QUESTIONE BALNEARE: INCONTRI PRELIMINARI AL VERTICE

Postato il: 17 febbraio, 2017 | Lascia un commento

MINISTRO_COSTAGiovedì 16 febbraio, conferenza stampa in Senato per la presentazione del ddl inerente il riordino delle concessioni balneari. Nessuna novità di rilievo: il ministro Enrico Costa, relatore del decreto legge, con parole gentili ha confermato l’intenzione del Governo di mandare a gara l’intero comparto balneare italiano, dopo un indeterminato periodo transitorio, che tendenzialmente sarà molto breve. Sono previsti il riconoscimento del valore commerciale dell’impresa e della professionalità acquisita, criteri fermamente contestati in Europa e introdotti in questa fase unicamente per tranquillizzare i disinformati e gli illusi, che purtroppo costituiscono la maggioranza degli operatori del settore. Costa ha assicurato che la nuova normativa sarà scritta “di concerto con tutti gli attori coinvolti, compresi coloro che non sono d’accordo”, il che ovviamente significa che, a meno di un ribaltamento degli equilibri esistenti e crisi politica permettendo, il Governo andrà dritto per la sua strada.
TOMEI_ROMA_17_02_2017Nello stesso giorno le Regioni costiere, convocate a Roma dal coordinatore nazionale Marco Scajola – assessore al Demanio della Regione Liguria – al termine di una riunione alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni balneari, hanno diramato un comunicato nel quale sollecitano un incontro urgente con il Governo, per definire la portata del ddl 27 gennaio 2017 e per discutere il contenuto dei decreti attuativi che ne conseguiranno.
Gli interventi dei sindacati di categoria, nel corso delle due riunioni, hanno fatto emergere posizioni ancora molto lontane tra loro. Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti esprimono idee ancora confuse; Federbalneari, come gli è consueto, si muove su un altro pianeta, mentre Oasi-Confartigianato si spinge ad affermare che il silenzio della categoria costituisce un sostanziale assenso alla riforma. Peraltro anche le sigle che guardano concretamente agli effettivi contenuti del ddl e li contestano con fermezza – CNA Balneatori, ITB Italia e Assobalneari-Confindustria (assente nell’occasione) – non hanno ancora proposto una strategia che offra concreti spiragli di successo. Vedremo a Carrara.
A chi desideri approfondire l’argomento, suggeriamo il puntuale articolo di Alex Giuzio, di Mondo balneare. Qui ci limitiamo a riportare la significativa dichiarazione di Giuseppe Ricci – balneare di razza, presidente nazionale ITB Italia – raccolta sul campo da Alex, e una sintetica quanto eloquente affermazione di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – pubblicata sul sito di CNA Balneatori.
DSCN0468 - CopiaRicci: “Sono in linea con Tomei: non dobbiamo andare alle evidenze pubbliche, o come le vogliate chiamare. Abbiamo investito soldi e vita, siamo nati su quel pezzo di sabbia e diciamo “no alle aste”. Non ci dobbiamo andare. Vogliamo che le nostre imprese siano trattate come tutte le altre imprese: senza una scadenza. Non ci dobbiamo confrontare con nessuno, questa industria l’abbiamo costruita noi”.
Tomei: “Linea ferma e chiara: legittimo affidamento, doppio binario e periodo transitorio. Le procedure selettive e le aste non riguardano e non riguarderanno (mai) le attuali imprese balneari”.
Ci permetta, dottor Tomei, la puntualizzazione che abbiamo inserito tra parentesi. Viene dal cuore.



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ASPETTANDO COSTA: GIUZIO – MONDO BALNEARE – INTERVISTA TOMEI – CNA BALNEATORI

Postato il: 21 settembre, 2016 | Lascia un commento

007-copia-2Pubblichiamo l’intervista  rilasciata da Cristiano Tomei –  coordinatore nazionale CNA Balneatori – ad Alex Giuzio – redattore capo di Mondo Balneare – nell’immediata antivigilia dell’incontro di venerdì 23 settembre con il ministro Costa:

Giuzio: Venerdì il ministro agli affari regionali Enrico Costa incontrerà tutte le associazioni balneari per discutere sulla riforma delle concessioni di spiaggia. Quale sarà la posizione di Cna Balneatori?
Tomei: Ribadiremo ciò in cui crediamo e che abbiamo sempre sostenuto: occorre tutelare le attuali trentamila aziende balneari italiane scongiurando le procedure comparative. Per farlo, l’imminente riforma deve contenere due elementi necessari, ossia il doppio binario di procedure per mandare a gara solo le spiagge libere e il legittimo affidamento che affermi in modo definitivo la non inerenza delle imprese balneari nella direttiva Bolkestein.

G.: L’orientamento del governo non sembra però andare in questa direzione; anzi considera le gare inevitabili. Se la riforma non rispecchierà le posizioni di Cna, come reagirete?
T.: Qualora la riforma non fosse positiva, convocheremo gli Stati generali del turismo balneare italiano. E non escludo un’azione di accertamento giuridico da parte di ognuna delle trentamila imprese per affermare il legittimo affidamento della propria azienda.

G.: Perché Cna Balneatori è rimasta l’unica associazione a sostenere l’esclusione dalle procedure comparative?
T.: Sulla posizione di Cna Balneatori converge la quasi totalità dei concessionari balneari italiani, e questo è l’importante. Le imprese balneari non possono essere messe a gara e occorre costruire una norma che scongiuri questo pericolo. Una legge scritta diversamente non rispetterebbe il sentimento delle trentamila aziende che operano sul demanio marittimo e che hanno realizzato con investimenti, sudore e fatica qualcosa che è unico in Europa e ci è riconosciuto in tutto il mondo.

G.: Per dimostrare le vostre posizioni, l’Europa sembra un ostacolo ancora più difficile rispetto al governo italiano. Quali sono le basi giuridiche su cui vi basate per smentire l’UE e sostenere l’esclusione dalle evidenze pubbliche?
T.: Il primo punto è l’articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: “Ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquistato legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa”. Questo riguarda anche il lavoro delle imprese balneari che, confidando fin qui sul rinnovo automatico delle concessioni, hanno costruito la propria esistenza. Il secondo punto è che la risorsa costiera in Italia non è scarsa, perciò le procedure comparative possono procedere sul doppio binario: gare immediate per nuove concessioni su arenili disponibili fino all’esaurimento della risorsa spiaggia; il tempo necessario alle attuali imprese per continuare a svolgere la propria attività, ma soprattutto per dimostrare in Europa che la corretta applicazione della direttiva Bolkestein non può prevedere le evidenze pubbliche laddove si riconosce il legittimo affidamento.

G.: E come convincere l’opinione pubblica avversa ai presunti “privilegi” degli imprenditori balneari?
T.: Con l’opinione pubblica bisogna confrontarsi e spiegare le nostre ragioni: qualsiasi impresa, compresa quella balneare, non può avere una scadenza. Le imprese balneari hanno contribuito allo sviluppo della qualità, dell’innovazione, della tutela ambientale e della sicurezza di intere località costiere. Per questo vanno assolutamente tutelate, e come Cna Balneatori stiamo lavorando per farlo capire: se si chiede un cambiamento, perché questo deve avvenire con nuovi imprenditori e non con quelli esistenti? Le imprese balneari sono sempre state in grado di stare al passo con i tempi e sono pronte anche oggi a costruire un nuovo cambiamento, confrontandosi a tutti i livelli con Comuni, Regioni, Stato e Unione europea.

G.: La vostra è una posizione di “estremismo” come altri sindacati la definiscono?
T.: La nostra prima preoccupazione è sempre stata quella di assicurarci che le posizioni sindacali di Cna Balneatori possano fornire una reale soluzione al problema, confrontandoci continuamente con la nostra base associativa. Inoltre, siamo ampiamente confortati dai memorandum giuridici dei nostri legali, che dimostrano la compatibilità giuridica delle nostre posizioni riuscendo ad aprire importanti e significativi spiragli sul legittimo affidamento e sulla verifica della disponibilità del bene spiaggia, riportati anche nella recente sentenza della Corte di giustizia europea; il che ha riportato le nostre argomentazioni al centro dell’agenda politica del governo.



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ESSENZIALE PARTECIPARE A BALNEARIA CON CNA BALNEATORI

Postato il: 27 febbraio, 2016 | Lascia un commento

BALNEARIA_2016Negli ultimi giorni, nell’ambito della questione balneare italiana, hanno tenuto banco due notizie:

1.- il parere dell’avvocatura generale della Corte di Giustizia europea, sostanzialmente negativo rispetto alla nostra permanenza sulle nostre spiagge

e

2.- la quasi contemporanea presa di posizione di Enrico Rossi – governatore della Regione Toscana – che, ribaltando la linea politica sostenuta dal suo assessore al Demanio in sede di Conferenza delle Regioni, il 17 febbraio a Roma – si è dichiarato favorevole al “doppio binario”.

La situazione è delicata e difficile, ma è tutt’altro che disperata. Richiede tuttavia, da parte di ciascuno di noi, calma, lucidità, corretta informazione e il massimo sforzo possibile per sostenere le strategie vincenti impostate da tempo.
CNA Balneatori, unica tra i sindacati di categoria, continua a sostenere il suo assoluto NO ALLE ASTE E ALLE EVIDENZE PUBBLICHE. Non si tratta di una posizione illusoria, ma dell’unica linea sindacale seria, chiara, coerente, utile per la reale difesa delle nostre imprese.
In concreto, CNA Balneatori sta lavorando per compattare le Regioni, al fine di portare al Governo una posizione istituzionale forte e favorevole al comparto balneare. E’ ormai a un passo dall’esserci riuscita. Occorre che questo indirizzo sia rafforzato dalla partecipazione e dal voto dei balneari all’assemblea nazionale di CNA Balneatori che si terrà il prossimo 29 febbraio a Balnearia – Carrara Fiere.
Ci saranno:
Cristiano Tomei, presidente e coordinatore nazionale Cna Balneatori
Roberto Righi, Avvocato del Foro di Pistoia
Ettore Nesi, Avvocato del Foro di Firenze
Gabriele Lami, componente del gruppo tecnico sul Demanio di ANCI Toscana
Manuela Granaiola, senatrice della Repubblica
Moderatore: Alex Giuzio, capo redattore di Mondo Balneare.

Una trasferta costituisce per tutti un sacrificio, ma ne vale la pena, se sostiene concretamente le nostre aziende e il nostro futuro. Scendere in campo numerosi dà credibilità alle nostre legittime rivendicazioni. Questo è il momento di esserci.



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M5S  ALLE PRESE CON IL MURO DI GOMMA DELLA COMMISSIONE UE

Postato il: 30 ottobre, 2015 | Lascia un commento

PARLAMENTO_EUROPEO_30.10.2015MONDO BALNEARE – su segnalazione di Antonio Smeragliuolo – informa che l’interrogazione presentata il 21 maggio 2015 da Ignazio Corrao, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, circa l’uniformità di applicazione della direttiva Servizi nel comparto balneare europeo, è tutt’ora in attesa di risposta da parte della Commissione. Il testo dell’interrogazione è riportato sul post di MONDO BALNEARE ed evitiamo di riproporlo, leggetelo sul loro sito utilizzando il link.
Si sarebbe dovuto avere una risposta al più tardi entro il 2 luglio 2015 ed è comunque importante che una risposta, anche se tardiva, venga formulata.
Noi di Comitato Balneari Liguria cercheremo di andare a fondo della questione e abbiamo iniziato con una richiesta di informazioni, che il nostro coordinatore – Giovanni Botta – ha indirizzato al Parlamento europeo. L’immagine fotografica del form predisposto dal Parlamento UE è accessibile con un clic, ma per una più agevole lettura ne pubblichiamo integralmente il testo:

“Leggo, nel Regolamento del Parlamento europeo, Titolo V (Relazioni con le altre istituzioni e organi), capitolo 3 (Interrogazioni parlamentari), articolo 130, commi 5 e 6, che alle interrogazioni prioritarie è data risposta entro tre settimane dalla loro presentazione, mentre alle interrogazioni non prioritarie è data risposta entro sei settimane dalla loro trasmissione.
Vorrei essere informato circa il motivo per cui l’interrogazione con richiesta di risposta scritta dell’europarlamentare italiano Ignazio Corrao, avente per oggetto: Concessioni di demanio marittimo e l’applicazione della Direttiva Bolkestein, presentata il 21 maggio 2015, al numero E-008273-15, è rimasta tutt’ora senza risposta.
Grazie.
Giovanni Botta”

Perchè non fate altrettanto? L’indirizzo del servizio europeo è: https://www.secure.europarl.europa.eu/plenary/it/contact.html

Vi terremo comunque informati circa gli sviluppi.
Una cordiale stretta di mano ad Alex Giuzio e ad Antonio Smeragliuolo.



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SUN 2015: PROGRAMMA EVENTI CNA BALNEATORI

Postato il: 24 settembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVOROCNA Balneatori interviene al SUN di Rimini – edizione 2015 – con un programma di particolare impegno e interesse, mirato sull’importanza del comparto balneare nel contesto dell’economia nazionale; sul valore delle aziende balneari; oltreché, ovviamente, sul diritto di esistere delle 30 mila piccole e micro imprese familiari sulle quali si regge il turismo balneare italiano. Argomenti di primaria importanza nella strategia di CNA Balneatori, che si batte, con la linearità che la contraddistingue, per portare il comparto fuori dalla palude delle aste e delle evidenze pubbliche.
Anima del convegno, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – che si avvarrà della collaborazione di Alex Giuzio – caporedattore di Mondo Balneare – in veste di moderatore nell’inedito incontro-dibattito che si terrà venerdì 9 ottobre, immediatamente prima dell’assemblea nazionale CNA Balneatori.

Questa edizione anticipata del SUN limita e scoraggia le partecipazioni di molti colleghi, impegnati nelle operazioni di fine stagione e soprattutto demotivati per l’incertezza che caratterizza la questione balneare italiana e convinti che tutto sia inutile, perché i giochi sono ormai stati fatti. Non è così e l’inerzia e la rassegnazione sono sempre stati cattivi consiglieri. Snobbare un appuntamento centrale per la comunicazione interna al mondo balneare qual è il SUN è un errore, soprattutto per chi, abitualmente, si limita all’informazione dei social network. Approfondire senza mediazioni la realtà dei fatti, valutare di persona la credibilità degli interlocutori, conoscere i loro reali obiettivi è essenziale, forse addirittura più importante della continuità dell’impegno. E niente come la presenza diretta aiuta a capire.



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MONDO BALNEARE INTERVISTA GOZI

Postato il: 9 settembre, 2015 | Lascia un commento

SANDRO_GOZIAlex Giuzio, nell’articolo pubblicato l’8 settembre 2015 da Mondo Balneare, nel quale riporta l’intervista a Sandro Gozi – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei – realizzata durante la Festa dell’Unità di Ravenna, fotografa  con la consueta lucidità le posizioni attualmente in essere nell’ambito della questione balneare italiana. Niente di sostanzialmente nuovo. La situazione è bloccata in attesa della sentenza della Corte di Giustizia europea, decisione che non si conoscerà prima del marzo 2016. Il Governo, in persona di Gozi, prospetta una situazione a nostro giudizio paradossale, che riferisce alle responsabilità dei Governi che lo hanno preceduto, minimizzando le proprie:

1.- la normativa italiana che proroga al 2020 la scadenza delle attuali concessioni non è mai stata notificata alla Commissione europea, nonostante le considerazioni che abbiamo svolto nel nostro post del 4 febbraio 2015. Quindi, ufficialmente, per Bruxelles la proroga al 2020 a tutt’oggi non esiste;

2.- la Commissione europea non intende discutere con il Governo italiano alcun periodo transitorio finché esista il rischio che la Corte di Giustizia dichiari inammissibile il ricorso a proroghe automatiche che l’Italia ha fatto, in contrasto con i principi comunitari in materia di trasparenza, non discriminazione, libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi, nonché con l’art. 12 della Direttiva servizi;

3.- il Governo asserisce l’intenzione di tutelare il turismo balneare, ma non agisce con la necessaria determinazione in ambito nazionale e comunitario. Non si pone al riguardo obiettivi di ampio respiro, quali ad esempio l’inquadramento della questione balneare italiana nell’ambito della Direttiva Concessioni. Difende – è vero – la proroga al 2020 (lo attesta l’intervento dell’Avvocatura di Stato presso la Corte di Giustizia) e parla anche di concedere all’imprenditoria balneare un congruo periodo transitorio, ma al termine di questo periodo, presumibilmente breve, non prevede alcuna particolare tutela per gli attuali concessionari. Inoltre, pur consapevole del fatto che l’ipotesi del cosiddetto “doppio binario”, fondata sulla proroga al 31 dicembre 2015, potrebbe saltare se la Corte di Giustizia dovesse esprimersi in modo negativo, subordina l’elaborazione di una soluzione politica alternativa – essenziale, quanto meno per assicurare la continuità operatività del settore – alla nomina, apparentemente sine die, di un nuovo ministro agli Affari regionali, competente nel merito, carica vacante dal 30 gennaio 2015.
Il Governo non sembra accorgersi del fatto che il perseguire obiettivi minimi in tema di questione balneare determina la sostanziale elusione del legittimo affidamento dei concessionari in attività rispetto alla originaria formulazione delle norme inerenti il demanio marittimo italiano e, in prospettiva, provoca la distruzione di un enorme e forse irripetibile patrimonio nazionale, costruito da generazioni di operatori che – lavorando nel difficile ambiente litoraneo – hanno creduto nelle leggi dello Stato italiano, premesse che lo Stato  non ha saputo mantenere nel contesto europeo, che pure ha contribuito in modo sostanziale a creare.



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MONDO BALNEARE INTERVISTA BORGO E TOMEI SU RIFORMA DEMANIO MARITTIMO E UNITA’ SINDACALE

Postato il: 13 agosto, 2015 | Lascia un commento

BANDIERE_CNAAlex Giuzio, di Mondo Balneare, intervista Riccardo Borgo e Cristiano Tomei sulla riforma del demanio marittimo e sull’unità sindacale. Domande di ampio respiro, che cercano di spiegare circostanze poco chiare per chi non le abbia vissute da molto vicino.
Perché, in una situazione così critica per l’intero comparto balneare, l’unitarietà sindacale si è sfaldata sul progetto di CNA Balneatori che propone di difendere la libertà d’impresa dei balneari, affermando e sostenendo – con argomenti giuridicamente fondati – il loro diritto a una fruizione del demanio di durata non limitata, che escluda il ricorso a procedure di evidenza pubblica? Non è forse questo che i balneari vogliono e del quale hanno bisogno per vivere?
I quattro sindacati che hanno rifiutato questa proposta, dall’aprile 2015 sono praticamente usciti di scena. CNA Balneatori, invece, indicata da loro come unico responsabile della rottura, partendo dall’assenso incondizionato della propria base e da un approccio giuridico-sindacale innovativo, non solo ha chiarito e ribadito la volontà di difendere il diritto di esistere degli attuali stabilimenti balneari, con esclusione dalle aste, ma ha lavorato ininterrottamente, in Italia e in Europa, per avviare tutte le iniziative necessarie a questo fine, realizzando in poche settimane quanto non era stato fatto per anni. Parliamo della difesa giudiziale della proroga al 2020 e della richiesta di un lungo periodo transitorio, necessario per ridare fiato al settore e predisporre nel contempo una normativa adeguata e compatibile con il diritto europeo. Parliamo dell’informativa e della sensibilizzazione di tutti i soggetti e organi istituzionali potenzialmente interessati alla tutela del comparto balneare. Parliamo di iniziative finalizzate al miglioramento dell’immagine di categoria.
Per ragionare di unitarietà sindacale – obiettivo auspicato da tutti – dobbiamo capire quanto questi argomenti, sui quali converge l’incondizionato interesse dei balneari e dai quali dipende la loro stessa esistenza, siano realmente condivisi. E’ su questi temi che bisogna arrivare a un chiarimento. Senza perdere di vista il fatto che CNA Balneatori al riguardo ha idee molto chiare e lo ha dimostrato: NO ALLE ASTE, NO ALLE EVIDENZE PUBBLICHE!!



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ALEX GIUZIO: SPIAGGE, MAFIA E BENI COMUNI

Postato il: 1 agosto, 2015 | Lascia un commento

ALEX_GIUZIO_2Segnalazione di Alessandro Riccomini – presidente regionale Liguria CNA Balneatori

“L’Unione europea, con la direttiva 2006/123/CE detta “Bolkestein” sulla liberalizzazione dei servizi, ha obbligato l’Italia a cambiare le modalità di affidamento delle concessioni demaniali marittime, invitando a cessare la pratica del rinnovo automatico a favore di un ricambio più frequente delle titolarità su un bene pubblico. Tralasciando i dubbi sull’effettiva pertinenza delle spiagge in questa direttiva e lo sgangherato percorso parlamentare che tra i governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi non è ancora riuscito a varare una riforma in merito, rimane il fatto che le concessioni esistenti sono state bruscamente colpite dall’abrogazione del rinnovo automatico decisa in foga per uscire dalla procedura di infrazione europea, il che le ha portate alla naturale scadenza del 31 dicembre 2015 (con un’ulteriore proroga al 2020 attualmente al vaglio della Corte di giustizia europea), ma senza che in cinque anni si sia scritta una riga di legge su ciò che avverrà dopo tale termine. Ciò ha comportato innanzitutto un problema sociale: attualmente ci sono 28mila piccole imprese, prevalentemente a gestione familiare, che non sanno che fine faranno, spesso con mutui aperti in base al contratto di rinnovo automatico poi mutato in corso d’opera. E nulla di buono è promesso dalla riforma a cui sta lavorando il governo Renzi in gran segreto, le cui bozze sono circolate nella stampa specialistica: si tratta di un testo contraddittorio, che da una parte ha il bell’intento di tutelare il patrimonio ambientale costiero e di istituire un “rating di legalità” per escludere la malavita organizzata dagli appalti, ma che dall’altra parte si concentra solo sul monetizzare l’assegnazione delle spiagge tramite l’offerta “economicamente più vantaggiosa”, non concretizzando gli altri importanti principi di cui si è appena detto e delegandoli a successivi decreti che, come da consuetudine parlamentare, mai arriveranno entro l’inizio delle procedure di assegnazione nel 2016, o peggio ancora saranno lasciati alla discrezione delle amministrazioni regionali e comunali a cui spetta la competenza della gestione del demanio.”

Così Alex Giuzio in un passo significativo del lucido e lungimirante articolo Spiagge, mafia e beni comuni, pubblicato il 30 luglio 2015 da www.lostraniero.net, al quale rinviamo per gli opportuni approfondimenti. Condividiamo la tesi di Alex: il rischio che un bene comune, fragile e significativo qual è la spiaggia, finisca in mano a soggetti economicamente forti, spregiudicati e persino criminali, interessati ai propri affari più che all’ambiente e al tessuto socio-economico locale, capaci di orientare a proprio vantaggio le decisioni della P.A. che li riguardino, è elevatissimo e reale. Il territorio del Comune di Ostia costituisce un esempio concreto di quello che potrebbe accadere su tutte le coste d’Italia aprendo alle gare ad evidenza pubblica suggerite dall’Europa. Per contro, le piccole imprese balneari a base familiare – integrate da generazioni sul territorio, rispetto al quale hanno progressivamente acquisito consapevolezza ambientale, che corrisponde a un interesse diretto e reale per la conservazione e il miglioramento del contesto litoraneo all’interno del quale operano, essenziale rispetto alla propria organizzazione aziendale – rischiano di essere irrimediabilmente estromesse dalla utilizzazione del demanio marittimo. La tutela delle spiagge, non diversamente da quella dei terreni agricoli e dalle zone di montagna, passa invece attraverso una intelligente e attenta politica di affidamento controllato del bene demaniale alla piccola imprenditoria familiare. Ma questo concetto, che pure inizia a farsi strada nel giornalismo specializzato e in alcuni ambiti politici illuminati, sembra essere ancora pericolosamente lontano dalla consapevolezza generalizzata della società italiana contemporanea.



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MONDO BALNEARE: CNA POSITIVO IL NEGOZIATO A BRUXELLES SULLA RIFORMA DELLE SPIAGGE

Postato il: 17 luglio, 2015 | Lascia un commento

MONDO_BALNEARECompletiamo la nostra relazione circa gli esiti della missione CNA Balneatori del 15 luglio a Bruxelles, riportando l’articolo di Alex Giuzio, pubblicato su MONDO BALNEARE.



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RITIRATA LA RISOLUZIONE LODOLINI

Postato il: 8 maggio, 2015 | Lascia un commento

EMANUELE_LODOLINIEmanuele Lodolini ha ritirato la risoluzione che ha allertato l’imprenditoria balneare italiana negli scorsi giorni, proponendo aste per le imprese in attività e, anzi, ha confermato il proprio impegno affinché la VI Commissione Finanze convochi in tempi brevissimi un’audizione dei sindacati di categoria in merito alla questione balneare. Nulla, ovviamente, succede per caso ed è opportuno precisare che l’iniziativa che ha sbloccato la situazione e determinato la decisione dell’on.le Lodolini è stata messa in campo da CNA Balneatori, che ha immediatamente inviato alla Commissione VI Finanze la documentazione completa e ineccepibile sulla base della quale, in questi ultimi mesi, ha delineato e strutturato la sua tesi sul diritto di esistere delle imprese balneari in attività. L’intelligente articolo di Alex Giuzio, capo redattore di Mondo Balneare – “Ritirata la risoluzione Lodolini sulle aste delle concessioni balneari” – conferma il nostro punto di vista.
Cristiano Tomei – presidente CNA Balneatori – nell’apprendere la notizia ha commentato: “Esprimiamo soddisfazione per la notizia a nome della  categoria, anche se il lavoro che ci attende per trovare una soluzione adeguata e soddisfacente per la questione balneare italiana è ancora lungo e complesso. Posso preannunciare fin da ora che utilizzeremo la documentazione che CNA Balneatori ha prodotto nei confronti della VI Commissione Finanze nelle interlocuzioni prossime venture con il Governo e con la stessa Unione europea. ”



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