11 LUGLIO 2013 – LUCIANO MONTICELLI AL TAVOLO TECNICO BARETTA

Postato il: 12 luglio, 2013 | Lascia un commento

ANSA_11.07.2013segnalazione di Cristina Baudoino

Luciano Monticelli – delegato ANCI al Demanio marittimo – partecipa autorevolmente al primo tavolo tecnico indetto dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Nel comunicato ANSA, che pubblichiamo con le consuete modalità, Monticelli ci offre una relazione dettagliata dell’incontro, nei confronti del quale esprime una valutazione positiva.



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11 LUGLIO 2013 – MANUELA GRANAIOLA AL TAVOLO TECNICO BARETTA

Postato il: 12 luglio, 2013 | Lascia un commento

GRANAIOLA_11.07.2013Manuela Granaiola, l’amica senatrice PD che ci ha sorretto in momenti durissimi e quasi senza speranza, ritorna sulla scena della questione balneare, partecipando alla prima riunione del tavolo tecnico Baretta. L’aspettavamo. La sua lucida dichiarazione conferma che sarà vicina ai balneari sempre. Bentornata!











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11 LUGLIO 2013 – PRIMO INCONTRO UFFICIALE TRA GOVERNO LETTA E SINDACATI DI CATEGORIA

Postato il: 12 luglio, 2013 | Lascia un commento

COMUNICATO_STAMPA_CONGIUNTO_11.07.2013Roma, 11 luglio 2013. Sib Confcommercio, CNA Balneatori e FIBA Confesercenti ed altri, dei quali riferiamo separatamente, sono stati ricevuti da Pier Paolo Baretta – sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze – per discutere le molteplici problematiche del comparto balneare italiano.
Quello a lato, espandibile con un click, è il comunicato stampa unitario delle tre principali sigle sindacali.
Sembra l’inizio promettente di una possibile trattativa, ma sarà opportuno verificare in concreto la disponibilità dell’Esecutivo prima di esprimerci. Gli esiti dell’incontro 23 febbraio 2012, in via della Stamperia, a Roma, salutato all’epoca con reale entusiasmo, bruciano ancora.



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ANGELILLI & COMI: TIMIDE PROPOSTE RESPONSABILI DA PARTE UE

Postato il: 11 luglio, 2013 | Lascia un commento

ANSA_09.07.2013segnalazione di Cristina Baudoino

ANSA.IT, il 9 luglio 2013, nella nota che pubblichiamo a lato, riporta le considerazioni congiunte di Roberta Angelilli – vicepresidente del Parlamento europeo – e di Lara Comi – europarlamentare – alla relazione sulla situazione del mercato interno servizi, dopo la sua approvazione da parte della Commissione. Non conosciamo il documento in questione – che risulta riguardare anche le imprese balneari – quindi non siamo in grado di valutare i giudizi positivi espressi in merito da Angelilli e Comi. Tuttavia circa i concetti di “equo rendimento”, “equo ammortamento degli investimenti” e “adeguato coinvolgimento degli imprenditori e delle categorie professionali nella fase di definizione e di adeguamento delle decisioni” parametri che, sembra di capire, siano stati riconosciuti agli stabilimenti balneari dalla relazione, non possiamo che esprimerci con grande cautela e sostanziale scetticismo.
Sancire un “adeguato coinvolgimento alla definizione e all’adeguamento delle decisioni” può sembrare un significativo passo avanti e può anche esserlo marginalmente, se sapremo esprimere rappresentanti sindacali informati, motivati, intellettualmente autonomi, tenaci – rara avis – ma dubitiamo fortemente che ai rappresentanti degli imprenditori sia consentito, nell’ambito della Commissione UE, qualcosa di diverso da un generico diritto di intervento. Meglio di niente, certo, ma niente di decisivo.
Quanto ai concetti di “equo rendimento” e di “equo ammortamento degli investimenti”, riteniamo che potrebbero essere adottati con qualche utilità iniziale rispetto ai nuovi rapporti di concessione (quelli addizionali rispetto alla situazione in essere) in quanto costituirebbero gli elementi in base ai quali gli imprenditori interessati a nuove concessioni demaniali dovrebbero rifarsi per decidere se valga o meno la spesa di investire nel settore. Tuttavia sono assolutamente inadeguati nei confronti di chi gestisce da anni uno stabilimento balneare che ha acquistato, o ha evitato di vendere, fidando in regole certe e legittime, ormai abrogate, dimenticate e accantonate in modo tombale da politica e istituzioni. Smettiamo di girare in tondo, cercando criteri economici che costituiscano una possibile via di fuga rispetto al dettato della Bolkestein, senza avere il coraggio di portare avanti gli argomenti che effettivamente giustificano il mantenimento delle concessioni balneari in capo agli attuali concessionari. Non dimentichiamo che gli imprenditori in attività hanno investito sulle loro aziende ogni loro potenziale: risparmi e capitali di famiglia, lavoro, prospettive personali e familiari, attese di vita. Non dimentichiamo che è grazie a questo tessuto organico, vitale, integrato nel territorio, ecocompatibile, che il comparto balneare italiano ha assunto nei secoli la valenza che conosciamo. Non dimentichiamo che la stessa UE, nel Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, paragrafo 6.1.4.- Durata delle autorizzazioni – afferma che: “Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio dell’attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese. Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 (della Direttiva servizi – n.d.r.) dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.”
Siamo consapevoli del fatto che ci stiamo ripetendo, ma questo accade perché la realtà della questione balneare non muta, comunque la si consideri. Angelilli e Comi, nell’articolo che commentiamo, si riservano di valutare la possibilità di ulteriori emendamenti migliorativi. Sappiamo perfettamente che la loro è una battaglia difficile, soprattutto nella assurda latitanza del Governo nazionale, ma le invitiamo a non desistere e a non perdere di vista il punto centrale del problema: la questione balneare italiana trae origine dalla appetibilità economica di un comparto che è nato e si è sviluppato senza aiuti di Stato, grazie all’iniziativa e ai sacrifici della microimprenditoria balneare locale, seguendo regole di mercato. Non si resiste per più di cent’anni se si va contro corrente. Applicare a questo settore i criteri pseudo liberisti finora propugnati dall’UE significa compromettere l’equilibrio economico, sociale, funzionale, ambientale, raggiunto e verificato attraverso più di un secolo di attività. Significa sconvolgere le effettive regole del mercato, ponendo in essere un vero e proprio esproprio legalizzato, a esclusivo vantaggio del grande capitale.



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LO STATO SI TRASFORMI DA GESTORE A CONTROLLORE DEL PROPRIO PATRIMONIO?

Postato il: 10 luglio, 2013 | Lascia un commento

AGENPARL_08.07.2013segnalazione di Cristina Baudoino

Pubblichiamo la nota AgenParl che riporta la criptica dichiarazione del senatore Pierantonio Zanettin (PDL), veneto, avvocato e revisore contabile, attualmente segretario della 1° Commissione permanente (Affari costituzionali) e membro della 9° Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) in sostituzione del ministro Gaetano Quagliariello. Con queste qualifiche si suppone che il senatore conosca l’argomento di cui parla e sia in grado di valutare le implicazioni della sua proposta. Noi invece non abbiamo capito cosa significhi, nel contesto di una dichiarazione che affida allo Stato il ruolo residuale di “controllore” di un “patrimonio” ormai dismesso, la proposta di “vendere” le concessioni demaniali. Gli chiediamo la cortesia di spiegarsi meglio.



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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Postato il: 7 luglio, 2013 | Lascia un commento

MONTESILVANO_06.07.2013Sabato 6 luglio, presso il Municipio del Comune di Montesilvano, in Abruzzo, Andrea Cozzolino – vice-capodelegazione PD presso il Parlamento europeo,  Luciano Monticelli – delegato ANCI al demanio marittimo, Fabio Petricca – consigliere ANCI e Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori, si sono incontrati per valutare la situazione dopo la missione congiunta del 18 giugno 2013 a Bruxelles. Gli intervenuti – gruppo compatto, affiatato, informato, punta di diamante dell’intesa di fatto che si è venuta a creare tra enti locali, europarlamentari e sindacati di categoria – hanno convenuto sulla necessità improcrastinabile di riaprire il tavolo di concertazione con il Governo italiano e sull’urgenza di  trovare in quella sede soluzioni condivise, idonee a tutelare le trentamila imprese balneari italiane in attività, elemento trainante dell’economia turistica di oltre 600 comuni costieri.
Al termine dell’incontro Cristiano Tomei ci ha dichiarato: “E’ arrivato il momento che il Governo indichi chi deve seguire la materia e  riapra il tavolo di concertazione. I Sindacati, i Comuni, le Regioni, i  nostri deputati – europei e nazionali – devono sapere con chi  confrontarsi per tutelare le imprese esistenti, per difendere l’economia costiera e per sostenere la peculiarità del sistema balneare italiano in Europa.”
Comitato Balneari Liguria concorda con le conclusioni tratte a Montesilvano e con la dichiarazione di Tomei. Sappiamo che il Governo affronta quotidianamente problematiche complesse che lo pongono di fatto in situazione di stallo. Ma queste difficoltà non esistono nei confronti del turismo balneare, se ricordiamo correttamente le posizioni assunte da PD e PDL –  principali componenti della attuale compagine governativa – nel corso della recente campagna elettorale. Entrambi i partiti si sono impegnati a risolvere la questione balneare italiana. Lo hanno forse dimenticato? Ricordiamo inoltre che Letta, nel suo intervento in sede di Conferenza nazionale sul Turismo PD, lo scorso 31 gennaio a Roma, parlando di Turismo in generale, prospettò per il Governo del dopo elezioni un’”agenda molto fitta di riflessioni, di impegni da prendere, di obiettivi da raggiungere” e parlò anche della “volontà di far crescere il PIL a partire dall’investimento sul tema del Turismo, sapendo che non c’è contraddizione tra fare  le cose per bene perché il Turismo funzioni e fare le cose per il Paese. Anzi c’è un  fortissimo legame tra le due cose.” All’epoca l’attuale presidente del Consiglio pensava a un Governo Bersani. Ora che gli eventi lo hanno portato personalmente alla guida dell’Esecutivo, ricordi e rispetti gli impegni assunti.



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CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE E CONCESSIONI BALNEARI

Postato il: 6 luglio, 2013 | Lascia un commento

POLITICAMENTECORRETTO_05.07.2013_DISEGNO_LEGGE_RAZZISegnalazione di Cristina Baudoino

Antonio Razzi, abruzzese, senatore della Repubblica nelle file del PDL, segretario della 3° Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione), propone un interessante disegno di legge, che tutela gli attuali stabilimenti balneari alla luce della loro inequivocabile funzione di salvaguardia dell’ambiente costiero “valore assoluto di riferimento nella legislazione e nella prassi europea”. Lo pubblichiamo integralmente, riferendoci alla pagina di politicamentecorretto.com che lo diffonde in rete. Cliccate sull’immagine di sinistra per prenderne visione.





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EUROPARLAMENTO: SI VALUTI L’IMPATTO BOLKESTEIN

Postato il: 3 luglio, 2013 | Lascia un commento

ANSA_02.07.2013_VALUTAZIONE_IMPATTO_BOLKESTEINsegnalazione di Alessandro Riccomini

Il Parlamento Europeo prende posizione a favore del comparto balneare dopo la risoluzione 27 settembre 2011. Dopo quasi due anni ribadisce la centralità del turismo balneare per la crescita e lo sviluppo delle regioni costiere UE e invita l’Esecutivo europeo – cioè la Commissione – a valutare con urgenza gli effetti negativi della Direttiva servizi. Niente di nuovo, quindi, e maggiori dettagli nell’ANSA che pubblichiamo a lato, in formato interattivo.
Vedremo se, in quale misura e in quali tempi la Commissione recepirà questo rinnovato segnale di pericolo, completamente ignorato nel 2011.
Vedremo anche se il Governo italiano deciderà di cogliere l’opportunità offerta dalla risoluzione del Parlamento UE – come auspica Carlo Fidanza – e interverrà in Europa per risolvere una questione che presenta valenze sociali, economiche, politiche, culturali, ambientali,  che vanno ben oltre l’aspetto settoriale.
Vedremo. Ma è difficile credere che l’Esecutivo Letta assuma, rispetto alla soluzione della questione balneare, un’iniziativa diversa dall’elusione o dal rinvio.



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MAMMA L’EUROPA!

Postato il: 26 giugno, 2013 | Lascia un commento

IBTI_DIRETTIVA_UE_2011_0437IL_FATTO_25.06.2013_DIRETTIVA_CONCESSIONIGiovanni Botta

Google Alert – figlio del mostro silenzioso che, mentre mi blandisce con briciole di notizia, mi spia e mi rivolta come un calzino – mi segnala, con due successive mail vagamente inerenti la mia query, cioè la mia personale ricerca riferita alle concessioni demaniali italiane in rapporto alla Direttiva servizi, mi segnala, dicevo, che l’Europa, a proposito della privatizzazione dell’acqua, fa marcia indietro. Cosa in realtà l’Unione stia facendo a questo riguardo è un mistero o forse è soltanto il gioco delle tre carte.
Ho letto con fastidio e non senza apprensione gli articoli pubblicati a lato, perché l’UE, questo ente sopranazionale al servizio di troppi poteri forti, questo soggetto che pur senza essere legittimato a governare tutto ingloba e tutto decide, che supera e snatura le autonomie nazionali, che ipnotizza i politici delle sue 27 province oltre i limiti della dipendenza, che parcheggia in un improbabile Parlamento i talenti minori, i soggetti scomodi in patria e quelli che ormai sono fuori dai giochi, questo tremendo bunker oligarchico che non informa adeguatamente, che ci tassa in silenzio, che legifera per poi interpretare liberamente con i suoi boiardi, che fa tendenza al punto che chi obietta è considerato fuori, questo impenetrabile labirinto di burocrazia continentale comincia davvero a farmi paura. Le notizie contenute nei due articoli potrebbero configurare qualsiasi scenario e questo, con ogni probabilità, è esattamente quello che ci si propone di fare. E dire che stiamo parlando dell’acqua, bene comune, essenza di vita! Chissà cosa in realtà sta accadendo alla Direttiva 2011/0437, che dovrebbe essere la famosa Direttiva concessioni, della quale si è parlato a lungo, che abbiamo ritenuto approvata ad inizio anno e che invece la stampa ritiene ancora in elaborazione. Chissà quali cervellotiche implicazioni potranno esserle attribuite. Chissà quando il Governo italiano deciderà di chiarire all’Europa che unione non significa alienazione.


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REDUCE DA BRUXELLES, MONTICELLI CHIEDE – SENZA MEZZI TERMINI – UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE

Postato il: 20 giugno, 2013 | Lascia un commento

TOMEI_E_MONTICELLIANCI_BRUXELLES_18.06.2013Il tempo di tirare il fiato dopo la missione di Bruxelles e Monticelli è di nuovo nella mischia, con la grinta di sempre. La sua visione della questione balneare – da sindaco di Pineto, città di mare,  e delegato ANCI al Demanio marittimo – è chiara, concreta e molto, molto vicina a quella degli imprenditori balneari: la scomparsa di  30.000 imprese balneari, oltre ad essere un serio problema sociale, costituirebbe un disastro per l’economia nazionale e in particolare per i Comuni costieri. Se questo è vero, la convocazione di un tavolo di concertazione tra Governo, ANCI e sindacati di categoria è indifferibile. Monticelli la chiede al Governo Letta con la massima determinazione. Stiamo o non stiamo parlando di un settore strategico per l’intero paese?









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