L’ATTO FORMALE NON E’ LA SOLUZIONE. TOMEI: ORA AVANTI CON LE REGIONI SUI 30 ANNI DI PROROGA

Postato il: 20 febbraio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_INTERVISTATODal convegno tenuto a Lido di Camaiore oggi, 20 febbraio 2016, emerge la consapevolezza che l’atto formale non rappresenta la soluzione della Bolkestein.
Il sindacato organizzatore – FIBA Confesercenti Toscana – pur apprezzando la volontà degli  amministratori regionali “di recepire le istanze della categoria, tra cui su tutte l’importante riconoscimento del valore aziendale”, non ritiene assolutamente “che questa possa essere la soluzione definitiva al problema ‘Bolkestein’ e che possa andare bene a tutti i balneari, soprattutto a livello nazionale.”  Ritiene  invece che l’atto formale sia “una soluzione tecnica, un ‘salvagente’ per alcuni e solo con l’attuale normativa, ma purtroppo non quella ‘nave’ che può salvare l’intero comparto balneare italiano in vista dell’imminente riforma del demanio, che deve per forza prevedere un congruo periodo transitorio per compensare il danno subito con la perdita del diritto d’insistenza.” Concordiamo, nelle grandi linee.
Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – che ha tessuto in ambito regionale il lavoro  necessario per sostenere 30 anni di proroga, con la consueta lucidità ci aveva anticipato vantaggi e svantaggi di questa procedura,  escludendo che potesse costituire una soluzione di carattere generale.
Abbiamo nuovamente sollecitato Tomei, chiedendogli come ritenga opportuno agire a questo punto. Ecco la sua dichiarazione:
“Adesso è tutto chiarito, come avevamo previsto. Ora è il momento di mettere a confronto i vertici della Regione Toscana e dell’Emilia Romagna – che, con diversa intensità, hanno espresso posizioni non favorevole alla proroga – con quelli di Liguria ed Abruzzo – nettamente favorevoli – e con le imprese balneari, altrettanto convinte. Dobbiamo chiudere la partita con le Regioni su una proposta concreta che dia vitalità al comparto balneare e costituisca una forte piattaforma di confronto con il Governo: in sintesi 30 anni di proroga.”
E a Balnearia – gli chiediamo ancora – come organizzerà i lavori di CNA Balneatori?
“A Carrara registreremo in modo inequivocabile la convergenza su questa posizione di tutti i balneari, che sono chiamati a partecipare all’assemblea nazionale di CNA Balneatori, per sostenere e votare questa linea sindacale, lunedì 29 febbraio, alle ore 14:30, sala da definire.”




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LA REGIONE TOSCANA VA VERSO LE EVIDENZE PUBBLICHE?

Postato il: 20 febbraio, 2016 | 1 commento

100_8660E’ sempre difficile valutare le intenzioni. Ma è incontestabile che la Regione Toscana abbia reso pubbliche le proprie linee guida per il rilascio di concessioni demaniali marittime mediante atto formale appena prima che la Conferenza delle Regioni discutesse la proposta della Liguria di prorogare di 30 anni le concessioni in atto ed è noto che, in quella sede, la Toscana abbia espresso parere sfavorevole.
Sulla scorta di queste perplessità e di quelle che discendono da un testo normativo non particolarmente chiaro e improntato a una logica burocratica che – soprattutto nel particolare momento attraversato dal comparto – può condizionare pesantemente le scelte dell’imprenditoria balneare, chiediamo il parere di Cristiano Tomei, presidente e coordinatore nazionale di CNA Balneatori.
Presidente Tomei, qual è il suo pensiero circa le linee guida all’atto formale emesse dalla Regione Toscana?
Le linee guida in questione interpretano in chiave contemporanea quanto precisato dal Codice della navigazione. La procedura tramite atto formale è un istituto che, nel Codice, esiste da sempre: da un lato prevede la possibilità di una durata pluriennale della concessione a seguito di investimenti, d’altro lato prevede procedure comparative e non esclude le evidenze pubbliche.
Lei è favorevole o contrario a questa procedura
Come ho detto, si tratta di una procedura prevista dal Codice della navigazione e può essere senz’altro utilizzata dal singolo concessionario che ne abbia valutato con attenzione gli aspetti positivi e negativi. Ad esempio può essere utile per chi intenda rinnovare la propria azienda attraverso investimenti immobiliari. Tuttavia non è una soluzione generalizzabile e, dal punto di vista sindacale, non è certo la soluzione della questione balneare italiana: anche se si tratta di evidenze pubbliche con paletti, si tratta pur sempre di evidenze pubbliche.
Si spieghi meglio
Sembra di capire che in caso di procedure comparative, in presenza di altri concorrenti si apra una gara, nella quale il concessionario uscente non avrebbe la possibilità di tirarsi indietro. Trattandosi di una richiesta per nuova concessione perderebbe, nei confronti della concessione in atto, il diritto alla difesa giuridica della proroga al 2020 e a quella sindacale di 30 anni per la quale stiamo lottando giorno per giorno. Inoltre il valore commerciale di un eventuale indennizzo da corrispondere in caso di sconfitta costituisce, per il concessionario uscente, un punto debole della situazione.
Cioè?
Nelle linee guida non si parla di valore di mercato, ma di una stima determinata attraverso un calcolo ragionieristico. Valore che potrebbe essere tranquillamente calcolato anche dalla eventuale controparte e previsto nella sua proposta economica, com’è normale che sia. E questo non gioca certo a favore del vecchio concessionario.
E il suo parere sugli investimenti ammissibili?
Si parla unicamente di investimenti che riguardano interventi edilizi o interventi strutturali di difesa ambientale, mentre si escludono altre importanti forme di investimento. Vorrei capire se dobbiamo ragionare in termini di compatibilità ambientale e di tipologie costruttive ecocompatibili.
Quindi?
Pur apprezzando lo sforzo per attualizzare una norma datata e poco utilizzata, ribadisco che, a mio avviso, questa iniziativa non è assolutamente la soluzione della Bolkestein. Per questo noi chiederemo ufficialmente alla Toscana di esprimersi a favore della proroga di 30 anni, nella prossima conferenza delle Regioni.



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INTERVISTA CON TOMEI DOPO IL CONFRONTO DEL 28 GENNAIO CON I SENATORI PD

Postato il: 29 gennaio, 2016 | Lascia un commento

023Pubblichiamo la significativa intervista che ci è stata rilasciata da Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale di CNA Balneatori – nel tardo pomeriggio del 29 gennaio 2016.

Comitato: Presidente Tomei, siamo reduci dall’incontro di ieri a Roma con i senatori PD, rappresentato da Manuela Granaiola e Salvatore Tomaselli. Entrambi hanno manifestato solidarietà e sostegno al comparto balneare e hanno preannunciato una proposta di riordino governativo che dovrebbe essere presentata dal sottosegretario Baretta entro un mese. Quali sono le sue osservazioni in merito?
Tomei: I punti irrinunciabili  che devono essere contenuti nella proposta di riforma normativa, laddove essa sia presentata, devono essere il periodo di attività non limitato assegnato alle imprese balneari in attività, l’esclusione da  aste ed evidenze pubbliche e la riapertura del confronto con l’Europa sul doppio binario. Serve una proroga di almeno 30 anni, per poter sciogliere definitivamente il nodo della non inerenza della Direttiva Bolkestein rispetto al comparto balneare e per poter affermare il diritto indefinito di esistere delle 30 mila concessioni demaniali marittime in attività.

Comitato: L’on.le Tomaselli ha sollecitato la presentazione di una “piattaforma (sindacale) unitaria” contenente proposte “assolutamente condivisibili”, in modo da evitare una “estenuante contrattazione”. Presupposti non facili da realizzare. Cosa pensa al riguardo?
Tomei: Anche qui la nostra linea sindacale è chiara.  Le imprese balneari italiane presenti all’assemblea nazionale CNA Balneatori di Rimini hanno deliberato all’unanimità una proroga di 30 anni, necessaria per scongiurare aste ed evidenze pubbliche e riaffermare il periodo non limitato di attività per le imprese balneari. Questa tesi costituisce per noi il punto di contatto intersindacale irrinunciabile in una visione unitaria. Se tutti i sindacati saranno schierati con rigore su questa linea, tracciata da CNA Balneatori, anche la politica dovrà essere chiara nel proporre soluzioni in sede di confronto. L’iniziativa di Roma dei senatori del Partito democratico Granaiola e Tomaselli è stata positiva e importante per individuare i criteri del confronto e per riportare l’attenzione sull’importanza sociale ed economica del comparto balneare in ambito nazionale.

Comitato: L’incontro che lei avrà a Sanremo con Marco Scajola, assessore al Demanio della Regione Liguria, il prossimo 15 febbraio, sembra preludere a sviluppi normativi di particolare interesse. L’assessore, recentemente, ha espresso e ribadito la propria assoluta contrarietà alle aste e ha parlato di una legge regionale che prevede una proroga di 30 anni. Se queste proposte fossero recepite dal Tavolo interregionale per il Demanio e, con l’apporto di Giovanni Lolli, anche dal Tavolo interregionale per il Turismo, quali scenari potrebbero aprirsi?
Tomei: L’incontro di Sanremo assume rilievo nazionale per la portata della proposta governativa ligure, che sarà al vaglio della riunione interregionale di Roma appena due giorni dopo. Si tratta di un progetto importante, che sostiene la causa dei balneari italiani e puntualizza la necessità di tutelare le loro imprese, scongiurandone la messa in liquidazione attraverso il meccanismo delle aste e delle evidenze pubbliche. Proprio su questo punto CNA Balneatori, tra l’8 e il 12 febbraio, incontrerà anche il coordinatore nazionale per il turismo Giovanni Lolli, per cercare di condividere con le Regioni una proposta complessiva in favore delle attuali imprese balneari e dell’economia costiera che esse creano e sorreggono. Il vicepresidente Lolli già nel marzo 2015, in sede di Conferenza delle Regioni, fu promotore di un importante documento a sostegno di queste tesi, che riecheggiano quelle contenute nel Memorandum Nesi.
Nel frattempo, esorto i dirigenti e i responsabili regionali e territoriali liguri di Cna Balneatori a produrre il massimo sforzo per la riuscita dell’incontro di Sanremo.



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TGR LIGURIA INTERVISTA ALESSANDRO RICCOMINI

Postato il: 28 gennaio, 2016 | Lascia un commento

RICCOMINI_25_01_2016Segnaliamo con ritardo l’intervista 25 gennaio 2016 di TGR Liguria ad Alessandro Riccomini – presidente regionale CNA Balneatori Liguria. Potete visionare il filmato cliccando qui e posizionandovi dal minuto 13:17 al 15:30.
Complimenti ad Alessandro, sempre molto puntuale nei suoi interventi.



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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: POSSIBILE CHIUSURA IN TRE MOSSE

Postato il: 28 dicembre, 2015 | 2 Commenti

TOMEI_INTERVISTATOIntervistiamo Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori.
Presidente Tomei, ci aiuti a capire la esatta portata delle risposte che la Commissione europea Mercato interno e servizi ha formulato in relazione alle interrogazioni Bizzotto-Salvini del 27 febbraio 2015 e Corrao, del 21 maggio successivo.
Alla prima interrogazione, che obiettava una evidente disparità di trattamento tra la situazione spagnola e quella italiana, consentendo alla Spagna di accordare proroghe senza obbligo di aste ed evidenze pubbliche, la Commissione – il 22 luglio – rispose che la Ley de costas era  stata impugnata innanzi alla Corte costituzionale spagnola e che si attendeva la sentenza definitiva prima di assumere una posizione finale nel merito. Ora sappiamo che il Tribunale costituzionale spagnolo ha ritenuto infondate tali questioni di costituzionalità, in relazione alla Direttiva servizi, nella parte in cui sono accordate proroghe straordinarie ai concessionari di beni demaniali marittimi.
Quanto alla interrogazione Corrao, che ha chiesto ragione della differenza di trattamento tra Spagna, Portogallo e Italia in materia di concessioni balneari – lo scorso 21 dicembre – la Commissione, ribadendo – in conformità  all’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva Servizi – che le concessioni devono essere rilasciate per una durata limitata e non possono prevedere la procedura di rinnovo automatico,  ha precisato:

a.- che, conformemente alla direttiva Servizi, spetta agli Stati membri stabilire la durata appropriata delle concessioni demaniali sulle coste;
b.- che l’adeguatezza della durata deve essere valutata caso per caso dallo Stato membro, tenendo presenti i diversi elementi in causa – ad esempio, gli investimenti effettuati, i loro tempi di rientro, gli eventuali obblighi di servizio pubblico da espletare, ecc.;
c.- che la durata di tali concessioni è attualmente all’esame della Corte di giustizia dell’UE, la cui sentenza potrà avere ripercussioni sulla valutazione delle cause in corso o potenziali.

Ciò premesso, presidente, cosa dobbiamo attenderci, nell’immediato, da queste posizioni della Commissione?
Tomei: La situazione, così come prospettata dalla Commissione, è chiara e non esclude un’applicazione interpretativa del nostro Governo, in relazione alla peculiarità del sistema balneare italiano, anzi la richiama esplicitamente, quando parla di competenza degli Stati membri. Com’è avvenuto in Spagna, per risolvere la questione sarebbe necessario e sufficiente porre in essere tre iniziative sinergiche – cioè coordinate, contemporanee e in grado di potenziarsi reciprocamente:

1.- varare una proroga di almeno 30 anni a favore delle concessioni in attività;
2.- chiedere la compatibilità di tale provvedimento alla nostra Corte costituzionale;
3.- discutere la questione alla pari, in Europa.

Come CNA Balneatori, se, com’è già avvenuto in Spagna, l’Italia esprimesse in Europa una posizione politica simile a quella spagnola, riteniamo che potremmo arrivare a definire l’annosa materia della Direttiva servizi sia attraverso iniziative giuridiche, sia riaprendo un negoziato su basi politiche forti, per attuare concretamente l’ipotesi del doppio binario e scongiurare aste ed evidenze pubbliche nei confronti delle imprese balneari in attività. Noi di CNA Balneatori non perderemo mai di vista la verifica della reale e corretta interpretazione ed applicazione della Direttiva servizi, anche alla luce della successiva Direttiva concessioni, con l’obiettivo di assicurare un orizzonte operativo non limitato alle attuali imprese balneari. Perché questo accada dobbiamo rimanere fermi, immobili come rocce, su questi concetti basilari: NO ALLE ASTE, NO ALLE EVIDENZE PUBBLICHE.
Grazie presidente, lei è stato di una chiarezza esemplare. Ne facciamo tesoro.



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LIGURIA CONFERMATA CAPOFILA DEMANIO MARITTIMO AL TAVOLO INTERREGIONALE

Postato il: 19 dicembre, 2015 | Lascia un commento

REGIONE_LIGURIA150Venerdì 18 dicembre 2015: la Regione Liguria è confermata capofila del tavolo interregionale sul demanio nell’ambito della Conferenza delle Regioni. Lo ha comunicato l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola, esprimendo soddisfazione per il rinnovo dell’incarico. Sul sito ufficiale della Regione, Scajola dichiara:
“Questo incarico si colloca in un momento molto delicato sul fronte della revisione della materia del demanio marittimo. Auspichiamo pertanto che si possano trovare percorsi risolutivi, condivisi con altre regioni costiere e il Governo, per fare chiarezza soprattutto sul rinnovo delle concessioni ad uso turistico ricreativo e in particolare sulla Direttiva europea Bolkenstein, che vuole mettere a gara le concessioni demaniali, in Liguria oltre 3.000 aziende su 300 chilometri di costa. Grazie al rinnovo dell’incarico, la Regione Liguria, insieme alla Regione Abruzzo, potrà partecipare al tavolo interministeriale per la revisione della legge sul Demanio marittimo, tema particolarmente delicato, visto l’approssimarsi della scadenza 31 dicembre 2015, per le concessioni demaniali marittime”.
Ribadito l’interessamento per il comparto balneare – essenziale per la Liguria – e nessun accenno alla proroga al 2020, sancita da una legge dello stato, sub judice, ma pienamente vigente, come sostengono importanti organi istituzionali: l’Avvocatura dello Stato, nella memoria presentata alla Corte di Giustizia europea, e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella nota della dott.ssa Patrizia Scarchilli – dirigente Divisione 2 della Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne – all’ex senatore Massimo Baldini.



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ATTENZIONE ALL’ATTO FORMALE

Postato il: 11 dicembre, 2015 | Lascia un commento

ARTICOLO_36_CODICE_NAVIGAZIONEChi propone di tutelare le concessioni attraverso il ricorso al cosiddetto “atto formale” – procedimento regolato dall’articolo 36 del Codice della navigazione – legga e mediti con attenzione il post 10 dicembre 2015 di CNA Balneatori. Tale eccellente nota tecnica contestualizza questa procedura non certo inedita, ne precisa i termini e ne evidenzia i rischi, essendo venuto a mancare il cosiddetto “diritto di insistenza”.
I pochissimi colleghi che hanno finora adottato con successo l’atto formale possono considerarsi fortunati, perché il procedimento che è stato loro applicato e il fatto che si trattasse di iniziative isolate hanno consentito loro di passare inosservati e di non attivare la concorrenza di altre imprese. D’altra parte, a fronte di un nuovo termine per nulla risolutivo (da sei a 20 anni), alla scadenza della nuova concessione questi stessi concessionari dovranno affrontare il rinnovo isolati, fuori da ogni possibile ipotesi di gruppo. Prospettiva che può comportare margini di rischio difficilmente valutabili in questo momento.
Quanto alla possibile adozione diffusa del procedimento previsto dall’articolo 36, è evidente che un’iniziativa massiccia non passerebbe inosservata e che gare generalizzate sarebbero la inevitabile conseguenza.
C’è in rete un video che riporta una articolata dichiarazione di Massimo Baldini, uno che, come Cristiano Tomei, il comparto balneare lo conosce bene e lo sa valutare. Anche Baldini, che si avvale dei chiarimenti forniti dalla dott.ssa Patrizia Scarchilli – dirigente Divisione 2 della Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne – in risposta a un suo specifico quesito, sconsiglia l’adozione della procedura. Il link del filmato è:

https://www.youtube.com/watch?v=_pSxDjl5a0M&feature=em-share_video_user

Quindi, colleghi, massima attenzione.



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BALNEARI: IN LIGURIA NIENTE GARE

Postato il: 5 dicembre, 2015 | Lascia un commento

150234Si è conclusa da poco l’udienza del 3 dicembre presso la Corte di Giustizia europea inerente la legittimità delle proroghe al 2015 e al 2020 accordate al comparto demaniale marittimo italiano.
La Giunta della Regione Liguria, in persona di Marco Scajola, assessore al Demanio, conferma il sostegno al settore, fondamentale per l’economia regionale e, sul GiornaledellaGiunta, chiede al Governo un intervento deciso, con la dichiarazione che sintetizziamo: “Possiamo garantire che in Liguria non si faranno gare e siamo pronti a sostenere il comparto con un disegno di legge specifico. Siamo in questa situazione di stallo perché il Governo italiano non ha ancora assunto una posizione chiara e netta per tutelare e sostenere i balneari, imponendosi in Europa, come hanno fatto altri Paesi, come la Spagna, che da tempo ha concesso proroghe importanti. Purtroppo il nostro Paese continua a tentennare. La Giunta Toti non abbandonerà i balneari e farà tutto il possibile per tutelarli e sostenerli, considerando l’importanza che rivestono per la nostra economia e per il folto numero di famiglie che ruotano attorno al settore”.
Fermo sostegno anche da parte di Angelo Vaccarezza, capogruppo di Forza Italia in Regione. Nel comunicato stampa pubblicato su Levante News, che riassumiamo, Vaccarezza ha dichiarato: “Oggi, 3 dicembre, se non è il giorno della verità è il giorno che tutti aspettiamo non senza preoccupazioni. E’ un appuntamento al quale non saremmo mai dovuti arrivare, se la politica avesse fatto il proprio dovere, ma che affrontiamo con la convinzione di aver fatto molto, sapendo che tanto ancora resta da fare. Le parole in questo momento sono superflue. Oggi sarà portata in Europa – finalmente e legittimamente, a mio avviso – l’attenzione sul diritto di esistere di 30 mila imprese balneari familiari, colonna portante dell’economia turistica costiera italiana. Qualunque sia l’esito dell’udienza di oggi, nulla è conquistato, ma nulla è perduto. Oggi si combatte una battaglia, una battaglia molto importante, ma tutti sappiamo che la guerra è ancora lunga. C’ero, ci sono e ci sarò”.



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CORTE GIUSTIZIA EUROPEA. TRE DOMANDE ESSENZIALI A CRISTIANO TOMEI

Postato il: 2 dicembre, 2015 | 1 commento

OMBRELLONI_123TOMEI_123Mercoledì 2 dicembre 2015: vigilia dell’udienza dibattimentale presso la Corte di Giustizia europea. Cristiano Tomei è un appuntamento obbligato, lo incontriamo telefonicamente, alla fine di una intensa giornata di lavoro.

Comitato: Presidente Tomei, siamo finalmente al cospetto della Corte di Giustizia europea. Cosa dobbiamo aspettarci da questo importante confronto?
Tomei: Il nostro primo ricorso, predisposto esattamente un anno fa da CNA Balneatori, attraverso gli studi legali Righi e Nesi, si proponeva  di tutelare la proroga 2015/2020, inserendo l’obiettivo sindacale maggiormente significativo, riguardante la non inerenza del comparto balneare italiano con la direttiva servizi. Questa prima fase si è conclusa nel momento in cui le nostre tesi difensive sono state portate al vaglio dell’udienza dibattimentale. Ora ci troviamo in una fase nuova, opportunità unica, dal momento in cui è iniziata la nostra vertenza: possiamo finalmente argomentare di fronte a un organo giurisdizionale di primaria importanza non solo che la proroga al 2020 è legittima, risultato minimo dal punto di vista sindacale, ma soprattutto che i balneari italiani nulla hanno a che fare con aste ed evidenze pubbliche. Per raggiungere questo obiettivo, che è il massimo risultato possibile, i nostri legali hanno predisposto una memoria difensiva di assoluto valore giuridico, particolarmente attenta alla strategia sindacale delineata da CNA Balneatori.

Comitato: In estrema sintesi, a questo punto, quali sono gli argomenti che gli avvocati di CNA Balneatori esporranno ai giudici della Corte?
Tomei: Non è più il tempo di girare intorno al problema. Lo avevamo capito già un anno fa e le assemblee di Ravenna e di Rimini ce lo hanno confermato. Il punto è uno solo: dobbiamo portare il comparto balneare italiano fuori dall’applicazione della direttiva servizi. C’è ancora chi pensa che non sia il caso di affrontare direttamente di questo problema basilare e francamente non riesco a capirne le motivazioni. Il punto centrale della questione balneare italiana sta nel fatto che le concessioni balneari riguardano beni e non servizi. Beni, inoltre, che non sono per nulla scarsi. CNA Balneatori e i suoi legali si sono proposti di portare direttamente in Europa il confronto su questi concetti fondamentali, che rappresentano il nucleo prioritario della linea sindacale di CNA Balneatori.

Comitato: Quale parte assume il confronto con la Corte di giustizia nella strategia difensiva di CNA Balneatori?
Tomei: Parallelamente al confronto giuridico in Europa, che affrontiamo con determinazione assoluta, continueremo la nostra attività sindacale in Italia, tenendo viva l’attenzione sul diritto di esistere di 30 mila imprese balneari, ossatura portante dell’economia turistica costiera italiana. Ogni legittima opportunità deve essere valutata ed esplorata e questa è la strada che CNA Balneatori ha intrapreso e continuerà a percorrere in ambito giuridico, politico, economico, sociale ed istituzionale a qualsiasi livello, da quello centrale a quello territoriale.  Solo in questo modo, lavorando ininterrottamente e con la massima convinzione sul fronte sindacale, come su qualsiasi altro possibile legittimo fronte, possiamo sperare di ottenere risultati positivi, che sono fiducioso possano concretizzarsi a partire dalle valutazioni formulate dall’Alta Corte.

L’intervista si conclude qui. Domani, giovedì 3 dicembre, seguiremo gli sviluppi del dibattito presso l’Alta Corte al meglio delle nostre possibilità, convinti come siamo del nostro buon diritto e delle capacità indiscusse della nostra squadra: Tomei, Righi, Nesi, CNA Balneatori, CNA – Confederazione nazionale, che ha preso posizione a fianco dei balneari come mai nessuna confederazione ha fatto in questi anni di lotta. La parola d’ordine sia: pensiero positivo.



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TOMEI – CNA BALNEATORI: ADESSO SERVE SOSTEGNO POLITICO IN EUROPA

Postato il: 19 novembre, 2015 | 3 Commenti

358Pubblichiamo, per la centralità e l’attualità degli argomenti trattati, gli appunti che abbiamo raccolto oggi, giovedì 19 novembre 2015, durante una lunga telefonata con Cristiano Tomei, presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori. Il comparto balneare italiano deve veramente molto a questo leader sindacale che non è un balneare, ma che ragiona come dovrebbe ragionare qualsiasi balneare e che ha fatto della questione balneare italiana il suo principale obiettivo di lavoro. Noi di Comitato Balneari Liguria, balneari da generazioni, siamo onorati di essere parte della sua squadra.

Parla Cristiano Tomei:
“Ci troviamo al culmine della questione balneare italiana. La vera partita che ora giochiamo in Europa, come imprese balneari, riguarda la possibilità di tornare ad esistere e a lavorare per un periodo non limitato. Questa possibilità, eccezionale per l’intero comparto turistico italiano, alla luce dei più recenti sviluppi, non sembra più essere soltanto un miraggio.
Il concetto che sosterremo presso la Corte di giustizia, con supporti giurisprudenziali di prim’ordine, è che noi siamo concessionari di beni e non di servizi, quindi siamo estranei alla direttiva Bolkestein, quindi non dobbiamo subire aste ed evidenze pubbliche.
Questo significa difendere il lavoro di una vita, significa ritornare a svolgere serenamente questo lavoro con i nostri figli, le nostre famiglie, i nostri dipendenti e collaboratori. Significa ridare slancio all’economia delle nostre città, delle nostre regioni, di tutto il Paese.
Con le nostre tesi sindacali ed economiche, rafforzate da quelle giuridiche elaborate dal nostro pool di avvocati – Righi e Nesi – siamo pronti a sostenere presso la Corte di giustizia un confronto che presenta implicazioni economiche e sociali di estrema importanza e un indiscusso valore morale.
Adesso più che mai questi concetti devono essere affermati e sostenuti pubblicamente per indicare un percorso e uscire definitivamente dal nodo cruciale della questione balneare italiana. Mi rivolgo alla Politica e alle Istituzioni – Governo, Regioni e Comuni – affinché sostengano senza incertezze questa linea di pensiero. Noi lo stiamo facendo con il nostro lavoro e con il nostro impegno quotidiano e, per ultimo, con la petizione che abbiamo lanciato e che ha raggiunto migliaia e migliaia di adesioni nella società italiana.
Chi non è d’accordo con questa linea sindacale lo dica ed eviti di tirare i remi in barca o, peggio, di remare contro.
Affermo senza mezzi termini che non sono d’accordo sull’iniziativa di proporre un disegno di legge che anticipi l’attesa sentenza della Corte di Giustizia. Sarebbe un pasticcio che ci porterebbe dritti alle evidenze pubbliche, con il contentino di un’ipotesi di sdemanializzazione a macchia di leopardo, che non risolverebbero il problema per tutta la categoria e che ci porrebbero ulteriormente in cattiva luce di fronte all’opinione pubblica.
Siamo riusciti ad arrivare al punto centrale della questione balneare italiana – la non inerenza del comparto balneare marittimo rispetto alla direttiva servizi – praticamente da soli. Ora c’è bisogno di capire bene chi si ponga al fianco delle imprese balneari. Voglio ricordare che la risoluzione sindacale di CNA Balneatori – assemblee nazionali 2015 di Ravenna e Rimini – nostra originale linea di pensiero, inizialmente addirittura avversata, assume oggi piena centralità in Europa, nel momento in cui il Tribunale costituzionale spagnolo qualifica le concessioni di quello Stato come beni, all’interno della famosa “Ley de costas”. Italia e Spagna, Paesi aderenti all’UE, sono sullo stesso piano, così come Portogallo, Grecia e Croazia. Se le concessioni demaniali marittime sono beni in Spagna, lo sono necessariamente anche in Italia. E se sono beni, come in effetti sono, le concessioni devono essere escluse dalla direttiva servizi anche in Italia, così come lo sono state in Spagna, per effetto di una proroga di 45 anni.
Ribadisco: evitiamo di girare intorno al problema, pensando a soluzioni legislative che non risolverebbero nulla. Confrontiamoci con la realtà dei fatti. Chi ancora non ha preso posizione lo faccia, iniziando a sostenere che in Italia, come in Spagna, il comparto balneare deve essere tutelato e che deve essere riaffermato il diritto di esistere delle imprese in attività.”



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