CNA BALNEATORI SOLLECITA RISPOSTE URGENTI DAI COMUNI COSTIERI

Postato il: 16 gennaio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_ROMA_26_11_2015_3In esecuzione delle deliberazioni assunte in sede di Ufficio di presidenza nazionale, oggi, 15 gennaio 2016, CNA Balneatori ha spedito via mail ai Comuni costieri d’Italia il proprio invito a comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Politiche Europee, i dati relativi allo sviluppo delle coste situate nei rispettivi territori, dati richiesti più di un anno fa, come risulta dalla circolare n. 14 di ANCI Veneto, documento che risale all’11 febbraio 2015.

L’appello del Sindacato che fa capo a Cristiano Tomei, in realtà è rivolto ai Comuni che ancora non abbiano adempiuto alla richiesta ministeriale del 16 gennaio 2015. Disporre del dato complessivo nazionale delle aree costiere in concessione ad uso turistico ricreativo, di quelle ancora concedibili e di quelle indisponibili a qualsiasi titolo, sarebbe estremamente importante in un momento particolarmente delicato qual è quello attuale, perché consentirebbe di dimostrare, su basi ufficiali, che in Italia esiste un enorme patrimonio di coste libere e disponibili per nuovi insediamenti turistico-ricreativi, senza che sia necessario revocare quelli attualmente in essere. Purtroppo il dato in questione non potrà essere aggiunto formalmente alla memoria depositata da Righi e Nesi presso la Corte di Giustizia, ma costituirà pur sempre un’integrazione significativa alle rigorose e ineccepibili tesi giuridiche sviluppate dai due avvocati per conto di CNA Balneatori.
Ci auguriamo che i Comuni in ritardo provvedano rapidamente e lo chiediamo loro con fermezza: contribuire alla composizione della questione balneare italiana in senso favorevole agli attuali concessionari e – in ultima analisi – all’economia turistico-balneare dei rispettivi territori, è realmente essenziale. Più che un atto dovuto, costituisce un intervento responsabile di buon governo.



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SOSTENIAMO IN EUROPA IL DIRITTO DI ESISTERE DELLE IMPRESE BALNEARI ITALIANE

Postato il: 1 dicembre, 2015 | Lascia un commento

CORTE_GIUSTIZIA_UESi apre la sottoscrizione destinata a sostenere le spese inerenti l’intervento degli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi, incaricati da CNA Balneatori di difendere le ragioni del comparto balneare italiano nel procedimento aperto presso la Corte di giustizia UE, che ha fissato la prima udienza dibattimentale per giovedì 3 dicembre 2015.
L’iniziativa, promossa e coordinata da CNA Balneatori, sostiene le ragioni e gli interessi di tutti i balneari d’Italia, quindi a tutti loro, indipendentemente dall’appartenenza sindacale, chiediamo di contribuire generosamente e rapidamente alla sottoscrizione, per evitare il rischio, sempre elevato, di perdere le nostre imprese e il nostro futuro.
La proroga al 31 dicembre 2015, considerata dal TAR Sardegna potenzialmente contrastante con la normativa europea, è comunque trascorsa permettendoci di mantenere la titolarità delle nostre concessioni e ci ha dato tempo e modo per elaborare una strategia difensiva forte e incisiva. Ora dobbiamo sostenere la proroga al 2020 e, più in generale, il principio della non inerenza della direttiva servizi e del “diritto di stabilimento” rispetto al comparto balneare marittimo italiano, per avere il tempo di affermare in Europa e in Italia il nostro diritto di continuare ad esistere come imprenditori balneari titolari di una prospettiva contrattuale non limitata nel tempo.
Ecco le tesi di CNA Balneatori che gli avvocati sosterranno presso la Corte di giustizia:

1.- il comparto balneare italiano è estraneo alla direttiva servizi e alla direttiva concessioni, fatto, quest’ultimo, già accertato;
2.- gli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi, ma concessioni di beni, per nulla scarsi, che consentono di attuare una politica di apertura alla concorrenza su un numero di nuove concessioni almeno pari a quelle del comparto esistente, senza distruggere, attraverso il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche, il sistema attualmente in attività, socialmente ed economicamente integrato nell’economia turistica delle regioni costiere italiane.

Nella accertata impossibilità attuale di trovare una soluzione politica alla questione balneare italiana, la via giuridica, che passa attraverso il confronto con la Corte di Giustizia europea, appare l’unica razionale via d’uscita. Le differenti soluzione proposte sui social network in questo convulso periodo riguardano procedimenti inadeguati e pericolosi, strumenti che non risolvono la questione nei confronti della generalità dei balneari, mentre comportano rischi elevatissimi per chiunque intenda servirsene, perché l’abrogazione del “diritto di insistenza” è un dato di fatto, che in presenza di uno o più possibili concorrenti apre pericolosamente alle procedure di gara.
Quindi, amici balneari, sosteniamo con tutte le nostre forze la via del diritto, che ci sembra consentire interessanti margini di successo e, in concreto, contribuiamo alle spese dell’iniziativa, con le modalità che precisiamo in questo link.



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TOMEI – CNA BALNEATORI: ANDIAMO IN EUROPA PER VINCERE

Postato il: 28 novembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_ROMA_26_11_2015_2ROMA_26_11_2015ROMA_26_11_2015_BISL’Ufficio di presidenza nazionale CNA Balneatori che si è tenuto a Roma il 26 novembre, presso la sede nazionale di CNA, ha confermato le linee strategiche del sindacato, delineate dall’Assemblea nazionale CNA Balneatori il 10 aprile 2015 a Ravenna e verificate il 9 ottobre 2015 a Rimini. Cristiano Tomei – coordinatore e presidente nazionale – ha svolto una attenta e puntuale relazione che vi proponiamo integralmente.
In questo importante documento Tomei, ricordando l’udienza dibattimentale del prossimo 3 dicembre presso la Corte di giustizia europea, evento cruciale per la questione balneare italiana:
– ha precisato i punti sui quali sarà articolato il giudizio della Corte ed ha enunciato le argomentazioni che, a tale riguardo, saranno sostenute, per conto di CNA Balneatori, dagli avvocati Righi e Nesi;
– ha accennato: alle decisioni assunte a Ravenna, il 10 aprile 2015, dall’Assemblea nazionale CNA Balneatori; alla mancata convergenza che si è determinata tra i principali sindacati di categoria dopo il summit straordinario richiesto dall’assemblea di Ravenna; alle deliberazioni assunte dall’Assemblea nazionale CNA Balneatori del 9 ottobre a Rimini, aperta all’universo imprenditoriale italiano;
– ha parlato degli emendamenti proposti da CNA Balneatori in sede di Legge di Stabilità 2016, inerenti sia alla questione balneare italiana, sia all’emergenza relativa ai concessionari pertinenziali. Emendamenti purtroppo non ammessi in Senato e riproposti invariati alla Camera dei deputati;
– ha puntualizzato l’interesse attuale e concreto della proposta governativa del doppio binario che, nelle proiezioni di CNA Balneatori: prevederebbe un periodo di attuazione stimabile in circa 30 anni; aprirebbe all’immediato inserimento di nuove imprese; non comprometterebbe lo sviluppo di quelle in attività e dell’intero comparto balneare; consentirebbe interessanti risvolti per le finanze dello Stato;
– ha sostenuto la piena legittimità della proroga al 2020, che sarà difesa da CNA Balneatori in Europa sulla base di un complesso articolato di argomenti di indiscussa valenza economica, sociale, giuridica e morale;
ha sollecitato il sostegno delle istituzioni – Governo, Parlamento, Regioni, Comuni – sottolineando gli interventi favorevoli già maturati in ambito regionale (Liguria e Toscana), tra i quali quello della Regione Toscana, che  riconosce esplicitamente l’importanza del contributo di CNA Balneatori;
– ha affermato il valore indiscusso di una rivisitata unitarietà sindacale, che può essere concretamente ipotizzata solo nel rispetto generalizzato di determinate condizioni, al vertice delle quali sta il definitivo allontanamento del rischio di aste ed evidenze pubbliche, per le imprese balneari in attività.
Nel corso del direttivo, Tomei, prendendo spunto da interventi dei convenuti, ha messo in guardia contro i rischi di un’iniziativa normativa finalizzata ad anticipare la sentenza della Corte di Giustizia, attraverso il ricorso a strumenti inadeguati e pericolosi, quali: sdemanializzazione; atti formali; ridefinizione della linea di costa. Tali strumenti, nelle loro attuali potenzialità, non risolvono la questione balneare, mentre comportano elevati margini di rischio, dal momento che è venuto meno il “diritto di insistenza” nei confronti del vecchio concessionario.
Al direttivo hanno partecipato, con contributi di notevole interesse, l’avvocato Nesi e la senatrice Granaiola, oltre ai componenti dell’Ufficio di Presidenza e del Consiglio nazionale e ai responsabili regionali e territoriali di CNA Balneatori presenti all’incontro.



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COMMISSIONE VI FINANZE: CNA BALNEATORI CHIEDE DI ESSERE RICEVUTA

Postato il: 15 maggio, 2015 | Lascia un commento

CAPEZZONECristiano Tomei – presidente CNA Balneatori – dopo avere sensibilizzato i componenti della Commissione VI Finanze con la documentazione spedita il 6 maggio, ha chiesto di essere sentito in Commissione, in merito al riordino delle concessioni demaniali marittime.




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APERTURA DELLE REGIONI. TOMEI INTERVIENE

Postato il: 16 marzo, 2015 | Lascia un commento

TOMEIGli assessori al Demanio e al Turismo, tra cui Gabriele Cascino – titolare al Demanio della Regione Liguria – e Giovanni Lolli – titolare al Turismo della Regione Abruzzo – nella riunione della Commissione congiunta Demanio – Turismo della Conferenza delle Regioni tenuta oggi – 16 marzo 2015 – a Roma, hanno chiesto un confronto urgente con il Governo sul progetto di riforma del Demanio marittimo a fini turistico-ricreativi. Nel corso della riunione è stato elaborato un documento che dopo essere stato approvato dalla Conferenza delle Regioni, nella riunione straordinaria del prossimo 25 marzo, sarà presentato alla Conferenza Stato-Regioni, nella seduta indetta per il giorno stesso.
Le Regioni si dichiarano “fiduciose che la costituzione del Tavolo con il Governo possa aiutare la collaborazione tra le istituzioni in una materia così strategica per il Paese” e chiedono che “si faccia chiarezza con la Commissione europea sulla possibilità di un regime transitorio delle attuali concessioni demaniali marittime e si stabilisca un congruo tempo di proroga”. In particolare, le Regioni si riferiscono al fatto che in altri Paesi dell’Ue le concessioni demaniali marittime sono state prorogate per lunghi periodi (75, 50 o 30 anni), come in Spagna e in Croazia, oppure sono state mantenute forme di preferenza a favore dei concessionari uscenti, come in Portogallo. La Commissione chiede anche “la possibilità di attivare il cosiddetto ‘doppio binario’, che distingue le concessioni attualmente in vigore da quelle nuove, con una proroga di lunga durata per le prime e con adeguati investimenti e procedure di evidenza pubblica subito applicate invece alle seconde”. Le Regioni, infine, ribadiscono la loro solidarietà agli operatori balneari in merito alla richiesta inoltrata alla Corte di Giustizia europea sulla validità della proroga al 31 dicembre 2020 e annunciano un incontro a breve con i rappresentanti sindacali degli operatori balneari.
Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – precisa: “La prima importante apertura, oltre a quella effettuata dalla sottosegretario Barraciu, arriva oggi dalla Commissione Demanio e Turismo della Conferenza delle regioni. Già i primi segnali li abbiamo avuti venerdì, quando, come CNA Pescara, abbiamo incontrato il vice presidente Lolli (al quale il presidente Tomei ha consegnato il Memorandum Nesi – ndr). Ora possiamo affermare che le Regioni sono al nostro fianco per dare finalmente una scossa al Governo, affinché in Europa non si parli più di aste e di evidenze pubbliche per le attuali concessioni demaniali marittime.
Trent’anni di proroga e fuori dalla Direttiva servizi per cominciare!
Sono sempre più convinto che per avere attenzione dal Governo su questa vertenza, oltre a continuare a confrontarci costruttivamente con le nostre Istituzioni, dobbiamo organizzare una grande manifestazione sindacale unitaria pacifica, legittima e democratica, certi di avere al nostro fianco Regioni e Comuni. L’economia, gli investimenti, le eccellenze da noi messe in campo ci sono riconosciute da tutta Europa e probabilmente fanno anche gola a qualcuno. L’Italia ha il diritto-dovere di difendere questo sistema economico unico ed irripetibile in tutto il mondo.”



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SIAMO IN CAMPAGNA ELETTORALE: ESSENZIALE ESSERE PRESENTI AD IMPERIA, ANCHE SE CHIARIRE IDEE TROPPO CONFUSE NEL CORSO DI UN INCONTRO PUBBLICO E’ PURA UTOPIA

Postato il: 4 febbraio, 2015 | Lascia un commento

CASCINOL’assessorato alla Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Demanio della Regione Liguria ha diramato questo invito:

L’Assessorato alla Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Demanio – Regione Liguria ha il piacere di informare che, in collaborazione a tutte le associazioni di categoria, ha organizzato un incontro pubblico con l’Assessore Gabriele Cascino e gli Imprenditori Balneari presso la Camera di Commercio di Imperia – Sala multimediale, Via T. Schiva 29 – IMPERIA, per il giorno

Martedì 10 febbraio 2015 ore 17:30

In quella sede verranno trattati i seguenti argomenti all’ordine del giorno:
1. Indicazioni e proposte da rappresentare all’Assessore regionale Gabriele Cascino in previsione dell’incontro con il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e Finanze On.le Pier Paolo Baretta relativamente alle problematiche degli stabilimenti balneari in visione della nuova legge quadro.
2. Varie ed eventuali.
Grati per l’attenzione l’occasione è utile (sic) per inviare cordiali saluti.
Regione Liguria
Segreteria Assessore Pianificazione Territoriale, Urbanistica
Gabriele Cascino
Via Fieschi 15 – 16121 Genova

Per la cronaca, la posizione dell’assessore Cascino è quella che risulta dal comunicato stampa della Regione Liguria – ripreso da innumerevoli testate giornalistiche on line e non – accessibile all’indirizzo:

http://www.regione.liguria.it/argomenti/media-e-notizie/archivio-comunicati-stampa-della-giunta/item/42837-regioni–balneari–governo-verso-una-legge-quadro-di-riforma-del-sistema-partire-da—-decreto-burlando—-per-superare-la-bolkestein.html

Cascino è fermamente convinto che gli stabilimenti balneari possano sostenere ogni e qualsiasi onere. Letteralmente li considera pozzi di denaro senza fondo. In passato questa assurda convinzione lo ha portato a proporre la decuplicazione della tassa regionale sui canoni demaniali (non si tratta di un refuso, il Nostro voleva realmente passare dal 10% al 100% del canone, adottando un moltiplicatore 10x. L’aumento è stato contenuto al “solo” – si fa per dire – raddoppio (2x) per l’opposizione delle associazioni di categoria, che in presenza della ferma propensione all’aumento dell’assessore non sono riuscite a fare di meglio). Cascino propone ora ai concessionari nuove e maggiori spese per investimenti su beni pubblici, dimenticando che:
a.- il Governo non considera valida la proroga al 2020, senza la quale le concessioni turistico-ricreative in genere scadrebbero e andrebbero a gara dal 1 gennaio 2016;
b.- la bozza di legge portata avanti con mille ambiguità dall’Esecutivo prevede di mandare a gara le concessioni demaniali marittime giunte a scadenza, breve o lunga che sia.
Investire in modo rilevante, quindi,  senza poter contare in futuro sulla utilizzazione economica del proprio investimento. Bella prospettiva davvero.



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AUGURI DI PACE E SERENITA’

Postato il: 23 dicembre, 2014 | Lascia un commento

ALBERO_NATALE























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CONTRIBUTO VOLONTARIO RICORSO CORTE GIUSTIZIA EU – AGGIORNAMENTO 21 NOVEMBRE 2014

Postato il: 21 novembre, 2014 | Lascia un commento

PALAZZI_EUROPEIIntegriamo il nostro post 20 novembre 2014, sulla base della odierna comunicazione FAB – CNA Balneatori.
La sottoscrizione proposta da CNA Balneatori – finalizzata alla realizzazione di un atto di resistenza giuridica contrario alla sentenza 26.09.2014, n. 2401 del TAR Lombardia -procede oltre il termine del 20 novembre indicato in origine. Sarà possibile versare fino a giovedì 27 novembre, data alla quale sarà conferito ufficialmente l’incarico di procedere agli avvocati Nesi e Righi.
L’iniziativa, avviata in forma esplorativa da CNA Balneatori, entra ora nella fase di condivisione con gli altri principali sindacati del settore. L’adesione dei balneari, che in nove giorni hanno volontariamente e liberamente versato oltre 10 mila euro, chiarisce l’orientamento degli imprenditori. Il rischio vero, quello che è necessario affrontare con consapevolezza e determinazione, è quello di vedere vanificata la proroga al 2020, non altro. Chi sostiene tesi differenti avendone ruolo, in un momento delicato qual è quello presente, ne assume la piena responsabilità.



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BALNEARI, DIFENDIAMO LE NOSTRE CONCESSIONI !!

Postato il: 11 novembre, 2014 | Lascia un commento

SEDE_COMMISSIONE_EUROPEA_BRUXELLESDifendere la validità della proroga delle concessioni al 2020 è una ovvia priorità per qualsiasi concessionario demaniale marittimo.
Lo è al punto che due tra i principali sindacati di categoria, riferendosi alla nota questione del TAR  Lombardia, hanno preso posizione al riguardo. Parliamo di CNA Balneatori, che ha avviato la procedura finalizzata all’atto di intervento del quale abbiamo dato notizia il 6 novembre. Parliamo di SIB Confcommercio, che fin dal 13 ottobre 2014, con nota agli associati prot. 349, al decimo capoverso: ha precisato: “… se, malauguratamente, la Corte di Giustizia dovesse ritenere la proroga contrastante con i principi comunitari, questa decisione potrebbe costituire un pericoloso precedente in analoghe controversie, o anche, dar luogo a un’eventuale procedura di infrazione finalizzata all’abrogazione della norma in questione.”
Ciò premesso, il 20 novembre 2014 – termine che il collegio di difesa incaricato da CNA Balneatori ha prudenzialmente indicato per completare la raccolta fondi – si avvicina.
Noi di Comitato Balneari Liguria, in attesa che si chiarisca la posizione politica del Governo al riguardo, crediamo fermamente nella validità di interagire attraverso l’iniziativa giuridica.
Al momento CNA Balneatori si è rivolta alle imprese balneari associate invitandole a valutare concretamente:
a.- l’interesse di partecipare all’atto di intervento CNA Balneatori, che costituisce una vera e propria svolta nella strategia sindacale seguita finora;
b.- l’esiguità dell’onere inerente.
In questo quadro sarebbe auspicabile che la partecipazione all’iniziativa fosse condivisa da tutti i sindacati di categoria.
Riteniamo opportuno, per il momento, riproporre il nostro post 6 novembre 2014  ed esplicitare gli aspetti tecnici necessari per partecipare all’atto di intervento:

– importo del contributo libero, ma non inferiore a 150,00 euro
bonifico a favore del libretto di deposito a risparmio n. 103455434 Unicredit intestato a FAB – Federazione Autonoma Balneari (organo tecnico di CNA Balneatori) denominato “Ricorso Corte di Giustizia Eu”
– codice IBAN: IT18G0200877342000103455434
– termine per il bonifico: 20 novembre, causa decorrenza termini
– causale: CONTRIBUTO VOLONTARIO RICORSO CORTE GIUSTIZIA EU
– altre annotazioni indispensabili: denominazione ditta; sede; codice fiscale e partita IVA; legale rappresentante (se società); indirizzo mail; telefono cellulare
– bonificare preferibilmente da conto corrente aziendale.

Leggete con attenzione le indicazioni: contengono tutto quanto occorre per partecipare. In ogni caso ecco l’indirizzo mail al quale riferirsi per eventuali informazioni: ricorsoeu@cnabalneatori.it



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OPPOSIZIONE AVVERSO LA SENTENZA 26 SETTEMBRE 2014 DEL TAR LOMBARDIA

Postato il: 4 novembre, 2014 | Lascia un commento

RIGHI_NESI_1Nel nostro post del 27 ottobre “SUN 2014: INIZIATIVE CNA BALNEATORI”, abbiamo preannunciato l’attuazione di un intervento di opposizione alla sentenza 26 settembre 2014, n. 2401, con la quale il TAR Lombardia, facendo riferimento a questioni inerenti il demanio lacuale, ha chiesto alla Corte di Giustizia UE un parere pregiudiziale in merito alla proroga al 2020 stabilita dal Dl 179/2012. In sostanza il TAR non è convinto della legittimità della proroga della originaria proroga al 2015 e, per evitare una decisione diretta, gira la responsabilità all’UE. Se la tesi del Tribunale amministrativo fosse accolta dalla Corte di Giustizia UE, sarebbe vanificata la proroga al 2020 delle concessioni demaniali nel loro complesso: lacuali e/o marittime che siano. Questa considerazione ha motivato l’iniziativa CNA Balneatori, proposta a tutti i sindacati di categoria – con il patrocinio legale degli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi – per un’attuazione condivisa, alla quale ogni concessionario demaniale marittimo è invitato a partecipare.
L’opposizione è fondata. La sostengono molteplici elementi favorevoli di fatto e di diritto emersi nel corso degli ultimi mesi, tra cui il considerando 15 della Direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 (la cosiddetta Direttiva concessioni, che assimila i contratti di concessione di beni demaniali a meri contratti di locazione) e il Regolamento n. 876 del 10 ottobre 2014, di attuazione della legge spagnola n. 2 del 30 maggio 2013 ( la cosiddetta Ley de costas, che ha prorogato fino a 75 anni le concessioni demaniali marittime, nel tacito assenso dell’UE).
I principali sindacati di categoria sono concordi nel ritenere che la recente disciplina attuativa spagnola confermi, in Italia e in Europa, la sostenibilità di un’istanza che, ai fini della stesura ponderata della definitiva regolamentazione del demanio in Italia, preveda una scadenza di almeno trent’anni per le concessioni in essere. Questa la tesi sostenuta il 28 ottobre, nel corso della riunione con i sottosegretari Barracciu e Gozi.
E’ opportuno infine precisare che l’atto di opposizione citato prelude alla redazione del Libro bianco, che sarà allestito, sempre su rigorose basi giuridiche, ma anche economiche e sociali, per sostenere in Europa i legittimi diritti dei concessionari demaniali marittimi italiani e per agevolare l’azione del Governo italiano presso la UE.
L’invito a tutti i concessionari demaniali è quello di partecipare. Nei prossimi giorni vi spiegheremo come.

Cristiano Tomei – coordinatore nazionale Cna Balneatori – ci scrive: “un’iniziativa unitaria fondamentale sotto il profilo giuridico e di sostegno alla strategia sindacale”.



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