CNA BALNEATORI A VIAREGGIO: NO ALLE ASTE, SI AL LEGITTIMO AFFIDAMENTO

Postato il: 18 dicembre, 2016 | Lascia un commento

tomei_dire_rielaboratoviareggio_15_12_2016_bL’assemblea di CNA Balneatori convocata per il 15 dicembre a Viareggio si è tenuta in una sala gremita di operatori del settore, alla presenza di politici e amministratori locali e regionali.
Hanno partecipato all’incontro: la senatrice Manuela Granaiola; Elisa Montemagni, consigliere della Regione Toscana; Walter Alberigi, vicesindaco del Comune di Viareggio; Umberto Buratti, sindaco di Forte dei Marmi e vicepresidente della Provincia di Lucca; Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore.
Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – ha sviluppato i temi portanti della riunione. Ha precisato che il comparto balneare, così come lo conosciamo, costituisce un patrimonio irrinunciabile per il nostro Paese e, in quanto tale,  deve essere difeso con determinazione, mediante solide motivazioni giuridiche e una strategia sindacale accorta e responsabile. Ha confermato, sulla base di dati resi disponibili dall’Agenzia del Demanio, che il 48% delle spiagge italiane è libera e utilizzabile per nuove attività imprenditoriali, quindi il bene spiaggia è tutt’altro che limitato. Ha suggerito che nelle aree libere si proceda a nuove assegnazioni attraverso evidenze pubbliche, mentre per le imprese esistenti si tuteli il loro legittimo affidamento, facendo prevalente riferimento  alle scelte di vita e di lavoro che gli operatori del settore hanno effettuato nel tempo, basandosi su una certezza di continuità e di prospettive aziendali ora perduta e ricollegabile agli istituti giuridici del “diritto di insistenza” e del “rinnovo automatico”.
Il legittimo affidamento, espressamente riconosciuto dalla Corte di Giustizia europea come parte integrante del diritto comunitario, esclude l’annullamento di un provvedimento amministrativo favorevole al privato laddove quest’ultimo, per il decorso del tempo e la concomitante esistenza di idonei presupposti giuridici, abbia maturato la convinzione di avere titolo alla stabilità della situazione pregressa. (1) Queste circostanze favorevoli si sono verificate nei confronti di tutti i titolari di concessioni demaniali marittime in essere prima del 2009.
Obiettivo primario, quindi, tutelare  il legittimo affidamento delle imprese balneari, iniziando dalla proposta di promulgare, in ambito regionale,  nuove leggi uniformemente orientate all’affermazione di tale fondamentale principio giuridico. Dopo la recentissima manifestazione di chiusura espressa da Elżbieta Bieńkowska – commissario europeo al mercato interno – nei confronti dell’interrogazione proposta della parlamentare europea Mara Bizzotto, la strategia promossa da CNA Balneatori è, senz’ombra di dubbio, l’unica opzione possibile. Si veda al riguardo la notizia che Mondo balneare ha riportato nell’articolo: «Spiagge, UE: ‘si vada a gara senza indennizzi per gli attuali gestori’».
Tomei ha proposto che la linea sindacale di CNA Balneatori, per il futuro, sia sintetizzata dallo slogan: NO ALLE ASTE E SI AL LEGITTIMO AFFIDAMENTO, formula che è stata approvata all’unanimità dall’assemblea. Ha inoltre informato che è in avanzato stato di elaborazione il testo della petizione che sarà prossimamente inoltrata alla Commissione europea e ha chiarito che l’albo professionale degli operatori balneari attualmente allo studio da parte di CNA non ha intenti difensivi, ma è finalizzato unicamente a una maggiore qualificazione della categoria e del settore. Infine ha dato appuntamento all’assemblea che CNA Balneatori terrà a Carrara, in occasione della prossima edizione di Balnearia. Raccogliamo e rilanciamo questo invito, sapendo che si tratterà di un incontro particolarmente significativo, al quale si sta lavorando attivamente per una partecipazione di almeno 500 concessionari.



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DOCUMENTI CNA BALNEATORI: CONSIDERAZIONI

Postato il: 10 agosto, 2016 | 1 commento

054Il 2 agosto 2016, l’Ufficio di presidenza di CNA Balneatori, convocato presso la sede nazionale di Roma, ha discusso le “Osservazioni sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, sez. V, 14 luglio 2016, in C-458/14 e c-67/15, con particolare riferimento ai suoi effetti sui rapporti concessori in atto”, studio giuridico riferito al giudizio unificato Promoimpresa e Melis, redatto per conto della Confederazione dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi.
L’Ufficio di presidenza ha inoltre approvato il documento sindacale “La questione balneare italiana: riordino della normativa demaniale turistico-ricreativa”.
Pubblichiamo entrambi i documenti per memoria, con ritardo, dovuto ad impegni di lavoro, tranquillizzati dal fatto che altre autorevoli fonti li hanno divulgati pressoché in tempo reale.
Ci limitiamo qui ad evidenziare alcune importantissime considerazioni conclusive dello studio Righi-Nesi (paragrafo 20.5).
La sentenza della Corte di Giustizia suggerisce una soluzione interpretativa della Direttiva servizi che non spogli i concessionari demaniali in attività della loro azienda e del relativo avviamento commerciale. Tali beni appartengono inequivocabilmente ai concessionari e trovano legittimo fondamento nella normativa nazionale che garantiva il diritto di insistenza sul bene pubblico (articolo 37 Codice navigazione) e il rinnovo automatico delle concessioni (articolo 10 legge 16.3.2001, n. 88).
L’applicazione della Direttiva Servizi alle concessioni demaniali marittime costituisce un’ingerenza al diritto di proprietà delle imprese balneari, intervento che, come chiarisce la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in data 5 gennaio 2000 (affaire Byeler c. Italie, requête n. 33202/96), è compatibile con l’art. 1 del 1° Protocollo addizionale CEDU solo se garantisce il «giusto equilibrio» tra le esigenze dell’interesse generale della comunità e l’imperativo (categorico) della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo. Questo non sembra essere verificato nella questione balneare italiana, anche perché la tutela della concorrenza non costituisce un’esigenza di pubblica utilità di portata tale da giustificare il trasferimento forzoso di beni o altre utilità dall’imprenditore che ne sia titolare ad altro imprenditore.
È quindi compito dei pubblici poteri della Repubblica italiana e delle istituzioni comunitarie garantire adeguati livelli di protezione a tali diritti.
Questi i criteri che devono orientare l’attività sindacale e che sicuramente orienteranno CNA Balneatori. Auguriamoci che siano condivisi.



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CNA BALNEATORI DEFINISCE LA PROPRIA LINEA SINDACALE DOPO LA SENTENZA UE

Postato il: 1 agosto, 2016 | Lascia un commento

100_6766Rilanciamo l’appello di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – alla massima possibile partecipazione dei componenti l’Ufficio di presidenza dell’Associazione all’incontro che si terrà a Roma, martedì 2 agosto 2016, alle ore 14:00, presso la sede nazionale di CNA – Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, p.zza Mariano Armellini 9/A.
Nell’occasione sarà esaminato e discusso il memorandum redatto dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi per CNA Balneatori, poderosa nota tecnico-giuridica pervenuta il 30 luglio, nella quale si fotografa lo stato di fatto e di diritto della questione balneare italiana e si evidenziano le opzioni operative concretamente percorribili, dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia europea e i negativi esiti dell’incontro tra Governo e DG Dipartimento Crescita dell’Unione.
L’Ufficio di presidenza è inoltre chiamato ad approvare il documento sindacale destinato a sensibilizzare Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, circa le legittime richieste della categoria, istanze che presentano fondamentali risvolti economici, sociali, occupazionali, ambientali, che saranno puntualmente giustificati e sostenuti dal punto di vista giuridico. Il documento approvato sarà opportunamente diffuso a mezzo stampa e integralmente trasmesso gli associati CNA Balneatori.
L’appuntamento, strettamente legato agli eventi europei che lo hanno preceduto, cade in un periodo cruciale rispetto agli impegni lavorativi della categoria, ma l’importanza dell’obiettivo proposto è tale da giustificare lo sforzo che si richiede. Partecipare alla definizione della linea sindacale, nel difficilissimo momento che stiamo attraversando, cruciale per il futuro delle attuali imprese balneari, è essenziale ed irrinunciabile. Tomei ci chiama.



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TOMEI – CNA BALNEATORI – NOTA IN MERITO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE

Postato il: 9 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVOROPubblichiamo, per l’interesse che riveste nel procedimento giurisdizionale europeo in questione, la sintetica nota tecnica elaborata da Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – per i componenti il Consiglio nazionale di CNA Balneatori, per i responsabili regionali, territoriali e le imprese associate, a proposito della sentenza che la Corte di Giustizia europea ha rubricato per giovedì 14 luglio, sei giorni da oggi:

Cari colleghi,

giovedì 14 luglio è attesa la sentenza della Corte di Giustizia dell’UE per quanto attiene la Causa C – 458/14, Promoimpresa s.r.l. e Consorzio Sponda bresciana Lago di Garda e Lago Idro (Così risulta dal sito della Corte di Giustizia, anche se l’udienza dibattimentale ha visto l’unificazione delle cause C – 458/14 e C – 67/15, promosse rispettivamente dal TAR Lombardia e dal Tar Sardegna. Si veda al riguardo il nostro post CNA BALNEATORI APPRODA ALL’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA – nota di Comitato Balneari Liguria) .

Dati identificativi del procedimento:

Pubblicazione: Gazzetta Ufficiale GU C 448 del 15/12/2014, pag.11
Materia: Libertà di stabilimento, libera prestazione dei servizi, concorrenza
Origine della questione pregiudiziale: TAR Lombardia
Procedimento ed esito: Rinvio pregiudiziale
Data deposito atto che introduce il giudizio: 3 ottobre 2015
Data udienza: 3 dicembre 2015
Data deposito conclusioni Avvocatura Generale: 25 febbraio 2016

Il rinvio pregiudiziale riguarda la legittimità dell’articolo 34-duodecies del D.L. n. 179/2012. Esso, novellando l’articolo 1, comma 18, del D.L. n. 194/2009, modificato dalla legge 26 febbraio 2010, ha disposto la proroga al 31 dicembre 2020 delle concessioni demaniali marittime aventi finalità turistico e ricreative in essere alla data del 30 dicembre 2009 (data di entrata in vigore del D.L. n. 194/2009) ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015. Ricordiamo che, successivamente, il 24 dicembre 2012, l’articolo 1, comma 547 della legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013), ha esteso le previsioni dell’articolo 1, comma 18, del D.L. n.194/2009, come sopra modificato, alle concessioni aventi per oggetto:

– il demanio marittimo, per concessioni con finalità sportive
– il demanio lacuale e fluviale, per concessioni con finalità turistico-ricreative e sportive
– i beni destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto.

CNA Balneatori, con la memoria difensiva riversata dal pool dei propri legali (Avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi), nell’udienza dibattimentale del 3 dicembre scorso in Corte di Giustizia, ha sostenuto le seguenti tesi giuridico – sindacali:

1.- legittimità della proroga al 31/12/2020
2.- estraneità del comparto balneare italiano alla direttiva servizi e alla direttiva concessioni
3.- gli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi, ma concessioni di beni, per nulla scarsi. Questo fatto consente di attuare una politica di apertura alla concorrenza su un numero di nuove concessioni almeno pari a quelle del comparto esistente, senza distruggere, attraverso il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche, il sistema attualmente in attività, socialmente ed economicamente integrato nell’economia turistica delle regioni costiere italiane.

Il 13 gennaio 2015, il Servizio giuridico della Commissione europea ha indirizzato al presidente e ai giudici della Corte di Giustizia UE un nota che assume importanza nella questione inerente la domanda pregiudiziale presentata alla stessa CGUE dal TAR Lombardia nella citata causa C-458/14. Dopo avere argomentato sulla controversa questione, il Servizio Giuridico conclude in questi termini:

« 54. Alla luce delle considerazioni che precedono, la Commissione suggerisce pertanto di rispondere al quesito pregiudiziale formulato dal TAR Lombardia come segue:
“una norma nazionale, come quella controversa nella causa principale, che determini un’automatica proroga ex lege della data di scadenza delle concessioni di beni demaniali, consentendo così ai concessionari esistenti di continuare a sfruttare economicamente tali beni anche dopo la scadenza del termine previsto dalle rispettive concessioni, comporta una violazione dell’articolo 12 della Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del mercato interno, nonché, se applicata con riferimento a concessioni di beni demaniali con interesse transfrontaliero certo, dell’art. 49 TFUE” ».

Il giorno prima, 12 gennaio 2015, l’avvocatura di Stato, per conto del Governo italiano, ha depositato presso la Corte conclusioni del tutto opposte, che ripropongo:
« 59. Per le motivazioni sopra esposte, si chiede conclusivamente a codesta On. Corte di Giustizia di voler valutare la irricevibilità della domanda pregiudiziale in esame per mancanza del necessario requisito della pertinenza in concreto con la causa instaurata innanzi al giudice remittente.
60. In subordine, si chiede di voler comunque ritenere compatibile con il diritto comunitario la proroga al 2020 delle concessioni marittime lacuali e fluviali in essere, prevista dall’art. l’art. 1, comma 18, del d. l. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con legge del 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni. »

Giovedì 7 luglio 2016, nel corso dell’incontro tenuto a Roma tra le principali associazioni di categoria del comparto balneare e il ministro agli Affari regionali, Enrico Costa, CNA Balneatori – presente e rappresentata dal sottoscritto – ha chiesto l’approvazione di un provvedimento normativo che contempli 30 anni di proroga per le attuali impreseHa chiesto inoltre un’azione politico-istituzionale collegata, attraverso la quale si attivi a Bruxelles un negoziato sostenuto da tutti gli stati europei che abbiano coste turistiche balneabili. Questo per equità fondamentale in ambito europeo e per evitare la distruzione di 30 mila imprese balneari italiane e la dissoluzione del lavoro e delle prospettive di vita di altrettante famiglie.
Ha chiesto altresì di porre finalmente a Bruxelles la questione delle questioni: la Direttiva servizi non sarà mai percepita in Italia come attinente alle nostre imprese balneari fino a che non sarà interpretata correttamente, cioè fino a che  le concessioni demaniali marittime italiane siano escluse dalla Direttiva, com’è logico sia, in quanto riferite a beni e non a servizi. Bisogna ripartire dal recepimento italiano di questa Direttiva e modificarlo, escludendo dalla sua applicazione le 30 mila imprese balneari attualmente in attività.
In caso di sentenza negativa, infine, CNA Balneatori ritiene necessario approvare immediatamente una norma transitoria, che assodi la legittima vigenza delle attuali concessioni. Questa iniziativa è necessaria ma non sufficiente, infatti soprattutto un periodo transitorio di 30 anni, simile a quello che è stato accordato in Spagna, riconsegnerebbe il diritto di esistere a 30 mila imprese balneari italiane.

A disposizione per ogni chiarimento.
Grazie per l’attenzione.

Cristiano Tomei
Coordinatore Nazionale Cna Balneatori “




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TAR TOSCANA: INTERROGAZIONE BIZZOTTO E RISPOSTA DELLA COMMISSIONE

Postato il: 15 settembre, 2015 | Lascia un commento

Bizzotto_Mara_official_photo1296304-elzbieta-bienkowska054I fatti: Mara Bizzotto – europarlamentare italiana – il 24 giugno scorso, indirizza alla Commissione europea una interrogazione con richiesta di risposta scritta in relazione alla storica sentenza 328/2015 del TAR Toscana, che considera i balneari italiani titolari di un bene e non di un servizio. Bizzotto chiede: la Commissione conosce la sentenza citata e, in caso affermativo, intende rivedere l’interpretazione data finora in ambito UE al concetto di “servizio” e modificarla di conseguenza?
Il 2 settembre, Elżbieta Bieńkowska – Commissario europeo per mercato interno, industria, imprenditoria e piccole e medie imprese  – risponde a nome della Commissione: pensiamo che la sentenza non riguardi l’applicazione della normativa UE e quindi neppure la Direttiva Servizi. La sentenza si limita a pronunciarsi sull’interpretazione della normativa italiana. La Commissione perciò non è in grado di esprimere osservazioni.
Per una corretta informazione riportiamo il testo integrale dell’interrogazione Bizzotto e della risposta UE e completiamo il quadro pubblicando il conseguente parere legale degli avvocati Righi e Nesi, elaborato per conto di CNA Balneatori. Per accedere ai documenti cliccare sul relativo link.



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ABRUZZO: 20 ANNI DI CONCESSIONE VALGONO UN INVESTIMENTO DA 35 MILIONI DI EURO?

Postato il: 8 giugno, 2015 | 1 commento

OMBRELLONIil Centro – quotidiano on line di Pescara – informa che SIB Confcommercio e FIBA Confesercenti, per tutelare la continuità di esercizio delle imprese balneari abruzzesi, propongono di realizzare un complesso investimento da 35 milioni di euro. Secondo i promotori, il progetto, chiamato “Vivere il mare”, consentirebbe di superare il problema della direttiva Bolkestein e permetterebbe di estendere le concessioni balneari fino a venti anni.
A noi di Comitato Balneari Liguria la proposta sembra impraticabile e inopportuna per due ordini di motivi:
1.- la sentenza 213/ 2011 della Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità degli articoli 1 e 2 della legge della Regione Abruzzo 3/2010 (Estensione della durata delle concessioni demaniali per uso turistico-ricreativo). Questi articoli, in sintesi, prevedevano la possibilità di estendere la durata delle concessioni in essere e quella delle nuove concessioni fino ad un massimo di venti anni, a partire dalla data di rilascio, in ragione dell’entità degli investimenti. L’opportunità che SIB e FIBA propongono ora è quindi definitivamente tramontata quattro anni fa;
2.- ogni concessione raccoglie una montagna di investimenti effettuati prima d’ora e rappresenta un notevole valore aziendale. Sarebbe opportuno tutelarli, prima di parlare di nuovi maxiimpegni.
Per inciso, la scadenza 31.12.2020 è sempre sub judice da parte della Corte di Giustizia europea e quella del 31.12.2015 è sempre più vicina. Cosa stanno facendo SIB Confcommercio e FIBA Confesercenti a questo riguardo?



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MARCO MORI: I TRATTATI UE COSTITUISCONO ILLECITE CESSIONI DI SOVRANITA’ NAZIONALE

Postato il: 28 maggio, 2015 | Lascia un commento

MARCO_MORI_21Abbiamo conosciuto Marco Mori – avvocato costituzionalista di Rapallo – nel corso del convegno che, organizzato da Matteo Camiciottoli – sindaco di Pontinvrea – si tenne presso la Provincia di Savona lo scorso 14 marzo. All’epoca Mori – parlando a un auditorio di balneari, interessati alla continuità delle loro imprese, insidiate dalla normativa europea e dalla delega di responsabilità attuata dal Governo nei confronti della magistratura –  chiarì con lucidità e autorevolezza la contrarietà dei trattati europei al disposto della Costituzione repubblicana, tema generale, che include la questione balneare, ma che riguarda la sovranità stessa dello Stato italiano. Leggiamo ora due significativi documenti sviluppati sul tema da Mori e dalle avvocatesse Laura Muzio e Gabriela Musu: la memoria conclusiva ex art. 183, comma 6, n. 1, C.p.c. presentata al Tribunale di Genova nell’udienza del 31 marzo 2015 e il conseguente schema di atto di denuncia – querela, disponibile gratuitamente per chiunque intenda servirsene, riferito al reato di indebita cessione di sovranità nazionale, reato del quale, a giudizio dei redattori, si sono macchiate per anni le più alte cariche istituzionali dello Stato italiano. Vi invitiamo a leggere questi interessanti contributi con l’attenzione che meritano: il governo sovranazionale costituito da una casta finanziaria e parafinanziaria di intoccabili è descritto con rigore e semplicità espositiva. Realtà,  non fantapolitica.



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RICORSI CNA BALNEATORI CONTRO TAR LOMBARDIA E TAR SARDEGNA – NESI: PREMATURO PARLARE DI MEMORIA AGGIUNTIVA

Postato il: 6 maggio, 2015 | Lascia un commento

SUN_2014_TOMEI_NESICristiano Tomei – presidente CNA Balneatori – ci informa che l’avv. Ettore Nesi, che con gli avvocati Righi e Morbidelli rappresenta e difende i concessionari balneari di tutta Italia nei ricorsi promossi da CNA Balneatori contro le note sentenze dei TAR Lombardia e Sardegna, sollecitato a produrre una memoria aggiuntiva che contrasti le osservazioni 13 gennaio 2015 della Commissione europea – servizio giuridico, ha spiegato che, in questa fase del procedimento, è esclusa la presentazione di ulteriori documenti, che saranno depositati appena sarà possibile.



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GIRO DI BOA NELLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 13 marzo, 2015 | 1 commento

SUN_2014_TOMEI_NESIQuesto il testo integrale del “Memorandum sulla questione balneare italiana” predisposto dall’avvocato Ettore Nesi, in attuazione dei lavori svolti nell’ambito del Direttivo nazionale CNA Balneatori presieduto da Cristiano Tomei – presidente nazionale della Confederazione – il 23 febbraio scorso a Carrara. Documento ponderoso, aggiornato e puntuale, quello di Nesi, del quale dovrà tenere conto ogni organo istituzionale dello Stato italiano e dell’Unione europea. Oggi, 13 marzo 2015, al termine del forum organizzato da CNA ABRUZZO sul tema “Il Commercio e il Turismo in Abruzzo, un sistema economico per lo sviluppo” Tomei consegnerà il documento all’assessore Giovanni Lolli – coordinatore nazionale della Conferenza delle Regioni per il Turismo, assessore e vice presidente della Giunta regionale Abruzzo. Com’è noto Lolli e Gabriele Cascino – assessore al Demanio della Regione Liguria e coordinatore nazionale per il Demanio, hanno convocato la Conferenza delle Regioni per lunedì 16 marzo, a Roma. Un’occasione unica per prendere atto delle questioni puntualizzate nel Memorandum Nesi.
Sull’importanza del Memorandum Cristiano Tomei ci rilascia questa dichiarazione “Si tratta un documento fondamentale, frutto di un approfondito studio dell’Avv. Ettore NESI e della decisione del Direttivo nazionale Cna balneatori, indispensabile per dare forza alla lotta sindacale e strumenti giuridici alle istituzioni. Occorre cambiare la visione europea, negativa per le attuali imprese e penalizzante per l’intero sistema turistico costiero italiano. E’ ancora possibile evitare le aste e le evidenze pubbliche. Noi ci crediamo fermamente!”
Di questo documento basilare avremo occasione di riparlare. Per il momento leggetelo con l’attenzione che merita.




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TAGLIAMO CORTO: LA PROROGA AL 2020 ESISTE!

Postato il: 4 febbraio, 2015 | Lascia un commento

BARRACIULa legge 17 dicembre 2012, n. 221 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) – Allegato, Parte 1, proroga al 31 dicembre 2020 le concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo. L’art. 34 – duodecies  (Proroga di termine), prescrive: 1. All’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre  2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010, n. 25, le parole: “fino a tale data” sono sostituite dalle  seguenti: “fino al 31 dicembre 2020”. 
Per verifica: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012;179~art34duodecies
La successiva legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), art. 1, comma 547, ha esteso la disposizione di cui sopra in questi termini: “547. All’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre  2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010, n. 25,  dopo  le  parole:  «demaniali  marittimi»  sono  inserite  le seguenti: «lacuali e fluviali»; dopo le parole: «turistico ricreative» sono inserite le seguenti  «e sportive, nonché quelli destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto»”.
Per verifica: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012;228~art1-com547
Sostenere che tali disposizioni nazionali italiane non siano state notificate all’UE è ingenuo quanto sconcertante: sappiamo tutti perfettamente che, in ambito europeo, ogni atto normativo nazionale è rigorosamente controllato da parte delle competenti autorità UE. Se questo non bastasse, la nota 28 gennaio 2013 della Direzione generale Mercato interno e Servizi, indirizzata all’imprenditrice balneare Emilia Galli, che si è attivata per avere una risposta dalla Commissione europea e l’ha resa pubblica, conferma il fatto che la Commissione conosca perfettamente l’esistenza della proroga in questione: ” (…) Il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge il 17 dicembre 2012, estende tali concessioni fino al 31 dicembre 2020 (…)”.
Per verifica: http://www.comitatobalneariliguria.it/wp-content/uploads/2015/02/NOTA_UE_28.01.2013_A_EMILIA_GALLI1.pdf
Si vuole forse sostenere che l’UE non conosca la proroga al 2020 per la circostanza che tale provvedimento non è stato oggetto di specifica comunicazione da parte dell’Italia? Se questo fosse, bisognerebbe interrogarsi sulla capacità di intendere e di volere dell’UE e, subito dopo, chiedersi se il Governo italiano – che pure ha dichiarato, per bocca della sottosegretario Barraciu, di voler tutelare le imprese balneari esistenti – intenda realmente sostenere in Europa, presso organismi dell’Unione che hanno ripetutamente lasciato intendere la loro disponibilità, una puntuale decisione del Parlamento italiano, una legge dello Stato, oppure lo rifiuti.

A tale riguardo Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – ci rilascia questa dichiarazione: “E’ imprescindibile un’iniziativa sindacale unitaria – che ovviamente dovrà essere discussa  tra i partner sindacali, ma che, per quanto mi riguarda, sosterrò con la massima determinazione –  finalizzata ad indurre il Governo italiano ad accettare il fatto che la proroga al 2020 è acclarata in Italia e in Europa. Così come ritengo si debba portare avanti – sempre unitariamente – il concetto che, se il Demanio marittimo italiano non è un bene scarso e limitato, come asserito dallo stesso Governo nell’ambito dell’incontro del 13 gennaio scorso, il recepimento stesso della Direttiva servizi, attuato in Italia con dlgs 59/2010, può e deve essere modificato, per un’applicazione che assicuri alle attuali 30 mila concessioni italiane una durata temporale il grado di tutelare realmente queste imprese (cfr. Trattato di Lisbona e considerando 14 e 15 della Direttiva europea 2014/23/UE sulle concessioni). I Governi di Spagna, Portogallo e Croazia lo hanno fatto.  
Naturalmente confermiamo la piena disponibilità a collaborare con il Governo affinché, nella trattativa europea, qualunque sia la bozza di riordino, essa contenga una norma di salvaguardia per le attuali imprese balneari, disposizione che consenta ad esse di guardare con serenità e sicurezza al futuro. A questo punto, le ricadute negative della Direttiva servizi  non possono più riguardare il nostro settore.”



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  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
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