GOVERNO: SCADENZA DELEGA EX ART. 11,2 LEGGE COMUNITARIA 2010 E ALTRO ANCORA

Postato il: 25 novembre, 2012 | 2 Commenti

Alcune riflessioni ad alta voce ascoltate ieri a Genova, immediatamente dopo l’incontro con Bersani, richiedono una precisazione. L’articolo 11 della “legge Comunitaria 2010” (l. 15 dicembre 2011, n. 217) recita testualmente:

“Il Governo è delegato ad adottare, entro 15 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge (omissis) un decreto legislativo avente ad oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi (omissis)”.

La Comunitaria contiene pertanto una esplicita delega a deliberare, in relazione alla quale il Governo  – in qualsiasi momento, entro i 15 mesi di cui sopra – può decidere autonomamente l’adozione di un “decreto legislativo”, strumento che, a differenza del “decreto legge”, non richiede l’approvazione del Parlamento, il quale,  precisando i termini della delega, ha già autorizzato. Con la Comunitaria 2010, appunto.
La legge delega (la Comunitaria 2010), promulgata il 15 dicembre 2011, è stata pubblicata sulla G.U. il 2 gennaio 2012. Da quella data decorrono i 15 mesi prescritti dall’articolo 11 sopra menzionato. Poiché il giorno iniziale non si computa nei termini, il decreto delegato deve essere adottato dal Governo entro il 3 aprile 2013. Decorso tale termine la delega decade, cioè, se il Governo volesse disporre per decreto dopo quella data dovrebbe farlo mediante “decreto legge”, strumento che può essere adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza (articolo 77 Costituzione) e che deve essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione, attraverso un normale passaggio parlamentare. Se questa conferma manca, il decreto decade e gli effetti prodotti perdono efficacia fin dall’inizio, con effetto retroattivo. Vero è che i Governi – spesso agevolati dall’assenso del Capo dello Stato – hanno preso l’abitudine di legiferare per decreto, ponendo la fiducia in sede di conversione, anche quando manca il presupposto della necessità ed urgenza.
Tornando al caso specifico, ieri si è sostenuto che, nell’ambito della conversione in legge del decreto 179/2012 il Governo potrebbe accettare un emendamento di proroga, per poi adottare un decreto delegato stile bozza Gnudi, che vanificherebbe la proroga. Questo fatto è teoricamente possibile, ma si tratterebbe di una decisione contraddittoria, improbabile ed impercorribile dal punto di vista politico. Tanto più che, se le elezioni dovessero essere confermate per il 10 – 11 marzo, le Camere dovrebbero essere sciolte il 18 gennaio, quarantacinque giorni prima. Secondo nostri calcoli, poiché il Governo non ha ancora avviato la procedura per l’approvazione del decreto delegato, mancherebbero i tempi tecnici minimi necessari. Quindi un emendamento che preveda una proroga di 30 anni e non parli di revoca della delega al Governo va bene.




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QUESTIONE BALNEARE, PARLAMENTO, EUROPA. IL GOVERNO DA CHE PARTE STA?

Postato il: 10 novembre, 2012 | 2 Commenti

da Alessandro Riccomini

Ansa Valle d’Aosta, nella nota 9 novembre 2012, ci offre una panoramica completa, ad ampio raggio, delle iniziative parlamentari in corso e delle possibili interazioni europee.
Mentre la politica percorre le strade del consenso preelettorale, il Governo dei tecnici, per bocca del ministro Moavero Milanesi, ribadisce rigorose posizioni europeiste: pericolo di infrazione per inadempienza della Direttiva Bolkestein e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Non c’è infrazione per la Spagna, ma per l’Italia sì. Sarà difficile venirne fuori se il nostro stesso Esecutivo continua a sostenere tesi che non hanno senso. O, se vogliamo essere formali, che la realtà della situazione italiana priva di qualsiasi fondamento giuridico. Lo ripetiamo un’ultima volta, poi non lo scriveremo più:
1.- le concessioni demaniali marittime di attività turistico ricreative sono concessioni di beni e non di servizi, quindi non ricadono nella Direttiva Bolkestein. Se così non fosse, poiché le spiagge non sono scarse rispetto alla domanda di concessioni, questo tipo di rapporto  non è  regolato dall’articolo 12 della Direttiva, ma dall’articolo 11, che prevede un rapporto di durata non limitata, o illimitata, che è lo stesso. Concetto ribadito dal Manuale per l’attuazione della Direttiva Servizi;
2.- le concessioni inoltre partecipano all’esercizio di poteri pubblici (salute pubblica, salvataggio, manutenzione del bene pubblico, primo soccorso e altro), pertanto, ai sensi dell’articolo 51 del trattato, sono escluse dall’applicazione del capo 2 del Trattato (Diritto di stabilimento), quindi non sono regolate dall’articolo 49 che, a nostro giudizio, per quanto possa valere, non c’entra a prescindere.
Parlamento o  Governo? Tutela di un settore produttivo nazionale di primaria importanza e di spiccata tipicità o sudditanza nei confronti di una burocrazia europea espressione di poteri forti? Chi conterà di più in questa circostanza? Stiamo a vedere.



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DECRETO AMMAZZABALNEARI: COME FUNZIONA L’ITER AUTORIZZATIVO

Postato il: 27 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Il decreto Ammazzabalneari è stato provvisoriamente bloccato da un’iniziativa congiunta PD-PDL-UDC. Moavero Milanesi e Gnudi si apprestano a partire in missione per Bruxelles, non si sa esattamente con quali intenzioni. Informare la Commissione che il Governo intende tutelare l’imprenditoria balneare italiana? Chiedere sommessamente l’autorizzazioni a prevedere qualche “paletto” a favore degli imprenditori balneari in attività? Valutare la compatibilità europea dell’attuale bozza di decreto? Diffidare la Commissione dall’assumere una decisione favorevole alla nuova legge spagnola in tema di demanio marittimo, per non creare un pericoloso precedente? Si accettano scommesse. In ogni caso è molto probabile che la bozza di decreto riparta a breve senza sostanziali variazioni. Se questo avverrà, come temiamo, è fondamentale che tutti abbiano idee chiare sulle possibili azioni di contrasto e sul tempo disponibile per attuarle.
Noi abbiamo studiato la situazione e abbiamo fatto due conti. Il decreto in questione è un decreto delegato, ossia il Governo ha già incassato una specifica delega ad agire e, adempiuti gli obblighi inerenti, può deciderne l’adozione anche se tutti gli organi istituzionali coinvolti sono contrari. Questo perché i pareri di questi organi, nessuno escluso, sono necessari, ma consultivi. Da un punto di vista tecnico, quindi, il Governo è fin d’ora libero di agire, seguendo un iter obbligato che può richiedere non meno di due mesi e mezzo – tre mesi dal primo passo formale: la decisione del Governo – organo collegiale – di procedere, convocando preliminarmente la Conferenza unificata, com’è esplicitamente previsto dalla Comunitaria 2010 (legge 15 dicembre 2011, n. 217), articolo 11, comma 2.
Poi ci sono le variabili politiche, non trascurabili e che, in periodo preelettorale, sembrano delineare qualche apertura a nostro favore. Chi voglia approfondire, legga la nota (cliccare sul link) che abbiamo presentato lo scorso 8 ottobre al SUN di Rimini, nell’ambito del direttivo CNA che si è tenuto in quella sede.



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LA SPAGNA DA’ LEZIONI DI BOLKESTEIN

Postato il: 14 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Da giorni circolano in rete notizie sulla riforma della normativa spagnola inerente il demanio marittimo locale, approvata il 5 ottobre. Venerdì scorso. Le nuove norme consentirebbero di bloccare per i prossimi 75 anni gli insediamenti legittimamente esistenti sul demanio, spostando nel tempo i termini di applicazione della Bolkestein. Alcune voci parlano della necessità di una verifica costituzionale interna ma, indipendentemente dall’esito di questo riscontro, posto che sia, la notizia costituisce un forte segnale politico. Se questo è possibile in Spagna – stato aderente UE – perché un’iniziativa analoga non dovrebbe essere attuabile in Italia?
Non abbiamo dato spazio a questa notizia finora, nonostante l’autorevolezza di alcuni post fb, sia perché eravamo pressati dagli impegni, sia perché tuttora non disponiamo dei documenti necessari per valutare esaurientemente la situazione. La nota che Piero Bellandi ha pubblicato oggi su Mondo Balneare (cliccare sul link) è sufficientemente circostanziata per essere considerata attendibile. Vedremo, nei prossimi giorni, quali saranno le ripercussioni della notizia sul panorama politico e istituzionale italiano.



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COMINCIA IL BALLO: CONVOCAZIONE MINISTERIALE PER REGIONI, PROVINCE, COMUNI E SINDACATI DI CATEGORIA

Postato il: 5 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Cristiano Tomei informa, pressoché in tempo reale, che il ministro per il Turismo e gli Affari Regionali – Piero Gnudi – ha convocato i presidenti di Conferenza Regioni, Unione Province, ANCI e sindacati balneari, per mercoledì 10 ottobre, in Roma, via della Stamperia 8. Sarà presente Moavero Milanesi, ministro per gli Affari Europei. Ordine del giorno “ Le concessioni demaniali marittime a fini turistico ricreativi ”. In relazione a questa convocazione, che riteniamo abbia carattere esplorativo, il direttivo CNA Balneatori del prossimo 8 ottobre aggiungerà agli argomenti già programmati i seguenti:

1.- Incontro Governo – Regioni, Province, Comuni e sindacati di categoria, in tema di concessioni demaniali marittime a fini turistico ricreativi;
2.- Appello ai presidenti di Conferenza Regioni, UPI e ANCI, affinché siano evitate intese che possano avallare aste od evidenze pubbliche in fase di riassegnazione delle concessioni demaniali marittime.

L’istanza di cui al punto 2 – indirizzata per ora al solo presidente nazionale ANCI e sottoscritta unicamente da CNA, che ha promosso l’iniziativa – è stata consegnata a Graziano Del Rio nel corso della riunione di ieri, 4 ottobre, formulando contestuale invito di adesione alle altre organizzazioni sindacali presenti. L’estensione di tale richiesta a Province e Regioni – già presente nel programma CNA, come risulta dal comunicato del 4 ottobre – sarà resa operativa nei prossimi giorni, chiedendo, anche in questo caso, l’adesione di SIB, FIBA e Assobalneari.

Il tempo stringe. Ci auguriamo che l’iniziativa sia condivisa e che le istanze cofirmate siano fatte pervenire agli enti destinatari al più tardi entro la mattinata di lunedì 8 ottobre: non dimentichiamo che l’incontro con i ministri è programmato per mercoledì 10. Esattamente due giorni dopo.



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IN EUROPA – ANZI IN ITALIA – C’E’ CHI HA SAPUTO DIRE “NO”

Postato il: 2 ottobre, 2012 | Lascia un commento

L’Europa proprio non riesce a capire quanto valgano le tipicità locali in termini reali. L’inevitabile ottusità dei commissari e dei funzionari UE, chiamati a livellare tutto e tutti senza conoscere a fondo, si riflette sulle direttive: giocattoli pericolosi, quando la classe politica nazionale non abbia saggezza, lungimitanza, spirito di servizio. Così possono sparire nel nulla fattori fondamentali di sviluppo e di stabilità locale, producendo ripercussioni irreversibili sull’ambiente, prima ancora che sull’economia e sulla società. E’ successo sulle nostre montagne, quando sono state seguite alla lettera le indicazioni UE e modalità di lavoro e di vita tradizionali sono state abbandonate per il miraggio dell’efficienza. Succederebbe anche sulle nostre spiagge, se la consolidata esperienza di chi le conosce intimamente fosse sostituita da operatori orientati esclusivamente alla logica del profitto.
C’è chi ha saputo opporsi efficacemente a questa logica. Report e Casalini – quella stessa trasmissione e quello stesso giornalista che ci hanno massacrati in passato, facendo di tutte l’erbe un fascio – ci illuminano ora sui masi: realtà tipiche della montagna altoatesina – case, stalle, fienile e prato – ma soprattutto avamposti umani, elementi di continuità e di tutela del territorio, fattori di occupazione, sviluppo, benessere. Modelli di vita diversi, apparentemente arcaici, in realtà efficienti, solidali, moderni, in grado di superare con successo qualsiasi esame econometrico, statistico, sociologico. Due indici tra tutti: disoccupazione 3,3 per cento, la più bassa d’Europa; Pil pro capite 34.700 euro, il più alto d’Italia. L’UE non li voleva, i masi. Gli altoatesini hanno tenuto duro, rappresentati da una classe politica locale intelligente, concreta e onesta. Come dicono loro, parlando di Sicco Mansholt, commissario europeo di molti anni fa, il quale, a proposito di quel particolare territorio, aveva ipotizzato tuttalpiù la possibilità di realizzare una “riserva di cervi” : “lui è andato, noi siamo rimasti”.
Anche i balneari rimarranno sulle spiagge, con l’aiuto di quella parte delle istituzioni che ha capito le funzioni essenziali svolte dai balneari sul territorio e nel Paese: Comuni, Province, Regioni.
Se ancora non lo avete fatto, guardate il servizio di Report. Vale la pena e aiuta a capire, per analogia, il reale valore aggiunto dell’economia balneare. Il link è questo:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-548d26f9-f07e-4577-bff7-f1019ef17ad3.html

L’intervallo da visionare è compreso tra 1:29:37 e 1:37:11.



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CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE: POTREBBE RIGUARDARE ANCHE LE IMPRESE BALNEARI

Postato il: 17 luglio, 2012 | Lascia un commento

Il Presidente della Repubblica ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Palermo, che lo ha intercettato telefonicamente in persona di un consulente del Quirinale. La questione, regolata dalla Costituzione e dalla legge 11 marzo 1953, n.87, può riguardare anche gli stabilimenti balneari ed è opportuno conoscerla.

L’articolo 134 della Costituzione stabilisce che la Corte Costituzione giudichi, tra l’altro, “sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni”. Questo è  il motivo del nostro possibile coinvolgimento.

La legge 87/1953 stabilisce che la Corte Costituzionale risolva il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato se tale conflitto “insorge tra organi competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono e per la delimitazione della sfera di attribuzioni determinata per i vari poteri da norme costituzionali” (art. 37). La Corte decide preliminarmente sulla ammissibilità del ricorso e, se ritiene che la materia sia di sua competenza, risolve il conflitto “dichiarando il potere al quale spettano le attribuzioni in contestazione e, ove sia stato emanato un atto viziato da incompetenza, lo annulla”(art. 38).

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Emiliano Favilla: PER I BALNEARI E’ L’ORA DELLA VERITA’

Postato il: 9 aprile, 2012 | 1 commento

Emiliano Favilla ha convocato l’assemblea di Comitato Salvataggio Imprese per venerdì 13 aprile 2012. Cliccate sul riquadro per richiamare il testo completo del comunicato e leggetelo con attenzione. L’assemblea avrà una funzione di verifica essenziale perché, in ultima analisi, coinvolgerà la stessa continuità d’azione di Comitato Salvataggio, che noi di Comitato Balneari Liguria sosteniamo senza riserve, consapevoli del fatto che senza l’iniziativa dei movimenti che si coordinano in Comitato Salvataggio saremmo già alle aste. Non sottovalutiamo i problemi interni ai gruppi di lavoro toscani, ma preferiamo non affrontarli in questa sede. Vi invitiamo qui a riflettere con obiettività sull’azione dei sindacati, perché stanno mancando clamorosamente i loro obiettivi – che sono la continuità e la sicurezza delle nostre aziende – e perché molti, troppi tra noi, continuano a fidarsi ciecamente. Se state leggendo queste righe, peraltro, qualche dubbio sull’azione dei sindacati ce l’avete anche voi. Vi siete accorti che finora, salvo sporadiche iniziative, i sindacati sono andati costantemente a rimorchio dei movimenti spontanei? Chi li ha costretti ad aderire alla richiesta di deroga, che non hanno mai sinceramente condiviso? chi ha ottenuto l’incontro del 23 febbraio con i ministri Gnudi e Milanesi? chi ha indotto il Governo a sbloccare l’incontro con i parlamentari e a convocarli per il 4 marzo? Con l’aria che tira avremmo dovuto scendere in piazza da mesi,  come hanno fatto tutte le categorie che si sono mobilitate finora. Invece non solo non lo abbiamo fatto, ma stiamo registrando una convocazione sindacale altamente sospetta: per fine aprile e nel chiuso di un palazzo della periferia di Roma. Per fare che? per parlarci addosso? per ascoltare senza poter intervenire, come è accaduto a Spotorno e a Carrara? Noi di Comitato Balneari Liguria andremo a Roma il 18, ma dobbiamo ancora decidere cosa andremo a fare. Abbiamo abbandonato l’illusione di poter fare fronte comune con i sindacati, perché si tratta di una collaborazione a senso unico. Loro, nella migliore delle ipotesi, continuano a sbagliare, ma c’è chi pensa che non si tratti di errori. E’ storia vecchia. Allora venite a Viareggio venerdì prossimo. Ci sono cose importanti da decidere. Veniteci, se non altro per ascoltare senza intermediazioni e capire cosa stia realmente succedendo. L’assemblea, come sempre, è aperta ai sindacati, sempre che, in quella sede, abbiano qualcosa da dire.

 

 

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Prende corpo la proposta Comi annunciata a Spotorno

Postato il: 4 febbraio, 2012 | Lascia un commento

da Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano:

“Queste sono le proposte di modifica che abbiamo presentato unitariamente stamani 3 febbraio 2012 nell’incontro con gli Europarlamentari Pier Antonio Panzeri e Lara Comi. Erano Presenti Riccardo Borgo segretario del SIB nazionale che parlava anche a nome di altri sindacati assenti – Elvo Alpigiani di Assobalneari – per il Comitato Balneari Emiliano Favilla, Cristiano Pezzini e Marco Gerini – per i fornitori AFIB Claudio di Mare da Vivere. Saluti a tutti Emiliano
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COMMISSIONE EUROPEA

CONSIDERAZIONI E PROPOSTE PRESENTATE AGLI EUROPARLAMENTARI PIER ANTONIO PANZERI E LARA COMI NELLA RIUNIONE DEL 3 FEBBRAIO 2012 TENUTASI NELLA SEDE DEL PARLAMENTO EUROPEO DI MILANO DA AGGIUGERE NELLA BOZZA DELLA DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO (sull’aggiudicazione dei contratti di concessione). Elaborazione Prof. Alessandro Del Dotto:

All’articolo 14 che si intitola “esclusione di attività direttamente esposte alla concorrenza” dopo le parentesi quadre, AGGIUNGERE di seguito:

“ai fini di salvaguardare l’esistenza delle imprese, i principi e le norme di evidenza pubblica non si applicano per l’assegnazione in concessione: i diritti di proprietà, affitto, locazione, usufrutto, godimento o altro titolo aventi all’oggetto beni immobili di pubblica proprietà che sono strumentali all’esercizio di attività di imprese e che sono già da quest’ultime utilizzati”

AGGIUNGERE ennesimo articolo:

“Se disposizioni della presente Direttiva configgono con disposizioni di altri atti comunitari che disciplinano aspetti specifici dell’accesso ad un’attività di servizi o del suo esercizio in settori specifici o per professioni specifiche, le disposizioni di questi altri atti comunitari non si applicano a tali settori o professioni specifiche” ”
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Così informa Comitato Salvataggio. Per una trattazione completa dell’argomento, proponiamo il link al documento al quale si riferisce la proposta di modifica: “Proposta di direttiva del parlamento e del consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione.”. L’iniziativa è interessante in quanto, se fosse accolta, potrebbe rafforzare le motivazioni che sorreggono le nostre istanze di base. Vediamo cosa succede e ringraziamo promotori e intervenuti, soprattutto Comitato Salvataggio, che cura sempre puntualmente l’informazione.



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San Benedetto del Tronto – Pescara

Postato il: 15 dicembre, 2011 | Lascia un commento

Ultima tappa costiera: relativamente pianeggiante, cielo coperto, ma niente pioggia. A Pescara Marcello ha incontrato Riccardo Ciferni, Laila Di Carlo e altri, incontri significativi, in un ambiente attento all’evolversi della situazione. Domani brusca sterzata verso l’Appennino, si comincia a salire. Marcello è in condizioni discrete, considerando la storia degli ultimi 14 giorni, ma quelli che verranno saranno proibitivi e non soltanto per le asperità della strada. Ricordiamo che Marcello viaggia solo e ogni giorno percorre la tappa tre volte: 1.- in bicicletta; 2.- a ritroso, con mezzi pubblici, per raggiungere la macchina, che ha lasciato al punto di partenza; 3.- in macchina, per portarla al punto d’arrivo. Solo allora può fermarsi a riposare. Se qualcuno, a Pescara e dintorni, ci legge e ha la possibilità di farlo, lo aiuti, portandogli la macchina a fine tappa: bastano due persone con patente di guida e un’altra auto per ritornare. Poco o niente, ma non per lui.

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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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