QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: SINERGIE SCAJOLA (REGIONE LIGURIA) – CNA BALNEATORI

Postato il: 27 gennaio, 2016 | Lascia un commento

120Lunedì 15 febbraio 2016, CNA Balneatori incontrerà – presumibilmente a Sanremo – Marco Scajola, assessore all’Urbanistica, Pianificazione territoriale ed Edilizia della Regione Liguria. Il convegno – che si svolge alla vigilia del Tavolo interregionale per il Demanio, programmato per il 17 febbraio a Roma – assume un’importanza che va ben oltre l’ambito territoriale ligure, perché a Roma Scajola esplicherà le prerogative che gli competono quale coordinatore nazionale delle Regioni per la specifica materia. Le Regioni costiere italiane, dopo un lungo periodo di appannamento,  hanno ripreso a sostenere con convinzione il comparto balneare, come hanno chiarito nella nota 25 marzo 2015 “LA POSIZIONE DELLE REGIONI SULLA REVISIONE E RIORDINO DELLA LEGISLAZIONE RELATIVA ALLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME”.
La determinazione con la quale Scajola ha affrontato la questione balneare italiana fa sperare in una ulteriore favorevole evoluzione: ci sono buoni motivi per ritenere che la sua intenzione di stabilire per legge una proroga di 30 anni a favore delle imprese balneari in attività possa essere condivisa da tutti i partecipanti al tavolo interregionale.
Al convegno CNA Balneatori di Sanremo, al quale sono invitate tutte le imprese associate della Liguria e tutti i balneari che intendono difendere con assoluta determinazione le proprie aziende, parteciperanno Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori, Alessandro Riccomini – presidente regionale Liguria – e Sonia Carolì – direttrice provinciale di CNA Imperia. Com’è noto, CNA Balneatori sostiene una riforma normativa del demanio marittimo che esclude categoricamente aste ed evidenze pubbliche per le imprese balneari in attività. Questo è il tema centrale su cui verteranno gli interventi previsti nel corso del convegno di Sanremo, durante il quale saranno illustrate le problematiche legate alla questione balneare italiana e le molteplici iniziative sindacali e giuridiche messe in campo da CNA Balneatori in Italia e in Europa. Un appuntamento da non perdere.
E’ opportuno segnalare che prima del Tavolo interregionale sul Demanio del 17 febbraio – al quale CNA Balneatori presenzierà con una propria Delegazione – si terrà un incontro analogo con Giovanni Lolli, vicepresidente della Giunta regionale abruzzese e coordinatore nazionale delle Regioni per il Turismo. Anche questo è un appuntamento fondamentale per il comparto balneare italiano.

Nella foto Scajola e Tomei al convegno CNA Balneatori del 9 ottobre 2015 al Sun di Rimini.



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CNA BALNEATORI SOLLECITA RISPOSTE URGENTI DAI COMUNI COSTIERI

Postato il: 16 gennaio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_ROMA_26_11_2015_3In esecuzione delle deliberazioni assunte in sede di Ufficio di presidenza nazionale, oggi, 15 gennaio 2016, CNA Balneatori ha spedito via mail ai Comuni costieri d’Italia il proprio invito a comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Politiche Europee, i dati relativi allo sviluppo delle coste situate nei rispettivi territori, dati richiesti più di un anno fa, come risulta dalla circolare n. 14 di ANCI Veneto, documento che risale all’11 febbraio 2015.

L’appello del Sindacato che fa capo a Cristiano Tomei, in realtà è rivolto ai Comuni che ancora non abbiano adempiuto alla richiesta ministeriale del 16 gennaio 2015. Disporre del dato complessivo nazionale delle aree costiere in concessione ad uso turistico ricreativo, di quelle ancora concedibili e di quelle indisponibili a qualsiasi titolo, sarebbe estremamente importante in un momento particolarmente delicato qual è quello attuale, perché consentirebbe di dimostrare, su basi ufficiali, che in Italia esiste un enorme patrimonio di coste libere e disponibili per nuovi insediamenti turistico-ricreativi, senza che sia necessario revocare quelli attualmente in essere. Purtroppo il dato in questione non potrà essere aggiunto formalmente alla memoria depositata da Righi e Nesi presso la Corte di Giustizia, ma costituirà pur sempre un’integrazione significativa alle rigorose e ineccepibili tesi giuridiche sviluppate dai due avvocati per conto di CNA Balneatori.
Ci auguriamo che i Comuni in ritardo provvedano rapidamente e lo chiediamo loro con fermezza: contribuire alla composizione della questione balneare italiana in senso favorevole agli attuali concessionari e – in ultima analisi – all’economia turistico-balneare dei rispettivi territori, è realmente essenziale. Più che un atto dovuto, costituisce un intervento responsabile di buon governo.



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LIGURIA CONFERMATA CAPOFILA DEMANIO MARITTIMO AL TAVOLO INTERREGIONALE

Postato il: 19 dicembre, 2015 | Lascia un commento

REGIONE_LIGURIA150Venerdì 18 dicembre 2015: la Regione Liguria è confermata capofila del tavolo interregionale sul demanio nell’ambito della Conferenza delle Regioni. Lo ha comunicato l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola, esprimendo soddisfazione per il rinnovo dell’incarico. Sul sito ufficiale della Regione, Scajola dichiara:
“Questo incarico si colloca in un momento molto delicato sul fronte della revisione della materia del demanio marittimo. Auspichiamo pertanto che si possano trovare percorsi risolutivi, condivisi con altre regioni costiere e il Governo, per fare chiarezza soprattutto sul rinnovo delle concessioni ad uso turistico ricreativo e in particolare sulla Direttiva europea Bolkenstein, che vuole mettere a gara le concessioni demaniali, in Liguria oltre 3.000 aziende su 300 chilometri di costa. Grazie al rinnovo dell’incarico, la Regione Liguria, insieme alla Regione Abruzzo, potrà partecipare al tavolo interministeriale per la revisione della legge sul Demanio marittimo, tema particolarmente delicato, visto l’approssimarsi della scadenza 31 dicembre 2015, per le concessioni demaniali marittime”.
Ribadito l’interessamento per il comparto balneare – essenziale per la Liguria – e nessun accenno alla proroga al 2020, sancita da una legge dello stato, sub judice, ma pienamente vigente, come sostengono importanti organi istituzionali: l’Avvocatura dello Stato, nella memoria presentata alla Corte di Giustizia europea, e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella nota della dott.ssa Patrizia Scarchilli – dirigente Divisione 2 della Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne – all’ex senatore Massimo Baldini.



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BALNEARI: IN LIGURIA NIENTE GARE

Postato il: 5 dicembre, 2015 | Lascia un commento

150234Si è conclusa da poco l’udienza del 3 dicembre presso la Corte di Giustizia europea inerente la legittimità delle proroghe al 2015 e al 2020 accordate al comparto demaniale marittimo italiano.
La Giunta della Regione Liguria, in persona di Marco Scajola, assessore al Demanio, conferma il sostegno al settore, fondamentale per l’economia regionale e, sul GiornaledellaGiunta, chiede al Governo un intervento deciso, con la dichiarazione che sintetizziamo: “Possiamo garantire che in Liguria non si faranno gare e siamo pronti a sostenere il comparto con un disegno di legge specifico. Siamo in questa situazione di stallo perché il Governo italiano non ha ancora assunto una posizione chiara e netta per tutelare e sostenere i balneari, imponendosi in Europa, come hanno fatto altri Paesi, come la Spagna, che da tempo ha concesso proroghe importanti. Purtroppo il nostro Paese continua a tentennare. La Giunta Toti non abbandonerà i balneari e farà tutto il possibile per tutelarli e sostenerli, considerando l’importanza che rivestono per la nostra economia e per il folto numero di famiglie che ruotano attorno al settore”.
Fermo sostegno anche da parte di Angelo Vaccarezza, capogruppo di Forza Italia in Regione. Nel comunicato stampa pubblicato su Levante News, che riassumiamo, Vaccarezza ha dichiarato: “Oggi, 3 dicembre, se non è il giorno della verità è il giorno che tutti aspettiamo non senza preoccupazioni. E’ un appuntamento al quale non saremmo mai dovuti arrivare, se la politica avesse fatto il proprio dovere, ma che affrontiamo con la convinzione di aver fatto molto, sapendo che tanto ancora resta da fare. Le parole in questo momento sono superflue. Oggi sarà portata in Europa – finalmente e legittimamente, a mio avviso – l’attenzione sul diritto di esistere di 30 mila imprese balneari familiari, colonna portante dell’economia turistica costiera italiana. Qualunque sia l’esito dell’udienza di oggi, nulla è conquistato, ma nulla è perduto. Oggi si combatte una battaglia, una battaglia molto importante, ma tutti sappiamo che la guerra è ancora lunga. C’ero, ci sono e ci sarò”.



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REGIONE TOSCANA – ROSSI CI RIPENSA: CONGELATO AUMENTO ADDIZIONALE REGIONALE

Postato il: 4 novembre, 2015 | Lascia un commento

MARCHETTI_TOMEIAGIPRESS – FIRENZE – Nel 2016 la Regione  Toscana non applicherà il temuto aumento dell’imposta regionale sui canoni demaniali marittimi. Lo hanno annunciato Vittorio Bugli – assessore al bilancio della Regione Toscana – e Stefano Ciuoffo – assessore alle attività produttive – a seguito di decisione presa con il presidente della Regione Enrico Rossi. 
Ripensamento opportuno, prevalentemente dovuto al disegno di legge di stabilità, che vieta alle regioni di intervenire sulla tassazione, ma anche maturato considerando le reazioni della categoria, che ha sottolineato il rischio di un aumento del canone demaniale marittimo, che si ripercuoterebbe sull’imposta regionale, calcolata come percentuale del canone. I balneari hanno saputo evidenziare la drammatica situazione di incertezza che grava sul settore. La questione balneare italiana è a un nodo cruciale. A pochi giorni dal 31 dicembre 2015, termine finale della proroga accordata dal Governo Berlusconi contestualmente all’abrogazione del diritto di insistenza, e in attesa di sentenza della Corte di Giustizia europea circa la compatibilità delle proroghe al 31.12.2015 e al 31.12.2020 con la normativa europea, il comparto balneare marittimo – uno dei fattori trainanti dell’economia italiana – trattiene il respiro in attesa degli eventi.
Bugli e Ciuoffo, valutando le problematiche derivanti dall’applicazione della normativa comunitaria, si sono dichiarati d’accordo sull’opportunità di sollecitare Governo e Parlamento circa la necessità di rivedere il quadro normativo del settore. Tutto questo, hanno spiegato i due assessori, per garantire al comparto balneare le condizioni necessarie per lo sviluppo economico ed occupazionale.
Lorenzo Marchetti, presidente regionale CNA Balneatori Toscana, ci ha dichiarato: “Incontro interessante quello con gli assessori Bugli e Ciuoffo, sia perché siamo stati informati che ogni ipotesi di revisione dell’imposta sarà rimandata a quando ci sarà una nuova regolamentazione per il comparto, sia perché ci è stata confermata la volontà  di tenere aperto il tavolo di lavoro sugli argomenti di interesse generale relativi al nostro settore: riclassificazione degli stabilimenti balneari, metodi e criteri per la definizione del nuovo limite demaniale e altre problematiche vecchie e nuove che affliggono il turismo balneare. La regione toscana sembra seriamente impegnata a sostenere il comparto balneare.”



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RETE IMPRESE ITALIA: BALNEARI E LEGGE DI STABILITA’

Postato il: 3 novembre, 2015 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013Roma 2 novembre 2015 – RETE IMPRESE ITALIA – super associazione tra Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti –  nel corso dell’audizione presso le commissioni congiunte V (Bilancio) del Senato e V (Bilancio, tesoro e programmazione) della Camera dei deputati, ha presentato il documento “Attività conoscitiva preliminare all’esame della manovra economica per il triennio 2016 – 2018”, all’interno del quale, a pag. 6, ultimo periodo del punto 2.1, si legge: “Auspichiamo inoltre che l’iter parlamentare di approvazione della legge di Stabilità costituisca l’occasione per affrontare e risolvere alcuni aspetti del turismo balneare italiano quali la durata e i costi delle concessioni demaniali marittime.”
Poche righe, ma concetti importanti destinati a sollecitare una precisa azione di governo. La “durata” riguarda l’intero comparto balneare italiano, attualmente appeso a un filo, in attesa della sentenza della Corte di giustizia europea, mentre i “costi delle concessioni demaniali marittime” interessano principalmente i concessionari pertinenziali, massacrati dall’applicazione dei coefficienti OMI.
Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale di CNA Balneatori – conferma telefonicamente: “Subito una soluzione nella Legge di Stabilità per canoni più equi per tutti, risolvendo l’annosa ed insostenibile situazione dei concessionari pertinenziali e un provvedimento che confermi la proroga delle concessioni demaniali per un periodo anche superiore al 2020, allontanando il pericolo di aste ed evidenze pubbliche.”
A questo, con tutto il nostro impegno, stiamo lavorando.



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INTERGRUPPO PARLAMENTARE BIPARTISAN PER TUTELARE IL TURISMO BALNEARE ITALIANO

Postato il: 29 ottobre, 2015 | 2 Commenti

TOMEI_2_28.10.2015Roma, 28 ottobre 2015. Manuele Granaiola e Salvatore Tomaselli, senatori della Repubblica e promotori dell’iniziativa, hanno presentato alla stampa e alle associazioni di categoria l’INTERGRUPPO PER LA TUTELA DELLE PICCOLE IMPRESE TURISTICO-BALNEARI, gruppo di lavoro e di sostegno aperto alla partecipazione dei parlamentari italiani di qualsiasi parte politica, al quale hanno aderito finora 32, tra senatori e deputati.
Un’iniziativa di grande interesse per la categoria se, come ci auguriamo, saprà confrontarsi con il Governo in piena autonomia intellettuale.
L’Esecutivo, presente in persona del sottosegretario Pierpaolo Baretta, non ha dato particolari segni di apertura verso il comparto. Convinto assertore della ineluttabilità delle aste e sostenitore – come già Barraciu – della tesi che la battuta di arresto subita dalla politica del doppio binario sia dovuta all’imprevidenza dei balneari che hanno difeso in ambito giudiziale i loro legittimi diritti e non alla mancanza di lucidità e di coraggio del Governo, Baretta non sembra avere compreso i rischi legati al possibile black-out di uno dei principali comparti economici nazionali. Ha parlato della necessità di riordino complessivo del settore demaniale marittimo, il quale, a suo giudizio, frutta allo Stato poco o nulla per canoni demaniali, ma ha dimenticato di precisare quanto invece frutti per eccesso di aliquota IVA e per attività sostitutive fornite allo Stato a titolo gratuito. Ha parlato di equo indennizzo e di ridefinizione della linea demaniale, discorsi dei quali non vorremmo sentire parlare mai più, perché il primo si collega alla chiusura di un’attività produttiva voluta dai poteri forti e dai governi deboli e la seconda perché sottintende incapacità di fare cassa attraverso il rilancio dell’economia nazionale e nella conseguente necessità di vendere il Paese pezzo a pezzo per sopravvivere. Anche l’apertura – applaudita dai presenti – ad adottare, nella legge di stabilità, un emendamento che tamponi per l’ennesima volta la vergogna dei canoni pertinenziali ha sapore di retroguardia: la “buona amministrazione” abolirebbe definitivamente i canoni OMI e restituirebbe, magari a rate, quanto indebitamente acquisito dallo Stato.
Riportiamo una sintesi dell’intervento di Cristiano Tomei – CNA Balneatori – presidente e coordinatore di quello che un numero crescente di balneari considera l’unico sindacato di categoria rispettoso dei loro reali interessi. Tomei, in linea con quanto finora realizzato da CNA Balneatori, ha chiesto che il Governo riapra il negoziato in Europa su queste basi:
1.- esprima ufficialmente la posizione nazionale di tutela delle 30 mila imprese balneari italiane attualmente in attività, concordando una lunga proroga che permetta di rilanciare il comparto e di trovare soluzioni definitive alla questione balneare italiana;
2.- approvi – con la partecipazione e il confronto delle Regioni costiere e delle associazioni sindacali di categoria – una normativa organica che costituisca il riordino conclusivo della materia demaniale marittima e che consenta alle imprese balneari di ritornare a lavorare e ad investire con una “normale” prospettiva temporale illimitata. Rientra in questo contesto la definizione di canoni demaniali equi e sostenibili per tutti gli operatori del settore, tali da risolvere una volta per tutte – anche attraverso l’introduzione di criteri di solidarietà – il drammatico problema dei concessionari pertinenziali, le cui imprese sono a rischio, a causa di canoni che hanno raggiunto valori insostenibili;
3.- limiti l’adozione di gare ed evidenze pubbliche alle sole nuove concessioni, alle quali sia possibile accedere limitatamente a una singola unità concessoria.
Coerenza di Cristiano Tomei, quindi, e di Manuela Granaiola, che a distanza di anni è ancora al nostro fianco, lei e noi con molta esperienza in più. E questa volta, insieme, faremo sicuramente meglio di quanto abbiamo saputo fare ai tempi della procedura d’infrazione. L’obiettivo più immediato ora è costituito dai canoni pertinenziali. Non vogliamo più sentire, mai più, la rabbia e la disperazione di Walter Galli del Coordinamento pertinenziali. Non dobbiamo permettere mai più che, sulla pelle delle nostre famiglie, si commettano ulteriori iniquità di Stato. Noi continueremo a fare la nostra parte, è una promessa. Ciascuno di voi faccia la propria.



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REGIONE LIGURIA: UNA LEGGE NAZIONALE PER DARE STABILITÀ ALLE IMPRESE BALNEARI

Postato il: 28 ottobre, 2015 | 1 commento

VACCAREZZAGenova 27 ottobre 2015: il Consiglio della Regione Liguria – con 22 voti favorevoli e 6 astenuti – ha approvato l’ordine del giorno presentato da Angelo Vaccarezza – capogruppo FI e presidente della Commissione regionale demanio – e da Claudio Muzio (FI). Il documento, che pubblichiamo integralmente e al quale rimandiamo, precisa che:
a.- le aree demaniali marittime sulle quali si fonda l’attività degli stabilimenti balneari non sono concessione di  servizi, bensì concessioni di un bene pubblico privo di autonome capacità produttive;
b.- secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia, la normativa comunitaria non è applicabile ai rapporti giuridici posti in essere anteriormente al recepimento della medesima normativa. Principio fondamentale, che svuota da qualsiasi contenuto le procedure di infrazione aperte nei confronti dello Stato italiano e chiuse a prezzo di importanti interventi abrogativi nazionali, interventi che devono essere considerati vere e proprie inaccettabili forzature;
c.- la normativa comunitaria  non si oppone a rapporti giuridici a tempo indeterminato o con durata pluriennale.
L’odg conclude impegnando la Giunta:
a.- ad intervenire presso il Governo per ottenere una urgente soluzione normativa di riordino del comparto balneare attraverso la quale, anticipando la prossima sentenza della Corte di Giustizia europea nei giudizi promossi dal TAR Lombardia e dal TAR Sardegna, venga superata l’attuale situazione di incertezza del settore e sia possibile garantire alle imprese balneari familiari in attività un periodo transitorio di durata non inferiore a 30 anni. Questo periodo consentirà alle imprese la ripresa della normale attività lavorativa, mentre la Pubblica Amministrazione dovrà esplorare ogni possibile soluzione giuridica per assicurare stabilità al comparto “garantendo le funzioni di propulsione e garanzia svolte finora nei confronti dell’ambiente, dell’economia e dell’occupazione, per giungere ad una definizione della questione balneare italiana favorevole alle imprese in attività”;
b.- ad avviare immediatamente la consultazione tra le categorie, per istituire un tavolo tecnico tra Governo e associazioni.
Angelo Vaccarezza ha precisato che, in relazione al ruolo di vicepresidente assunto da Toti – presidente regionale – nella Conferenza Stato-Regioni, la Regione Liguria è impegnata per portare in ambito nazionale alcuni temi regionali vitali, tra cui quello dei balneari. Ha ricordato che, fino al 2009, questi piccoli imprenditori familiari sono stati tutelati da leggi che sono state frettolosamente abrogate per chiudere la procedura di infrazione aperta dall’Unione europea. Sulla base di questa normativa, i concessionari, fidandosi dello Stato, hanno sviluppato aziende che sono di loro esclusiva proprietà, anche se sono gestite in ambito demaniale, e hanno creato ricchezza diffusa e lavoro. Tutto questo non è stato adeguatamente difeso in ambito nazionale. Vaccarezza ha annunciato che esiste una bozza di legge in merito alla questione balneare italiana, ma ha precisato che il Governo ha deciso di non procedere prima che la Corte di Giustizia, sollecitata dei TAR Lombardia e Sardegna, abbia deliberato circa la compatibilità delle proroghe al 31.12.2015 e al 31.12.2050 con la normativa europea. Vaccarezza si è dichiarato contrario a una decisione giudiziale della vertenza, sostenendo l’opportunità e l’importanza di un’iniziativa politica.
Dichiarazioni di voto favorevoli da parte di tutti i gruppi politici, anche se il Movimento 5 Stelle, che aveva chiesto  il ritiro dell’odg per approfondire la questione in Commissione demanio, si è astenuto in sede di votazione.
Marco Scajola, assessore al demanio, dopo aver espresso soddisfazione per l’approvazione dell’ordine del giorno, ha annunciato l’esistenza di un disegno di legge regionale finalizzato ad assicurare alla categoria continuità lavorativa e opportunità di investimento, considerando l’importanza che il comparto balneare ha assunto nell’economia turistica regionale. Scajola ha precisato la ferma volontà regionale di portare avanti il provvedimento, sottolineando la lentezza con la quale sta operando il Governo nazionale.



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CNA BALNEATORI: CHIAREZZA E DETERMINAZIONE, IN LINEA CON LE ATTESE DEI BALNEARI ITALIANI

Postato il: 23 ottobre, 2015 | 1 commento

CRISTIANO TOMEI - BOLOGNA 20.11.2012

CRISTIANO TOMEI – BOLOGNA 20.11.2012

Aspettando con interesse la conferenza stampa indetta dalla senatrice Manuela Granaiola e dal senatore Salvatore Tomaselli per la presentazione del nuovo INTERGRUPPO PER LA TUTELA DELLE PICCOLE IMPRESE TURISTICHE BALNEARI, chiediamo a Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – come il suo sindacato intenda procedere per tutelare le attuali imprese balneari nel breve, medio e lungo periodo.
“Nell’immediato – esordisce Tomei – ritengo che il Governo non debba attendere i pronunciamenti della Corte di Giustizia riguardo alla proroga 2020. E’ opportuno che licenzi in tempi brevissimi un provvedimento normativo che ribadisca questa proroga, assegnandole anzi una maggiore durata, ed evitando di precludere alle attuali imprese balneari la possibilità di acquisire contratti di durata non limitata. Per fare ciò è necessario interloquire e confrontarci subito con il Governo, anche tramite la funzione parlamentare.”
“Questo consentirà l’obiettivo minimo di rivitalizzare le imprese balneari in attività, magari facendo ripartire investimenti e occupazione, mentre si continua a negoziare in Europa per un periodo di utilizzazione non limitata, seguendo la decisione tracciata dai balneari italiani, che a Rimini, il 9 ottobre, in assemblea, hanno discusso e votato all’unanimità il documento sindacale suggellato da CNA Balneatori, sulle linee programmatiche del quale il nostro sindacato, coerentemente e tenacemente, continuerà la propria lotta.”
“Anche per le imprese cosiddette pertinenziali, che stanno sostenendo da troppo tempo canoni eccessivamente onerosi, è necessario approvare urgentemente una norma transitoria che rimetta in campo una sanatoria agevolata, così come avvenuto nella precedente legge di stabilità. Tutto ciò in attesa di una riforma che preveda canoni demaniali più equi e sostenibili per tutti, da inserire nel riordino generale normativo delle concessioni.”
“In ogni caso CNA Balneatori non si fermerà con le iniziative sindacali e giuridiche. L’obiettivo è quello di scongiurare ed accantonare definitivamente aste ed evidenze pubbliche.”




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BURATTI: LE CONCESSIONI SCADRANNO NEL 2020

Postato il: 15 ottobre, 2015 | Lascia un commento

100_7953Umberto Buratti – primo cittadino di Forte dei Marmi – PD, uno dei sindaci delle città di mare più attenti e presenti alla questione balneare italiana – nella foto a Bologna, durante la storica manifestazione del 20 novembre 2012 – prende posizione a proposito della proroga delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2020. Nell’intervista 15 ottobre 2015 di LuccainDiretta.it  precisa:
Le concessioni demaniali marittime  sono state prorogate in forza di una legge dello Stato italiano fino al 2020…  Forte dei Marmi come altri comuni italiani, quindi,  hanno dato proroga fino a quel termine. Diversa è la questione legata a questa data che il Tar della Lombardia e della Sardegna hanno posto alla Corte di Giustizia europea a cui si sono rivolti e da cui è attesa  una risposta all’inizio del nuovo anno. Il governo italiano ha già scritto le sue memorie con le quali riconferma la validità dell’impianto normativo della proroga rispetto a quella scadenza. In questo contesto – prosegue Buratti – può accadere che la Corte di Giustizia dica che va bene e allora si arriva al 2020, altrimenti darà il tempo necessario per dare attuazione al trattato europeo. La Commissione europea, dunque, ci impone di intervenire con una normativa nazionale interna. In questo momento il lavoro che sta facendo il parlamento italiano è quello di predisporre questa normativa,  che vada a delineare la situazione. Stiamo attendendo i provvedimenti. Una cosa è certa: le concessioni scadranno nel 2020. Tutto il resto è frutto di illazioni da parte di chi non conosce la materia o la vuole strumentalizzare per fini politici”.



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