Appuntamento da non perdere!!

Postato il: 2 giugno, 2011 | 1 commento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lettera aperta di Erika – Celle Ligure – a Giulio Tremonti

Postato il: 18 maggio, 2011 | 3 Commenti

On.le Tremonti,

contro ogni aspettativa e contro quanto è stato assicurato in molteplici incontri pre-elettorali, il Decreto Sviluppo, nella sua attuale formulazione, non solo non aiuta la nostra categoria, ma anzi ne aggrava ulteriormente la posizione.

Lei dichiara di  “fregarsene” delle spiagge, ma questo, se per certi aspetti è persino troppo chiaro, non è poi così vero: in realtà lei considera le spiagge come un cespite patrimoniale da sfruttare ben oltre i limiti di una concessione accordata dallo Stato a privati,  per motivi di pubblico interesse. Ecco la vera motivazione del diritto di superficie, proposto  a prezzi di mercato, insostenibili per qualsiasi azienda a base familiare  che, come lei chiede,  voglia investire e lavorare “lealmente”, rispettando la normativa fiscale e previdenziale. Il ministro dell’economia non può  non considerare l’impatto economico delle sue decisioni su un settore che conta più di 30.000 imprese prevalentemente familiari e più di 1 milione di lavoratori. Quale fondamento economico la porta a penalizzare e ad estromettere dal circuito produttivo così tante famiglie per sostituirle con poche società di investimento, magari straniere, magari malavitose? Ha tenuto conto dell’impatto devastante che questo decreto può avere sull’economia delle coste italiane che, come piccoli ecosistemi, sopravvivono solo grazie al turismo balneare?

Questo lavoro l’hanno inventato i nostri nonni, più di cent’anni fa, e l’hanno portato avanti i nostri genitori investendo denaro e lavorando onestamente. Perché adesso vuole portarcelo via?

Erika

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Post di Marta da Varazze: Se il decreto passasse cancellerebbe oltre un secolo di cultura balneare

Postato il: 17 maggio, 2011 | 2 Commenti

Se la decisione di mandarci alle aste nel 2015 dovesse passare sarebbe un disastro per l’Italia, cancellerebbe una parte della nostra cultura, della storia, della tradizione del nostro paese.
Vorrei potessero venire qui i nostri nonni, che 100 anni fa cominciarono questa avventura con l’appoggio dello Stato e potessero dire quanto sia stata migliorata quell’azienda, che allora neanche si poteva denominare tale, che con poche lire avevano avviato; e potessero ancora riconoscere invariati i principi di rispetto e tutela della spiaggia e del mare che ispirarono i primi concessionari di stabilimenti balneari.
Questo decreto avrebbe il risultato di cancellare una tradizione insita nella storia dell’Italia turistica: ritrovare per il bagnante la stessa famiglia a gestire il suo stabilimento balneare di fiducia, quella famiglia che gli da sicurezza perché conosce e cura palmo a palmo quel pezzo di spiaggia, quella famiglia che dà lavoro stagionale alle persone del luogo, che anno dopo anno propone un’accoglienza sempre più confidenziale e calorosa.
Se la legge passasse si avrebbe quindi un vero e proprio disastro in tema di qualità del turismo: la eliminazione delle piccole imprese a conduzione familiare verrebbero sicuramente sostituite da multinazionali, grandi aziende e grandi imprenditori che trasformerebbero tutto in Autogrill sul mare il cui unico obiettivo è il guadagno.
La nuova normativa infatti non agevolerebbe, come viene sventolato, tutti gli italiani che sognano uno stabilimento balneare, al contrario tutto ciò che è stato costruito negli anni da 30.000 famiglie italiane, andrà nelle mani di grandi imprese di tutta Europa i cui valori ben lontani stanno rispetto ai nostri tramandati da generazione in generazione basati sulla cura e il rispetto del mare. L’unico valore che regnerà sulle nostre spiagge sarà il  guadagno indiscriminato, basato su una gestione copia del Mc Donald’s nelle città.
Tutti i nostri sforzi annuali di cura dell’arenile, pulizia e trattamento della sabbia, non saranno neanche contemplati nella gestione del nuovo concessionario che da Londra gestirà i dipendenti recuperati da agenzie milanesi.
Il nostro litorale è un ecosistema piccolo e fragile, per sua natura difficile e accidentato, per la sua geografia inquinato e superaffollato.
Sono proprio i gestori balneari che si prendono a carico il lavoro e lo stress derivante dall’inquinamento e dal superaffollamento riuscendo fino ad oggi a mantenere un ambiente sano, vivibile, umano e soprattutto gratificante per chi vuole ancora fare vacanza nelle nostre regioni. Senza di noi sicuramente il turismo familiare finirà e sarà sempre di più mordi e fuggi.
Dal punto di vista economico probabilmente non ci si rende conto del mercato che noi mettiamo in moto con le nostre strutture che vanno ben oltre a qualche ombrellone come facilmente si può vedere affacciandosi sulle coste. Tant’è vero che ci sono centinaia di imprese al nostro fianco perché vedono la loro azienda in pericolo al pari delle nostre. Si parla di aziende in cassa integrazione e altre già chiuse a causa dello stallo provocato da questa normativa.
Bè insomma, ragioni per continuare a vivere ne abbiamo tante, giuste e legittime.
Quello che mi piacerebbe sarebbe sentirle dire, leggerle sui giornali, vederle gridate in faccia ai politici, alla gente.

Marta

 

Siamo daccordo con te, Marta. Muoviamoci per uscire da questo decreto!!

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Una mail per il Governo da tutti i balneari d’Italia!!

Postato il: 16 maggio, 2011 | 3 Commenti

Questa è la proposta di Bruno da Celle Ligure:

A TUTTI I BALNEARI!! Con la pubblicazione del decreto sviluppo e con tutte le modifiche apportate nella sua stesura non ci resta che protestare con estrema fermezza. Invito tutti a mandare una mail al governo in maniera da far capire e correttamente intendere quanto segue: 1) Togliere dal decreto ogni riferimento che ci coinvolge perche’ cosi’ come e’ esposto non va assolutamente bene. 2) Il governo deve convincere l’Europa affinche’ ci sia concessa una deroga dalla direttiva Bolkestein. 3) Che sappiano quanto siamo determinati, in quanto ormai il rischio di veder morire le nostre aziende e’ talmente reale e grave che siamo disposti ad ogni azione pur di salvare le nostre imprese. NO ALLE ASTE!!!!! SI ALLA DEROGA!!!!!

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A tutti i politici di destra e di sinistra!!

Postato il: 15 maggio, 2011 | 3 Commenti

Questo è un commento di Ale da Sestri Levante:

A TUTTI I POLITICI DI DESTRA E DI SINISTRA! No alle aste! Sì alla deroga! E’ vergognoso che uno stato possa solo pensare di mandare all’asta le famiglie italiane! Su 28000 almeno 25000 sono imprese famigliari dove lavorano genitori e figli! Se ci levate il lavoro noi cosa facciamo? Non potete allargare le braccia o nascondervi dietro all’UE o al Capo dello Stato! Ci dovete delle risposte, avete l’obbligo morale di tutelare le famiglie italiane. Non compriamo più neanche i chiodi e le aziende che ci forniscono le attrezzature chiuderanno, altre famiglie…… Che razza di stato è?!? NO ALLE ASTE! NO AI NOVANTA O AI VENT’ANNI! SOLO DEROGA!!!

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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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