TOMEI, CNA BALNEATORI, SOSTIENE A RADIO 24 IL DIRITTO DI ESISTERE DI 30 MILA IMPRESE BALNEARI ITALIANE

Postato il: 18 agosto, 2016 | Lascia un commento

ELISABETTA_FIORITO023Ritorniamo a “Ma che cos’è quest’estate”, programma di Radio 24 condotto da Elisabetta Fiorito. Due giorni fa – il 16 agosto – Fiorito ha trattato la questione balneare italiana intervistando, tra gli altri, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori. Abbiamo segnalato l’intervento di Tomei nel nostro post di ieri, 17 agosto. Oggi proponiamo  la trascrizione dell’intera intervista:

18.04
D.: Cristiano Tomei, responsabile nazionale della CNA Balneatori.
Questa direttiva vi danneggia, questo è chiaro. Ma è anche lo spunto per riformare finalmente il settore?
R.: E’ sicuramente uno spunto per riformare il settore. La direttiva Bolkestein ci danneggia soprattutto perché al momento in cui questa direttiva è stata approvata, da parte dell’Italia, non sono state valutate le ricadute negative. Questa stessa sentenza riconosce un fatto importantissimo, che era stato citato anche in un intervento che ho sentito, ossia il “legittimo affidamento”. Come può oggi un’impresa, che ha confidato per tanti decenni su questo legittimo affidamento e ha fatto degli investimenti, pensare che il suo orizzonte di attività sia finito? che abbia pochi mesi per svolgere il proprio lavoro e quindi essere liquidata? Questo è un discorso che vale per 30 mila imprese italiane. Come si può pensare di continuare a lavorare senza sapere qual è il proprio tempo a disposizione? Se un’impresa non fallisce, non commette nessun tipo di abuso ed è legittimamente operativa, quindi non ci sono fatti illegittimi, perché deve concludere la propria attività. In base a che cosa?

26:55
D.: Molti radio ascoltatori dicono che le spiagge vengono subaffittate a caro prezzo. Chiedono libera concorrenza. (Dicono) sembrano mandarini cinesi, altro che 50 anni di concessione. Insomma c’è una parte del Paese che invece vede questa direttiva Bolkestein come innovativa. Cosa risponde a questi radio ascoltatori?
R.: Questo è un falso problema. La direttiva, interpretata nel senso che si possa andare verso la collettività senza regole precise e scelte politiche di indirizzo ben precise, avvantaggia solo le multinazionali. Le regole sulle spiagge ci sono, perché ci sono ordinanze balneari regionali e della Capitaneria di porto. Ci sono leggi che vanno a disciplinare a livello regionale e comunale l’indirizzo e la programmazione che deve essere effettuata sulle spiagge. Ci sono regole che devono rispettare tutti, a partire dai gestori degli stabilimenti balneari. Chi non le rispetta, naturalmente, paga. Ma questo sistema di regole già esiste da decenni. Noi chiediamo al Governo e al Parlamento di fare una cosa semplice: rispettare la sentenza. La sentenza ha detto un fatto importante: gli stabilimenti balneari hanno diritto al legittimo affidamento; hanno fatto degli investimenti; devono continuare a vivere e ad esistere lì dove sono nati e si sono realizzate queste fantastiche imprese che ci invidiano in tutto il mondo. Un sistema così non si riscontra in nessun altro paese del continente europeo. Non riusciamo a capire perché la politica voglia sempre girare intorno, quando dovrebbe affrontare direttamente il problema.

33.26
D.: Abbiamo sentito anche il problema delle spiagge libere, perché gli italiani hanno la sensazione che poi i concessionari di spiagge occupino tutti gli spazi e non si lasci nemmeno un pezzettino per le spiagge libere. E’ così?
R.: Ma no, non è così, perché i piani demaniali marittimi regionali e i piani di spiaggia comunali lasciano una percentuale importante (di spiagge libere), ma poi su quelle spiagge il servizio di pulizia e soprattutto quello di salvamento vengono svolti dagli stabilimenti balneari contigui, che si sostituiscono a una funzione pubblica. E’ un sistema questo che opera da sempre su spiagge pubbliche, che sono anche quelle fruite dagli stabilimenti balneari. E questo equilibrio, con delle regole, da decenni esiste. Su questo equilibrio e su queste regole si è creato ciò che vediamo oggi. E’ qualcosa che funziona, di cui oggi la politica si sta accorgendo, perché fino a poco tempo fa è stato un sistema con regole gestite dalla Guardia costiera e ha funzionato. Oggi ci stiamo occupando di qualcosa che esiste da almeno 30 – 40 anni e ci stiamo accorgendo di qualcosa che invece funziona. Bisogna solamente, in questo momento, capire come aderire ai principi europei, ma non solamente a quelli che vengono imposti dall’alto, ma come interpretare in Italia questi principi.
Noi vogliamo state in Europa, però vogliamo starci in modo autorevole. Un modo che rappresenti in Europa cos’è l’impresa italiana. Non vogliamo che siano delle sentenze a dirci cosa dobbiamo fare. Quando interviene una sentenza vuol dire che la politica non ha fatto bene il suo dovere. C’è un vuoto. Noi oggi, comunque, chiediamo alla politica di rispettare il legittimo affidamento, che è stato sancito dalla sentenza della Corte di Giustizia europea. Ossia il diritto di esistere di 30 mila imprese italiane.



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RADIO 24 E LA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 17 agosto, 2016 | Lascia un commento

RADIO_24Radio 24 – la radio de Il Sole 24 ORE – nel programma “Ma cos’è questa estate” di ieri, 16 agosto, rubrica “Ferragosto spiaggia mia non ti conosco, le spiagge italiane tra polemiche sulle concessioni e vacanze di Ferragosto” – servizio che pubblichiamo – ha intervistato Anna Giacobbe (deputato PD), Walter Rizzetto (deputato FDI), Romano Beda (giornalista), Cristiano Tomei (coordinatore nazionale CNA Balneatori), unico autorevole portavoce, in quella sede, degli imprenditori balneari (suoi interventi ai minuti 18:04, 26:55, 33:26) e altri.
Trasmissione snella e incalzante, quella di Radio 24, che se ha avuto il merito di assegnare alla questione balneare italiana il rilievo che le compete, talora accennando aperture inattese, non è andata esente da inesattezze, parzialità e luoghi comuni, non certo per colpa della conduttrice: Elisabetta Fiorito.
La realtà e le prospettive del comparto balneare italiano, recentemente legalizzato attraverso una norma ponte, in attesa dell’annunciato riordino complessivo, alla luce della sentenza del 14 luglio scorso e di alcune fondamentali considerazioni inerenti i diritti dell’individuo, possono essere sintetizzate in questi due punti:
1.- gli imprenditori balneari in attività, per esplicito riconoscimento della Corte di Giustizia, hanno diritto alla tutela del legittimo affidamento maturato a loro favore sulla base della normativa nazionale che ha regolato il settore prima dei provvedimenti conseguenti la procedura di infrazione 2008/4908;
2.- oltre a ciò, i titolari degli stabilimenti balneari in questione, in base alla Carta di Nizza, al Primo protocollo addizionale CEDU e a conformi sentenze CEDU, hanno il diritto di conservare la proprietà dei beni e delle utilità acquisiti legittimamente, di usarli e di disporne nel modo più ampio possibile. Proprietà che non possono essere sottratte se non per motivi di pubblico interesse, garantendo un giusto equilibrio tra esigenze di carattere generale e obbligo di salvaguardia dei diritti individuali. Condizione che viene a mancare se si pretende di annullare i diritti di proprietà dei concessionari in nome della concorrenza, in quanto la tutela della concorrenza rispetto all’utilizzo privato del bene demaniale non costituisce un’esigenza pubblica tale da giustificare il trasferimento forzoso di beni ed utilità da un imprenditore ad un altro imprenditore.
Questo particolare aspetto interpretativo, essenziale ai fini della questione balneare italiana, non è stato trattato nella sentenza del 14 luglio perché estraneo alle questioni pregiudiziali proposte dai TAR ed inerenti il rinnovo automatico, ma costituisce pur sempre un elemento irrinunciabile, che deve essere tutelato in ambito nazionale e comunitario, attraverso opportune iniziative di carattere politico. Governo italiano e Unione europea non dovrebbero perdere di vista queste considerazioni e, soprattutto, dovrebbero evitare di perdere ulteriormente tempo.
Aggiungiamo due osservazioni, che si ripropongono puntualmente ad ogni intervista:
a.- assegnare all’investimento un carattere burocratico obbligatorio significa avere idee pericolosamente confuse. Investire costituisce un’esigenza concreta e costante per qualsiasi impresa che intenda mantenere la propria efficienza, il proprio avviamento commerciale e si proponga di rimanere sul mercato sostenendo la concorrenza di soggetti analoghi. La decisione di investire è soggetta a proprie dinamiche e propri ritmi, che non possono essere imposti dall’esterno. Questo assunto vale per chiunque, quindi anche per l’impresa balneare, che vive problematiche proprie, tra le quali – imprescindibili – quelle della tutela del sito in concessione, del mantenimento della sua integrità naturale e della sua fruibilità;
b.- la durata delle autorizzazioni è un fatto funzionale insopprimibile, che deriva da esigenze gestionali estranee alla supposta tutela di rendite di posizione. Non è possibile gestire in modo ottimale una realtà aziendale complessa qual è uno stabilimento balneare se non programmando, senza limiti di tempo, nel breve, medio e lungo termine. Lo stesso Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, redatto dalla DG Mercato interno e servizi, documento ufficiale UE che precisa di non essere vincolante per la Commissione europea in quanto istituzione, esprime tuttavia una precisa consapevolezza dell’Unione, basata sull’esperienza e su ineccepibili valutazioni economico-aziendali. Al paragrafo 6.1.4 (Durata delle autorizzazioni), il Manuale precisa: “Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio delle attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese.
Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 (della Direttiva servizi – ndr) dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.”
Sappiamo di ripeterci, ma questa è la pura realtà delle cose. Girarci intorno serve unicamente per dare spazio a chi vuole smantellare e svendere per quattro soldi un comparto funzionante, dal quale dipende una parte cospicua dell’economia nazionale.



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SALIMBENI – CNA BALNEATORI RAVENNA E CERVIA: ESSENZIALE TUTELARE LEGITTIMO AFFIDAMENTO CONCESSIONARI IN ATTIVITA’

Postato il: 13 agosto, 2016 | Lascia un commento

021Riprendiamo la dichiarazione rilasciata a ravennanotizia.it e ad altri media da Nevio Salimbeni – responsabile di CNA Balneatori di Ravenna e Cervia, il 12 agosto 2016:
«Alla luce delle osservazioni sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, predisposte dagli Avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi, con particolare riferimento ai suoi effetti sui rapporti concessori in atto, CNA Balneatori ritiene compatibile imperniare i contenuti della riforma normativa inerente le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative sulla tutela del legittimo affidamento dei concessionari in attività, in quanto ciascuno di essi ha investito nella propria azienda e ha capitalizzato nel tempo il valore commerciale che ad essa compete, confidando nel regime giuridico vigente, posto in essere da specifiche norme dello Stato italiano.
Il diritto al riconoscimento della proprietà superficiaria del concessionario demaniale marittimo è definito dall’art.17 della Carta di Nizza, il quale stabilisce che “ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquisito legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità“.
Dalla nozione di diritto di proprietà desumibile dalla Carta di Nizza e dalle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si ricava il concetto che ci si debba riferire non solo a diritti reali, ma anche a utilità che scaturiscono da un rapporto conforme a quello concessorio in questione. Al Governo chiediamo di partire da questo punto nella sua attività di riordino della questione balneare italiana.
CNA Balneatori è disponibile a lavorare di concerto con il Governo a patto che si parta dalle esigenze economiche e politiche del nostro paese e non dalle richieste dei burocrati di Bruxelles.
Salimbeni conclude: «Sarà un autunno molto caldo per il mondo balneare e dovremo prima di tutto spiegare all’opinione pubblica le ragioni dei balneatori e del perché la richiesta di legittimo affidamento ai concessionari in attività sia giusta e praticabile. Con le forme singole o collettive che in ogni comune si possono trovare.
Ritengo inoltre che sia il momento di essere fermi e forti, ma che non servano provocazioni tipo l’esposizione della bandiera inglese, legata alla BREXIT dall’UE, ma che occorra che il Governo italiano si faccia sentire ai massimi livelli, invece di continuare a parlare con burocrati – come appunto l’inglese Evans della DG Sviluppo – che non conoscono nulla della realtà mediterranea e che sono incapaci di immaginare una soluzione diversa che non mortifichi né la concorrenza né il diritto d’impresa».
Il comunicato di Salimbeni riprende le linee d’indirizzo elaborate durante l’Ufficio di presidenza CNA Balneatori del 2 agosto a Roma, sostenute e diffuse in ambito nazionale da Cristiano Tomei.
Le condividiamo e ricordiamo che il presidio permanente nelle spiagge italiane indetto da CNA Balneatori continua.



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BALNEARI: APPROVATA NORMA PONTE CHE RIPRISTINA LEGITTIMITA’ CONCESSIONI 

Postato il: 19 luglio, 2016 | Lascia un commento

010Nel tardo pomeriggio di ieri è stato approvato l’emendamento al decreto Enti locali che ripristina la legittimità delle concessioni in essere, pendenti dopo la sentenza 14 luglio della Corte di Giustizia europea. Questo il testo approvato dalla Commissione Bilancio della Camera:

Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:

3-bis. Nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione comunitaria per garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto, ed assicurare l’interesse pubblico all’ordinata gestione del demanio senza soluzione di continuità, conservano validità i rapporti già instaurati e pendenti in base all’art. 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25. 3-ter. All’art. 1, comma 484, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, al primo periodo, sono soppresse le parole “alla data del 30 settembre 2016, entro la quale si provvede” e le parole “il rilascio,”. Conseguentemente, sostituire la rubrica con la seguente: “Misure urgenti per il patrimonio, le attività culturali e turistiche”.

Fonte: Mondobalneare.com, al quale rinviamo per ulteriori notizie.

L’emendamento in questione, che salva anche le imprese pertinenziali, consente agli imprenditori balneari di lavorare con relativa tranquillità, fino a che il Governo non abbia attuato la riforma del comparto balneare marittimo, procedura complessa, che non dovrebbe entrare in vigore prima del 2018.
Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – ci aveva dichiarato al riguardo:
«Dopo il provvedimento salva-spiagge, necessario per mantenere la legittimità per le attuali concessioni, si lavori per evitare procedure comparative per le 30.000 imprese balneari in attività. Le motivazioni a supporto della sentenza della Corte di giustizia europea aprono uno scenario importante sul legittimo affidamento e sull’attivazione della procedura del “doppio binario” su scala regionale e comunale. È ora necessaria un’immediata convocazione del tavolo tecnico tra Governo, Regioni, Comuni e sindacati per arrivare a una proposta forte e condivisa che, dopo la norma-ponte, assicuri continuità aziendale alle attuali imprese ed escluda le procedure comparative.
Lo stesso discorso vale per le imprese pertinenziali, soggette a canoni insostenibili, per le quali bisognerà ottenere l’abolizione del moltiplicatore OMI.»




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TOMEI, CNA BALNEATORI: ACQUISITA NORMA PONTE, ASSICURARE CONTINUITA’ AZIENDALE ED ESCLUDERE PROCEDURE COMPARATIVE

Postato il: 18 luglio, 2016 | 1 commento

CRISTIANO_TOMEI“Dopo il provvedimento salva spiagge al vaglio del Parlamento, necessario per mantenere la legittimità per le attuali concessioni, si lavori per evitare procedure comparative per le 30.000 imprese balneari in attività.”
Questa la dichiarazione di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale di Cna Balneatori – in relazione alla sentenza della Corte di Giustizia UE e in concomitanza con la discussione parlamentare della norma che convalida le attuali concessioni.
“Le motivazioni a supporto della sentenza della Corte di Giustizia – aggiunge Tomei – aprono uno scenario importante, sostenuto nella memoria difensiva del pool di avvocati di Cna Balneatori sul legittimo affidamento e sull’attivazione della procedura del “doppio binario”, su scala regionale e comunale. E’ necessaria un’immediata convocazione del Tavolo tecnico tra Governo, Regioni, Comuni e sindacati, per arrivare ad una proposta forte e condivisa che, dopo la norma ponte, assicuri continuità aziendale alle attuali imprese ed escluda le procedure comparative. Lo stesso discorso vale per le imprese pertinenziali, soggette a canoni insostenibili, per le quali bisognerà ottenere l’abolizione del moltiplicatore OMI.”.



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RAI PARLAMENTO “PUNTO EUROPA” – RAI 2 – DIRETTIVA BOLKESTEIN. INTERVISTA A CRISTIANO TOMEI

Postato il: 13 luglio, 2016 | Lascia un commento

RAI_PARLAMENTO_1RAI_PARLAMENTO_2Intervista a Rai Parlamento, di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale di CNA Balneatori. Ne trascriviamo una parte, invitando chi lo desideri a visualizzare l’intero servizio cliccando qui:
“In Corte di Giustizia ci siamo difesi. Se la sentenza dovesse essere negativa sarebbe un danno grosso per questo settore. Chiediamo alla politica, alle Istituzioni, al Parlamento, al Governo, alle Regioni, di prendere una posizione forte a Bruxelles. Se la sentenza è negativa la categoria è mobilitata. Ci difenderemo e ci faremo sentire. Non è possibile che queste imprese si dissolvano. Imprese che fanno economia, investono, creano occupazione, svolgono servizi di pubblica utilità per i comuni: salvamento a mare, pulizia delle spiagge. E’ un settore importante. Pensiamo solamente alla stagione dei record – 2015 – quanto sia stato importante questo settore per riportare linfa all’economia nazionale, alle Regioni e ai Comuni.”
Il filmato è stato trasmesso sabato 9 luglio.



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TOMEI IMPRESSIONI, A CONCLUSIONE DELL’INCONTRO CON MINISTRO COSTA

Postato il: 7 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_123Oggi 7 luglio, si è tenuto a Roma l’incontro tra le principali associazioni di categoria del comparto balneare e il ministro Costa, incontro convocato immediatamente dopo la riunione ristretta alla quale Costa ha ammesso unicamente i rappresentanti delle Regioni Liguria, Emilia Romagna e Abruzzo.  Mentre scriviamo non è ancora disponibile un comunicato stampa del Governo. Chiediamo pertanto a Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori, presente all’incontro – quali ne siano stati gli esiti e quali siano le impressioni che ne ha ricavato. Tomei risponde esponendo, con la consueta convinzione, la propria linea sindacale, illustrata verbalmente in corso di riunione e confermata al ministro con un successivo documento:
Tomei – Cna Balneatori ha chiesto, chiede e chiederà sempre 30 anni di proroga per le attuali imprese. Chiede inoltre un’azione politico-istituzionale collegata, attraverso la quale si attivi a Bruxelles un negoziato sostenuto da tutti gli stati europei che abbiano coste turistiche balneabili. Questo per equità fondamentale in ambito europeo e per evitare la distruzione di 30 mila imprese balneari italiane e la dissoluzione del lavoro e delle prospettive di vita di altrettante famiglie. Infine CNA Balneatori chiede di porre finalmente a Bruxelles la questione delle questioni: la Direttiva servizi non sarà mai percepita in Italia come attinente alle nostre imprese balneari fino a che non sarà interpretata correttamente,  cioè fino a che  le concessioni demaniali marittime italiane siano escluse dalla Direttiva, com’è logico sia, in quanto riferite a beni e non a servizi. Bisogna ripartire dal recepimento italiano di questa Direttiva e modificarlo, escludendo dalla sua applicazione le 30 mila imprese balneari attualmente in attività.

Comitato – Ma in caso di sentenza negativa cosa succederà?
Tomei – Sarà necessario approvare subito una norma transitoria, che assodi la legittima vigenza delle attuali concessioni. Ma questa iniziativa da sola è insufficiente. Chiediamo soprattutto un periodo transitorio di 30 anni, come è avvenuto in Spagna.

Comitato – Il dispositivo della sentenza, per quanto ne sappiamo,  dovrebbe essere esteso a tutti i paesi costieri europei. In realtà sarà così?
Tomei – A pensar male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca. Sono pronto a scommettere sul fatto che, anche in caso di sentenza negativa, in Spagna, Portogallo, Croazia, Grecia, non succederà niente di niente, mentre da noi l’eventuale pronunciamento negativo dell’Alta Corte avrà effetti erga omnes, vincolanti per tutte le norme che seguiranno, tutte le pronunce dei nostri tribunali e tutti gli iter amministrativi di carattere territoriale.

Comitato – Da qui alla sentenza quali iniziative CNA Balneatori ha messo e metterà in campo?
Tomei – Martedì 12 luglio assemblea regionale a Terracina; giovedì 14 luglio assemblee a Pescara e  Ravenna; venerdì 15 alto Tirreno a Viareggio. Oltre a questo sono sempre attivi i presidi permanenti avviati presso gli stabilimenti balneari, dove sono state esposte locandine, sono stati consegnati alla clientela documenti esplicativi e quant’altro.

Questo, per nostra fortuna, è vero sindacato. Non altrettanto possiamo dire della politica corrente.



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RICCOMINI – CNA BALNEATORI LIGURIA: ESTRANEI ALLA DIRETTIVA SERVIZI

Postato il: 4 luglio, 2016 | 1 commento

RICCOMINI_30_06_2016Intervista 30 giugno 2016 di TG Tigullio ad Alessandro Riccomini, presidente CNA Balneatori Liguria, balneare da generazioni e titolare dei Bagni Liguria di Sestri Levante. Vi invitiamo a prenderne visione attraverso il filmato Youtube che vi proponiamo, a partire dal minuto 27:45. Questi, in sintesi, i concetti sviluppati da Alessandro.
Il 14 luglio, la Corte di Giustizia europea depositerà la sentenza sulla questione balneare italiana, cioè deciderà se gli stabilimenti balneari italiani possono lavorare almeno fino al 2020 – cinque residui anni di vita – oppure se sono morti il 31 dicembre 2015.
In realtà l’UE non ha posto la questione in questi termini: la Bolkestein è una direttiva che riguarda le concessioni di servizi, mentre gli stabilimenti balneari italiani sono, con ogni evidenza, concessionari di un bene: la spiaggia. Quindi i balneari con la Bolkestein non c’entrano, anche se politica e burocrazia hanno voluto includerci, perché facciamo gola ai poteri forti e alla mafia, fatto, quest’ultimo, che ormai possiamo considerare assodato.
Le prospettive? In teoria le imprese familiari titolari di stabilimenti balneari dovrebbero andare a bando, ma noi siamo convinti che, se la questione dovesse porsi concretamente in questi termini, la reazione della categoria sarebbe così forte da portarci fuori da questa logica perversa. Noi balneari siamo perfettamente consapevoli di essere estranei alla Bolkestein e reclamiamo il nostro diritto di esistere e il nostro diritto di tutelare il valore di aziende familiari che ci appartengono e che sono state create dalla nostra iniziativa e dal nostro lavoro, applicati per generazioni su spiagge incolte. Investimenti di capitali e, soprattutto, di vita. Ci auguriamo che la Corte di Giustizia europea applichi la Direttiva in modo corretto – fatto che ci escluderebbe automaticamente dalle gare e ci consentirebbe di proseguire l’attività almeno fino al 2020 – e ci auguriamo che la politica sappia recuperare il ruolo fondamentale che le compete, che è quello di aiutarci a vivere, almeno decentemente, le nostre vite.



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MANOVRE BALNEARI: COSTA – SOLLECITATO – CONVOCA TAVOLO INTERREGIONALE RISTRETTO

Postato il: 3 luglio, 2016 | Lascia un commento

COSTA_LUGLIO_2016SCAJOLA_LUGLIO_2016Enrico Costa – ministro per gli Affari regionali e le Autonomie – risponde alla richiesta di incontro formulata dal tavolo interregionale sul Demanio, tenuto a Roma lo scorso 27 giugno, convocando una riunione ristretta (Liguria, Emilia Romagna, Abruzzo)  per martedì 5 luglio.
Ne dà notizia Marco Scajola – assessore all’Urbanistica, Pianificazione territoriale ed Edilizia della Regione Liguria, nonché coordinatore nazionale delle Regioni per il Demanio – sul sito istituzionale della sua Regione. Scajola, nel video incluso nel comunicato stampa, si dice soddisfatto per la rapidità con cui è stata indetta la convocazione e auspica che, dal Governo centrale, arrivino risposte concrete per le istanze regionali, soprattutto in relazione alla attesa sentenza della Corte di Giustizia UE, prevista per il prossimo 14 luglio.
L’assessore non manca di ottimismo. Le risposte ci saranno, ma non saranno orientate alla tutela del comparto balneare italiano, al quale Scajola riconosce da sempre valore strategico per l’economia dell’intero Paese. Costa, negli interventi pubblici svolti prima della recente campagna elettorale, ha chiarito che non intende tutelare i balneari. Anzi. Nelle intenzioni del ministro – cioè del Governo – il comparto è destinato ad andare rapidamente e ineluttabilmente all’asta, perché così vogliono i poteri forti e così vuole la Bolkestein. Tutti sappiamo che la direttiva è estranea alle concessioni demaniali marittime italiane, ma essa costituisce un alibi perfetto per chi intenda servirsene. Non dimentichiamo che una rigorosa e neutrale interpretazione della Bolkestein, se pure essa fosse ritenuta inerente al comparto balneare, avrebbe consentito al Berlusconi IV e ai governi che lo hanno seguito ampi margini di manovra per escludere il settore, se solo lo si fosse voluto. Invece – strumentalmente – ogni esecutivo nazionale, da allora, continua a riproporre questa direttiva come insormontabile elemento di chiusura della questione balneare italiana. Slogan efficace, dopo quasi un decennio di ininterrotte ripetizioni, se perfino la Regione Liguria dell’assessore Scajola, un caposaldo dei balneari italiani, titola il proprio comunicato stampa: “BOLKESTEIN: MARTEDI’ 5 LUGLIO INCONTRO COL MINISTRO COSTA”.
Aderire a opinioni non condivisibili per il prevalente o esclusivo orientamento degli interessi in campo e della comunicazione di massa che ne consegue è un atteggiamento perdente. Se si crede realmente nel valore delle proprie idee e si opera per realizzarle, si dovrebbe avere più coerenza e più coraggio. Questo, con il dovuto rispetto, è il nostro messaggio per Marco Scajola, alla vigilia del tavolo convocato dal Governo. Ma, dobbiamo aggiungere, a nostro parere questo non è ancora il momento per mettere in campo iniziative di reale sostanza: dobbiamo prima conoscere le motivazioni della sentenza UE. La aspettiamo con interesse. Mancano solo 11 giorni.



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CNA BALNEATORI: IN VERSILIA PER RAI PARLAMENTO

Postato il: 1 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_INTERVISTA_01_07_2016Oggi, 1° luglio 2016, intensa giornata di lavoro per Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – in Versilia per registrare la puntata di Rai Parlamento sulla sentenza della Corte di Giustizia europea e sulla questione balneare italiana, servizio che andrà in onda sabato 9 luglio.
Sindacalista che – come precisato da Emiliano Favilla di Comitato Salvataggio imprese – “non è sparito dalla circolazione” – Tomei, attraverso il puntuale e ininterrotto lavoro svolto finora, ha chiarito e confermato la rigorosa linea sindacale di CNA Balneatori.
A questa linea dobbiamo attenerci, senza cadere nel miraggio di false soluzioni, che approdano puntualmente a procedure comparative e non hanno vita lunga, come confermano gli esiti delle leggi regionali sistematicamente impugnate dal Governo centrale, vero fulcro della situazione.
Non vogliamo ripetere i concetti che Tomei ha precisato nella mail che vi proponiamo, concetti ampiamente condivisi dalla base di CNA Balneatori e non solo. In particolare, riteniamo  essenziale che le Regioni evitino la ricerca di illusorie soluzioni locali e sollecitino invece, a livello centrale, un sostanziale cambiamento nella gestione del demanio marittimo, che escluda posizioni strumentali, consolidi il comparto balneare in attività e ne consenta l’immediato rilancio.



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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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