo documento sindacale congiunto, siglato da SIB Confcommercio, Fiba Confesercenti, CNA Balneatori, OASI Confartigianato, Assobalneari Confindustria.

D.: Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo appuntamento di Rimini?
R.: Sono convinto che gli stati generali dei balneari rappresentati dai loro sindacati – la cui unitarietà è oramai condizione indissolubile e necessaria – anche questa volta, nel corso dei singoli direttivi nazionali e nell’ambito dell’assemblea generale, riusciranno a dimostrare compattezza e piena condivisione d’intenti. Se ci daranno modo di confrontarci con Governo ed istituzioni parlamentari, ci auguriamo che l’Esecutivo decida di aprire un confronto reale, per dare risposte positive alle imprese balneari, che non riescono più a sostenere il peso dell’incertezza. A Rimini scenderemo in campo con gli altri sindacati, per dare dimostrazione della insostituibile funzione propulsiva che i concessionari balneari marittimi in attività esercitano sull’intero sistema turistico italiano.



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CANONI DEMANIALI MARITTIMI 2014. A COLLOQUIO CON TOMEI

Postato il: 11 settembre, 2014 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013La legge 23 giugno 2014, n. 89 (G.U. 23 giugno 2014, n. 143), che ha convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, all’art. 12-bis, ha stabilito che i canoni delle concessioni demaniali marittime siano versati entro il 15 settembre di ciascun anno. Per il 2014 entro quattro giorni da oggi, per l’esattezza.
La stessa norma ha spostato al prossimo 15 ottobre il termine per il riordino della normativa demaniale, fissato al 15 maggio 2014 dalla Legge di stabilità 2014. Si allontana in tal modo la concreta possibilità di intervenire con misure idonee ad essere integrate nell’ambito del semestre europeo di presidenza italiana. Ne parliamo con Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori.

D.: Quali saranno le conseguenze della perdurante impossibilità delle associazioni di categoria di confrontarsi con il Governo sui temi fondamentali della normativa demaniale?

R.: Saranno sicuramente preoccupanti, soprattutto per i concessionari pertinenziali. La scadenza 15 settembre è prossima al punto da rendere irrealizzabile qualsiasi intervento correttivo. I concessionari pertinenziali che non siano stati in grado di definire i procedimenti amministrativi pendenti alla data del 30 settembre 2013 – come previsto dalla legge di stabilità 2014 – al termine di una stagione fallimentare come quella che si è appena conclusa, saranno costretti a pagare canoni assurdi, economicamente insostenibili, viziati dalla incongrua incidenza di coefficienti OMI, che su base regionale sono applicati in misura differente per concessioni equivalenti. 

D.: Quali ripercussioni in Europa da questa situazione di indeterminatezza normativa?

R.: Anche queste saranno serie. Il semestre di presidenza italiana, atteso in ambito nazionale come un’opportunità da non perdere, si sta consumando senza costrutto, mentre l’establishment europeo si va definendo e consolidando. Registriamo purtroppo, da parte del Governo, la sostanziale sottovalutazione della questione demaniale italiana.



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CONCESSIONI BALNEARI: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE CON CRISTIANO TOMEI

Postato il: 6 settembre, 2014 | 1 commento

TOMEI_ESTATE_2013Chiude una stagione balneare fallimentare, nel corso della quale l’Esecutivo Renzi, tra interventi ed omissioni, non ha mancato di sottolineare il proprio disinteresse nei confronti delle problematiche di settore. Chiediamo a Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – quali siano le sue valutazioni in merito:
«Mi riferisco ad atti ufficiali – esordisce Tomei. Esaminando la bozza del decreto Sblocca-Italia non sembrano presenti novità riconducibili direttamente alle concessioni demaniali marittime esistenti. Gli aspetti che, in qualche misura, possono riguardare le concessioni sono riportati all’articolo 36 della citata bozza di decreto. Qualcosa di più specifico, anche se al momento non sembra aggiungere niente a quanto già conosciamo, è richiamato all’art.81 della stessa bozza di decreto, che recita testualmente:
“Per concessioni in essere previste dall’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni, devono intendersi tutte le concessioni demaniali marittime vigenti alla data del 30 dicembre 2009, ivi comprese quelle scadute e rinnovate automaticamente, sia pure in assenza di un formale atto amministrativo, in quanto già disciplinate dal decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, come modificato dall’articolo 10, comma 1, della legge 16 marzo 2001, n. 88 e pertanto le stesse si intendono prorogate ai sensi del citato articolo 1, comma 18. Restano fermi gli adempimenti in materia di imposta di registro da parte delle autorità competenti in materia di rilascio di concessioni demaniali sul demanio marittimo e nel mare territoriale “.
Quindi nessuna novità per le attuali 30.000 imprese balneari italiane che chiedono garanzie per la sopravvivenza delle proprie aziende e prospettive certe, che consentano di sbloccare gli investimenti e di far ripartire l’occupazione.

I maggiori sindacati di settore, dopo averla ripetutamente richiesta, attendono la convocazione del Tavolo tecnico, dove sia possibile confrontarsi con interlocutori istituzionali per affrontare, e finalmente definire, il riordino normativo necessario per assicurare il più lungo futuro possibile alle attuali concessioni demaniali marittime italiane. La scadenza del 15 ottobre – indicata dal Governo per definire il riordino normativo in materia di concessioni demaniali marittime – è ormai prossima: sindacati e imprese chiedono una concreta risposta ad Esecutivo ed Istituzioni, per tutelare il sistema economico balneare italiano, unico nel suo genere in tutta Europa e conosciuto per l’eccellenza che rappresenta, non solo in ambito nazionale e continentale.»
Ancora niente di nuovo sotto il sole di settembre. Auguriamoci che la scadenza del 15 ottobre si concretizzi e costituisca una svolta significativa rispetto al sistema aberrante dei rinvii.



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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: RAGIONANDO DI MICHELE BORDO CON CRISTIANO TOMEI

Postato il: 9 luglio, 2014 | Lascia un commento

100_6765La recente dichiarazione di Michele Bordo (PD) – presidente della Commissione per le Politiche europee della Camera – intervista che abbiamo pubblicato il 4 luglio, segue di alcuni mesi il comunicato stampa PD del 12 marzo 2014, nel quale Filippo Taddei (responsabile economico nella segreteria nazionale), reduce da un incontro con i sindacati di categoria, conviene sulla necessità di costruire un quadro normativo di riferimento certo, rendendo il comparto balneare in grado di competere al meglio, valorizzando le attuali energie imprenditoriali, che hanno saputo costruire una eccellenza turistica nazionale da difendere. Come si posiziona, in questo contesto, la dichiarazione di Bordo? Ne parliamo con Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori, che sembra condividere le nostre perplessità. Queste le sue impressioni: Se da un lato è positivo che si torni a parlare dell’argomento da parte della politica – e non solo da parte dei sindacati e delle imprese – è anche vero che queste ultime hanno estremo bisogno che in Italia e in Europa si pervenga ad una positiva riforma sulle concessioni e si smetta di proporre “paletti”. Le motivazioni di tutto ciò sono note, ne abbiamo parlato ripetutamente. Peraltro, su questi temi, mi pare ci sia stata un’importante apertura PD nei confronti dei sindacati di categoria il 12 marzo scorso. Per il resto, credo che abbiamo perfettamente ragione nel chiedere l’immediata apertura del tavolo tecnico. Dobbiamo mettere in campo, costruttivamente e senza ritardi, le ragioni del comparto balneare in termini di investimenti, occupazione, valore economico e professionalità delle attuali 30 mila imprese, che chiedono certezza per il proprio futuro, così come è stato chiaramente evidenziato nei documenti sindacali unitari 5 sigle 27 marzo 2014 e 27 giugno 2014 al sottosegretario Baretta e al ministro Franceschini.”
Cosi Tomei. Quanto al PD,  in tema di questione balneare, a parte le dichiarazioni di Bordo, tutto tace.



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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
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