VOLTA LA CARTA

Postato il: 30 dicembre, 2013 | Lascia un commento

DE_ANDRE'Fine 2013. Voglia di positività, di bellezza, di emozioni. Condividiamo un filmato tratto dal “concerto assoluto” di Fabrizio De André. Teatro Brancaccio di Roma. Anno 1998.
Il brano è: VOLTA LA CARTA. Pezzo magistrale. Leggetene il titolo come un augurio. Ascoltatelo come un dono.






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MARATONA IN RIVA AL MARE

Postato il: 23 dicembre, 2013 | Lascia un commento

MARATONA_IN_RIVA_AL_MARE_4L’anno segnato dalla più incauta tra le iniziative di governo sta per finire. Ha rischiato di vanificare il lavoro realizzato finora dalla nostra categoria.
Auguriamoci che questa esperienza ci abbia reso più concreti e meno disponibili a inseguire miraggi. Auguriamoci che la politica abbia toccato il fondo e trovi l’orgoglio necessario per risalire. Auguriamoci che la Comunità europea passi alla concreta applicazione dei principi che pure ha saputo enunciare. Auguriamoci che il pensiero solidale soppianti gli egoismi individuali. Non illudiamoci che una questione complessa com’è quella balneare, venuta da lontano, orientata da poteri forti e sorretta da diffuso risentimento, si risolva come per magia. Guardiamoci intorno e realizziamo che nel mondo che cambia anche noi dobbiamo cambiare. Auguriamoci di riuscire a farlo davvero.



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GRANAIOLA PARLA A LUCCAINDIRETTA E NOSTRA NOTA SUI CANONI DEMANIALI “IRRISORI”

Postato il: 19 ottobre, 2013 | 2 Commenti

LUCCA_IN_DIRETTA_18.10.2013_GRANAIOLAManuela Granaiola commenta criticamente l’inversione di rotta operata dal Governo che, dopo avere fatto baluginare il miraggio di sdemanializzare e vendere, agli attuali concessionari, parte delle aree in concessione, lo ha fatto svanire nel nulla. Intervista magistrale, quella a LuccainDiretta.it, nella quale l’amica senatrice PD parla dell’occasione perduta di chiudere la questione balneare sostenendo il bilancio dello Stato, dell’importanza delle piccole imprese, dell’urgenza imprescindibile di tutelare i concessionari pertinenziali, della pazienza ormai al limite del popolo dei balneatori. Del turismo costiero italiano, centrato sulle peculiarità delle aziende balneari in attività.
Parla anche incidentalmente di canoni demaniali: “ci sarà anche chi in questi anni ha pagato canoni irrisori”, dice. Non possiamo escluderlo, ma in linea generale non siamo d’accordo. Premesso che i canoni non sono decisi dal concessionario, ma sono determinati dall’amministrazione finanziaria – che non regala niente a nessuno – chi intenda valutare l’entità di un canone deve tenere conto di alcuni fattori non trascurabili. Parliamo della Liguria, che conosciamo bene. Le concessioni per le quali sono richiesti canoni supposti “irrisori” sono in realtà nude spiagge, sulle quali gli stabilimenti annualmente montano e smontano la totalità delle loro strutture che, nei periodi di inattività, sono immagazzinate fuori dalla concessione. Parliamo di vere e proprie costruzioni amovibili: ampi pagliolati palificati, quasi sempre ricoperti da frascate, parliamo di cabine a schiera, di servizi igienici a norma, di chioschi bar completamente smontabili e altro ancora. Strutture che devono essere assemblate a regola d’arte e che sono annualmente verificate dagli uffici tecnici dei Comuni, i quali ne valutano solidità e sicurezza. Realizzazioni che richiedono impegno e soprattutto tempo. Mesi di lavoro preliminare e conclusivo. Interventi essenziali, che producono costi ai quali non corrisponde un reddito immediato. Il canone può sembrare esiguo, ma gli oneri di magazzinaggio, montaggio e smontaggio, trasporto, usura addizionale delle strutture e delle attrezzature dovuta alla loro movimentazione periodica – oneri senza i quali la concessione è una scatola vuota – sono ingenti e integrano largamente la differenza. Queste spiagge sono quelle che, durante la chiusura autunnale-primaverile degli stabilimenti ritornano allo stato brado. Degli stabilimenti non rimane pressoché nulla. Spiagge di stabilimenti virtuosi. Qualcuno pensa che sarebbe giusto gravarle dei “giusti canoni” applicati alle zone demaniali caratterizzate da opere murarie? opere stabili, anche se è stato autorevolmente deciso che, a tutti gli effetti, devono essere considerate “di facile rimozione”?



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COMITATO BALNEARI LIGURIA: NOTIZIE PER CHI USA NOD32

Postato il: 16 ottobre, 2013 | Lascia un commento

ACCESSO_NEGATODa ieri Eset NOD32, uno dei migliori antivirus e antispyware in circolazione, blocca l’accesso a Comitato Balneari Liguria. La censura, ci informano, è legata al server del quale si avvale Comitato, che ospita altri siti web, qualcuno dei quali evidentemente contiene applicazioni che NOD32 considera potenzialmente indesiderate e/o potenzialmente sospette. L’antivirus, per cautela, blocca tutti i collegamenti al server, creando agli utenti Eset che desiderino accedere a comitatobalneariliguria.it il problema che hanno verificato direttamente.
Noi – che ci avvaliamo della versione 6.0.316.1 – abbiamo risolto con questa procedura:
1.- entrare in Eset NOD32 cliccando due volte sull’icona relativa;
2.- nella finestra che segue, colonna di destra, compare di default la partizione “Configurazione”, che porta, come ultima ipotesi di intervento, il comando interattivo “Accedi a configurazione avanzata …” , sul quale cliccare (una sola volta);
3.- nella successiva finestra “Configurazione avanzata”, riquadro di sinistra, cliccare sul simbolo “+” a lato di “Web ed e-mail”. Si evidenzia una struttura discendente di quattro comandi. Cliccare sul simbolo “+” a lato di “protezione accesso Web”. Compare una ulteriore struttura comandi discendente, all’interno della quale cliccare “Gestione indirizzo URL”. La schermata muta nella parte destra. Cliccare sul tasto “Aggiungi”, a sinistra sotto il riquadro;
4.- compare la finestra “Immettere maschera per indirizzo URL”. All’interno del campo editabile digitare *comitatobalneariliguria.it*. Cliccare OK e nuovamente OK sulla videata successiva. Uscire da Eset.
Fabio, che ringraziamo, propone una diversa soluzione, che non abbiamo testato per motivi di tempo: http://kb.eset.com/esetkb/index? page=content&id=SOLN2960 &actp=search&viewlocale=en_US&searchid=1381756386684



 

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DIMISSIONI MINISTRI PDL

Postato il: 28 settembre, 2013 | 1 commento

DIMISSIONI_MINISTRI_PDL28 settembre 2013 – ore 18:20 circa – le dimissioni dei ministri PDL chiudono lo spiraglio aperto dal tavolo Baretta nel muro della questione balneare italiana. Ancora una volta viene a mancare l’interlocutore istituzionale della categoria. Ancora una volta gli interessi e le strategie di un singolo condizionano gli interessi della collettività.



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NO ALLE ASTE: LA REGIONE TOSCANA DALLA PARTE DEI BALNEARI

Postato il: 18 giugno, 2013 | Lascia un commento

ANSA_16.06.2013Segnalazione di Alessandro Riccomini

Enrico Rossi – presidente della Regione Toscana – ancora una volta prende autorevolmente posizione a favore dell’attuale imprenditoria balneare e assicura il rinnovato impegno della sua giunta contro l’applicazione strumentale della Direttiva Bolkestein “Almeno in Toscana”. Ci auguriamo che la ferma determinazione di Rossi possa essere presto condivisa dai presidenti regionali che ancora pensano alle aste come a un intervento auspicabile, in vece di considerarlo per quello che realmente è: un intervento destabilizzante, economicamente e socialmente pericoloso. Vero e proprio sopruso, che non può avere spazio in una società civile.



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UE: LIBERALIZZARE MERCATO SERVIZI

Postato il: 27 maggio, 2013 | 2 Commenti

SOLE_24_ORE_22.05.2013Antonio Smeragliuolo

Tra le sei raccomandazioni Ue citate da Il Sole – 24ORE, all’ultimo posto, c’è la liberalizzazione del mercato dei servizi. Per fortuna – lo ripeteremo all’infinito – i concessionari balneari marittimi sono inequivocabilmente concessionari di beni:

Codice civile – Capo II
Dei beni appartenenti allo Stato, agli enti pubblici e agli enti ecclesiastici
Art. 822.- Demanio pubblico.- Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale.
(omissis)

Codice navigazione
Parte prima.- Della navigazione marittima e interna
Libro primo.- Dell’ordinamento amministrativo della navigazione
Titolo II.- Dei beni pubblici destinati alla navigazione
Capo I.- Del demanio marittimo

Articolo 28.- Beni del demanio marittimo
Fanno parte del demanio marittimo:
a) il lido, la spiaggia, i porti, le rade;
b) le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell’anno comunicano liberamente col mare;
c) i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo.

Articolo 29.- Pertinenze del demanio marittimo
Le costruzioni e le altre opere appartenenti allo Stato, che esistono entro i limiti del demanio marittimo e del mare territoriale, sono considerate come pertinenze del demanio stesso.




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MARCELLO DI FINIZIO SUL CUPOLONE

Postato il: 22 maggio, 2013 | Lascia un commento

Bettina Bolla

Ho sentito Marcello Di Finizio al telefono. Ha avuto gravi problemi di sopravvivenza per tutta la giornata di oggi, ma si vanno mitigando in queste ore. La linea dura usata dalla gendarmeria vaticana nei suoi confronti si è andata attenuando e sta ricevendo l’assistenza necessaria. Da parte italiana si sta componendo un tavolo di concertazione, per sollecitazione di Maurizio Lupi, Ministro dei trasporti ed infrastrutture, di Gianni Alemanno, sindaco di Roma e della Questura della città. Si suppone che, con gli stimoli del gruppo degli europarlamentari,  il Governo Letta accetti di dialogare con Marcello, come già fece il Governo Monti. Atto dovuto ad un cittadino in democrazia. Non dimentichiamo che c’è un uomo determinato sulla cupola di San Pietro e che l’unica via d’uscita per questa situazione bloccata è l’apertura di una trattativa. Il silenzio delle autorità significherebbe forse una condanna a morte.
Marcello, in questo momento, ha tutti i cellulari spenti, perciò mi è impossibile parlare con lui per sapere come sta. Antonio Smeragliuolo, che ha avuto una parte importante in questa vicenda, in contatto telefonico con me e con l’On.le Abrignani, vicepresidente X Commissione Attività Produttiva Commercio e Turismo, Camera dei Deputati,  mi informa che Abrignani, accompagnato da Egisto Palmitesta, sta salendo sulla Cupola per raggiungere Marcello. A breve arriverà anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, chiamato dall’On Abrignani.
Ricordo che la situazione è cambiata significativamente da quando ho postato la lettera di tutti i deputati del parlamento europeo all’indirizzo:

http://www.donnedamare.it/marcello-di-finizio-lettera-dei-parlamentari-europei-a-moavero/

ore 0:42 – sembra che Marcello Di Finizio sia stato convinto a scendere.



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Marcello di Finizio di nuovo sul Cupolone

Postato il: 20 maggio, 2013 | 2 Commenti

Bettina Bolla

Marcello Di Finizio è riuscito nuovamente a salire sul cupolone. Appena saremo in possesso di maggiori informazioni provvederemo a darvene notizia.

Alle 17:08 le televisioni non hanno ancora riportato nulla.

 

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“AL NUOVO GOVERNO RICORDIAMO LA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA” FONDO DI CRISTIANO TOMEI – CNA BALNEATORI

Postato il: 5 maggio, 2013 | Lascia un commento

Cristiano Tomei

Dopo il Parlamento, finalmente abbiamo anche un nuovo Governo che, terminata la fase di definizione con la nomina di ministri, vice e sottosegretari, può tentare di iniziare a risolvere i problemi della nostra Nazione. Le versioni interpretative su questa compagine governativa sono svariate. Tra le più ricorrenti: c’è chi ritiene che duri poco, appena il tempo di un paio di stagioni, e chi invece vi ripone le speranze per un mutamento radicale, in meglio.
Credo che ciò che interessi realmente al Paese sia la ripresa del lavoro e della crescita per riconquistare almeno la speranza di un futuro, dove tornino prosperità e pace sociale. Per questo, più che sulla durata dell’esecutivo, tra le imprese ci si interroga sulla reale capacità di risolvere i nodi cruciali per la nostra economia. A questo Esecutivo compete la missione di reperire i mezzi per cogliere gli obiettivi che la gente si aspetta e metterli sul campo: più lavoro, più crescita, riduzione della pressione fiscale, sostegni al credito e al consumo, drastica diminuzione dei debiti della pubblica amministrazione, semplificazione burocratica, rappresentano i principali target del programma di governo.
Tra queste iniziative chiediamo che si torni ad affrontare la questione del turismo balneare, per una sua definitiva soluzione, al fine di ridare certezza per il futuro ad un settore imprenditoriale ed economico che contribuisce e partecipa fortemente al raggiungimento degli obiettivi governativi appena richiamati. Stando alla ricerca di Unioncamere presentata nell’ambito della prima edizione degli Stati generali delle Camere di Commercio sull’economia del mare, la Blue economy delle regioni costiere fa registrare – in media – un valore aggiunto pari a oltre 800 milioni di euro, con un’incidenza superiore al 3% sul totale dell’economia e con circa 300 mila addetti. Le imprese operanti nell’economia del mare, anche in questo caso, rappresentano più del 3% rispetto a quelle complessivamente attive nel Paese. Il moltiplicatore del reddito di questa forza produttiva e di lavoro, e quindi degli euro messi in circolo sul resto dell’economia per ogni euro prodotto in termini di solo valore aggiunto, è pari a 1,3.
Insomma, stiamo parlando dell’industria del turismo e nella fattispecie del turismo balneare e costiero, che tira fuori numeri da macroeconomia. Per tutelare questi numeri, per far ripartire gli investimenti, ormai fermi, e garantire i livelli occupazionali, evitando aste ed evidenze pubbliche alle attuali concessioni demaniali marittime, insomma per evitare che questa economia – ben conosciuta, affidabile, tenace – si fermi, è urgente riaprire in Ue la trattativa sulla questione balneare italiana. Solo con una ferma posizione dell’Italia, dalla quale risulti che le attuali concessioni demaniali marittime sono estranee alla cosiddetta Direttiva servizi, così come indicato nei documenti unitari sottoscritti dai maggiori sindacati del settore ( Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Cna Balneatori e Assobalneari Confindustria ) si può fornire una reale prospettiva, oltre la proroga del 2020, a un settore [ quello balneare ] decisivo per la nostra economia.
Le Regioni, le Province e i Comuni – è noto a tutti – si sono espressi per evitare l’evidenza pubblica. Il Parlamento italiano, con i suoi due rami, ha già fatto lo stesso. La proroga al 2020 è un risultato minimo, ma alla politica chiediamo adesso che la discussione non riparta da zero, ma dai punti che sono al centro della mobilitazione delle imprese turistiche italiane per attuare, anche con il sostegno degli europarlamentari, una strategia autorevole nei confronti dell’Europa, che riapra il confronto sulla vertenza balneare.
Occorre rivedere con l’Unione europea il capitolo delle attività da sottrarre alla Direttiva, tra cui, in primis, le concessioni demaniali, nei confronti delle quali non è stata attuata una politica di liberalizzazione, ma di esproprio. Non si parla, infatti, di allargare la base delle imprese, ma di togliere le attività ad alcuni, per darle ad altri attraverso gare. Ci si ferma a questo, senza prevedere quello che succederà. Inoltre non si tratta di concessione di servizi, ma di concessioni di beni – risorsa tutt’altro che scarsa – ad imprese che prestano servizi di pubblica utilità, direttamente connessi ad aspetti salutari riguardanti le persone, attività che si configurano come veri e propri servizi di natura pubblica.
Sostegno alle tesi dei balneatori è arrivata da innumerevoli rappresentanze della politica italiana: documenti politici di molti e importanti partiti hanno accolto, prima delle recenti elezioni, le tesi a sostegno della vertenza balneare, chiedendo di riaprire in Ue il confronto sulla Direttiva servizi.
Viste queste premesse, è importante che la questione balneare entri a far parte delle priorità dell’agenda politica italiana. Ci rivolgiamo, ringraziandoli, a quanti tra senatori, deputati ed eurodeputati si sono impegnati per la nostra causa e a coloro, tra questi, che sono stati chiamati ad assumere importanti ruoli governativi. E’ proprio a loro, compresi i rappresentanti di regioni, province ed enti locali, chiediamo la riapertura del tavolo di confronto necessario per la tutela e il rilancio di questa economia turistica, fondamentale per il destino economico del nostra nazione e, nel dettaglio, di 15 regioni costiere, tra cui due isole e oltre 600 comuni rivieraschi. Restiamo in attesa, disponibili, come sempre, a fare la nostra parte.



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