SCAJOLA (REGIONE LIGURIA): L’ITALIA PRETENDA UNA PROROGA TRENTENNALE

Postato il: 17 luglio, 2016 | Lascia un commento

SCAJOLA_BIS_15_07_2016TOTI_15_07_2016L’incontro del 15 luglio in Regione Liguria, convocato da Marco Scajola – assessore all’Urbanistica, Pianificazione territoriale ed Edilizia, con delega al Demanio – per il giorno successivo al deposito della sentenza europea, ha ribadito le posizioni della Giunta regionale ligure rispetto alla questione balneare italiana. Scajola ha espresso preoccupazione per i contenuti della sentenza, che non solo esclude la proroga al 2020, ma sostiene che le spiagge italiane debbano essere aperte alla concorrenza internazionale, prospettando una inaccettabile perdita di identità e ricadute negative sull’occupazione. Ha auspicato la immediata convocazione di un tavolo interregionale demanio – turismo e ha confermato le richieste della Regione Liguria al Governo: una legge che proceda al riordino del comparto, tutelando le imprese balneari in attività anche attraverso una proroga di 30 anni.
Il presidente Toti, intervenuto in ritardo, per impegni connessi alla terribile strage di Nizza, città situata poco oltre il confine regionale, ha puntualizzato le inaccettabili disparità di trattamento che si riscontrano a tutto campo nella attuale politica europea e ha precisato, con specifico riferimento alla questione balneare, che l’Unione dovrebbe costituire una risorsa per gli stati che ne fanno parte e non certo un freno.
Maggiori notizie nel comunicato stampa della Regione Liguria (cliccare qui).
Ci auguriamo che queste ineccepibili enunciazioni di principio trovino immediato riscontro in concreti comportamenti conseguenti.



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SPIAGGE: DEPOSITATO EMENDAMENTO PROROGA CONCESSIONI

Postato il: 16 luglio, 2016 | Lascia un commento

RAI_NEWS_15_07_32016Antonio Smeragliuolo – vicepresidente nazionale ITB Italia – ci segnala che ieri, 15 luglio 2016, è stato depositato l’emendamento con cui il Governo, dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE contraria alla proroga al 2020 delle concessioni demaniali marittime e lacustri, intende confermare la validità delle concessioni, in attesa della prossima legge quadro.
Fonte Rai News, che precisa: “Conservano validità – si legge – i rapporti già instaurati e pendenti”. L’emendamento dovrebbe essere votato lunedì 18 luglio.



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SPIAGGE 14 LUGLIO 2016: DISPACCI D’AGENZIA SU POSIZIONI SINDACALI, GOVERNATIVE E POLITICHE

Postato il: 15 luglio, 2016 | Lascia un commento

NOTIZIE_CARTA_PIU'_WEBEcco una prima rassegna di comunicazioni d’agenzia  riferite alla odierna sentenza della Corte di Giustizia UE. L’abbiamo attesa per mesi questa sentenza e, nonostante non abbia accolto le nostre considerazioni difensive, ha stabilito alcuni punti fermi ai quali potremo riferirci utilmente nel prosieguo della questione balneare italiana: episodio di malaffare e di miopia politica, di ignoranza socio economica e di fondamentale mancanza di buon senso. Le imprese concessionarie sono micro imprese familiari, nei loro confronti non valgono le regole e le considerazioni riferibili alla grande né alla media impresa. Tra balneari si ragiona in termini di scelta di vita, di solidarietà familiare, di lavoro e di sacrificio personale, non certo unicamente o prevalentemente di profitto. Per accedere alla rassegna stampa cliccate qui.



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14 LUGLIO 2016: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Postato il: 14 luglio, 2016 | Lascia un commento

CORTE_GIUSTIZIA_UE14 luglio 2016. Dopo il comunicato stampa della Corte di Giustizia UE nelle cause riunite Promoimpresa, Melis e altri, è stato finalmente pubblicato il dispositivo della sentenza.
Ci riserviamo di approfondire l’argomento, rispetto al quale, peraltro, ribadiamo l’impressione avuta in prima lettura del comunicato stampa: la sentenza esprime alcuni concetti che si prestano ad essere utilizzabili, quanto meno in ambito politico, ai fini di una efficace tutela del comparto.
Completiamo l’informazione pubblicando due note stampa uscite oggi: la prima, diramata da ANSA (Spiagge:UE boccia proroga concessioni), conferma la bocciatura della proroga italiana al 2020.
La seconda, di HUFFINGTON POST (“Spiagge, la Corte Ue boccia l’Italia sulla proroga automatica delle concessioni”), commenta la sentenza nelle grandi linee.
Pubblichiamo infine il comunicato stampa odierno di CNA Balneatori, a firma di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale – il quale affronta il nodo centrale della questione, quello politico, in termini chiari e costruttivi:
1.- il Governo deve trovare strumenti che consentano alle 30 mila imprese balneari italiane di proseguire la propria attività, garantendo investimenti realizzati, livelli di occupazione e mantenimento dei risultati di una vita di lavoro;
2.- annuncia un confronto con il Governo per fare ripartire il negoziato del “doppio binario”, indispensabile per assicurare continuità aziendale alle attuali imprese balneari;
3.- annuncia lo stato di mobilitazione della categoria;
4.- chiede al Governo il decreto legge necessario per consentire ai balneari di continuare ad esercitare l’attività aziendale in condizioni di legalità;
5.- chiede infine alla politica  «… di aprire un negoziato con gli organismi comunitari, sin qui troppo timido e inefficace rispetto ai diktat di Bruxelles, (negoziato) che permetta a migliaia di imprese di contare su un lungo periodo di certezza nell’esercizio della propria attività. Obiettivo che l’Italia potrà raggiungere, valorizzando le peculiarità e specificità del nostro sistema turistico costiero, facendo fronte comune con altri Paesi dal turismo costiero simile al nostro, come Spagna, Portogallo, Grecia, Croazia, interessati quanto l’Italia alla revisione della Direttiva Bolkestein in materia di servizi e favorevoli all’attività delle attuali imprese turistiche della balneazione».



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TOMEI IMPRESSIONI, A CONCLUSIONE DELL’INCONTRO CON MINISTRO COSTA

Postato il: 7 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_123Oggi 7 luglio, si è tenuto a Roma l’incontro tra le principali associazioni di categoria del comparto balneare e il ministro Costa, incontro convocato immediatamente dopo la riunione ristretta alla quale Costa ha ammesso unicamente i rappresentanti delle Regioni Liguria, Emilia Romagna e Abruzzo.  Mentre scriviamo non è ancora disponibile un comunicato stampa del Governo. Chiediamo pertanto a Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori, presente all’incontro – quali ne siano stati gli esiti e quali siano le impressioni che ne ha ricavato. Tomei risponde esponendo, con la consueta convinzione, la propria linea sindacale, illustrata verbalmente in corso di riunione e confermata al ministro con un successivo documento:
Tomei – Cna Balneatori ha chiesto, chiede e chiederà sempre 30 anni di proroga per le attuali imprese. Chiede inoltre un’azione politico-istituzionale collegata, attraverso la quale si attivi a Bruxelles un negoziato sostenuto da tutti gli stati europei che abbiano coste turistiche balneabili. Questo per equità fondamentale in ambito europeo e per evitare la distruzione di 30 mila imprese balneari italiane e la dissoluzione del lavoro e delle prospettive di vita di altrettante famiglie. Infine CNA Balneatori chiede di porre finalmente a Bruxelles la questione delle questioni: la Direttiva servizi non sarà mai percepita in Italia come attinente alle nostre imprese balneari fino a che non sarà interpretata correttamente,  cioè fino a che  le concessioni demaniali marittime italiane siano escluse dalla Direttiva, com’è logico sia, in quanto riferite a beni e non a servizi. Bisogna ripartire dal recepimento italiano di questa Direttiva e modificarlo, escludendo dalla sua applicazione le 30 mila imprese balneari attualmente in attività.

Comitato – Ma in caso di sentenza negativa cosa succederà?
Tomei – Sarà necessario approvare subito una norma transitoria, che assodi la legittima vigenza delle attuali concessioni. Ma questa iniziativa da sola è insufficiente. Chiediamo soprattutto un periodo transitorio di 30 anni, come è avvenuto in Spagna.

Comitato – Il dispositivo della sentenza, per quanto ne sappiamo,  dovrebbe essere esteso a tutti i paesi costieri europei. In realtà sarà così?
Tomei – A pensar male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca. Sono pronto a scommettere sul fatto che, anche in caso di sentenza negativa, in Spagna, Portogallo, Croazia, Grecia, non succederà niente di niente, mentre da noi l’eventuale pronunciamento negativo dell’Alta Corte avrà effetti erga omnes, vincolanti per tutte le norme che seguiranno, tutte le pronunce dei nostri tribunali e tutti gli iter amministrativi di carattere territoriale.

Comitato – Da qui alla sentenza quali iniziative CNA Balneatori ha messo e metterà in campo?
Tomei – Martedì 12 luglio assemblea regionale a Terracina; giovedì 14 luglio assemblee a Pescara e  Ravenna; venerdì 15 alto Tirreno a Viareggio. Oltre a questo sono sempre attivi i presidi permanenti avviati presso gli stabilimenti balneari, dove sono state esposte locandine, sono stati consegnati alla clientela documenti esplicativi e quant’altro.

Questo, per nostra fortuna, è vero sindacato. Non altrettanto possiamo dire della politica corrente.



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70 ANNI DI CNA, RIFORMA COSTITUZIONALE E REFERENDUM

Postato il: 7 luglio, 2016 | Lascia un commento

VOTONOPrendiamo atto degli interventi in merito alla proposta di riforma costituzionale effettuati da Daniele Vaccarino – presidente nazionale CNA – Confederazione nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa, nell’ambito delle celebrazioni del 70° della Confederazione. Altrettanto facciamo per gli interventi in merito alla proposta di riforma costituzionale di Giorgio Napolitano – presidente emerito della Repubblica italiana – e di Maria Elena Boschi – ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento – presenti entrambi al convegno CNA del 5 luglio 2016.  Non li condividiamo, ma non vogliamo sprecare tempo ed energia in polemiche inutili. Chi desideri approfondire l’argomento lo faccia riferendosi al sito www.cna.it e, in particolare, ai link:

http://www.cna.it/notizie/oggi-lavvio-delle-celebrazioni-del-settantesimo-con-il-presidente-napolitano-e-il-ministro

http://www.cna.it/notizie/vaccarino-settanta-anni-di-storia-non-sono-solo-un-insieme-di-eventi-di-cui-avere-memoria

http://www.cna.it/notizie/vaccarino-su-corsera-e-lunita-la-risposta-dei-media, indirizzo, quest’ultimo, che evidenzia in particolare le interviste rilasciate da Vaccarino al Corriere della sera e all’Unità.

Noi di Comitato Balneari Liguria, microimprenditori balneari, associati CNA Balneatori e, soprattutto, cittadini italiani convinti assertori del NO al quesito referendario, voteremo liberamente NO e sosterremo l’opportunità di questa scelta con tutte le nostre forze. Vi invitiamo a fare altrettanto.



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PROSEGUONO LE MANOVRE BALNEARI DI INIZIO ESTATE 2016

Postato il: 6 luglio, 2016 | 1 commento

COSTA_LUGLIO_2016TOMEIEnrico Costa – ministro per gli Affari regionali e le Autonomie – conclusa, con un nulla di fatto, la riunione ristretta del 5 luglio con Liguria, Emilia Romagna ed Abruzzo, convoca le maggiori sigle sindacali della balneazione attrezzata per giovedì 7 luglio. Un solo giorno di preavviso, circostanza che, ovviamente, fa parte del quadro.
In rappresentanza di Cna Balneatori parteciperà il coordinatore nazionale Cristiano Tomei, che sosterrà la posizione approvata dalle assemblee dell’Associazione: 30 anni di proroga, necessari: a.- per garantire una adeguata durata delle attuali imprese e per la ripartenza degli investimenti; b.- per accertare la non inerenza della Direttiva Bolkestein con il comparto balneare marittimo italiano.










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MANOVRE BALNEARI: COSTA – SOLLECITATO – CONVOCA TAVOLO INTERREGIONALE RISTRETTO

Postato il: 3 luglio, 2016 | Lascia un commento

COSTA_LUGLIO_2016SCAJOLA_LUGLIO_2016Enrico Costa – ministro per gli Affari regionali e le Autonomie – risponde alla richiesta di incontro formulata dal tavolo interregionale sul Demanio, tenuto a Roma lo scorso 27 giugno, convocando una riunione ristretta (Liguria, Emilia Romagna, Abruzzo)  per martedì 5 luglio.
Ne dà notizia Marco Scajola – assessore all’Urbanistica, Pianificazione territoriale ed Edilizia della Regione Liguria, nonché coordinatore nazionale delle Regioni per il Demanio – sul sito istituzionale della sua Regione. Scajola, nel video incluso nel comunicato stampa, si dice soddisfatto per la rapidità con cui è stata indetta la convocazione e auspica che, dal Governo centrale, arrivino risposte concrete per le istanze regionali, soprattutto in relazione alla attesa sentenza della Corte di Giustizia UE, prevista per il prossimo 14 luglio.
L’assessore non manca di ottimismo. Le risposte ci saranno, ma non saranno orientate alla tutela del comparto balneare italiano, al quale Scajola riconosce da sempre valore strategico per l’economia dell’intero Paese. Costa, negli interventi pubblici svolti prima della recente campagna elettorale, ha chiarito che non intende tutelare i balneari. Anzi. Nelle intenzioni del ministro – cioè del Governo – il comparto è destinato ad andare rapidamente e ineluttabilmente all’asta, perché così vogliono i poteri forti e così vuole la Bolkestein. Tutti sappiamo che la direttiva è estranea alle concessioni demaniali marittime italiane, ma essa costituisce un alibi perfetto per chi intenda servirsene. Non dimentichiamo che una rigorosa e neutrale interpretazione della Bolkestein, se pure essa fosse ritenuta inerente al comparto balneare, avrebbe consentito al Berlusconi IV e ai governi che lo hanno seguito ampi margini di manovra per escludere il settore, se solo lo si fosse voluto. Invece – strumentalmente – ogni esecutivo nazionale, da allora, continua a riproporre questa direttiva come insormontabile elemento di chiusura della questione balneare italiana. Slogan efficace, dopo quasi un decennio di ininterrotte ripetizioni, se perfino la Regione Liguria dell’assessore Scajola, un caposaldo dei balneari italiani, titola il proprio comunicato stampa: “BOLKESTEIN: MARTEDI’ 5 LUGLIO INCONTRO COL MINISTRO COSTA”.
Aderire a opinioni non condivisibili per il prevalente o esclusivo orientamento degli interessi in campo e della comunicazione di massa che ne consegue è un atteggiamento perdente. Se si crede realmente nel valore delle proprie idee e si opera per realizzarle, si dovrebbe avere più coerenza e più coraggio. Questo, con il dovuto rispetto, è il nostro messaggio per Marco Scajola, alla vigilia del tavolo convocato dal Governo. Ma, dobbiamo aggiungere, a nostro parere questo non è ancora il momento per mettere in campo iniziative di reale sostanza: dobbiamo prima conoscere le motivazioni della sentenza UE. La aspettiamo con interesse. Mancano solo 11 giorni.



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CONCESSIONI DEMANIALI: GOVERNO IMPUGNA LEGGE REGIONALE TOSCANA

Postato il: 2 luglio, 2016 | Lascia un commento

COSTA_02_07_2016Segnalazione di Antonio Smeragliuolo – vicepresidente nazionale ITB Italia

Il 30 giugno 2016, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Enrico Costa, ha deliberato l’impugnativa della legge regionale Toscana n. 31 del 9 maggio 2016. Per prendere visione della notizia, scorrere il Comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 122 fino al titolo LEGGI REGIONALI, punto 4.
A questo riguardo richiamiamo i nostri post:
Legge 31/2016 Regione Toscana: durerà?
Regione Toscana: approvato Regolamento attuativo Legge 31/2016
e l’articolo de IL TIRRENO – Edizione Versilia:
Concessioni demaniali: il governo impugna la legge regionale



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CNA BALNEATORI – SENTENZA 14 LUGLIO: CONSIDERAZIONI E INIZIATIVE SINDACALI INERENTI

Postato il: 26 giugno, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVORO26 giugno 2016: diciotto giorni alla sentenza della Corte di Giustizia UE. Noi di Comitato Balneari Liguria la attendiamo con interesse, anche se, realisticamente, dobbiamo considerarla una tappa significativa, ma per nulla conclusiva. Gli obiettivi degli schieramenti in campo nell’ambito della questione balneare italiana – vicenda complessa, che poco ha a che fare con il progresso dei popoli, il vivere civile, la giustizia, lo stato di diritto, la democrazia – sono chiari da tempo. Altrettanto noti sono: le posizioni della categoria, i suoi capisaldi e i suoi inquietanti punti deboli.
Aspettiamo di capire come la Corte di Giustizia e il Governo italiano interpreteranno Brexit e i risultati delle recenti elezioni amministrative italiane, eventi che dovrebbero essere valutati con attenzione in quanto, comunque li si voglia interpretare, segnano l’obiettivo fallimento di due significativi processi politici. Accadrà? Sarebbe ingenuo crederlo.
Chiediamo a Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – come interpreti il difficile momento che stiamo attraversando:
Presidente Tomei, quali sono le sue considerazioni circa gli sviluppi della questione balneare italiana, alla luce di quanto ha preceduto e seguirà la sentenza della Corte di Giustizia? Quali le iniziative CNA Balneatori attualmente allo studio o in fase di avanzata realizzazione?
“Il risultato del referendum che ha portato alla cosiddetta Brexit, esprime sintomi generalizzati di sofferenza e di protesta, di cui si dovrebbe tenere conto. L’UE dovrà divenire rapidamente casa comune fondata su valori condivisi, piuttosto che su regole e parametri rigidi, ai quali gli Stati membri devono forzatamente attenersi. Le risposte che attendiamo dall’Unione devono essere all’altezza delle aspettative di benessere sociale che ne hanno motivato la nascita.
Limitandoci al comparto balneare italiano – considerato nel mondo intero un ‘asset’ di primaria importanza, a prescindere dalle condizioni strutturali che lo hanno reso possibile e che non sono riproducibili fuori dall’ambito familiare – dobbiamo rimarcare che, nei suoi confronti, esistono sconcertanti disparità di trattamento rispetto alle normative previste in altri stati dell’Unione. La Commissione europea, pur sottolineando che i veri arbitri della situazione sono gli stati membri, ai quali in concreto compete l’applicazione di trattati e direttive, si è prestata e si presta a sostenere, nei confronti della situazione italiana, interpretazioni forzate e strumentali. Quanto alla politica interna, non dimentichiamo che, in presenza di una normativa nazionale che prevedeva un sostanziale patto di stabilità rispetto alle concessioni balneari marittime in atto, nel 2006 ci si astenne dall’escludere tali fattispecie contrattuali dalla Direttiva servizi e in seguito addirittura si vollero creare i presupposti per la procedura di infrazione che determinò l’abrogazione del diritto di insistenza e del rinnovo automatico. Tutti provvedimenti che furono, e sono, addebitati alla responsabilità dell’Europa, ma che sono di chiara matrice italiana. Più recentemente, trascurando l’evoluzione normativa UE in atto attraverso la Direttiva Concessioni, molteplici atti e dichiarazioni di ambito governativo, pur se accompagnati da formali manifestazioni di sostegno e solidarietà, anticipano che l’attuale comparto balneare italiano dovrà andare all’asta. Noi di CNA Balneatori, continuiamo a impegnarci per tenere alta l’attenzione della categoria. Le nostre richieste di base, lo ribadiamo, sono:
1.- evitare la promulgazione di nuove norme nazionali e regionali prima di conoscere il dispositivo della sentenza UE;
2.- 30 anni di proroga, sia per equità globale, sia per consentire l’ammortamento degli investimenti in corso, sia, soprattutto, per avere il tempo di lavorare al fine di ripristinare sicurezza nella continuità di gestione degli stabilimenti in attività, limitando alle nuove concessioni l’adozione di procedure comparative. Questo è il nostro più importante obiettivo.
Informiamo infine che:
1.- abbiamo richiesto un incontro alle Regioni per conoscere l’esito del Tavolo interregionale che si terrà domani, 27 giugno, nel corso del quale saranno discusse nostre proposte;
2.- abbiamo istituito presso gli stabilimenti balneari associati presidi permanenti, in vista della pronuncia della sentenza della CGUE sulla scadenza della proroga delle
concessioni al 2020;
3.- abbiamo istituito un gruppo di lavoro giuridico/sindacale operativo H24, per valutare l’esito della sentenza e le iniziative da attuare per la tutela delle imprese balneari associate;
4.- organizzeremo a breve 4 iniziative sindacali, di cui due sulla costa tirrenica e due su quella adriatica.
Siamo ‘sul pezzo’ più che mai. E’ tutto.”




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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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